Salute

CronacaSalute

“Cani tra le primule” Grande successo per la Pet Therapy in Pediatria


Vimercate – Si è conclusa con esito estremamente positivo la prima sperimentazione
di Interventi Assistiti con gli Animali (Pet Therapy) in ASST Brianza,
ospitata presso il reparto di Pediatria “Primula” dell’Ospedale di
Vimercate.
Il progetto, intitolato Cani tra le primule e realizzato in collaborazione
con l’Associazione Frida’s Friends Onlus di Ronco Briantino
(www.fridasfriends.it), ha offerto un ciclo di incontri di Attività Assistita
con Animali (AAA) volti a promuovere il benessere psicofisico e sociale dei
piccoli pazienti ricoverati e delle loro famiglie attraverso interventi di tipo
ludico-ricreativo.
L’iniziativa, della durata complessiva di tre mesi, ha previsto due
appuntamenti a settimana, il martedì mattina e il venerdì pomeriggio,
ciascuno della durata di circa un’ora.
Ad accompagnare i bambini nelle attività proposte è stata Dilly, una
femmina di 11 anni di cane golden retriever – in possesso di idoneità
specifica per svolgere IAA – condotta in struttura dalla coadiutrice
dott.ssa Ambra Gallo con il supporto dell’équipe dedicata, composta dalla
dott.ssa Cristina Moretti (Responsabile di Progetto ed Educatrice Sociale)
e dalla dott.ssa Chiara Natali (Medico Veterinario esperto in IAA), con il
coinvolgimento del personale ospedaliero.
Gli incontri si sono tenuti sia negli spazi comuni del reparto per attività
di gioco condiviso, sia direttamente nelle camere per allietare i bambini
allettati. Le proposte ludiche sono state alternate da momenti più
formativi per insegnare ai piccoli pazienti come avvicinarsi correttamente
al cane, accarezzarlo con delicatezza e leggerne i segnali corporei. Il tutto
nel rispetto della sicurezza di tutti gli attori coinvolti, umani e animali,
dei protocolli sanitari previsti e delle norme igieniche, secondo le Linee
Guida per gli IAA.
L’iniziativa ha riscosso grande apprezzamento da parte dei piccoli
pazienti, dei loro genitori e del personale sanitario, diretto dal dott.
Alessandro Tagliabue (Direttore S.C. Pediatria Vimercate) e dalla dott.ssa
Patrizia Calzi (Direttore Dipartimento Materno-Infantile ASST Brianza).
L’ingresso del cane in reparto, interrompendo temporaneamente la
routine ospedaliera, ha favorito la socializzazione, stimolato un clima
positivo e di fiducia e migliorato l’umore, riducendo di conseguenza i
livelli di stress e ansia legati all’ospedalizzazione. I bambini coinvolti
hanno mostrato serenità e collaborazione nell’affrontare anche alcune
procedure sanitarie più invasive, come i prelievi del sangue, a conferma
del valore benefico che scaturisce dalla relazione autentica ed empatica
con l’animale.

La dichiarazione del Direttore Generale di ASST Brianza, dott. Carlo
Alberto Tersalvi:
“La straordinaria positività di questa sperimentazione dimostra quanto sia
preziosa e vincente la collaborazione tra i nostri servizi ospedalieri e le
associazioni del territorio, come Frida’s Friends Onlus, a vantaggio del
benessere dei pazienti e delle loro famiglie. I piccoli ospiti della nostra
pediatria di Vimercate hanno ricevuto un sostegno concreto che ha donato
sollievo, vicinanza ed entusiasmo, alleggerendo un momento delicato come
quello del ricovero. Il valore e gli effetti positivi degli Interventi Assistiti con
Animali in contesti sanitari confermano l’importanza di integrare nelle cure
ospedaliere percorsi fondati, come in questo caso, anche sulla relazione
reciproca tra uomo e animale”.
Soddisfazione per la buona riuscita del progetto sperimentale anche da
parte dell’Associazione, degli operatori coinvolti e del presidente Mario
Colombo, che auspica la disponibilità di nuove risorse per poter dare
continuità all’iniziativa, proporre nuovi interventi in ospedale a beneficio
di altri piccoli pazienti e consolidarne i risultati nel tempo.

CronacaSalute

S.Gerardo: nuovo accesso al Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico


Più comfort, tecnologia e sicurezza per mamme e neonati
Monza – Nuovo percorso dedicato alle future mamme con il trasferimento
del Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico nella nuova area nascita, al primo piano
del Settore C, a partire dal 9 settembre. Un cambiamento che renderà l’accesso alle cure
più rapido, sicuro e funzionale. Contestualmente, nel mese di settembre saranno aperte
anche le nuove sale parto, completando un importante progetto di riqualificazione dedicato
alla maternità.
Il nuovo Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico, punto di riferimento per circa 10mila
accessi ogni anno, sarà collocato accanto alle sale parto, consentendo una presa in carico
ancora più tempestiva e un’integrazione immediata con tutti i servizi dell’area maternoinfantile.
Le future mamme potranno accedere direttamente da via Pergolesi attraverso un ingresso
controllato e presidiato da personale dedicato. Saranno inoltre disponibili posti auto riservati,
chiaramente segnalati e illuminati, per garantire un accesso semplice e rapido in qualsiasi
momento della giornata.
Dal piano terra del Settore C sarà possibile raggiungere il primo piano tramite un ascensore
dedicato e sorvegliato, dove le pazienti saranno accolte dall’ostetrica di triage e dall’équipe
del Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico.
Il trasferimento del Pronto Soccorso rappresenta il primo tassello del nuovo percorso nascita,
che sarà completato contestualmente con l’apertura delle nuove sale parto, realizzate
sempre al primo piano del Settore C per offrire alle famiglie ambienti ancora più moderni,
accoglienti e sicuri.
I nuovi spazi sono stati progettati mettendo al centro la donna, il partner e il neonato, con
l’obiettivo di garantire un’esperienza di nascita rispettosa dei bisogni della famiglia e
supportata dalle più avanzate tecnologie assistenziali.


