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La Chirurgia Generale dell’Ospedale di Desio riferimento nazionale per il trattamento della malattia diverticolare

Desio – Il 9 dicembre 2025, presso l’Auditorium del Banco Desio, si terrà il quarto congresso internazionale sulla Malattia Diverticolare dal titolo “Bridging evidence and practice: contemporary views on Diverticular Disease”. Il congresso è organizzato dal Dr. Dario Maggioni, direttore della S.C. Chirurgia Generale dell’Ospedale Pio XI di Desio, struttura di ASST Brianza che da 3 anni dirige il Diverticular Disease Registry, un database multicentrico italiano che centralizza i dati di tutti i pazienti con malattia diverticolare che afferiscono a 22 ospedali italiani.

L’evento rappresenta un appuntamento consolidato per i chirurghi colo-rettali italiani che si occupano di malattia diverticolare. 150 iscritti e 33 esperti della faculty si confronteranno sul trattamento, la diagnosi, le implicazioni della malattia diverticolare.

Anche quest’anno la faculty vede il coinvolgimento di esperti internazionali leader nel settore con cui la rete vuole confrontarsi. Il Prof. David Larson proveniente dalla Mayo Clinic (Rochester Minnesota), il Prof. Alexander Hawkins (Nashville, Tennesse), il Prof. Albert Wolthuis (Leuven, Belgio), il Prof. Abe Fingerhut (Parigi), il Prof. Fabian Grass (Losanna), il Prof. Jared Torkingthon (Cardiff, UK) interverranno insieme a numerosi altri professionisti italiani per affrontare i dettagli tecnici ma anche culturali del trattamento della malattia diverticolare in tutte le sue fasi.

Un focus particolare sarà sul trattamento robotico della diverticolite. L’Ospedale di Desio affronta ormai costantemente l’intervento per questa patologia con tecnologia mini-invasiva, laparoscopica e robotica con un attenzione particolare alla preservazione delle funzionalità nervosa dei pazienti.

Insieme al Prof. Antonio Tursi, gastroenterologo e professore presso il Policlinico Gemelli di Roma, si consoliderà il rapporto di collaborazione con il mondo gastroenterologico nell’ottica di un affronto sempre più multidisciplinare della malattia diverticolare.

Il confronto con i massimi esperti e l’apertura alle esperienze di tutto il mondo sono sempre stati i connotati che hanno caratterizzato la struttura diretta dal Dr. Maggioni in questi anni. I frutti di questa impostazione, oltre ai congressi organizzati, sono i quasi 100 articoli scientifici indicizzati pubblicati negli ultimi 10 anni. 

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ASST VIMERCATE -DESIO tra le migliori aziende per la sanità digitale: conquistato l’EMRAM Stage 6


Il 17 novembre 2025 l’HIMSS (Healthcare Information and Management System Society, organizzazione no-profit di rilevanza globale che promuove il miglioramento dei servizi sanitari attraverso l’adozione avanzata delle tecnologie digitali) ha riconosciuto agli ospedali di Vimercate e Desio la prestigiosa certificazione “EMRAM Stage di livello 6”, uno dei più alti riconoscimenti nel campo della digitalizzazione sanitaria.
Un risultato che conferma i due Ospedali dell’ASST Brianza tra le strutture più avanzate al mondo nell’adozione di tecnologie digitali a supporto dell’assistenza clinica; raggiungere il livello 6 significa essere considerati tra i migliori nell’utilizzo di sistemi di digitalizzazione e automazione dei processi clinici. Il modello EMRAM (Electronic Medical Record Adoption Model) rappresenta lo standard internazionale per valutare il grado di digitalizzazione e l’uso della Cartella Clinica Elettronica nelle strutture ospedaliere.

Per l’Ospedale di Vimercate si tratta della quarta conferma consecutiva, dopo la prima certificazione ottenuta nel 2014.
L’Ospedale di Desio, invece, riceve per la prima volta questo importante riconoscimento, che testimonia un significativo avanzamento nel percorso di digitalizzazione e l’integrazione sempre più solida delle tecnologie digitali nei processi di cura.
Durante la visita di accreditamento del 17 novembre, i rappresentanti di HIMSS Europe hanno evidenziato diversi elementi di eccellenza dei due Presidi Ospedalieri, tra cui:
 diffusione capillare della Cartella Clinica Elettronica, utilizzata in tutti i reparti per gestire in tempo reale e in modo condiviso le informazioni cliniche mediche ed infermieristiche;
 adozione estesa di tecnologie mobili, per consentire l’accesso immediato ai dati clinici direttamente dal letto del paziente;
 implementazione completa del ciclo del farmaco, dalla prescrizione elettronica con validazione clinica giornaliera alla preparazione automatizzata delle terapie, fino alla somministrazione sicura tramite sistemi di tracciamento e identificazione sicura del paziente;
 architettura software integrata capace di far dialogare i differenti sistemi dipartimentali tra loro, permettendo lo scambio di risultati e immagini cliniche;
 infrastruttura tecnologica avanzata a garanzia della massima affidabilità e continuità operativa dei servizi;
 ampio utilizzo di sistemi di Business Intelligence, utili per monitorare le performance dei sistemi informativi e analizzare i dati clinici in chiave organizzativa e gestionale.

