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Desio- Fusione BEA-Brianzacque: il PD accusa la Lega di fare il doppio gioco

Desio – Riceviamo e pubblichiamo dal Partito Democratico di Desio :
“Bea-BrianzAcque: la trappola del doppio gioco della Lega A Desio si astengono per calcolo politico, in Provincia votano a favore.

Qual è la vera posizione del Carroccio? I cittadini di Desio e della Brianza meritano chiarezza e rispetto, due elementi che nell’ultima vicenda legata all’aggregazione tra Bea e BrianzAcque la Lega ha dimostrato di ignorare completamente, preferendo la solita propaganda di facciata alla responsabilità di governo. Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un teatrino politico paradossale. Nel Consiglio Comunale di Desio, la Lega ha scelto la via della fuga dalla responsabilità politica, decidendo di astenersi su una delibera fondamentale per il futuro dei servizi pubblici e del territorio, arrivando persino ad accusare la maggioranza di incoerenza. Peccato che la maschera sia caduta pochissimo tempo dopo in Consiglio Provinciale. Lì, lontano dallo streaming desiano e di fronte alle stesse identiche scelte e agli stessi documenti aziendali, gli esponenti della Lega, compreso chi siede contemporaneamente sui banchi del nostro Consiglio Comunale, hanno votato convintamente A FAVORE. A questo punto la domanda sorge spontanea: qual è la vera Lega? È quella che a Desio fa opposizione di maniera, sventolando dubbi strategici solo per racimolare qualche voto e attaccare l’amministrazione comunale? O è quella che nei palazzi provinciali approva le medesime delibere senza battere ciglio? Questa si chiama doppiezza politica, ed è la dimostrazione di come per il Carroccio la gestione dei beni comuni, della sostenibilità e dei servizi per il territorio sia solo un pretesto per fare schermaglie di partito. Quando un rappresentante delle istituzioni vota in un modo a Monza e nel modo opposto a Desio sullo stesso argomento, non sta facendo l’interesse dei cittadini: sta prendendo in giro la comunità che rappresenta. E la Lega Brianzola non è stata da meno in quanto a incongruenza. In alcuni comuni, ad esempio a Cesano Maderno è uscita dall’aula, in altri come a Monza ha votato a favore, in altri ancora come a Desio si è astenuta e dove esprime il sindaco temporeggia nel passare la delibera …questo perché loro “hanno le idee chiare” o perché hanno problemi politici interni? Partito Democratico, Circolo di Desio Partito Democratico – Circolo di Desio Via F.lli Cervi, 25 – 20832 Desio (MB) @: infopddesio@gmail.com facebook.com/PdDesio La politica richiede visione, serietà e, soprattutto, coerenza. Noi consiglieri del Partito Democratico continuiamo a lavorare a testa alta per il bene di Desio, garantendo presenza, controllo pubblico e trasparenza su decisioni strategiche per il territorio. La Lega, dal canto suo, spieghi ai cittadini desiani questo imbarazzante cortocircuito. E soprattutto si tolga l’etichetta di “desianità” perché l’essere Desiani è sicuramente essere diversi da loro.”

L’ Ufficio Stampa della Lega ha inviato un comunicato di replica che pubblichiamo:

“BEA-BrianzAcque, Lega Desio: «Il PD cambia argomento perché continua a non rispondere alle proprie contraddizioni.»

Il Partito Democratico di Desio, pur di non rispondere alle domande che gli sono state poste, prova oggi a costruire un caso politico inesistente. Peccato che basti rileggere i fatti per smontare, punto per punto, la loro ricostruzione.

Il PD ci accusa di incoerenza perché in Consiglio comunale la Lega si è astenuta, mentre in Consiglio provinciale ha votato a favore dell’aggregazione tra BEA e BrianzAcque. Una narrazione tanto suggestiva quanto lontana dalla realtà.

La Lega non è mai stata contraria all’aggregazione. Lo abbiamo detto chiaramente nei nostri interventi istituzionali, sia in Consiglio comunale sia in Consiglio provinciale. Abbiamo definito questa operazione strategica per il territorio, identitaria per la Brianza e potenzialmente positiva per rafforzare il controllo pubblico sui servizi.

Quello che il Partito Democratico evita accuratamente di raccontare ai cittadini è che a Desio la nostra astensione aveva una motivazione politica ben precisa: non abbiamo ritenuto corretto sostituirci a una maggioranza profondamente divisa su una delle delibere più importanti della consiliatura.

A posteriori comprendiamo meglio perché ci fosse tanto interesse nel conoscere preventivamente quale sarebbe stato il voto della Lega. Evidentemente la nostra decisione di non fare da stampella a una maggioranza divisa ha scompaginato qualche schema. Del resto, se oggi il Partito Democratico dedica un intero comunicato ad attaccare la nostra astensione, significa che quella scelta era molto meno irrilevante di quanto vogliano far credere.