Le sette nuove sale parto, ampie e luminose, sono attrezzate anche per il parto in acqua e
dotate di sistemi di telemetria che consentono alla donna di muoversi liberamente durante
il travaglio, mantenendo al tempo stesso un monitoraggio continuo e da remoto del
benessere fetale. Le vasche sono inoltre equipaggiate con sistemi di aromaterapia e
cromoterapia, per favorire il comfort e il benessere durante il percorso nascita.
Gli ambienti, più spaziosi e funzionali, permettono di dedicare ancora maggiore attenzione
ai momenti della nascita e alle prime ore di vita del neonato. In ogni sala parto è presente
un’isola neonatale con culla mobile, che consente di prestare assistenza direttamente
accanto alla mamma, senza interrompere il prezioso contatto tra genitori e bambino.
La sicurezza è garantita dalla presenza costante di un’équipe multidisciplinare composta da
ostetriche, ginecologi, anestesisti, neonatologi e infermieri specializzati, sempre disponibili
sia per la parto-analgesia sia per la gestione delle situazioni più complesse.
A completare il nuovo assetto assistenziale sono presenti due sale operatorie dedicate agli
interventi ostetrici programmati e urgenti, collocate in prossimità delle sale parto e della
Terapia Intensiva Neonatale, rapidamente accessibili in caso di necessità. Anche i reparti di
degenza ostetrica, ginecologica e maternità, situati al terzo piano, risultano ora più vicini e
facilmente raggiungibili.
Con questo intervento, la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori conferma il proprio
impegno nell’offrire un percorso nascita sempre più integrato, coniugando innovazione
tecnologica, sicurezza e umanizzazione delle cure in un ambito particolarmente delicato e
prezioso come quello materno-infantile.

CronacaSalute

S.Gerardo: la chirurgia robotica supera la sfida di una rara malformazione congenita

Rimossa con successo una massa presacrale in una giovane affetta da Sindrome di Curraino


Monza– Grazie all’impiego della tecnologia robotica di ultima generazione,
è stato possibile asportare integralmente una neoformazione di circa 5 centimetri situata
nello spazio retro-rettale, senza compromettere in alcun modo la funzionalità dell’organo. Al
centro della vicenda una giovane donna affetta da Sindrome di Currarino, una rara
malformazione congenita, che aveva partorito appena cinque mesi prima e che era già stata
sottoposta in passato ad intervento chirurgico con asportazione solo parziale della lesione.
La Sindrome di Currarino è una rara malformazione presente dalla nascita (1 caso su
1.000.000 di persone). È caratterizzata da tre possibili alterazioni: un difetto dell’osso sacro,
una massa davanti al sacro (che può essere di diverso tipo, come un teratoma, un
meningocele anteriore o, come nel caso della paziente, una cisti della doccia caudale o
tailgut cyst) e un’anomalia della regione ano-rettale.
Non sempre sono presenti tutte e tre queste alterazioni. Per questo motivo, la sindrome
viene spesso diagnosticata solo in età adulta, talvolta per caso o dopo la comparsa di sintomi
poco specifici, come dolore pelvico, stitichezza o sensazione di peso nella pelvi.
Sebbene nella maggioranza dei casi si tratti di una lesione benigna, la massa presacrale
necessita comunque di rimozione chirurgica completa: se non trattata, può infatti andare
incontro a infezione, crescita progressiva o degenerazione tumorale.
“Il nodulo si trovava in una regione anatomica particolarmente insidiosa – racconta il dott.
Mauro Totis, responsabile della struttura semplice di Chirurgia colorettale della Fondazione
IRCCS San Gerardo dei Tintori: lo spazio retro-rettale, subito dietro la giunzione tra retto e
canale anale è un’area angusta e densa di strutture vascolari e nervose delicate, dove un
approccio chirurgico tradizionale espone al rischio di ledere la parete rettale o i meccanismi
alla base della continenza. L’esperienza chirurgica e la tecnologia robotica con la sua precisione millimetrica, ci ha permesso di ottenere la radicalità dell’asportazione e l’integrità
dell’organo”.