Il traguardo rappresenta il risultato di anni di impegno costante di tutte le professionalità coinvolte, con un ruolo determinante del reparto IT, e di importanti investimenti. Fondamentali si sono inoltre rivelati i finanziamenti PNRR sapientemente utilizzati da tutta l’azienda.
L’ASST della Brianza ha già annunciato l’intenzione di consolidare il livello raggiunto e proseguire nel percorso di innovazione digitale, pianificando investimenti progressivi – compatibilmente con le risorse disponibili – per ottimizzare i processi interni e migliorare ulteriormente i servizi offerti ai cittadini.
“Il riconoscimento HIMSS EMRAM livello 6 conferma l’impegno dell’ASST Brianza nel migliorare costantemente la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini”, afferma il Direttore Generale dott. Carlo Alberto Tersalvi. “La digitalizzazione in ambito sanitario è sì un importante investimento tecnologico, ma soprattutto è una visione, un cambiamento culturale che innanza i livelli di sicurezza e affidabilità delle prestazioni erogate, favorisce il lavoro quotidiano negli ospedali e supporta la comunicazione con gli utenti e con tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura”.

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Professioni sanitarie protagoniste dell’innovazione all’IRCCS San Gerardo dei Tintori


Premiati dall’assessore Bertolaso i progetti strategici che valorizzano competenze, tecnologie e nuovi modelli organizzativi per una sanità più efficace, inclusiva e sostenibile


Monza – Un concorso per riconoscere e valorizzare le competenze delle
professioni sanitarie presenti all’interno della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori. È
con questo obiettivo che la Direzione Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociali (Dapss)
del San Gerardo ha istituito il primo bando per progetti strategici, orientati a valorizzare e
potenziare le professioni socio-sanitarie della FSGT.
“Viviamo un momento di profonda trasformazione del sistema sanitario, segnato da sfide
complesse ma anche da opportunità innovative, che richiedono impegno costante e forte
capacità di adattamento da parte di tutti – spiega il dott. Stefano Citterio, Direttore del
Dapss -. In questo scenario in continua evoluzione, le professioni sanitarie assumono un
ruolo centrale, non solo nella risposta ai bisogni di salute, ma anche nella costruzione di
modelli organizzativi più efficaci, inclusivi e sostenibili”.
Si è tenuto così ieri, presso l’Auditorium Pogliani, un momento di premiazione e celebrazione
delle progettualità raccolte, alla presenza dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia
Guido Bertolaso, nell’ambito del convegno “Organizzazione e Professioni Sanitarie
nell’attuale contesto sanitario: orientamenti e progetti per lo sviluppo professionale”, nato
con l’intento di condividere esperienze, riflessioni e prospettive future, offrendo uno spazio
di confronto e crescita per tutti i professionisti impegnati quotidianamente al servizio della
persona.
Tra i 43 progetti presentati ne sono stati selezionati tre che hanno ricevuto un contributo
economico, da 1 a 4mila euro, finalizzato alla formazione professionale. I progetti spaziano
dall’introduzione e sostengo di modelli organizzativi innovativi, allo sviluppo della
telemedicina, all’utilizzo delle nuove tecnologie come app e realtà virtuale nell’assistenza ai
pazienti.

Il primo premio è stato vinto dal progetto che prevede di introdurre e sostenere il modello
organizzativo del “Primary Nursing” nella Struttura complessa di Malattie infettive, modello
che identifica un infermiere responsabile per ogni paziente, che viene preso in carico per
tutta la durata del ricovero.
“Per questa lodevole iniziativa abbiamo preso spunto dal modello statunitense degli
‘Ospedali Magnet’ – ha spiegato il Direttore Generale Michele Brait – che promuove
l’eccellenza e la professionalità delle professioni sanitarie ponendo attenzione a qualità,
migliori pratiche e formazione continua. Il ‘Progetto Magnet’ ha lo scopo di creare un
contesto aziendale capace di attirare e trattenere i migliori professionisti riconoscendo le
loro capacità e la loro leadership scientifica”.
Il modello M.a.g.n.e.t., marchio registrato dell’American Nurses Credentialing Center,
rappresenta un riconoscimento internazionale per le strutture sanitarie che dimostrano di
avere un ambiente di lavoro eccellente e di fornire un’assistenza di alta qualità ai pazienti.
M, Modello di eccellenza per la pratica infermieristica – A, Ambiente di lavoro positivo e
supportivo – G, Gestione efficace e leadership trasformazionale – N, Nursing di alta qualità
e centrato sul paziente – E, Eccellenza nella pratica clinica e nella formazione – T, Tecnologia
e innovazione al servizio della cura del paziente.
“Vorrei che tutta la sanità lombarda diventasse ‘magnet’ – ha sottolineato l’Assessore al
Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso -. Oggi la carenza generalizzata di
infermieri e di professionisti sanitari non è solo motivata dalla questione economica, va ben
oltre: arriva al cuore, alla mission della professione. I nostri giovani debbono riuscire a
comprenderla e a credere in questo lavoro. Dobbiamo davvero impegnarci sia per garantire
incentivi economici, e come Regione stiamo facendo quello che è nelle nostre possibilità e
competenze, ma soprattutto anche per dare ai professionisti socio-sanitari l’opportunità di
sentirsi protagonisti del lavoro che fanno tutti i giorni, con un maggiore ruolo e il giusto
riconoscimento. Grazie agli operatori sanitari per quello che fanno tutti i giorni e grazie a chi
ha promosso questa iniziativa e a chi ha partecipato: per il prossimo anno dobbiamo
estendere il bando di concorso a tutta la Regione Lombardia, lanciando una sfida a tutto
campo”.
“Ringrazio tutti i partecipanti ai progetti per la varietà, innovazione e multidisciplinarietà
delle idee presentate. Questo evidenzia la particolare qualità dei professionisti presenti in
IRCCS che tutti i giorni si prendono cura delle persone”, ha aggiunto il dott. Citterio.

