Il nipote si fa nominare amministratore di sostegno della zia e poi le svuota il conto corrente
Monza – Come nipote acquisito era riuscito a farsi nominare amministratore di sostegno di un’ottantenne, ma le avrebbe svuotato il conto corrente riuscendo a impossessarsi di circa 300mila euro.
È l’accusa di cui ora deve rispondere in un processo al Tribunale di Monza M.C. commercialista, imputato di peculato proprio per il ruolo che aveva avuto dal giudice tutelare, che lo accomunava ad un pubblico ufficiale. A ripercorrere la vicenda giudiziaria ieri in aula è stata un’avvocata che è stata nominata nuova amministratrice di sostegno dell’ottantenne monzese dopo che sul parente dell’anziana erano iniziati ad emergere i primi sospetti perché la donna risultava debitrice per le rette nella rsa dove era ospitata e anche per le spese condominiali della sua abitazione, che alla fine è stata venduta all’asta. I fatti contestati risalgono ad un periodo tra il 2017 il 2019.
“L’amministratore di sostegno era figlio della sorella del marito dell’anziana – ha spiegato la testimone – Erano arrivate segnalazioni dalla rsa per il mancato pagamento delle rette di 2900 euro mensili, ma risultava che l’anziana avesse più di 300mila euro sul conto corrente. Dal 2018 però risultavano prelievi in più tranche, il motivo che era stato portato al giudice tutelare che li aveva autorizzati era il cambio della banca, ma poi si era scoperto che quell’istituto di credito era già in liquidazione ed era stato assorbito da una holding bancaria, dove però non risultava aperto un conto corrente a nome della donna. I soldi risultavano spostati in un fondo fiduciario”.
Anche dopo la revoca del suo ruolo di amministratore di sostegno, M.C. avrebbe continuato a farsi accreditare la pensione dell’ottantenne. “Gli ho scritto e telefonato molte volte per farmi consegnare le chiavi dell’abitazione della signora, finché l’appartamento è stato pignorato e venduto all’asta – ha aggiunto la nuova amministratrice di sostegno – Il ricavato non è bastato a pagare i debiti perché ci sono ancora fatture insolute dall’aprile del 2021 della casa di riposo”.
Una situazione che aveva portato ad interessare la Guardia di Finanza ed aprire un fascicolo penale per peculato alla Procura di Monza. Al commercialista, che non si è mai presentato al processo, è stato nominato un difensore di ufficio che sostiene di non essere riuscito a mettersi in contatto con l’imputato. L’ultima possibilità per dire la sua sarebbe il 17 novembre, poi si apre la discussione per la sentenza.
( Fonte IL GIORNO – Stefania Totaro )