Il risultato è stato raggiunto grazie alla piattaforma chirurgica robotica, che ha reso possibile
un accesso mininvasivo allo spazio presacrale con un grado di precisione difficilmente
replicabile con le tecniche convenzionali. Gli strumenti robotici, dotati di articolazioni con
maggiori gradi di libertà rispetto alla mano umana, abbinati a una visione tridimensionale
ad alta definizione, hanno permesso di separare la massa dal piano rettale con margini di
sicurezza millimetrici, individuare e preservare le strutture nervose pelviche, essenziali per
la funzione intestinale, urinaria e sessuale, evitare l’apertura o la resezione della parete
rettale, mantenendo intatta la continuità dell’organo.
L’intervento si è concluso senza complicanze, con un decorso post-operatorio regolare di
pochi giorni e un recupero rapido, a conferma dei benefici tipici dell’approccio mininvasivo
robotico: minor dolore, degenza più breve e ripresa più veloce delle attività quotidiane.
Questo caso è un esempio emblematico di come la chirurgia robotica possa offrire soluzioni
efficaci anche per patologie rare e anatomicamente complesse, dove la conservazione
d’organo assume un’importanza pari alla radicalità oncologica o alla completezza
dell’asportazione.
L’esperienza consolidata nella Chirurgia colorettale mininvasiva e robotica dell’Ospedale San
Gerardo permette di affrontare casi di questo tipo con un approccio multidisciplinare,
ponendo al centro la sicurezza e la qualità di vita della persona.


Salute

Nell’ ASST Brianza consulenza psicologica per i giovani con diabete mellito di tipo 1


Vimercate – Al via in ASST Brianza un nuovo percorso di consulenza psicologica
rivolto ai giovani pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1. Un’iniziativa
importante che nasce dalla volontà di favorire un approccio integrato e
condiviso alla cura della persona con una patologia complessa come
questa che, soprattutto in giovane età, può comportare difficoltà sul
piano emotivo, relazionale e nella gestione della malattia.
Si tratta di un nuovo servizio specialistico di valutazione e orientamento,
frutto della collaborazione tra la SSD Malattie Endocrine del
Metabolismo e della Nutrizione e la SSD Psicologia Clinica, diretti
rispettivamente dal dott. Lucio Amoresano e dalla dott.ssa Barbara Lo
Iacono. Una sinergia che offrirà l’accesso a consulenze psicologiche
dedicate a valutare eventuali condizioni di disagio correlato alla malattia
e, se necessario, ad orientare il paziente verso il servizio territoriale più
appropriato.
Si accede al servizio tramite invio diretto dall’Ambulatorio dedicato al
diabete di tipo 1 – gestito dalle dott.sse Martina Molteni e Silvia Galliani
-, il quale potrà richiedere una consulenza psicologica mediante
segnalazione diretta alla dott.ssa Francesca Caglio, professionista della

SSD Psicologia Clinica incaricata dell’attività. Le consulenze saranno
effettuate presso l’Ospedale di Vimercate.
“L’attivazione di questo nuovo canale di collaborazione multidisciplinare
costituisce un importante passo avanti nel rafforzamento dell’integrazione
tra competenze sanitarie mediche e psicologiche, con l’obiettivo di
promuovere il benessere complessivo dei giovani con diabete mellito e delle
loro famiglie, intercettare precocemente i bisogni di salute e attivare,
laddove necessario, percorsi assistenziali ancora più completi ed efficaci,
in ambito sia ospedaliero sia territoriale”, dichiara il Direttore Generale
di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalv

Salute

Lotta al virus sinciziale nei neonati: ricoveri diminuiti del 75% grazie all’immunizzazione

Lotta al virus sinciziale nei neonati: in ASST Brianza ricoveri diminuiti del 75% grazie all’immunizzazione


Le campagne vaccinali sono costantemente al centro delle azioni di ASST
Brianza in tema di prevenzione, in linea con le indicazioni di Regione
Lombardia e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV). I soggetti
più attenzionati sono i fragili, gli over 65, le categorie a rischio e i bambini.
Proprio per proteggere i più piccoli, oltre alla vaccinazione antiinfluenzale raccomandata nella fascia 6 mesi – 17 anni, anche quest’anno
prenderà il via la campagna di immunizzazione contro il Virus
Respiratorio Sinciziale (VRS), un patogeno virale molto contagioso e tra
le principali cause di bronchiolite e polmonite nei neonati e nei bambini
sotto i 2 anni.
Un’attività congiunta di prevenzione che continuerà a coinvolgere i Punti
Nascita ospedalieri, i Pediatri di Libera Scelta e i Centri Vaccinali,
con anticipo sulla data di partenza rispetto al 2025: dal prossimo 1°
settembre partiranno infatti le immunizzazioni nei Punti Nascita, dal 15
settembre presso i PLS ed i Centri Vaccinali.

