SEREGNO – COMUNE: INDAGATI SINDACO ASSESSORI SEGRETARIO COMUNALE DIRIGENTI E IMPRENDITORI

Cronaca

SEREGNO – COMUNE: INDAGATI SINDACO, ASSESSORI, SEGRETARIO COMUNALE, DIRIGENTI E IMPRENDITORI

SEREGNO – Il PM del Tribunale di  Monza Salvatore Bellomo  ha notificato la chiusura delle indagini preliminari del primo filone d’inchiesta sull’urbanistica di Seregno, quella riguardante in primis l’ex sindaco Edoardo Mazza  . Di questo filone di inchiesta sono quindici i nomi degli indagati: l’ex sindaco Edoardo Mazza ( foto a sx )  gli ex assessori Giacinto Mariani ( foto a dx )  e Gianfranco Ciafrone, l’ex consigliere comunale Stefano Gatti e i dipendenti comunali Biagio Milione, Mauro Facchinetti, Antonella Cazorzi, Franco Greco e Carlo Santambrogio . Nell’elenco compaiono anche l’imprenditore Antonino Lugarà, il pubblico ufficiale Giuseppe Carello oltre all’ esponente dell’ex Pdl, Massimo Ponzoni. Fra le new entry degli indagati  figurano l’ufficiale giudiziario Vincenzo Fortunato Corso, Angelo Bombara e il segretario comunale Francesco Saverio Motolese.

Ricordiamo che le indagini erano partite  dalla costruzione un supermercato su un’area dismessa di via Valassina. Sindaco e costruttore erano stati arrestati il 26 settembre 2017 e successivamente erano tornati in libertà per decisione del Gip di Monza e il Tribunale del Riesame di Milano. Secondo l’accusa il primo cittadino avrebbe agevolato il piano urbanistico in cambio di voti nella campagna elettorale del 2015, vinta dallo stesso Mazza a capo di una coalizione di centro-destra .

Gli ex assessori Giacinto MarianiGianfranco Ciafrone dovrebbero rispondere  dell’accusa di abuso d’ufficio.

Coinvolto nella vicenda anche il segretario comunale Francesco Saverio Motolese, che avrebbe “asservito” il procedimento amministrativo  necessario al collaudo delle opere di urbanizzazione dell’immobile commerciale di via Valassina “all’interesse affaristico ed economico”  della società riconducibile ad Antonino Lugarà. Il costruttore, tramite l’intermediazione di Massimo Ponzoni, viene accusato dalla Procura anche per un prestito di 100mila euro a un imprenditore in difficoltà con interessi ritenuti usurari.
Ora è probabile che nei termini di legge  artt. 416 ss. cpp seguirà  la “richiesta di rinvio a giudizio” . A inoltrarla  sarà  il pubblico ministero  se nel corso delle indagini preliminari sono stati  raccolti elementi sufficienti a sostenere l’accusa nell’eventuale e successivo giudizio.

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