CronacaPolitica

Seregno – Il sindaco elimina i cestini della spazzatura per combattere inciviltà e degrado . Le opposizioni: “E’ una presa in giro”

Seregno – “Il cestino in sciopero” è l’iniziativa dell’amministrazione del sindaco Alberto Rossi che, per combattere l’inciviltà e il degrado, ha deciso di eliminare dalle strade i cestini portarifiuti. Giovedì mattina gli addetti del Comune di Seregno hanno provveduto a smontarli e a portarli via. Al loro posto i cittadini hanno trovato un cartello: “Se non mi usi correttamente, non tornerò mai più”. Purtroppo i cestini stradali, a causa di pochi incivili , diventano piccole discariche. Non vengono usati per gettare cartacce e piccoli oggetti bensì come luogo di deposito di sacchetti di plastica contenenti rifiuti domestici. In città i cestini sono più di 800 e gli eliminati una dozzina, individuati tra quelli che creano le maggiori situazioni di degrado .

L’ iniziativa dell’amministrazione è stata oggetto di critiche da parte delle opposizioni .
Edoardo Trezzi, segretario cittadino della Lega ha dichiarato : “A Seregno i cestini vengono rimossi dalle strade, e l’amministrazione cerca di far passare questa scelta come una trovata simpatica con manifesti colorati e cartelli da cartone animato. Ma dietro a questa facciata c’è una realtà ben più amara: un servizio essenziale viene negato a chi le tasse le paga regolarmente. Togliere i cestini non è una soluzione, è un problema in più.
Invece di migliorare la raccolta e la pulizia, si colpevolizzano i cittadini e si taglia un servizio basilare per il decoro urbano. Il risultato?
Più sporcizia per strada, più degrado nei quartieri, più disagio per tutti. E mentre i cestini “vanno in sciopero”, Gelsia continua a offrire un servizio inefficiente e l’amministrazione fa finta di niente, nascondendosi dietro grafiche buffe invece di affrontare le vere criticità.. Questa non è sensibilizzazione, è una presa in giro.
I cittadini meritano rispetto, servizi funzionanti e un’amministrazione che risolve i problemi — non che li nasconde sotto il tappeto (o meglio, dietro una faccina sorridente con le braccia) “
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