Si tratta di una profilassi che finora ha garantito risultati più che
soddisfacenti in termini di riduzione di ricoveri e di gravità dei quadri
clinici osservati a partire dall’avvio della campagna, avvenuto il 1°
novembre 2024 in Regione Lombardia e in altre Regioni con la
somministrazione dell’anticorpo monoclonale (NirseviMab) a tutti i nuovi
nati da tale data, con il recupero anche dei nati da gennaio a ottobre
2024.
I dati forniti dal Servizio Epidemiologico di ATS Brianza confermano
infatti una diminuzione davvero significativa di ricoveri di neonati
entro l’anno di età residenti sul nostro territorio con diagnosi principale
o secondaria di infezione da VRS: si passa da un totale di 265 ricoveri nel
periodo epidemico ottobre 2023 – marzo 2024, ossia prima della
somministrazione dell’anticorpo, a meno della metà nel primo anno di
somministrazione (121 nella stagione 2024 – 2025), fino ai 67 ricoveri
registrati lo scorso inverno.
Questi ottimi risultati sono resi possibili dall’importante collaborazione
tra il Polo Ospedaliero e il Polo Territoriale di ASST Brianza e dall’impegno
di tutti i soggetti coinvolti, favorendo una copertura di immunizzazione
sulla popolazione target pari al 91,6%, maggiore rispetto all’88% di
Regione Lombardia.
“Questi risultati confermano quanto sia efficace e lungimirante integrare in
maniera virtuosa i servizi ospedalieri e territoriali, a beneficio della salute
dei nostri cittadini”, dichiara il Direttore Generale di ASST Brianza, Carlo
Alberto Tersalvi. “La prevenzione rappresenta una delle direttrici
principali su cui continuare a costruire la sanità del futuro e l’esperienza
dell’immunizzazione contro il virus sinciziale ne è una dimostrazione

concreta. Prevenire significa infatti tutelare e prendersi cura della salute
delle persone, ridurre la necessità di ricoveri ospedalieri e utilizzare in
modo sempre più appropriato le risorse disponibili, rafforzando così
l’offerta del sistema sanitario per rispondere in modo adeguato e
tempestivo ai bisogni della popolazione. ASST Brianza intende proseguire
con determinazione in questa direzione, promuovendo una cultura della
prevenzione ancora più capillare e integrata nei processi assistenziali”.

Ulteriori informazioni sulla campagna anti-VRS sono disponibili sul sito
Wikivaccini di Regione Lombardia:

Salute

Cardiologia pediatrica: al san Gerardo la sonda ecocardiografica per neonati e bambini


Esami diagnostici avanzati direttamente a Monza, evitando trasferimenti verso altri centri specializzati

Monza – Un importante passo avanti per la cardiologia pediatrica del
territorio e per l’assistenza ai più piccoli. Grazie alla generosa donazione dell’associazione
Brianza per il Cuore, da sempre vicina alle esigenze della Cardiologia della Fondazione IRCCS
San Gerardo dei Tintori di Monza, il Servizio di Diagnostica Cardiologica Ambulatoriale e
Cardiologia Pediatrica diretto dal dott. Giuseppe Trocino si è dotato qualche mese fa di una
modernissima sonda per ecocardiografia transesofagea (EcoTE) specificamente progettata
per l’età pediatrica e neonatale.
L’ecocardiografia transesofagea rappresenta uno strumento diagnostico fondamentale per
lo studio approfondito delle cardiopatie congenite e per la diagnostica differenziale nei
pazienti pediatrici. Grazie all’introduzione di una sonda miniaturizzata nell’esofago, è
possibile osservare il cuore da una posizione ravvicinata, senza l’interferenza delle strutture
ossee del torace, ottenendo immagini ad altissima definizione e informazioni diagnostiche
di grande precisione.
Fino a oggi, l’assenza di una strumentazione di dimensioni adeguate ai pazienti più piccoli
rendeva necessario il trasferimento dei bambini verso altri centri altamente specializzati. Con
l’acquisizione della nuova sonda, l’équipe di Cardiologia Pediatrica (dott.sa Maria Lucia Boffi
e dott.ssa Maria Bianchi Janetti) ha già eseguito con successo quattro procedure
direttamente presso il San Gerardo, garantendo elevati standard di sicurezza e riducendo
sensibilmente il disagio e lo stress emotivo per i bambini e le loro famiglie.
Questo importante risultato è stato reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione
del Servizio di Anestesia Ostetrica e Pediatrica diretto dalla dott.ssa Alessandra Moretto, il
cui contributo è essenziale per l’esecuzione delle procedure nei piccoli pazienti.
“La disponibilità di questa nuova sonda rappresenta un significativo avanzamento delle
nostre capacità diagnostiche – sottolinea il dott. Trocino -. Possiamo offrire ai bambini e ai
neonati un esame altamente specialistico direttamente nella nostra struttura, evitando
trasferimenti spesso complessi e garantendo una presa in carico più rapida, sicura e vicina
alle famiglie. Si tratta di uno strumento che migliora concretamente la qualità dell’assistenza
e amplia le possibilità diagnostiche a nostra disposizione”.
“Investire in tecnologie innovative dedicate all’età pediatrica significa rispondere in modo
concreto ai bisogni dei pazienti più fragili e delle loro famiglie – aggiunge il presidente della
Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Claudio Cogliati -. L’acquisizione della nuova
sonda si inserisce pienamente nel percorso di sviluppo dell’area materno-infantile e
pediatrica previsto dalla mission della Fondazione, con l’obiettivo di offrire cure sempre più
avanzate, accessibili e di qualità”.
L’introduzione della nuova tecnologia si inserisce infatti in un più ampio programma di
potenziamento dei servizi dedicati all’età pediatrica, confermando l’impegno della
Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori nel garantire percorsi di cura altamente
specializzati e centrati sui bisogni dei pazienti e delle loro famiglie.