Il Partito Democratico oggi impartisce lezioni di coerenza, ma dimentica un elemento fondamentale: le istituzioni hanno ruoli diversi. Un consigliere comunale di opposizione e un consigliere provinciale chiamato ad assumersi responsabilità di governo non svolgono la stessa funzione.

La coerenza politica non consiste nel trasformare ogni voto in uno slogan, ma nel mantenere una posizione chiara sul merito delle questioni. E la Lega lo ha fatto: abbiamo sostenuto l’aggregazione tra due società pubbliche brianzole e, allo stesso tempo, abbiamo esercitato il nostro ruolo di opposizione in Consiglio comunale senza garantire i numeri a una maggioranza che non era stata in grado di trovare una sintesi al proprio interno.

Mentre il PD oggi prova a spostare l’attenzione sulla Lega, resta ancora senza risposta la domanda che abbiamo posto fin dall’inizio.

Se il Piano Industriale era sbagliato perché prevedeva ancora la terza linea del termovalorizzatore, perché lo hanno votato una delibera legata a quel piano industriale?

Su questo il Partito Democratico continua a non rispondere.

Hanno votato favorevolmente una delibera accompagnata da un Piano Industriale che dichiaravano di non condividere e, nello stesso Consiglio comunale, hanno presentato un ordine del giorno per prendere le distanze da uno dei suoi contenuti principali, dividendo il centrosinistra desiano.

Questa è la vera contraddizione politica. Una contraddizione che non può essere cancellata spostando il dibattito sul voto della Lega.

Prima ancora di chiedere coerenza agli altri, il Partito Democratico dovrebbe spiegare ai cittadini la propria.

Infine, sorridiamo leggendo l’invito del Partito Democratico a toglierci l’etichetta della ‘desianità’.

Stiano tranquilli e si rassegnino: non abbiamo nessuna intenzione di farlo. Anzi, continuiamo a rivendicarla con orgoglio.

La desianità è stata e continua ad essere un valore della nostra proposta politica: non è rimasta una semplice parola utilizzata in campagna elettorale, ma rappresenta un modo concreto di interpretare il rapporto con la nostra città.

Essere desiani significa conoscere il territorio, ascoltarne le esigenze, difenderne le identità e assumersi la responsabilità delle proprie scelte, anche quando questo significa non fare da stampella a una maggioranza divisa.

Noi la desianità ce la teniamo stretta, a differenza di altri. Perché non è un marchio da usare contro qualcuno, ma un impegno verso la comunità che rappresentiamo.

LEGA DESIO

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Luca Attanasio: la Provincia MB chiede una commissione di inchiesta

Approvato all’unanimità il documento proposto dal gruppo di centrosinistra.

Brianza – Una Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla morte di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo e una collaborazione delle istituzioni internazionali per ottenere piena trasparenza nelle indagini ancora aperte sui mandanti.

È la richiesta contenuta nel documento che è stato votato all’unanimità martedì scorso in Consiglio Provinciale a Monza. La proposta, come ha ricordato in Aula il capogruppo del centrosinistra Vincenzo Di Paolo, era arrivata nei mesi scorsi da parte dei sindaci di Cesano Maderno Gianpiero Bocca e di Seregno Alberto Rossi, con un invito rivolto al Presidente Santambrogio e all’Assemblea dei Sindaci. “Avevamo condiviso tutti, al termine del precedente mandato provinciale, l’impegno a portare avanti questa doverosa istanza. È stato il primo atto che abbiamo voluto presentare nel nuovo mandato e desidero ringraziare il Presidente Santambrogio e i capigruppo delle forze di centrodestra per aver voluto condividere e sottoscrivere il documento” ha rimarcato Di Paolo.

“Abbiamo imparato a conoscere Luca Attanasio quando ormai era già morto” ha affermato il consigliere desiano Francesco Pasquali nel suo intervento.

“Troppo spesso, persone che tessono trame silenziose capaci veramente di cambiare l’andamento di una vicenda segnata da corruzione o da assetti di potere logori, vengono uccise. Ci si incarta sui rallentamenti voluti e i depistaggi provocati, dimenticando che a dare fastidio a chi la verità cerca di insabbiarla non sono soltanto indagini coraggiose, ma anche l’imitazione di queste persone in quello che stavano facendo e soprattutto la coltivazione e la realizzazione delle loro idee, che rappresentano il reale motivo della loro uccisione” ha sottolineato Pasquali.

Secondo le denunce pubbliche della famiglia e gli elementi portati dal loro legale all’attenzione delle commissioni parlamentari, l’ambasciatore Luca Attanasio aveva scoperto una massiccia distrazione e sparizione di fondi umanitari destinati alla popolazione della Repubblica Democratica del Congo.

“Ancora nella recente occasione in terra brianzola a Seveso lo scorso 10 luglio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha confermato che la Repubblica farà di tutto per scoprire la verità. È quindi ora di dare un seguito concreto agli auspici del nostro Presidente della Repubblica – ha detto Pasquali – che sono anche quelli dei familiari dell’Ambasciatore Attanasio, di tutti i brianzoli e gli italiani che lavorano quotidianamente per la pace.”