I PREMIATI
Primo premio: 4.000 euro – Implementare il modello organizzativo del primary nursing
nella Struttura complessa di Malattie infettive: un quality improvement project.
Secondo premio: 2.000 euro – Implementazione della teleassistenza nel follow up
infermieristico intensivo dei pazienti dimessi dalla Struttura complessa di Cardiologia dopo
ricovero per scompenso cardiaco acuto.
Terzo premio: 1.000 euro – Presa in carico riabilitativa precoce e diretta del paziente
ricoverato in Stroke Unit.
Menzioni Speciali:
“Tabyou”: un’app per adolescenti affetti da malattie onco-ematologiche.
Progetto chill: cercare l’equilibrio tra le proprie emozioni attraverso l’uso della realtà
virtuale nel reparto di Neuropsichiatria infantile.

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Giornata Mondiale contro l’AIDS: l’epidemia non è finita


Monza – HIV: l’epidemia non è finita. Il Centro Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) dell’IRCCS San Gerardo registra anche nel 2025 un’attività in costante crescita, confermandosi punto di riferimento per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse.
“È necessario mantenere alta l’attenzione su prevenzione, diagnosi precoce e accesso ai servizi. In occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, è fondamentale ricordare che l’infezione da HIV (virus dell’immunodeficienza umana) rappresenta ancora oggi una sfida di salute pubblica. In Italia, ogni anno si registrano nuove diagnosi: spesso tardive, talvolta intercettate solo in occasione di controlli per altre infezioni sessualmente trasmesse”. A dirlo è il prof. Paolo Bonfanti, Direttore della Struttura Complessa di Malattie Infettive della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.
“Nonostante i grandi progressi terapeutici, che consentono alle persone con HIV in terapia efficace di avere un’aspettativa di vita paragonabile alla popolazione generale, permangono barriere culturali, stigma e scarsa consapevolezza del rischio, che ostacolano diagnosi precoci e percorsi di prevenzione efficaci. Per questo è essenziale continuare a investire su sensibilizzazione, accesso ai test e modelli di prevenzione che includano anche informazione counselling”.
Il Centro Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) dell’IRCCS San Gerardo registra anche nel 2025 un’attività in costante crescita, confermandosi punto di riferimento per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse.
Di seguito i dati relativi al periodo 1° gennaio – 18 novembre 2025:

  • Numero di utenti testati per IST: 1.140
  • Nuovi riscontri di HIV: 6 (diagnosi avvenute nell’ambito di controlli di screening per IST)
  • Altre IST diagnosticate:
    o 106 infezioni da Chlamydia trachomatis
    o 167 infezioni da Neisseria gonorrhoeae
    o 67 casi di sifilide
    o 2 infezioni da Mpox
    o 1 nuovo riscontro di HCV
  • Numero totale di diagnosi effettuate: 349
  • Utenti in carico per PrEP: circa 330
    “Questi numeri testimoniano un’attività intensa e strutturata – afferma la dr.ssa Laura Corsico, responsabile del Centro Infezioni Sessualmente Trasmesse – capace di intercettare nuovi casi, facilitare l’accesso ai test e sostenere percorsi di prevenzione personalizzati, inclusa la PrEP (profilassi pre-esposizione), sempre più richiesta nella popolazione a rischio”.
    Il Centro IST di Muggiò in via Dante 1, lunedì 1° dicembre, in occasione della Giornata mondiale di lotta all’AIDS, promuove un’apertura straordinaria fino alle 18.00, con accesso libero, per accogliere le persone che desiderano eseguire accertamenti o avere informazioni sull’HIV.

Il Centro in via Dante 1 a Muggiò, lunedì 1° dicembre, in occasione della Giornata mondiale di lotta all’AIDS, promuove un’apertura straordinaria fino alle 18.00, con accesso libero, per accogliere le persone che desiderano eseguire accertamenti o avere informazioni sull’HIV.