Salute

Breast Unit, Pancreas Unit e Ginecologia Oncologica confermano l’eccellenza dei percorsi di cura

Monza, 28 luglio 2026 – Volumi chirurgici superiori agli standard regionali e performance
di eccellenza consolidano il ruolo della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori come
centro di riferimento nella rete oncologica lombarda.
La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori conferma la propria posizione tra i centri di
riferimento della rete oncologica regionale grazie ai risultati raggiunti dalle tre principali
strutture dedicate alla presa in carico multidisciplinare dei pazienti oncologici: Breast Unit,
Pancreas Unit e la Ginecologia Oncologica. I dati di monitoraggio 2026 evidenziano il
raggiungimento e, in diversi casi, il superamento degli standard previsti da Regione
Lombardia, a conferma della qualità clinica, organizzativa e assistenziale delle équipe
multidisciplinari.
Per la Breast Unit, il risultato più significativo riguarda il volume di attività: 444 interventi
chirurgici per tumore della mammella, oltre tre volte il target regionale fissato a 135
interventi annui. Un dato che testimonia l’elevata attrattività del centro e la consolidata
esperienza dell’équipe nel trattamento del tumore mammario.
Anche la Pancreas Unit conferma standard di assoluto rilievo. L’unità registra una
mortalità operatoria a 90 giorni prossima allo 0%, ben al di sotto del limite previsto,
e raggiunge 66 interventi di resezione pancreatica nel triennio, superando il volume
minimo richiesto di 50 casi per i centri di riferimento regionali. Risultati che attestano
l’elevata qualità chirurgica e la sicurezza delle cure offerte ai pazienti con neoplasie
pancreatiche.
Performance positive anche per la Ginecologia Oncologica, che nel trattamento del
tumore ovarico registra un volume di interventi di molto superiore alla media regionale,
avendo già superato il target regionale di 30 casi, confermando una casistica ampia e
altamente specialistica.
“Oltre all’elevata numerosità della casistica di carcinoma mammario trattata ogni anno
presso l’IRCCS San Gerardo dei Tintori, che testimonia la consolidata esperienza della
Chirurgia Senologica e conferma la forte attrattività dell’Hub senologico monzese, i risultati
degli indicatori di qualità evidenziano eccellenti livelli di appropriatezza delle cure chirurgiche spiega il dott. Riccardo Giovanazzi, direttore della Breast Unit -. Tra gli aspetti più
rilevanti spicca il bassissimo tasso di reintervento sulla stessa paziente, tra i migliori a livello
nazionale, indice della precisione chirurgica e di una meticolosa progettazione
dell’intervento, della corretta pianificazione terapeutica e dell’elevata qualità dell’atto
chirurgico. Di particolare rilievo sono anche i risultati ottenuti nell’ambito della ricostruzione
mammaria immediata, effettuata contestualmente all’intervento demolitivo, a conferma di
un approccio che integra efficacia oncologica e attenzione alla qualità di vita della donna.
Valori particolarmente elevati emergono inoltre negli indicatori relativi alla presa in carico,
che misurano la continuità e l’organizzazione del percorso assistenziale. La Breast Unit del
San Gerardo garantisce infatti un accompagnamento strutturato della paziente lungo tutte
le fasi della cura, dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up e alla sorveglianza negli
anni successivi. Questi risultati sono resi possibili dall’impegno di un’équipe multidisciplinare
altamente qualificata, composta da professionisti specificamente formati nella gestione del
tumore della mammella, che operano in modo integrato per garantire standard di eccellenza
clinica, organizzativa e assistenziale”.
“L’obiettivo era rafforzare il ruolo dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori tra le Pancreas Unit
lombarde, aumentando il numero degli interventi e riducendo la mortalità peri-operatoria a
90 giorni – conferma il dott. Christian Cotsoglou, direttore della Chirurgia II a cui
afferisce la Pancreas Unit -. In tre anni abbiamo raddoppiato gli interventi chirurgici e
portato la mortalità a valori prossimi allo zero. Un risultato reso possibile dal lavoro di
un’équipe multidisciplinare, dal coordinamento del case manager e dal supporto della
Direzione Strategica e dall’organizzazione a rete voluta da Regione Lombardia. La presa in
carico integra anche la valutazione geriatrica, consentendo di personalizzare le cure in base