“Luca Attanasio era un figlio della Brianza e un cittadino del mondo” ha aggiunto il consigliere Riccardo Sala, ricordando che l’Ambasciatore era stato insignito nel 2021 dell’onorificenza civica provinciale Premio Talamoni, nel corso di una partecipata e commovente cerimonia tenutasi presso la palestra del Liceo Statale Ettore Majorana di Desio, scuola in cui Attanasio aveva studiato, e per l’occasione intitolata alla sua figura. “La diplomazia e le relazioni internazionali richiedono una vera vocazione. Una vocazione al dialogo, al servizio delle istituzioni e all’incontro con realtà spesso difficili e lontane. Luca Attanasio ha interpretato questo ruolo con umanità, coraggio e un profondo senso del dovere.”

“Chiedere che sia fatta piena luce su ciò che è accaduto, significa rendere giustizia a lui, alle altre vittime e alle loro famiglie. Significa anche tutelare chi lavora, spesso lontano dai riflettori, per costruire relazioni tra i popoli, cooperazione e occasioni di pace” ha ribadito Sala in chiusura. 

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Ilaria Salis condannata per il licenziamento di due collaboratori: dovrà pagare 300mila euro

Monza – L’europarlamentare di Avs dovrà ai due – lasciati a casa nel febbraio 2025 e senza preavviso – un risarcimento di 300mila euro. Lo ha deciso il giudice del Tribunale del Lavoro di Milano, Franco Caroleo Nuovi guai per Ilaria Salis, l’europarlamentare di Avs eletta nel giugno del 2024 dopo l’arresto e la lunga detenzione in Ungheria in condizioni ben lontane da una situazione di rispetto dei diritti umani. Salis – secondo quanto riporta l’agenzia Adnkronos – è stata condannata a risarcire poco più di 300mila euro di danni a due ex collaboratori ai quali, nel 2025, ha comunicato il recesso anticipato del contratto senza giusta causa. Lo ha deciso il giudice del Tribunale del Lavoro di Milano, Franco Caroleo, dopo il ricorso dei due ex assistenti, rappresentati dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto. La sentenza, depositata lo scorso 10 marzo, è stata anche pubblicata, senza riferimenti, su una rivista giuridica.

I legali dei due ex collaboratori, peraltro, hanno cercato invano di notificare il ricorso introduttivo del giudizio all’indirizzo ufficiale di residenza. 
Come detto, l’attivista di Monza viene eletta nel giugno del 2024, una vittoria a cui concorrono anche i due ex collaboratori, poi licenziati solo dopo pochi mesi (nel febbraio 2025) e senza preavviso. I due contratti, entrambi con scadenza a fine del mandato parlamentare (16 luglio 2029) hanno sostanzialmente la stessa retribuzione (2.900 e 3.000 euro al mese) e mansioni simili: lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, la progettazione e gestione di campagne e eventi in Italia e all’estero, l’assistenza per i contatti con le autorità o la consulenza di tipo politico in ambito strategico e tattico.
Poco dopo però il rapporto tra Salis e i due si rompe. Prima un’assistente riceve un recesso anticipato per il “venir meno del rapporto fiduciario” che trasforma la collaborazione in una “situazione di incompatibilità ambientale e personale”; quindi a un collega viene revocato l’incarico con effetto immediato “tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione”.

Una frattura insanabile di fronte alla quale Ilaria Salis non avrebbe tentato nessun tipo di accordo, e che la vede poi sconfitta davanti al giudice. Nel verdetto dello scorso marzo – riporta ancora Adnkronos – si sottolinea che “spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa”, ma “nel rimanere contumace” Salis “non ha evidentemente assolto al proprio onere” e “deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati”. Il risultato è un risarcimento del danno stabilito complessivamente in 300.900 euro, per i mancati guadagni dei due collaboratori fino a fine mandato, e 10mila euro per le spese legali. 
Inevitabili, scontate e immediate le reazioni politiche, che da Milano sono subito rimbalzate a Roma. Da una parte la diretta interessata, che ha negato ogni responsabilità confidando “nel processo d’appello che chiarirà come sono avvenuti realmente i fatti e la mia totale estraneità da condotte non rispettose della legge”; dall’altra i commenti degli esponenti di centrodestra. Come quello dell’esponente di Fratelli d’Italia, la deputata bresciana Cristina Almici: C’è una differenza sostanziale tra chi usa i diritti come slogan e chi li rispetta nei fatti. Fa impressione vedere una parlamentare europea che ha costruito gran parte della propria immagine pubblica sulla difesa dei lavoratori e dei diritti sociali dover rispondere davanti a un giudice proprio per il modo in cui sono stati interrotti i rapporti con due collaboratori. Chi pretende quotidianamente di impartire lezioni di legalità, di diritti e di giustizia sociale dovrebbe essere il primo a dimostrare, con i propri comportamenti, il rispetto delle regole e delle persone che lavorano al suo fianco”.

