Lombardia : 13 sfratti al giorno.Esecuzioni aumentate del 41%
Oltre 6.500 provvedimenti di sfratti emessi, circa 18 al giorno in tutta la Lombardia, e 4.802 eseguiti, 13 al giorno. Se le nuove emissioni, a livello regionale, sono in leggero calo rispetto al 2023 (-5%), le esecuzioni aumentano invece del 41,6% in un anno, mentre le richieste di esecuzione salgono addirittura del 61,5%.
Questo è il quadro che arriva dall’aggiornamento annuale dei provvedimenti di sfratto del Ministero dell’Interno. Per quanto riguarda i provvedimenti emessi, la Lombardia vede un calo, in controtendenza rispetto all’aumento dell’1,99% di media nazionale. Tra le province lombarde, tuttavia, Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia e Sondrio, vedono un aumento: Sondrio del 100%, Mantova del 9,7%, Brescia del 7,07%, Bergamo ha un +3,65%, Pavia un +1,93%
Le richieste di esecuzione crescono, in Lombardia, in modo imponente: +61,51% rispetto al 9,82% della media nazionale. I numeri più elevati, in valore assoluto, riguardano Milano, Brescia e Bergamo. Gli sfratti eseguiti sono in crescita in quasi tutte le province lombarde, ad eccezione di Varese, Lecco e Bergamo: boom a Milano che passa da 133 a 1.597. Il fenomeno continua a riguardare in misura sempre crescente i nuclei familiari residenti con locazione di lungo periodo.
Il quadro degli sfratti va letto contestualmente alla radicale e costante diminuzione del numero di contratti di lunga durata attualmente in essere, evidenziato dall’indagine sull’andamento degli affitti dell’Ufficio studi Sunia. Se guardiamo i dati dei capoluoghi, ad esempio, si vede che a Brescia i contratti ordinari a lungo periodo sono passati da 4.969 del 2018 a 4.573 del 2024, con un canone mensile a metro quadro che è passato da 5,99 euro a 7,78 euro; schizzati i contratti transitori (affitti brevi), da 1.473 del 2018 a 2.760 del 2024). Stesso andamento a Bergamo: i contratti di lungo periodo sono scesi da 2.662 a 2.364, quelli brevi da 1.376 a 2.882. A Como, più contenuto l’aumento degli affitti brevi, da 1.109 a 1.324, a fronte comunque di un calo di contratti di lungo periodo (da 2.245 a 1.674), con un aumento dei contratti concordati agevolati. Analoga la situazione a Lecco, dove i contratti ordinari di lungo periodo sono scesi da 707 del 2018 a 556 del 2024, quelli transitori da 456 a 615 nello stesso lasso di tempo. A Sondrio, calano sia i contratti di lungo periodo (da 698 a 639, ma nel 2023 c’era stato un aumento a 702), e anche quelli transitori (da 258 del 2018 a 250 del 2024).
“La “rendita” ha completamente sopraffatto il “reddito” – commenta Emiliano Guarneri, segretario nazionale Sunia –, se non si attuano immediatamente politiche che consentano di governare la rendita fondiaria e che restituiscano ai redditi di lavoratori e pensionati la capacità di vivere una vita dignitosa, garantendo l’accesso ai servizi primari come la salute e la casa, la situazione rischia di avvicinarsi ad un punto di non ritorno”.