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Dal bisturi alla rinascita: il dott. Marchesi premiato per la chirurgia che salva gli arti dei più piccoli

Nuovi orizzonti nella chirurgia oncologica pediatrica per la ricostruzione funzionale degli arti

Monza – Prestigioso riconoscimento per il dott. Andrea Marchesi, direttore facente funzione della Struttura complessa di Chirurgia Plastica, che ha ricevuto il premio per la “Miglior presentazione nell’ambito della Chirurgia Plastica Pediatrica” durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE), che si è svolto a Napoli nei giorni scorsi.
Il dott. Marchesi ha presentato la relazione dal titolo “Ricostruzione funzionale nei sarcomi dell’arto superiore in età pediatrica”, nell’ambito di una delle due sessioni del congresso dedicate alla Chirurgia Plastica Pediatrica, che ha visto la partecipazione di importanti centri clinico-scientifici nazionali.
La relazione, frutto dell’attività di collaborazione svolta dal dott. Marchesi e dalla sua équipe presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano insieme all’équipe di Chirurgia dei Sarcomi diretta dal dott. Alessandro Gronchi, ha illustrato un approccio innovativo nella gestione dei sarcomi dell’arto in età pediatrica. Gli interventi descritti prevedono ricostruzioni complesse e integrate, volte non solo a ripristinare la forma dell’arto (cute e sottocute), ma anche la sua funzionalità muscolare, tendinea e nervosa, grazie a tecniche di microchirurgia altamente specializzate.
“Il nostro obiettivo – spiega il dott. Marchesi – è far evolvere la chirurgia dei sarcomi da una logica di semplice salvataggio dell’arto (limb-sparing) a una vera e propria chirurgia di preservazione funzionale (function-sparing), che consenta ai bambini di tornare a una vita normale con un arto integro e pienamente utilizzabile. Un tipo di intervento che eseguiamo presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in virtù delle competenze clinico-chirurgiche che possediamo a Monza: grazie alla nostra realtà operativa e casistica, siamo infatti allo stesso tempo chirurghi plastici, chirurghi della mano e microchirurghi”
Il premio rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro clinico e di ricerca del dott. Marchesi e dei professionisti della Chirurgia Plastica della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, centro di riferimento nazionale e internazionale nella chirurgia ricostruttiva e microchirurgica della ma

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L’ ASST Brianza in dialogo con il territorio: incontro pubblico a Seveso

L’incontro era mirato fare chiarezza sul nuovo modello di assistenza sanitaria che sta nascendo anche in Brianza e poi fare il punto della situazione, anche strettamente numerico, sul territorio, con un focus sui medici di base e gli Ambulatori Temporanei a Seveso e dintorni
.
Seveso – Serata particolarmente proficua quella del 29
ottobre presso l’Auditorium “Paolo Cappelletti” della FLA, organizzata dal
Comune di Seveso con relatori i massimi rappresentanti di ASST Brianza.
È stata l’occasione per ricordare quali sono le tre strutture portanti della
riorganizzazione dell’assistenza territoriale. A breve (inizio 2026) saranno 17 le
Case di Comunità (struttura in cui operano team multidisciplinari di Medici di
Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Medici Specialisti, Infermieri di
Famiglia e Comunità, Assistenti Sociali) attive in Brianza.
I cittadini di Seveso possono rivolgersi a quelle del Distretto di Seregno, ossia a
Seregno o nella vicina Lentate sul Seveso ma anche alle restanti, ad esempio –
per prossimità – a quella di Cesano Maderno.

Il Direttore Socio Sanitario di ASST Brianza, dr. Antonino Zagari, ha
sottolineato l’importanza del nuovo servizio della Centrale UNICA di Continuità
Assistenziale, attiva dallo scorso settembre 2024 7 giorni su 7 dal lunedì al
venerdì dalle 20 alle 8 del giorno successivo e nei giorni festivi e prefestivi
(sabato e domenica incluse) h24, per tutti i bisogni acuti non urgenti sanitari.
L’accesso al servizio si effettua chiamando Il numero unico telefonico 116117 e,
dopo il filtro laico degli operatori di AREU, il bisogno del cittadino viene preso in
carico dalla Centrale UNICA in cui opera un team di medici di ASST Brianza.
L’intervento può esitare nel seguente modo: televisita da remoto che si può
concludere anche con una prescrizione medica; invio alla postazione di
Continuità Assistenziale più vicina per una visita ambulatoriale; invio al PS ed
infine con una visita domiciliare.
Nel primo anno di attività (periodo di osservazione 10 settembre 2024 – 10
settembre 2025) la Centrale UNICA di ASST Brianza ha gestito più di 65 100
chiamate e di queste il 49% ha esitato con una visita da remoto senza che il
cittadino si dovesse recare presso la postazione di CA. Questo nuovo modello
consente pertanto di limitare gli spostamenti dei cittadini per usufruire del
servizio.
E’ importante che il cittadino utilizzi sempre il numero telefonico 116117 per
accedere al servizio di Continuità Assistenziale, anziché autopresentarsi alla
postazione: in questo modo può avere subito la risposta al suo problema di
salute spesso senza dover neanche uscire di casa.
La d.ssa Roberta Brenna, Direttore del Distretto di Seregno, ha illustrato la
riforma dell’assistenza territoriale introdotta dal DM 77/2022 che si fonda sui
nuovi modelli organizzativi delle Case di Comunità, Ospedali di Comunità e
Centrali Operative Territoriali.