Politica

Electrolux: il centrosinistra a fianco dei lavoratori per un nuovo piano industriale

Il caso della crisi aziendale di Electrolux è arrivato sui banchi del Consiglio Provinciale di Monza Brianza grazie a una mozione del gruppo di centrosinistra Brianza Rete Comune che sarà discussa martedì prossimo, proprio nel giorno in cui a Roma è previsto l’incontro del tavolo ministeriale con azienda, sindacati, governo, Regione e rappresentanti dei Comuni.

“Le proposte avanzate dall’azienda – spiega il capogruppo del centrosinistra Vincenzo Di Paolo, primo firmatario della mozione – non sono sufficienti e non rispondono a una effettiva tutela dei lavoratori. Rimane alta la preoccupazione per gli esuberi che sarebbero ridotti ma non annullati, dimostrando l’intenzione della proprietà di proseguire sulla strada della delocalizzazione.”

“Abbiamo appreso inoltre con forte disappunto – prosegue Di Paolo – la notizia della chiusura della fabbrica la prossima settimana per la volontà dell’azienda di mettere in ferie forzate i dipendenti.

Electrolux ha chiesto unilateralmente ai lavoratori di andare in ferie obbligatorie per coprire il calo di produzione, bruciando il loro diritto alle ferie e al riposo. “Le ferie dei lavoratori non possono essere utilizzate come ammortizzatore sociale per gestire le oscillazioni del mercato”. Aggiunge Di Paolo: “inaccettabile che mentre sono in corso le trattative sui tavoli in Regione e al Ministero, l’azienda proceda in tal senso arbitrariamente e senza accordo con i lavoratori.”

La mozione presentata dal centrosinistra in Provincia ricorda come “la vertenza Electrolux non possa essere considerata una normale crisi aziendale ma rappresenti piuttosto un passaggio decisivo per il futuro della manifattura industriale italiana ed europea”. Secondo il centrosinistra “negli ultimi anni il gruppo Electrolux ha beneficiato di rilevanti risorse pubbliche, nazionali ed europee, finalizzate al sostegno della ricerca, dello sviluppo, dell’innovazione e della competitività produttiva”.

“La difesa del sito di Solaro – secondo quanto esposto da Brianza Rete Comune – deve essere parte di una più ampia strategia di tutela della manifattura lombarda, del lavoro qualificato, delle competenze industriali e della capacità produttiva del Paese, che interessa in particolar modo un territorio come quello della Brianza”. Per questo motivo si chiede di “sostenere in tutte le sedi istituzionali il ritiro definitivo del piano di esuberi e dismissioni e la sua sostituzione con un vero piano industriale fondato sul mantenimento delle produzioni in Italia, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e sul rilancio degli investimenti.”

“Chiediamo a Provincia e Regione di sostenere tutte le misure ordinarie e straordinarie necessarie a favorire un esito positivo della trattativa in corso, e a sollecitare il Governo affinché assuma impegni concreti sul tema dell’energia, perché il costo assurdo rispetto al resto d’Europa è un problema rilevante che va affrontato, partendo da azioni reali a livello nazionale su rinnovabili e autoconsumo” conclude Di Paolo.

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Seregno- L’amministrazione approva il progetto di riqualificazione di piazza Fari

Un investimento da 300.000 euro per restituire alla città uno spazio pubblico più sicuro, accessibile e vivibile

Seregno – Prende avvio il progetto di riqualificazione di piazza don Luigi Fari, uno dei più ampi spazi pubblici della città che oggi presenta ampi margini di migliore valorizzazione. Nei giorni scorsi, infatti, è stato approvato il Documento di Indirizzo di Progettazione, primo passaggio amministrativo in vista della riqualificazione.

Piazza Fari, ambito pubblico che raccorda le varie parti del quartiere Sant’Ambrogio, si estende su circa 1.400 mq di pavimentazione che, nel corso di oltre vent’anni, è stata resa molto irregolare dall’usura e da interventi di rappezzo non sempre congrui rispetto alla situazione preesistente.

Il progetto, interamente finanziato con fondi comunali per un importo complessivo di 300.000 euro, si articola in quattro fasi.

Innanzi tutto, si provvederà alla rimozione degli elementi presenti non più recuperabili, in particolare tutta la pavimentazione e sette esemplari di pioppo che stanno completando il loro ciclo vitale.

Si procederà quindi alla posa di una nuova pavimentazione drenante e riqualificazione dell’area “abside”, che sarà realizzata utilizzando calcestruzzo architettonico drenante, resistente al transito di mezzi di soccorso e manutenzione, una pavimentazione che consenta la dispersione di una parte rilevante delle acque piovane prima che vengano convogliate nelle caditoie. La zona “absidale” verrà rinnovata con nuove aiuole, una gradinata di collegamento alla quota della piazza principale e un allacciamento elettrico dedicato, pensato per ospitare piccoli eventi culturali e performance artistiche all’aperto.

A livello di nuovi arredi urbani, verranno installate 4 sedute lineari da circa 9 metri ciascuna, finalizzate a favorire la sosta e l’aggregazione.

