” EX MEDASPAN: IL COMUNE DICE NO AD ANALISI CHIMICHE “

Cronaca

” EX MEDASPAN: IL COMUNE DICE NO AD ANALISI CHIMICHE “

MEDA – Il gruppo di Sinistra e Ambiente riporta l’attenzione sull’area ex Medaspan e sulla bocciatura della mozione che chiedeva di fare indagini più approfondite sull’area. Il capogruppo Alberto Colombo ricorda che l’azienda era nelle immediate vicinanze dell’Icmesa e della diossina.
La lista civica “Sinistra e Ambiente” aveva chiesto di fare indagini chimiche sul terreno della ex Medaspan in vista della sua riqualificazione: sia per l’attività svolta dalla ditta, sia per la sua estrema vicinanza a quello che era il terreno della Icmesa da cui era fuoriuscita la diossina. L’amministrazione comunale, però, non ha ritenuto necessario questo approfondimento. Alberto Colombo, capogruppo di “Sinistra e Ambiente” esprime tutte le sue perplessità sulla scelta della maggioranza e spiega perché, secondo la lista che rappresenta, le indagini sono tutt’altro che superflue prima di movimentare il terreno in vista dei lavori. La mozione di Sinistra e Ambiente che impegnava Sindaco e Giunta a richiedere, con approcio cautelativo, un approfondimento con indagini chimiche mirate sull’area dismessa ex Medaspan, ora oggetto del Piano attuativo presentato dalla società Pabel Spa per la realizzazione d’una struttura commerciale più albergo più servizi in iter di Variante parziale, è stata bocciata dalla maggioranza del PD durante il Consiglio comunale del 29 ottobre. Le indagini chimiche richieste prevedevano la ricerca di solventi e composti clorati in funzione dell’attività svolta e dei prodotti lavorati nell’allora Medaspan (pannelli di compensato e truciolato con uso di formaldeide come collante) nonchè la ricerca di Diossina TCDD, diossine e furani, questo in considerazione del fatto che l’area ex Medaspan risulta dentro il perimetro della allora zona R (rispetto) così classificata in base al livello di contaminazione da diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976. Ricordiamolo: il rapporto ambientale s’è limitato a prendere atto, ritenendole esaustive, di una serie di analisi standard (idrocarburi e metalli pesanti) eseguiti da un laboratorio privato su incarico della Pabel. L’indirizzo alla maggioranza Pd sulla linea da tenere l’ha data il sindaco Gianni Caimi con un intervento a dir poco “stupefacente”. Abbiamo appreso che non è nei poteri del sindaco chiedere questi supplementi d’indagine, che analisi chimiche ambientali sono state comunque effettuate per definire se e come bonificare l’area, che per Arpa e Asl è tutto a posto, che quello di Sinistra e Ambiente è un accanimento visto che “risposte tecniche” sono già state date in sede di Commissione, che questi ulteriori approfondimenti sarebbero un onere per il privato e che la mozione non aveva alcun fondamento scientifico. Una serie continua di imprecisioni. Veniva e viene da chiedersi se tutto ciò era “vero” e se avessimo ben compreso. L’amministrazione ha la facoltà di chiedere approfondimenti e pure di chiedere il coinvolgimento di Arpa. Farlo o non farlo dipende dalla volontà politica. Dal rapporto ambientale si evince chiaramente che le analisi chimiche sinora effettuate sono quelle standard relative ai soli metalli pesanti e idrocarburi. Questo significa che non è stata presa in considerazione nella sua completezza la “storia” dell’area tenendo conto della tipologia e della composizione dei prodotti lì lavorati nonchè degli accadimenti che determinarono la contaminazione da TCCD dell’area a causa del disastro dell’Icmesa, che si trovava proprio dinanzi alla Medaspan, sull’altro lato dell’attuale superstrada. Non si è nemmeno tenuto conto che lì vicino, nel 2008, furono rilevati dei superamenti del limite industriale nei carotaggi effettuati da Apl correlati con il tracciato dell’autostrada Pedemontana (dati validati da Arpa). Alle precedenti sollecitazioni di Sinistra e Ambiente in commissione si è risposto evasivamente senza dettagliare e anche un’indicazione/suggerimento con contenuti identici, formalizzato da parte del WWF in sede di VAS, non è stata presa in considerazione.
Grave poi preoccuparsi principalmente dell’onere per il privato quando si sta parlando di qualcosa attinente la verifica di conformità della destinazione d’uso dell’area. Se sull’area risultassero contaminazioni da TCDD superiori alle soglie (CSC) previste per legge, sarebbero necessarie valutazioni di compatibilità per capire la fattibilità dell’intervento. Certamente gli approfondimenti analitici sarebbero un onere per il privato così come un eventuale bonifica. Bonifica che però sarebbe d’obbligo se si vuole realizzare l’intervento e allo stesso tempo garantire sicurezza e salute per i cittadini.
Noi non facciamo allarmismo e la mozione chiedeva semplicemente l’applicazione di un principio precauzionale e non pregiudiziale: sappiamo che l’area ha un potenziale fattore di rischio, verifichiamo dunque se esiste o meno contaminazione. Del resto, si trova solo quello che si cerca. Forse che l’interesse del privato è prioritario? Esilarante poi dire che la mozione non ha fondamenti scientifici. C’è per caso stata una “commissione scientifica” che l’ha valutata? Ha il sindaco competenze in merito? Respingendo la mozione, l’amministrazione e il Pd medese hanno dato un’ulteriore prova (dopo l’approvazione dell’AC4) della loro scarsissima attenzione all’ambiente. Evidentemente è più importante per loro procedere celermente con l’approvazione della Variante Parziale sull’AT1 con relativa Grande Superficie di Vendita (o Centro Commerciale 2.0) e annessi albergo, area sportiva etc senza scontentare i desiderata del privato. Insomma, serve non disturbare eccessivamente. ( Gualfrido Galimberti – Quibrianza )