In particolare le Case di Comunità, luoghi fisici multiprofessionali pensati per
la presa in carico dei cittadini con più bisogni assistenziali, sia sociali che
sociosanitari, devono rispettare requisiti nazionali obbligatori, come avere la
presenza medica h24 7 giorni su 7, che comprende anche l’obbligatorietà della
presenza della postazione di Continuità Assistenziale (che per questo motivo
sarà trasferita da Seveso in CdC Lentate), la presenza infermieristica h12 7
giorni su 7, ambulatori medici specialistici per le principali patologie croniche,
un Punto Unico di Accesso (PUA), un front-office CUP amministrativo,
l’assistenza domiciliare, il Punto Prelievi, servizi di diagnostica per la cronicità,
l’integrazione con i Servizi Sociali comunali e la partecipazione della comunità,
del Volontariato e del Terzo Settore. Importante anche la presenza della
Psicologia di Comunità e Cure Primarie per la presa in carico di disturbi emotivi
comuni (es. ansia o esordi depressivi) o esito di situazioni traumatiche, rivolta
sia ad adolescenti sia ad adulti.
L’obiettivo della Casa di Comunità è offrire un luogo centralizzato dove dare al
cittadino tutte le risposte di cui ha bisogno, senza costringerlo a girare per più
sedi spesso senza ottenere risposte. Per ogni Casa di Comunità è stata redatta
una Carta dei Servizi con l’elenco dei servizi offerti, contatti e orari di apertura,
modalità di accesso (se libero o con impegnativa medica) che si può scaricare e
consultare sul sito di ASST Brianza, home page, box verde “Case di Comunità”.
Argomento di stretta attualità, i Medici di Medicina Generale. Attualmente sono
5 quelli titolari su Seveso, dal 1° gennaio 2026 diventeranno quattro
(interromperà l’attività il dr. Massimi Emilio Cappelli). Per l’ambito Seveso e
Barlassina sono stati pubblicati n. 16 posti con prossima assegnazione il 2
dicembre 2025. Nel 2025 ASST Brianza, al netto delle cessazioni e degli
inserimenti, ha perso ulteriori 14 medici. Fondamentale, in questo senso, il
ruolo degli Ambulatori Medici Temporanei (AMT) che attualmente contano in
Brianza 29.555 assistiti di cui 3.932 a Seveso (oltre 5mila a Limbiate, oltre 4.300
a Varedo).
“Il tema dei Medici di Medicina Generale è oggi di strettissima attualità e
rappresenta una delle principali sfide per l’organizzazione dell’assistenza
territoriale. Anche nel territorio dell’ASST Brianza la situazione riflette un
fenomeno che, come noto, interessa l’intero sistema sanitario nazionale e
regionale”, ha sottolineato il dr. Andrea Fascendini del Dipartimento Cure
Primarie di ASST Brianza. Nel corso del 2025, al netto delle cessazioni e dei
nuovi inserimenti, l’ASST Brianza ha comunque registrato una perdita
complessiva di quattordici Medici di Medicina Generale. È un dato significativo,
che fotografa la complessità del momento e l’impatto che questa carenza
produce sull’organizzazione dei servizi sanitari di base e sulla continuità
assistenziale dei cittadini.
Il dottor Fascendini ha inoltre ricordato che il Dipartimento Cure Primarie non
dispone di strumenti di attrattività diretti per orientare i medici verso specifiche
aree del territorio, ma ha voluto sottolineare come siano sempre apprezzabili le
iniziative dei Comuni che, mettendo a disposizione locali idonei, favoriscono la
presenza dei medici di base nei propri centri abitati.
“Siamo in contatto proprio in questi giorni con i tecnici del Comune per
completare l’allestimento informatico, necessario per dare il via all’attività e –
entro inizio dicembre – contiamo di aprire un secondo Ambulatorio Temporaneo
anche nei nuovi locali a Baruccana, senza chiudere ovviamente quelli di via
Martiri d’Ungheria”, ha aggiunto il dr. Fascendini. Questa nuova apertura
rappresenterà un’opportunità in più per i cittadini di Seveso, in particolare per
coloro che finora hanno incontrato difficoltà nel raggiungere la sede dell’attuale
ambulatorio oltre la linea ferroviaria. L’obiettivo dell’ASST Brianza resta quello
di garantire la massima continuità e prossimità dell’assistenza, anche in una
fase complessa come quella che il sistema sanitario territoriale sta
attraversando.

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L’eccellenza del San Gerardo confermata con la Certificazione di Qualità ISO 9001 | 2015