alla fragilità e all’età biologica del paziente. Oltre all’attività clinica, investiamo nella ricerca
per migliorare continuamente gli esiti e la gestione delle complicanze. I risultati raggiunti
rappresentano un’importante tappa di un percorso di crescita che prosegue con l’obiettivo
di offrire cure sempre più efficaci, sicure e personalizzate”.
“I numeri confermano il ruolo di Monza come uno dei principali centri di riferimento per il
carcinoma ovarico in Lombardia. Il volume di interventi eseguiti è nettamente superiore alla
media regionale, un dato che riflette la fiducia delle pazienti e della rete sanitaria nei
confronti di una struttura che da decenni rappresenta un punto di riferimento nella
ginecologia oncologica italiana – conclude il prof. Robert Fruscio, direttore della
Ginecologia -. La lunga tradizione clinica, chirurgica e di ricerca sviluppata dall’IRCCS San spiega il dott. Riccardo Giovanazzi, direttore della Breast Unit -. Tra gli aspetti più
rilevanti spicca il bassissimo tasso di reintervento sulla stessa paziente, tra i migliori a livello
nazionale, indice della precisione chirurgica e di una meticolosa progettazione
dell’intervento, della corretta pianificazione terapeutica e dell’elevata qualità dell’atto
chirurgico. Di particolare rilievo sono anche i risultati ottenuti nell’ambito della ricostruzione
mammaria immediata, effettuata contestualmente all’intervento demolitivo, a conferma di
un approccio che integra efficacia oncologica e attenzione alla qualità di vita della donna.
Valori particolarmente elevati emergono inoltre negli indicatori relativi alla presa in carico,
che misurano la continuità e l’organizzazione del percorso assistenziale. La Breast Unit del
San Gerardo garantisce infatti un accompagnamento strutturato della paziente lungo tutte
le fasi della cura, dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up e alla sorveglianza negli
anni successivi. Questi risultati sono resi possibili dall’impegno di un’équipe multidisciplinare
altamente qualificata, composta da professionisti specificamente formati nella gestione del
tumore della mammella, che operano in modo integrato per garantire standard di eccellenza
clinica, organizzativa e assistenziale”.
“L’obiettivo era rafforzare il ruolo dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori tra le Pancreas Unit
lombarde, aumentando il numero degli interventi e riducendo la mortalità peri-operatoria a
90 giorni – conferma il dott. Christian Cotsoglou, direttore della Chirurgia II a cui
afferisce la Pancreas Unit -. In tre anni abbiamo raddoppiato gli interventi chirurgici e
portato la mortalità a valori prossimi allo zero. Un risultato reso possibile dal lavoro di
un’équipe multidisciplinare, dal coordinamento del case manager e dal supporto della
Direzione Strategica e dall’organizzazione a rete voluta da Regione Lombardia. La presa in
carico integra anche la valutazione geriatrica, consentendo di personalizzare le cure in base
alla fragilità e all’età biologica del paziente. Oltre all’attività clinica, investiamo nella ricerca
per migliorare continuamente gli esiti e la gestione delle complicanze. I risultati raggiunti
rappresentano un’importante tappa di un percorso di crescita che prosegue con l’obiettivo
di offrire cure sempre più efficaci, sicure e personalizzate”.
“I numeri confermano il ruolo di Monza come uno dei principali centri di riferimento per il
carcinoma ovarico in Lombardia. Il volume di interventi eseguiti è nettamente superiore alla
media regionale, un dato che riflette la fiducia delle pazienti e della rete sanitaria nei
confronti di una struttura che da decenni rappresenta un punto di riferimento nella
ginecologia oncologica italiana – conclude il prof. Robert Fruscio, direttore della
Ginecologia -. La lunga tradizione clinica, chirurgica e di ricerca sviluppata dall’IRCCS San Gerardo dei Tintori insieme con l’Università di Milano-Bicocca ha dato vita a una vera scuola
di ginecologia oncologica, capace di coniugare elevata specializzazione, innovazione e
approccio multidisciplinare. Nella chirurgia del carcinoma ovarico esperienza e volume di
attività sono strettamente correlati alla qualità delle cure e agli esiti clinici: è proprio questa
consolidata esperienza che continua a rendere Monza un centro di riferimento per le pazienti
provenienti da tutta la Lombardia e da numerose altre regioni italiane”

