In Lombardia un abitante su 10 è di origini straniere. La comunità più numerosa è quella romena
Dossier Idos 2025: la comunità più rappresentata è quella romena. Le province più multietniche sono Milano, Brescia e Bergamo. Il presidente di Anolf Bove: c’è bisogno crescente di giovani e di lavoratori per contrastare calo delle nascite e invecchiamento popolazione
I cittadini lombardi di origini straniere sono 1,23 milioni: un abitante su dieci, pari al 12,3% della popolazione regionale. Il dato emerge dalla nona edizione del Dossier Idos, presentato oggi a Milano in collaborazione con la Cgil e la Cisl in cui viene indicato che la “larga maggioranza” degli stranieri residenti nella regione “lavora, paga le tasse, ha una famiglia e dei figli che vanno a scuola, eppure resta ai piani bassi dell’ascensore sociale”. “L’immigrazione – si legge nello studio – è un fenomeno strutturale, in leggera crescita (+2,3% tra 2023 e 2024), ma non c’è nessuna invasione”.
Lavoro, in Lombardia 600mila occupati stranieri
In Lombardia gli occupati stranieri sono più di 600 mila, il 41,5 percento donne, con un tasso di occupazione del 65 percento. La maggior parte lavora nei servizi (67,6 percento) e nell’industria (30,7 percento), spesso in mansioni non qualificate, con un reddito medio di 15.901 euro, molto inferiore a quello degli italiani (25.259 euro). Le imprese gestite da cittadini immigrati sono 131.985, pari al 14 percento del totale, in crescita del 32,5 percento nell’ultimo decennio.
Le comunità più presenti in regione
In numeri assoluti le province più multietniche sono quelle di Milano, con oltre 495 mila persone di origine straniera, Brescia (oltre 155 mila) e Bergamo (oltre 126 mila). In rapporto alla popolazione spicca ancora la provincia di Milano (15,3%), seguita da quelle di Mantova (14%), Lodi (13%) e Pavia (12,7%). La comunità più forte è quella romena, poi vengono egiziani, marocchini, albanesi e cinesi. Notevole la presenza di ucraini, in fuga dalla guerra (più di 64 mila).
L’analisi di Anolf Lombardia
“L’Italia – spiega il presidente di Anolf Lombardia Maurizio Bove – ha un bisogno crescente di giovani e di lavoratori per contrastare il calo delle nascite e ”invecchiamento della popolazione, ma risponde con la chiusura delle frontiere e una gestione inefficace degli ingressi per lavoro, che ostacola l’immigrazione regolare invece di favorirla”. “Mentre l’attenzione pubblica resta concentrata sugli sbarchi – sottolinea – milioni di stranieri, presenza stabile e vitale nelle nostre comunità, continuano a scontare la mancanza di politiche capaci di arginare le discriminazioni e costruire veri percorsi di inclusione”.