L’intervento sarà completato con la messa a dimora di 9 nuovi alberi, a compensazione e integrazione del patrimonio verde esistente.

Il percorso, che ora prevede la progettazione esecutiva, è finalizzato a concludere i lavori al più tardi all’inizio del 2028.

Alberto Rossi, sindaco: “La preesistente situazione rendeva per tante ragioni impensabile immaginare che piazza Fari diventasse un vero e proprio luogo di incontro. Alcune fasi precedenti di riqualificazione hanno già cambiato significativamente lo scenario: penso al mercato Coldiretti ed agli diversi eventi realizzati con la sempre preziosa attività del Comitato di Quartiere Sant’Ambrogio. Siamo certi che questa sistemazione definitiva, pensata secondo i principi del Piano Clima, darà nuovo slancio all’area, rendendola meno pavimentata, più drenante e più ricca di verde”.

Politica

Cesano – Intitolazione della nuova Aula Consiliare alla memoria di Luca Attanasio

Cesano Maderno, Sabato 18 luglio 2026 alle 10.30, la rinnovata Aula Consiliare di Cesano Maderno sarà ufficialmente intitolata alla memoria di Luca Attanasio, l’Ambasciatore italiano ucciso in un agguato il 22 febbraio 2021 nella Repubblica Democratica del Congo durante una missione istituzionale.

Alla solenne cerimonia prenderanno parte il Sindaco della città Gianpiero Bocca e i familiari del diplomatico, i rappresentanti della Giunta e del Consiglio Comunale, dell’Associazione “Amici di Luca Attanasio”, insieme ai Sindaci della Provincia di Monza e della Brianza e alle massime autorità civili e religiose del territorio.

La scelta di dedicare l’aula consiliare a Luca Attanasio risponde a una profonda volontà istituzionale e comunitaria e nasce, anche, dalle varie proposte pervenute e discusse all’interno del Consiglio Comunale.

L’Assemblea, inoltre, nell’ultima seduta ha approvato all’unanimità una mozione firmata da tutti i gruppi politici, con la richiesta di “Istituzione di una Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulla morte dell’Ambasciatore Luca Attanasio e del Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci”.

L’intitolazione sancisce un legame inscindibile tra le istituzioni e le nuove generazioni, proprio nella città, Cesano Maderno, in cui lo stesso Attanasio ha frequentato la storica scuola dei Fratelli Maristi, formandosi a quei valori di solidarietà e apertura al mondo che hanno contraddistinto tutta la sua esistenza.

«Con questa intitolazione, fortemente voluta da tutta l’Amministrazione comunale, desideriamo che il ricordo, l’esempio e l’unanime apprezzamento per la figura di Luca restino per sempre nel cuore della nostra città – ha spiegato il Sindaco di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca –Dedichiamo a lui il simbolo istituzionale più importante della nostra comunità e siamo convinti che questa scelta racchiuda un eccezionale valore formativo, civico ed educativo, considerato che la Sala Consiliare è anche Aula Magna della scuola Salvo d’Acquisto. È un modo concreto per tramandare ai ragazzi il ricordo di una persona straordinaria, che ha elevato la diplomazia a strumento di pace, sviluppo e protezione dei più deboli. Tutta Cesano Maderno deve essere orgogliosa di rispecchiarsi in quei valori che Luca Attanasio ha testimoniato fino all’ultimo. Ringrazio sinceramente la sua famiglia che in questi mesi di incontri e di collaborazione ci ha donato energia ed impulso per valorizzare e rendere concreta questa scelta”.

Al fine di valorizzare il ricordo di Luca Attanasio il Comune di Cesano Maderno ha promosso un ampio palinsesto di eventi culturali, educativi e formativi, oltre alla cerimonia di intitolazione.

  • Si parte lunedì 13 alle ore 21:00 in Sala Aurora a Palazzo Arese Borromeo con l’incontro-dibattito: “L’ambasciatore dimenticato. Il caso Attanasio tra negligenza delle istituzioni e lontananza dalla verità”, una serata di approfondimento giornalistico con ospite e relatore il giornalista e scrittore Luca Attanasio (omonimo del diplomatico), autore di importanti inchieste internazionali.
  • Dal 7 al 18 luglio 2026 alla Biblioteca Civica “V. Pappalettera” è allestito, inoltre, il percorso tematico: “Parole di pace, sguardi sul mondo: la vita e la voce di Luca Attanasio”, un banchetto tematico e bibliografico allestito per offrire spunti di riflessione e approfondimento sulla vita del diplomatico.
  • Mercoledì 29 luglio 2026, alle ore 21:00 nell’Area Cinema del Giardino Arese Borromeo, proiezione del documentario: “Broken dream. Luca Attanasio. Storia di un ambasciatore italiano”. Sotto il cielo del parco storico, verrà proiettato il commovente documentario che racconta il viaggio della memoria compiuto da Zakia Seddiki, moglie dell’Ambasciatore, nella Repubblica Democratica del Congo. Il ritratto di un uomo idealista, appassionato dell’Africa e della sua missione.