Riconosciute altre sette strutture chiave
Monza – Ennesimo traguardo della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza. È infatti stato confermato il rinnovo della Certificazione di qualità ISO 9001:2015. Un traguardo che, pur potendo sembrare scontato, rappresenta un passo fondamentale nel percorso di eccellenza dell’Ospedale San Gerardo. Questa volta la Certificazione è stata raggiunta con un’importante estensione del campo di applicazione ad altre sette strutture chiave. Si tratta della Strutture Complesse di Nefrologia, Pneumologia, Ortopedia e Traumatologia, Otorinolaringoiatria e Cardiologia, della Struttura Semplice Dipartimentale di Diagnostica Cardiologica e Cardiologia Pediatrica e della Struttura Semplice Dipartimentale di Malattie Rare.
“Dal 2001, l’Ospedale San Gerardo di Monza ha mantenuto la certificazione ISO 9001, e ogni rinnovo è una conferma dell’impegno costante – sottolinea il presidente Claudio Cogliati -. L’ottenimento di questo prestigioso riconoscimento internazionale attesta l’eccellenza, la trasparenza e l’affidabilità del nostro sistema di gestione. L’obiettivo è sempre lo stesso: garantire un’esperienza di cura efficiente, sicura e, soprattutto, centrata sul paziente. La certificazione ISO 9001 non è solo un riconoscimento formale, ma è la prova tangibile dell’impegno quotidiano e della dedizione di ogni singolo operatore. È il riflesso di un lavoro di squadra volto a ottimizzare i processi e a migliorare continuamente la qualità dei servizi che offriamo.
“Questo risultato rafforza il ruolo di punto di riferimento nella sanità lombarda e nazionale della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori – aggiunge il Direttore Generale Michele Brait -. Una certificazione di qualità internazionalmente riconosciuta, quale quella secondo gli standard ISO 9001: 2015, è tra gli elementi per il riconoscimento del carattere scientifico e di ricerca di strutture pubbliche e private. In linea con il nostro impegno per la ricerca e l’innovazione, il nostro percorso non si ferma qui. Stiamo già pianificando l’estensione del Sistema di Gestione Qualità a nuove Unità Operative legate all’area pediatrica, con l’obiettivo di certificare altre sette strutture nel biennio 2026

“Esprimiamo grande soddisfazione e profondo orgoglio per questo risultato – conclude dott.ssa Rossella Barni, responsabile della Struttura Semplice Qualità Accreditamento, Internal auditing e Gestione del Rischio Clinico -. Il rinnovo della nostra certificazione ISO 9001:2015, con l’ampliamento a sette nuove strutture, è la prova tangibile del nostro impegno costante per l’eccellenza. Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza la dedizione e il lavoro di squadra di tutti i nostri operatori. Ringrazio di cuore ogni professionista che, con il proprio contributo quotidiano, ha reso possibile questo successo. La qualità non è solo un obiettivo, ma il riflesso del nostro impegno a garantire ai pazienti un’esperienza di cura sicura, efficiente e di altissimo livello. Questo riconoscimento ci spinge a proseguire con ancora maggiore determinazione nel nostro percorso di miglioramento continuo”.


ISO 9001:2015 Le altre strutture già oggetto di Certificazione:
Progettazione ed erogazione di servizi sanitari di diagnosi e cura in regime ordinario, ambulatoriale, di Macroattività Ambulatoriale Complessa (MAC), di Bassa Intensità Chirurgica (BIC), territoriale e/o di diagnostica strumentale per immagini nei seguenti setting: SC Laboratorio Specialistico di Anatomia Patologica, SC Laboratorio Specialistico di Genetica medica citogenica e genetica molecolare, Laboratorio di Patologia Clinica-2 – Ematologia – Ultraspecialistico (Tettamanti), SC Laboratorio Specialistico di Patologia Clinica 1 Laboratorio analisi, SC Servizio Immunotrasfusionale e Laboratorio specialistico di Immunoematologia, SC Laboratorio Specialistico di Microbiologia e Virologia Clinica 1, Centrale sterilizzazione, SC Centro di Ricerca di Fase I, SC Ematologia e Centro Trapianti adulti, Farmacia Settore UMACA, SS Percorso Terapeutico Medico Oncologico (PTMO), SSD Psicologia clinica, SC Pediatria, SC Ginecologia, SC Ostetricia, SC Neurochirurgia, SC Maxillo Facciale, SSD Malformazioni cranio facciali in età pediatrica, SC Neuropsichiatria Infantile, SC Gastroenterologia, SC Malattie Infettive, SC Riabilitazione specialistica, SC Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, SSD Malattie Rare, SC Nefrologia, SC Otorinolaringoiatria, SC Pneumologia, SSD Diagnostica Cardiologica Ambulatoriale Cardiologia Pediatrica, SC Cardiologia, SC Ortopedia, SC Radiologia diagnostica per immagini-Interventistica, SC Neuroradiologia, SC Radioterapia, SC Medicina nucleare. Progettazione ed erogazione dei servizi di: SC Direzione Medica di Presidio, SC Qualità, Accreditamento, Internal auditing e Gestione del Rischio Clinico, SC Fisica Sanitaria, SC Attività di Prevenzione e di Protezione Aziendale, SC Servizi Informativi Aziendali, Processo di Gestione Procedure di Gara. Progettazione ed erogazione di attività formative in ambito sanitario: SS Formazione.

CronacaSalute

La Fondazione del San Gerardo condannata a pagare un risarcimento di oltre 4,5 milioni di euro

Monza – Il Tribunale civile ha condannato la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua mamma per omissione terapeutica. Risarcimento record ai genitori di un bambino nato con una rara malattia e oggi invalido al 100%. Per i giudici se le terapie fossero iniziate tempestivamente il danno sarebbe stato evitato

Sarebbe bastato un intervento di tipo farmacologico e il neonato avrebbe avuto una vita normale ma tutto è andato nel peggiore dei modi. Il Tribunale civile di Monza nei giorni scorsi ha pubblicato la sentenza con cui a distanza di 14 anni ha condannato la «Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma» – poi confluita nell’Irccs San Gerardo nel 2023 – a pagare un maxi risarcimento al ragazzo, oggi 14enne, e ai suoi familiari, da 4 milioni 600 mila euro, tra danni e spese legali, a cui bisognerà sommare anche gli interessi maturati in questi anni.

