Pedemontana : anche “Azione” aderirà alla manifestazione del 4 ottobre

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Pedemontana : anche “Azione” aderirà alla manifestazione del 4 ottobre


Monza – Il 4 ottobre a Monza si riuniranno comitati, associazioni, liste civiche e forze politiche accomunate da una convinzione: la Pedemontana, così com’è, è un progetto destinato al fallimento. Anche Azione aderirà alla manifestazione come comunica in una nota per la stampa :

“Azione sarà presente alla manifestazione con proposte molto concrete – dichiara Roberto Zanni, Segretario di Azione Monza e Brianza – frutto di un’analisi approfondita del progetto e delle sue criticità, partendo dal presupposto che il partito è a favore delle grandi opere come Pedemontana a patto che le stesse impattino positivamente sulla popolazione. E su questo versante il progetto necessita di modifiche sostanziali”.

La Pedemontana nasce oltre trent’anni fa, ma nel tempo ha perso la sua visione originaria. Oggi significa soprattutto costi enormi a carico dei lombardi: le previsioni al 2020 stimano 5,2 miliardi di euro complessivi di costi e pedaggi fino a tre volte superiori rispetto ad altre autostrade (18 euro al giorno per percorrere l’intera Pedemontana, 5 euro per andare da Cesano Maderno a Vimercate).

Una prospettiva insostenibile che rischia di pesare per generazioni sui bilanci regionali e sulle tasche dei cittadini.

Eppure, l’opera non è inutile in sé: è necessaria per alleggerire il traffico che attraversa i nostri centri abitati. Ogni giorno, infatti, si registrano circa 2,5 milioni di spostamenti nel bacino delle province coinvolte. Continuare a riversare questo traffico sulle strade urbane significa più congestione, inquinamento e incidenti.

Non basta dire ‘blocchiamo tutto’ – riprende Zanni – la Regione Lombardia controlla direttamente Pedemontana e non può più scaricare responsabilità su altri. Cancellare l’opera tout court avrebbe costi enormi e lascerebbe il territorio senza risposte. Occorre invece una revisione profonda, per ridurre l’enorme impatto economico e ambientale, rendere l’infrastruttura utile al futuro della Brianza e della Lombardia, riducendo significativamente gli espropri che oggi minacciano famiglie, imprese e territori. Quello che auspichiamo é che le centinaia di milioni di euro risparmiate possano essere impiegate per migliorare la mobilità della provincia e non solo con nuove tratte della Metro, collegamenti più moderni e treni finalmente affidabili”.

Le proposte di Azione vanno in questa direzione, consentendo di risparmiare circa 500 milioni di euro:

1) Cancellare la tratta D-breve, perché inutile, dannosa e in contrasto con gli accordi presi con l’Unione Europea: non raggiungerebbe Bergamo e comporterebbe ricorsi e sanzioni, con il rischio che l’opera venga bloccata dalla Commissione Europea. In alternativa, Azione propone di:

2) Riqualificare la Tangenziale Est (A51): non solo manutenzione, ma una vera trasformazione. Lo svincolo verrebbe riqualificato per far fluire il traffico verso una galleria sotterranea di 4 km, che passa sotto aree agricole senza bisogno di espropri, fino alla TEEM e da lì all’A4 in uno svincolo oggi non saturo. Un collegamento più logico, meno invasivo e più sostenibile;

3) Ridurre da 3 a 2 le corsie e abbassare la velocità da 130 a 110 km/h: scelta più coerente con i flussi reali di traffico, che riduce i costi, limita significativamente l’occupazione di suolo e consente di inserire uno svincolo strategico per Monza all’altezza della rotonda Yamaha di Lesmo. Questa modifica avrebbe benefici enormi per la mobilità est-ovest della Brianza e per l’ambiente.

I risparmi generati non sarebbero un semplice taglio di spesa: servirebbero a ridurre il costo del pedaggio per i cittadini e a investire davvero nel trasporto pubblico, potenziando linee ferroviarie e metropolitane, da Monza a Vimercate fino a Milano.
Per dare forza a queste proposte, Azione ha lanciato una petizione popolare, invitando i cittadini a sottoscriverla per sostenere un cambiamento concreto per rendere la Pedemontana più utile, più equa e meno costosa.

Link alla petizione: https://chng.it/V6PMXfHKtF