SEREGNO – Seregno città che torna a vivere, a incontrarsi, a godersi la vita, che costruisce legami e crea una comunità più coesa. Nel solco di queste riflessioni approfondite dal sindaco Alberto Rossi e dall’assessore alla cultura Federica Perelli si è sviluppato un interessante incontro promosso nell’auditorium comunale “Pierino Romanò” a Seregno dalla Associazione Culturale Famiglia Artistica Seregnese per la presentazione del libro di poesie di Domenica Alati dal titolo “Tra la Terra e il Cielo” Aletti Editore. Particolarmente significativa la prefazione, che si pregia della critica di Hafez Haidar, già docente di Letteratura araba all’Università di Pavia. Scrittore, Accademico emerito di origine libanese e cittadino italiano, Hafez Haidar è conosciuto quale candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2017 e al Premio Nobel per la Letteratura nel 2018 e per aver tradotto in italiano opere di Gibran e in arabo Oriana Fallaci.
Dopo le appropriate esposizioni del sindaco Rossi e dell’assessore Perelli, è intervenuto Pierluigi Cocchi, maestro d’arte e presidente della Fas, che ha definito i termini della qualificata iniziativa culturale e anticipato i contenuti degli eventi che verranno approntati in città e, quindi, introdotto la presentazione della pubblicazione “Tra la Terra e il Cielo” per la quale è stato scelto il dialogo, assai apprezzato dalle numerose presenti nell’Auditorium stante gli argomenti trattati, tra la poetessa e scrittrice Domenica Alati e il giornalista Franco Cantù.
Una domanda emblematica ha fatto presa tre le altre e riguarda il titolo dell’opera. “Tra la Terra e il Cielo”, nasce da una poesia contenuta nella medesima raccolta – ha spiegato la poetessa che vive a Seregno che ha già ricevuto importanti riconoscimenti per opere di poesia e di narrativa – I versi durante tutto il percorso poetico ci portano a un viaggio immaginario in cui il silenzio, le emozioni e la realtà hanno un ruolo fondamentale. L’attore protagonista è l’uomo, con i suoi limiti le sue fragilità, il quale fa vibrare le scene come se fosse su un palcoscenico, in cui anche tutti gli attori e le comparse mutano e si muovono a seconda delle sensazioni ed emozioni. L’uomo sa essere amore infinito ma anche l’esatto opposto. E quindi all’amore straordinario si contrappone l’odio, la violenza, la guerra. In tutto ciò la natura mutevole e spaziale viaggia su un binario parallelo alla spiritualità, che, come la luce di una lampada, effonde la vera essenza del libro”.
( Franco Cantù )
( nella foto da sx l’assessora Federica Perelli, Domenica Alati, il sindaco Alberto Rossi e il giornalista Franco Cantù )