Nel marzo del 2011 il bimbo era venuto al mondo con una malattia metabolica, iperammoniemia, un difetto del ciclo dell’urea che porta a un accumulo di ammoniaca nel sangue, tossica per il cervello. I sintomi emergono, stando al resoconto processuale, subito dopo la nascita e in uno dei tanti documenti clinici agli atti del processo era citato espressamente il «rischio metabolico» ma i medici non vanno in questa direzione diagnostica e quando dopo 3 giorni se ne rendono conto è ormai troppo tardi. 
Il ragazzo oggi ha 14 anni e ha riportato danni cerebrali gravissimi, ha bisogno di continue cure e assistenza medica e sanitaria, e ha subito già un trapianto del fegato. L’Inps lo ha dichiarato invalido al 100% con tanto di indennità di accompagnamento. 

Una vita spezzata, cambiata per sempre in modo irreversibile per un errore diagnostico che poteva essere evitato. Secondo il giudice Carlo Albanese, del Tribunale di Monza, che ha accolto il ricorso del legale della famiglia, l’avvocato Bruno Sgromo, non ci sono dubbi sulle responsabilità dei sanitari della Fondazione, per omissione terapeutica e ritardo diagnostico, perché avevano tutti gli elementi per formulare la corretta diagnosi ed evitare le terribili conseguenze della malattia metabolica. Dopo aver ricostruito l’intera sequenza degli eventi dalla nascita nel 2011 alla diagnosi corretta (tre giorni dopo la nascita) quando ormai il danno irreversibile si era già verificato. Per il giudice «un tale mancato tempestivo intervento ha avuto un ruolo fondamentale nella gravità del danno», ma c’è di più. 

In sentenza il Tribunale monzese non ha compreso perché non sia stato avvisato per un consulto il «Centro malattie metaboliche» presente nello stesso ospedale dove ha sede la Fondazione, il San Gerardo. «Solo successivamente all’inquadramento neurologico effettuato, che aveva evidenziato una sofferenza cerebrale diffusa da iperammoniemia, è stato contattato il Centro malattie metaboliche e, purtroppo, solo alle ore 12 di tre giorni dopo la nascita è stata iniziata la terapia corretta», quando però non c’era più niente da fare. 

Il danno, per i giudici di Monza, poteva e doveva essere evitato: «L’inizio più precoce della terapia, ovvero quando tutti gli elementi a disposizione dei sanitari orientavano per l’indicazione nell’avvio del trattamento, avrebbe portato ad una detossificazione precoce, rallentando l’accumulo dei livelli di ammonio nel sangue e riducendo così proporzionalmente il danno encefalico». 

Per i periti del Tribunale l’inizio della terapia anche solo 12 ore prima, «avrebbe con elevata probabilità evitato un grave danneggiamento delle cellule cerebrali».  A tali conclusioni il Tribunale civile di Monza è arrivato dopo aver visionato tutte le cartelle cliniche del ragazzo, ascoltato diversi testimoni, e disposto una perizia medico-legale. 

Uno dei risarcimenti più alti grazie anche uno degli studi legali più importanti d’Italia, specializzato in casi di malasanità. L’avvocato Sgromo ha inteso sottolineare alcuni aspetti del dopo-sentenza: «Soddisfazione per un risarcimento record in materia di diritto sanitario e per i cosiddetti baby case, ma soprattutto perché la cifra consentirà una vita un po’ più tranquilla al ragazzo e ai suoi familiari che in questi anni hanno dovuto affrontare spese elevate per tutto ciò di cui c’era bisogno. Ora potranno mettere mano anche alla casa, eliminando le barriere architettoniche, e infine i genitori adesso hanno anche la garanzia per il ragazzo in termini di futuro, quello che viene definito il «dopo di noi», che è una delle tante preoccupazioni dei familiari di persone completamente invalide».

La Fondazione Monza e Brianza il Bambino e la sua Mamma («Mbbm») era un ente non profit nato nel dicembre 2005 per iniziativa dell’Ospedale San Gerardo di Monza, del Comitato Maria Letizia Verga Onlus e della Fondazione Tettamanti De Marchi, con la partecipazione dell’Università
degli studi Milano Bicocca e del Comune di Monza e riconosciuto dalla Regione Lombardia. Riuniva al suo interno i reparti materno-infantili e ha realizzato e gestito fino al 2023 il Centro Maria Letizia Verga che è sorto alle  spalle del San Gerardo. Nello stesso anno, con l’istituzione dell’Irccs Fondazione San Gerardo, la Fondazione Mbbm è stata assorbita nell’Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico riconosciuto dal Ministero proprio per l’eccellenza in campo pediatrico.

Il presidente dell’Irccs Fondazione San Gerardo, Claudio Cogliati, non commenta la notizia del maxi risarcimento richiesto e si limita a ricordare che la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua mamma, pur confluita nell’Irccs, esiste ancora come ente giuridico e quindi un eventuale risarcimento non inficerà i conti dell’Irccs. Sarà la Fondazione a doverne rispondere. Dal canto suo, la Fondazione si sta confrontando con i legali dell’assicurazione che stanno seguendo la vicenda e non commenta il verdetto, ricordando che si tratta di una sentenza di primo grado.