Salute

Non basta sopravvivere: il San Gerardo accompagna il recupero dei pazienti dopo la Terapia Intensiva


Cresce il programma di Follow-up che oggi riunisce quattro percorsi specialistici

Monza– L’IRCCS San Gerardo dei Tintori rafforza il proprio programma di
Follow-up dedicato ai pazienti dimessi dalle Terapie Intensive, un percorso che accompagna
il recupero dopo la fase acuta e che oggi si articola in quattro ambulatori specialistici.
L’attivazione del percorso dedicato alla Terapia Intensiva Neurochirurgica da gennaio 2025,
completa infatti un modello assistenziale tra i più strutturati e consolidati a livello nazionale.
Nato circa dieci anni fa dalla Rianimazione Generale, il programma si è progressivamente
ampliato fino a coinvolgere i pazienti provenienti dalla Rianimazione Generale, dalla Terapia
Intensiva Cardiochirurgica, dall’Area Critica Generale e, più recentemente, dalla Terapia
Intensiva Neurochirurgica. Quest’ultimo percorso è rivolto ai pazienti sopravvissuti a gravi
eventi cerebrali acuti, come traumi cranici, ictus ed emorragie cerebrali, una popolazione
tradizionalmente esclusa dai programmi di follow-up perché le disabilità residue venivano
attribuite esclusivamente alla patologia neurologica. Pazienti che possono invece sviluppare
le conseguenze tipiche della sindrome post-terapia intensiva e necessitano quindi di una
presa in carico multidisciplinare che integri aspetti neurologici, cognitivi, funzionali,
psicologici e sociali.
Con oltre 500 pazienti seguiti nel tempo e circa 150-180 visite ambulatoriali ogni anno, il
programma rappresenta una delle esperienze italiane più consolidate in questo ambito.
Per decenni il successo delle cure nei reparti di Rianimazione è stato valutato soprattutto in
termini di sopravvivenza. Oggi, però, è sempre più evidente che salvare una vita rappresenta
soltanto il primo passo. Dopo la dimissione, molti pazienti affrontano infatti un percorso di
recupero che può durare mesi o anni e che coinvolge profondamente anche le loro famiglie.
La letteratura scientifica identifica queste conseguenze con il termine Post-Intensive Care
Syndrome (PICS), una condizione caratterizzata da deficit fisici, cognitivi e psicologici
conseguenti alla malattia critica e al ricovero in Terapia Intensiva. A questa si affianca la
PICS-Family (PICS-F), che descrive l’impatto psicologico e assistenziale sui familiari e sui
caregiver, chiamati spesso ad affrontare un improvviso cambiamento del proprio ruolo.
È proprio per rispondere a questi bisogni che la Fondazione IRCCS San Gerardo ha sviluppato
un programma strutturato di Follow-up, con l’obiettivo di identificare precocemente le
problematiche che possono emergere dopo la dimissione, monitorarne l’evoluzione e
indirizzare pazienti e famiglie verso i percorsi terapeutici, riabilitativi e assistenziali più
appropriati.
I pazienti vengono seguiti dagli stessi professionisti che li hanno assistiti durante il ricovero,
attraverso visite ambulatoriali fino a due anni dalla dimissione. Durante gli incontri vengono
valutati lo stato funzionale, gli esiti neurologici, le capacità fisiche e cognitive, il benessere
psicologico, la qualità della vita, il dolore, il grado di autonomia e il carico assistenziale del
caregiver. Il monitoraggio nel tempo permette inoltre di intercettare problematiche che
possono comparire anche molti mesi dopo la fase acuta, facilitando il collegamento con
specialisti ospedalieri, servizi riabilitativi e rete territoriale.
Ogni ambulatorio condivide la stessa filosofia assistenziale, ma costruisce percorsi
personalizzati sulla base delle caratteristiche dei diversi pazienti. Le esigenze di una persona
sopravvissuta a un grave trauma cranico, infatti, sono differenti da quelle di un paziente
trattato con ECMO per insufficienza respiratoria o ricoverato dopo un arresto cardiaco.
L’obiettivo comune rimane quello di favorire il miglior recupero possibile della qualità della
vita e il ritorno al proprio ruolo familiare, lavorativo e sociale.
Il Follow-up rappresenta inoltre uno strumento prezioso anche per i professionisti della
Terapia Intensiva. Ritrovare i pazienti dopo mesi consente infatti di comprendere gli esiti
reali delle cure, osservare il recupero oltre la fase acuta, migliorare le decisioni cliniche
durante il ricovero e rafforzare il rapporto di fiducia con pazienti e familiari.
Un altro elemento distintivo del progetto è il modello organizzativo medico-infermieristico:
medici e infermieri gestiscono insieme l’ambulatorio, mettendo a frutto la stessa integrazione
professionale che caratterizza il lavoro quotidiano nei reparti di Terapia Intensiva.
Con questo progetto l’IRCCS San Gerardo dei Tintori conferma la propria vocazione
all’innovazione clinica e organizzativa, trasformando il Follow-up in una parte integrante del
percorso di cura. Perché oggi il successo delle cure intensive non si misura più soltanto nel
numero di vite salvate, ma anche nella qualità della vita restituita ai pazienti e alle loro
famiglie

CronacaSalute

Gli Ospedali di Giussano e Limbiate saranno esternalizzati

Brianza – Riceviamo dall’ufficio stampa della CGIL BRianza questa nota :

“Al centro del confronto del 9 luglio, durante l’incontro tra l’Amministrazione di ASST Brianza, CGIL, CISL e UIL – con le rispettive federazioni del comparto sanità e dei pensionati, la decisione dell’azienda sanitaria di esternalizzare la gestione degli Ospedali di Comunità di Giussano e Limbiate; una scelta appresa a margine di un incontro dello scorso 10 giugno e priva di qualsiasi comunicazione preventiva.

L’Amministrazione di ASST ha giustificato la decisione sollevando il problema della grave carenza di personale, in particolare infermieristico, precisando che si tratterà di un appalto privato dei servizi di assistenza e non di una concessione della struttura, la cui titolarità resterà pubblica.

Una risposta sbagliata a un problema noto

Una giustificazione che non ha convinto le Organizzazioni Sindacali, che hanno espresso forti perplessità su una strategia che già in altri territori si è rivelata fallimentare.

«La carenza di infermieri e medici è nota e non la scopriamo oggi, ma la risposta a questo annoso problema non può essere l’esternalizzazione dei servizi» spiegano, in una nota congiunta, CGIL, CISL e UIL territoriali. «Soprattutto se, come in questo caso, non ci sono rassicurazioni sull’inquadramento contrattuale del personale che sarà impiegatoIl rischio concreto, in primis è la creazione di lavoratori di serie B a parità di servizi erogati ai cittadini. Ma anche l’applicazione di contratti al ribasso perchémedici, infermieri, OSS, assistenti sociali e fisioterapisti delle due strutture non saranno assunti con il CCNL della Sanità Pubblica. Questo comporterà meno tutele perché verranno applicati i contratti delle Cooperative sociali e Uneba, che non garantiscono gli stessi salari e gli stessi diritti dei dipendenti dell’ASST e sarà creata ulteriore precarizzazione attraversoun probabile ricorso alla libera professione per coprire i turni»

Attivato un tavolo di monitoraggio

A fronte delle dure contestazioni delle OO.SS., l’incontro si è concluso con l’impegno di monitorare da vicino l’evoluzione della situazione. Le parti hanno concordato di istituire un calendario di riunioni trimestrali per verificare l’andamento e la qualità dei servizi esternalizzati, vigilando affinché la sanità territoriale non venga depotenziata. “

Salute

L’Ospedale PIO XI di Desio al centro del confronto sulla diagnostica decentrata


Desio al centro dell’attenzione della medicina di laboratorio. Alcuni giorni fa l’Aula Magna dell’Ospedale Pio XI, ASST Brianza ha ospitato l’evento formativo da titolo “POCT: Governare il cambiamento” dedicato alla diagnostica decentrata e alle trasformazioni cliniche e organizzative legate alla crescente diffusione del Point-of-Care Testing, tra qualità, innovazione e nuovi modelli organizzativi.

