Monza – Giada Turato:«Il mio bilancio a un anno esatto dal licenziamento dalla Giunta Pilotto»
Monza – L’ex assessora Giada Turato a circa un anno dal suo licenziamento dalla Giunta Pilotto di Monza, traccia un personale bilancio degli ultimi 12 mesi e parla delle priorità della città di Teodolinda.
“Il 22 agosto 2024 è una data da ricordare. Quella mattina stavo lavorando su alcune priorità importanti per Monza, tra cui la metropolitana, quando improvvisamente appresi dalla stampa nazionale la notizia del mio licenziamento improvviso dalla Giunta Pilotto, nella quale fino ad allora avevo rivestito il ruolo di Assessore con deleghe importanti tra cui Ambiente, Energia, Mobilità. Tralasciando il lato umano, la mia vicenda è diventata simbolo di un sistema ancora legato a vecchie logiche, che mette all’angolo chiunque abbia voglia di lavorare per cambiare le cose. Ma il potere di cambiare sta sempre nei cittadini, e io ho fiducia di loro, per questo ho fondato un’associazione come Connetti Monza e Brianza.
Sappiamo che la macchina del fango era già partita molto prima del mio licenziamento, quando qualcuno diffondeva veline sui giornali oltre alla notizia di un probabile rimpasto di deleghe. Chiamata a rapporto “politico” per avere espresso molta cautela (propria di chi ha una formazione legale), sulle scelte riguardanti il futuro dell’appalto rifiuti, sulla quale si voleva intraprendere una strada che consideravo non adeguata per la città in cui non ero stata coinvolta fin dall’inizio pur avendone la delega e la responsabilità (e sulla quale ad oggi l’amministrazione continua a non manifestare le sue intenzioni ai cittadini, nonostante la scadenza dell’appalto di igiene urbana nel 2026), fui invitata a rimettere subito al Sindaco la sola delega ai rifiuti/ambiente, ma in assenza di motivi oggettivi, anziché farlo di mia iniziativa privata preferii lasciare questa scelta all’unico deputato a farlo, ovvero il Sindaco. E fu proprio il primo cittadino, poco dopo, a rinnovarmi la sua piena fiducia su tutte le deleghe tranne quella relativa all’ambiente/rifiuti per ragioni diverse dal merito del lavoro che stavo conducendo, preannunciando un’imminente conferenza stampa per lanciare pubblicamente la notizia del rimpasto.
Con somma sorpresa e senza alcun preavviso, poco dopo, la mattina del 22 agosto 2024, fui letteralmente assalita dalla stampa dalla quale apprendevo con stupore, e solo in quel momento, la revoca di tutte le deleghe (non più solo quella dell’ambiente), facendo riferimento a presunte incomprensioni con gli uffici e l’opinione pubblica. Nonostante sia stata vittima di una vicenda politica più grossa di me e della quale, tuttora, conosco ancora poco i contorni, non ho smesso di impegnarmi sui temi a mio avviso prioritari per Monza, su cui continuerò a lavorare anche se in veste diversa. Per questo ho ampliato lo sguardo su tutta la Brianza fondando l’associazione Connetti Monza e Brianza.
Mi aspettavo che con la mia sostituzione avrebbero cambiato qualcosa, invece a un anno di distanza posso constatare che molto di quello su cui stavo lavorando, dopo di me è stato accantonato o non è stato più portato avanti nei tempi previsti, un esempio tra tutti la metropolitana, sulla quale ormai rischiamo di accumulare ritardi inaccettabili. Sul traffico e l’inquinamento, Monza (che in un recente studio ha ottenuto il triste primato di terza città più inquinata di Italia) ha bisogno più che mai di misure urgenti che questa amministrazione ha dimostrato di non volere mettere in campo. Non è sufficiente colpevolizzare i monzesi perché utilizzano l’auto privata, ma servono azioni concrete e soprattutto investimenti per incentivare altre forme di mobilità che non può essere unicamente l’estensione delle strisce blu, camuffata come incentivo alla rotazione delle auto ma che, come sola azione, non può assolutamente raggiungere i risultati sperati nel quadro del piano urbano della mobilità sostenibile (approvato nel 2024 ma poi chiuso in un cassetto), anzi rischia di cagionare inutili disagi ai cittadini.
Dal punto di vista ambientale, la città è ancora stretta sotto la morsa del consumo di suolo in attesa di una variante al PGT che avrebbe dovuto mettere in discussione le principali scelte urbanistiche della città, ma tarda ancora ad arrivare mentre assistiamo a una Brianza vittima di continui disboscamenti. Manca una visione su cosa voglia diventare questa città da grande e il dialogo a livello regionale e nazionale si è in parte interrotto. Monza ha bisogno di una visione nuova che oggi non c’è, fatta di contenuti innovativi, competenze e voglia di rivoluzionare mettendo in discussione ciò che non funziona, con il solo obiettivo di migliorare la città e non quello di conservare unicamente poltrone. “