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Metrotranvia: “La Regione mette altri 25 milioni e città Metropolitana ?” chiede Corbetta (Lega)

«Oggi in Commissione Bilancio è stato approvato l’emendamento all’assestamento di bilancio che stanzia ulteriori 25 milioni di euro per la metrotranvia Milano-Desio-Seregno. Un intervento che conferma il grande senso di responsabilità di Regione Lombardia verso un’opera che, a causa dei ritardi accumulati e del blocco dei cantieri per gli extracosti, sta causando gravi disagi per il Nord Milano e la Brianza. Ora Città Metropolitana, a cui compete la realizzazione dell’opera e la responsabilità sul blocco dei cantieri, copra gli extracosti e permetta la ripartenza dei lavori». dichiara Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia.

«Pur non essendo responsabile degli extracosti emersi, Regione Lombardia ha deciso di fare ancora una volta la propria parte, aggiungendo nuove risorse regionali a quelle già stanziate negli anni scorsi per evitare ulteriori ritardi su un’infrastruttura fondamentale».

«Adesso ci aspettiamo che anche Città Metropolitana faccia la propria parte con la stessa determinazione, utilizzando risorse proprie e l’avanzo di amministrazione per coprire la quota residua degli extracosti e consentire all’opera di proseguire senza ulteriori rallentamenti. Non è accettabile che da anni i cittadini, pendolari, commercianti e attività economiche continuino a pagare il prezzo di cantieri infiniti». conclude Corbetta

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Muggiò- Costituita la nuova sezione della Lega. Giulio Cingi eletto segretario

Muggiò – Lo scorso 29 giugno si è svolto il congresso della Lega di Muggió, alla presenza del segretario provinciale Fabio Ghezzi, che ha sancito ufficialmente la costituzione della sezione cittadina del partito. L’assemblea ha eletto all’unanimità Giulio Cingi come segretario cittadino. A far parte del direttivo saranno Francesca Villa e Fabio Corbino, chiamati a collaborare nella crescita e nel radicamento della sezione sul territorio.

«Desidero ringraziare gli iscritti per la fiducia che hanno voluto accordarmi. Essere eletto all’unanimità rappresenta per me un grande onore e una responsabilità importante. Per me è motivo di particolare orgoglio assumere questo incarico a soli 22 anni. Desidero ringraziare la Lega per la fiducia e per l’opportunità che mi è stata concessa: è la dimostrazione concreta di come questo movimento continui a credere nei giovani, valorizzandone l’impegno e offrendo loro la possibilità di mettersi in gioco e assumere responsabilità. La nostra è una sezione giovane, composta da persone animate da entusiasmo, passione e voglia di fare, che sapranno affiancare all’energia il rispetto dei valori e dell’esperienza che da sempre caratterizzano la Lega. La nascita della sezione cittadina segna un nuovo punto di partenza. Il nostro obiettivo sarà quello di costruire una Lega sempre più presente sul territorio, aperta al confronto, capace di ascoltare i cittadini e di trasformare le loro esigenze in proposte concrete. Vogliamo essere un punto di riferimento non solo per chi già ci sostiene, ma anche per chi desidera avvicinarsi alla politica con spirito costruttivo e contribuire al bene della nostra città. Continueremo a portare avanti con convinzione i valori che da sempre contraddistinguono la Lega: sicurezza, tutela delle famiglie, sostegno al commercio di vicinato e alle imprese, valorizzazione delle tradizioni e dell’identità del nostro territorio, attenzione ai giovani e impegno per un’amministrazione efficiente, concreta e vicina ai bisogni dei cittadini. La nuova sezione sarà una casa aperta: invitiamo tutti coloro che condividono questi valori, ma anche chi semplicemente vuole conoscerci meglio, a partecipare alle nostre iniziative e a confrontarsi con noi. Crediamo che una comunità cresca attraverso la partecipazione, l’ascolto e l’impegno di chi ha a cuore il futuro di Muggió. Una Lega aperta, radicata sul territorio e vicina ai cittadini: questo è il nostro impegno per Muggió.»

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Seregno- “Quando la politica dimentica perché esiste l’edilizia convenzionata”

Seregno – Il “Tavolo Civicoreplica al Partito Democratico sulla questione della modifica del Regolamento dell’edilizia residenziale convenzionata:


Le dichiarazioni rilasciate dal Partito Democratico di Seregno sulla stampa locale nelle scorse
settimane in merito alla modifica del regolamento dell’edilizia residenziale convenzionata non
rispondono davvero al punto centrale della discussione
. Nel tentativo di giustificare il cambiamento,
finiscono per rovesciare il senso stesso di questo strumento: da tutela per le famiglie a garanzia
dell’equilibrio economico delle operazioni immobiliari.
E questa non è una differenza piccola. È un’idea diversa di città, e soprattutto di chi la politica decide
di proteggere.
Ci lascia allibiti che nel dibattito promosso dal Partito Democratico il soggetto che appare da
tutelare sia l’operazione immobiliare e non le famiglie che cercano una casa a prezzi accessibili.
L’edilizia convenzionata non nasce contro il mercato, ma perché il mercato, da solo, non basta a
garantire a tutte le famiglie l’accesso alla casa.
La casa non è una merce qualsiasi. È un bene essenziale, una condizione di vita e di dignità, un
elemento decisivo per la qualità della vita delle persone e per la tenuta delle comunità. Per questo
l’edilizia convenzionata è prima di tutto uno strumento di giustizia sociale.
Qui sta l’equivoco di fondo dell’intervento del PD: il problema viene presentato come una questione
di sostenibilità economica delle operazioni immobiliari.
Nessuno chiede alle imprese di lavorare in perdita. Il punto è un altro: chi deve sostenere il costo del
riequilibrio economico delle operazioni urbanistiche? Il soggetto che la politica deve tutelare
attraverso questo strumento non è il costruttore: è il cittadino che cerca una casa. Quando si
modifica un meccanismo nato per garantire l’accessibilità abitativa, la prima domanda da porsi non
è quale vantaggio venga garantito alle operazioni immobiliari, ma quale beneficio resti alle famiglie.
Il PD richiama l’aumento dei costi di costruzione degli ultimi anni: è un fatto reale, confermato dagli
indici ISTAT. Ma è solo una parte della realtà. Nello stesso periodo sono aumentati anche i prezzi di
vendita delle abitazioni. Se crescono sia i costi sia i prezzi, perché il riequilibrio dovrebbe avvenire
riducendo proprio il vantaggio destinato alle famiglie che comprano in convenzionata? Perché il peso
della correzione deve ricadere su chi questo strumento dovrebbe proteggere?
Ma chi sono concretamente queste famiglie? Non stiamo parlando di chi può accedere all’edilizia
pubblica, né di chi dispone delle risorse necessarie per acquistare senza difficoltà sul mercato libero.
Parliamo di giovani coppie, lavoratori dipendenti, operai specializzati, impiegati, insegnanti,
infermieri, operatori sociali, forze dell’ordine, piccoli artigiani e famiglie del ceto medio che vivono
del proprio lavoro.
È proprio per questa fascia di popolazione che l’edilizia convenzionata è stata pensata: persone
che non hanno i requisiti per accedere alla casa popolare, ma sempre più spesso non abbastanza
benestanti per sostenere i prezzi richiesti dal mercato.
L’edilizia convenzionata è nata per evitare che una città diventi accessibile soltanto ai redditi più
elevati.
Il Partito Democratico sostiene che grazie a questa modifica sarà finalmente possibile realizzare più
edilizia convenzionata.
La nostra domanda è: edilizia convenzionata per chi? Una convenzionata che diventa accessibile
solo a chi ha maggiori disponibilità economiche conserva il nome, ma perde la sua funzione
.
Perché il problema non è quanti appartamenti si costruiscono, ma chi potrà permetterseli e chi resterà fuori.
E questa non è ideologia. È responsabilità politica.
E c’è un’altra conseguenza che non va ignorata: la rendita urbana. Quando una trasformazione
genera nuovo valore economico, la questione non riguarda solo chi costruisce, ma anche come quel
valore viene distribuito. Una parte di quel valore deve tornare alla città, sotto forma di servizi, verde
pubblico, spazi collettivi, edilizia sociale e convenzionata. È una questione di equità e di interesse
pubblico.
Anche l’argomento dei dodici anni senza edilizia convenzionata a Seregno va letto bene.
Dodici anni attraversano amministrazioni diverse, maggioranze diverse e stagioni politiche
differenti. Per questo non rappresentano il fallimento di una singola amministrazione, ma
interrogano l’intera politica urbanistica cittadina.
Dire che in dodici anni non si è realizzata convenzionata non significa che lo strumento non serva;
significa piuttosto che la politica urbanistica non è stata capace, o non ha voluto, usarlo davvero.
L’edilizia convenzionata non nasce spontaneamente dal mercato. Funziona solo se
l’Amministrazione la inserisce nelle trasformazioni urbane, la negozia e la considera una priorità.
Se per anni non si è fatta convenzionata, il problema sta nelle scelte urbanistiche e nella capacità
della politica di governare le trasformazioni, non nello strumento in sé.
Serve a costruire una città più equilibrata, a evitare quartieri accessibili solo ai redditi più alti, a
mantenere una composizione sociale più aperta, a permettere a giovani famiglie e ceto medio di
restare dentro i processi di trasformazione urbana.
È uno strumento di coesione sociale. E decide che città avremo tra dieci o vent’anni, e per chi. Non
è tecnica ma politica. Riguarda il rapporto tra interesse pubblico e interesse privato, il modo in cui si
distribuisce il valore creato dalle trasformazioni urbane, il diritto alla casa e il modello di città che si
vuole costruire.
La domanda di fondo è semplice: la politica deve adattare gli strumenti pubblici alle esigenze del
mercato, oppure deve usarli per orientare il mercato verso obiettivi di giustizia sociale e interesse
generale?
Noi riteniamo che la modifica al regolamento dell’edilizia convenzionata approvata dal Consiglio
comunale di Seregno sia sbagliata nel merito e nel metodo e che vada cambiata.