L’iniziativa, diretta dal dott. Domenico Tripodi (Dirigente Biologo presso
il Laboratorio Ultraspecialistico di Patologia Clinica e Sostanze d’Abuso
di Desio, Specialista in Patologia Clinica e Biochimica Clinica e
recentemente Dottore di Ricerca) ha registrato una forte partecipazione
di professionisti sanitari, specialisti, rappresentanti istituzionali ed
esperti provenienti da differenti realtà – tra cui SIPMeL (Società Italiana
di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio) e SIBioC (Società Italiana
di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica) – chiamati a
confrontarsi sui temi dell’appropriatezza clinica, della qualità, della
sicurezza e della governance degli esami diagnostici eseguiti vicino al
paziente.

Ad aprire i saluti di benvenuto è stato il Direttore Generale di ASST
Brianza Carlo Alberto Tersalvi, a conferma dell’attenzione dell’Azienda
verso un tema di crescente rilievo per l’organizzazione sanitaria. “E’
doveroso riflettere insieme sul ruolo di noi operatori sanitari di fronte a una
sfida sempre più centrale, in considerazione anche delle nuove esigenze di
cura emerse a seguito della pandemia Covid”, ha dichiarato il Direttore.
“Sinergia tra ospedali e territorio, presa in cura del paziente a 360 gradi,
razionalizzazione delle risorse, innovazione, formazione, sono aspetti su
cui è fondamentale confrontarsi per trovare un approccio condiviso sempre
più adeguato e funzionale ai bisogni sanitari in evoluzione. Il fatto che un
evento rilevante come questo si tenga a Desio non è un caso. Abbiamo
infatti il grande piacere di avere qui con noi il prof. Paolo Mocarelli,
responsabile del Laboratorio di Desio ai tempi del disastro dell’ICMESA che
dal 1976 ha visto il nostro ospedale – diventato poi il primo presidio
informatizzato d’Italia – al centro dell’enorme attività di monitoraggio e
sorveglianza della popolazione”.
Sono intervenuti anche il prof. Valerio Leoni, attuale Direttore del
Laboratorio Analisi di Desio del quale ha sottolineato la storia e la
tradizione scientifica, ricordando il lavoro svolto dai suoi predecessori, il
prof. Paolo Brambilla e il prof. Paolo Mocarelli, figure che hanno
contribuito in modo determinante alla crescita professionale e scientifica
della struttura. A quest’ultimo, definito «la storia del Laboratorio di Desio»,
il pubblico presente in sala ha tributato una sentita standing ovation,
segno della profonda stima e riconoscenza.
Hanno portato il proprio saluto anche la dott.ssa Graziella Bonetti,
Presidente di SIPMeL Lombardia, e la dott.ssa Sabrina Buoro, Presidente

nazionale di SIBioC e Direttore del centro regionale di coordinamento
della medicina di laboratorio Regione Lombardia.
“Governare il cambiamento significa non limitarsi a introdurre nuove
tecnologie, ma costruire intorno a esse un sistema capace di garantirne
appropriatezza, qualità, sicurezza e sostenibilità”, ha sottolineato il dott.
Tripodi. “Il POCT può rappresentare una straordinaria opportunità per
avvicinare la diagnostica al paziente, ma deve essere inserito in un
percorso coordinato dal laboratorio, fondato sulla formazione degli
operatori, sul controllo dei processi e sulla chiara definizione delle
responsabilità”.
Gli interventi hanno approfondito i principali aspetti della diagnostica
decentrata, tra cui i modelli di gestione, il controllo della qualità, la
tracciabilità dei risultati, la formazione degli operatori e la definizione
delle responsabilità professionali.
Tra i momenti centrali del convegno vi è stata una partecipata tavola
rotonda, che ha visto tra i protagonisti il Direttore Socio Sanitario di
ASST Brianza Antonino Zagari insieme agli specialisti e agli esperti del
settore.
Con questo evento, ASST Brianza e l’Ospedale di Desio testimoniano la
solidità della loro tradizione nel campo della medicina di laboratorio e la
capacità di riunire istituzioni, società scientifiche e professionisti attorno
ai temi dell’innovazione, della qualità e della sicurezza dell’assistenza.
“La partecipazione e la qualità del confronto dimostrano quanto sia sentita
la necessità di sviluppare una visione condivisa della diagnostica
decentrata», ha concluso il dott. Tripodi. «Da Desio emerge un messaggio

chiaro: innovare significa lavorare insieme, mettendo in rete istituzioni,
società scientifiche, professionisti, ospedale e territorio, per offrire al
paziente risposte più rapide senza rinunciare alla qualità, all’affidabilità e
alla sicurezza del risultato”.