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Il Tavolo Civico di Seregno
Il Tavolo Civico sulle trasformazioni urbane nasce su iniziativa di ACLI Circolo Leone XIII APS Seregno, Amici del Parco GruBria e Circolo Culturale Seregn de la memoria, con l’obiettivo di promuovere un confronto aperto, documentato e costruttivo sul futuro della città, sulle trasformazioni urbane e sul rapporto tra interesse pubblico, ambiente, qualità della vita e diritto all’abitare.
Il Tavolo Civico è aperto al contributo di persone, associazioni, competenze professionali e realtà civiche interessate ad approfondire e discutere i temi della città, nella convinzione che la qualità delle scelte pubbliche si rafforzi attraverso un confronto ampio, informato e responsabile.
“La città che vogliamo costruire”, documento di analisi e proposta che raccoglie in forma organica le riflessioni, le valutazioni e i criteri
che hanno orientato il percorso di elaborazione del Tavolo Civico, è disponibile al seguente link:
https://drive.google.com/open?id=14ntoYWl9IIK5v1I7X818n79ZZgM7pwus&usp=drive_f

Politica

Seregno – Le case in edilizia convenzionate costeranno di più? Il PD puntualizza

Seregno – Dopo l’articolo apparso sul nostro blog Case convenzionate più care: chi pagherà il prezzo delle scelte fatte dal Comune?” il circolo locale del Partito Democratico ci ha inviato una nota che pubblichiamo :

Edilizia convenzionata: facciamo chiarezza. Senza la revisione dei parametri, a Seregno non si sarebbe costruito un solo alloggio convenzionato.

In merito alle dichiarazioni rilanciate in questi giorni sulla modifica del regolamento dell’edilizia residenziale convenzionata, approvata dal Consiglio comunale il 21 aprile 2026, il Circolo di Seregno del Partito Democratico ritiene doveroso restituire ai cittadini un quadro corretto dei fatti.

Il dibattito è stato impostato attorno a una domanda apparentemente semplice — “le case convenzionate costano di più?” — ma questa impostazione finisce per nascondere il vero nodo della questione.

Il dato da cui partire è inequivocabile: negli ultimi dodici anni, a Seregno, nessun operatore privato ha mai realizzato un intervento di edilizia convenzionata. Nemmeno uno. E non per disinteresse verso la città o verso le famiglie, ma per una ragione puramente economica: i parametri fino a oggi in vigore rendevano queste operazioni di fatto irrealizzabili. Il prezzo di vendita risultante era talmente vicino al costo di costruzione da non lasciare alcun margine. Il risultato è che lo strumento è rimasto sulla carta, inutilizzato, per oltre un decennio.

La scelta vera, dunque, non è mai stata tra “case convenzionate più care” e “case convenzionate più economiche”. La scelta è tra avere edilizia convenzionata oppure non averla affatto. Tra rimettere in moto uno strumento bloccato da anni o lasciarlo definitivamente lettera morta.

Rivedere i parametri significa esattamente questo: rendere di nuovo possibili operazioni che da dodici anni nessuno avviava, perché semplicemente non stavano in piedi. Significa offrire alle famiglie seregnesi un’alternativa concreta a prezzo calmierato che, con le regole precedenti, di fatto non esisteva. Un beneficio che va misurato non rispetto a un’edilizia convenzionata teorica e mai realizzata, ma rispetto al mercato — gli stessi prezzi che, come ricordano anche i critici, sono cresciuti in modo significativo negli ultimi anni.

Comprendiamo che il tema della casa tocchi sensibilità profonde e legittime. Proprio per questo riteniamo utile chiarire come funziona concretamente un’operazione immobiliare: costi e ricavi devono stare in piedi insieme, e quando non ci riescono, l’operazione semplicemente non si avvia. È esattamente ciò che è accaduto a Seregno per dodici anni, con i vecchi parametri.

Difendere “il beneficio per le famiglie” rivendicando parametri che hanno prodotto zero alloggi convenzionati in oltre un decennio significa difendere un beneficio che, nei fatti, le famiglie non hanno mai potuto ricevere.

“L’Amministrazione ha compiuto una scelta di responsabilità: rendere di nuovo praticabile uno strumento di accesso alla casa, anziché continuare a esibirne uno solo nominalmente, ma sostanzialmente inutilizzabile.” Così commenta il Segretario di Circolo, Luca Lissoni.“È così che si tutela concretamente il diritto all’abitare: non con i principi astratti, ma con regole che permettono alle cose di accadere davvero. Restiamo, come sempre, disponibili al confronto. Ma il confronto, per essere utile alla città, deve partire dai fatti.”