( Fonte Corsera – Vincenzo Brunelli e Rosella Redaelli )

Salute

Raro intervento di resezione dello sterno per neoplasia eseguito per la prima volta al San Gerardo


Monza – Per la prima volta all’Ospedale San Gerardo di Monza è stato
eseguito un intervento di resezione dello sterno, una procedura chirurgica particolarmente
complessa e poco frequente. L’operazione è stata effettuata su una paziente affetta da una
rara metastasi sternale isolata, proveniente da carcinoma ovarico, insorta a distanza di 12
anni dalla diagnosi e dal trattamento della neoplasia primitiva: un intervallo “libero” di
malattia estremamente lungo e raro. La metastasi è stata individuata grazie ai continui
controlli a cui la paziente si è sottoposta.
L’intervento è stato eseguito dal prof. Francesco Petrella, direttore della Chirurgia Toracica
della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, con la collaborazione del dott. Emanuele
Pirondini, chirurgo toracico e di Mara Tuberosi, strumentista di sala operatoria. All’intervento
hanno inoltre collaborato il dott. Andrea Marchesi, direttore della Chirurgia Plastica, e il dott.
Giovanni Alberio della Struttura complessa di Anestesia e Rianimazione, diretta dal prof.
Giuseppe Foti.
La resezione e ricostruzione dello sterno per neoplasia è un intervento tecnicamente
complesso sia nella fase demolitiva sia in quella ricostruttiva. La complessità risiede nelle
peculiarità funzionali dello sterno che assolve non solo ad una funzione protettiva delle
strutture nobili retrostanti – prime fra tutte il cuore – ma anche di statica e di dinamica della
gabbia toracica. Il volume globale di resezione dell’osso viene stabilito sulla scorta dello
studio TC preoperatorio che consente di apprezzare l’estensione della malattia neoplastica
e i suoi rapporti con l’osso e le strutture limitrofe. “Una volta resecato l’osso – spiega il prof.
Petrella – la sua ricostruzione può avvenire con differenti materiali protesici: nel nostro caso
abbiamo utilizzato una protesi, che è stata modellata sulla resezione di parete toracica
eseguita. Successivamente la protesi è stata protetta da un lembo di muscolo pettorale,
mobilizzato dal chirurgo plastico, per favorirne la biointegrazione”.
La resezione dello sterno quindi, rappresenta un intervento eccezionale per rarità
dell’indicazione e difficoltà tecnica, che richiede un approccio integrato tra diverse specialità.

La riuscita dell’operazione testimonia la capacità del San Gerardo di offrire percorsi
terapeutici avanzati, rafforzando il ruolo dell’ospedale come punto di riferimento regionale
e nazionale per la chirurgia toracica complessa.
“Questo risultato conferma come al San Gerardo sia possibile affrontare anche procedure
chirurgiche rare e ad alta complessità – continua il prof. Petrella – mettendo a disposizione
dei pazienti le competenze di un’équipe multidisciplinare di altissimo livello. Un intervento
che mette in evidenza la fruttuosa collaborazione tra le diverse strutture che nel nostro
ospedale lavorano in sinergia affinché i nostri pazienti ricevano le cure più appropriate”.
La paziente ha avuto un decorso post-operatorio del tutto regolare, è stata dimessa in buone
condizioni cliniche ed è stata riaffidata alle cure dei suoi ginecologi di riferimento, il prof.
Robert Fruscio e il prof. Andrea Lissoni della Ginecologia Chirurgica, attualmente diretta
dalla prof.ssa Anna Locatelli.

Salute

Cure Palliative, l’Hospice di Giussano (ASST Brianza) primo in Italia per attività


GIUSSANO – L’Hospice del Presidio Ospedaliero di Giussano è la prima struttura
pubblica in Italia, nell’ambito delle cure palliative, per numero di utenti
e numero di ricoveri: il dato che evidenzia l’importanza strategica della
struttura emerge dall’Analisi dei Piani di potenziamento relativi
all’annualità 2024 presentata nei giorni scorsi dall’Agenzia Nazionale
per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS).
La ricerca, effettuata su scala nazionale, ha permesso di effettuare la
ricognizione del numero di pazienti presi in carico da ciascun erogatore
della Rete Locale di Cure Palliative, definendo i volumi di attività in capo
ad ogni singola struttura.
I dati rilevati da ASST Brianza per l’Hospice di Giussano indicano 502
utenti seguiti nel corso dell’anno solare 2024, un numero complessivo
di 516 utenti ricoverati per un totale di 5.710 giornate. Considerato il
numero di posti letti a disposizione all’interno della struttura l’Hospice
di Giussano risulta essere la prima struttura in Italia, sia pubblica che
privata-accreditata, per turnazione di posti.
Anche alla luce di questi dati, la struttura si conferma nodo erogativo
della Rete Locale di Cure Palliative (RLCP) di Monza-Brianza, erogando
prestazioni socio-sanitarie a favore di persone nella fase terminale della
vita, affette da patologie ad andamento cronico ed evolutivo per le quali
non esistono terapie ai fini della stabilizzazione della malattia o di un
prolungamento significativo della vita. Offre inoltre supporto psicologico
ai famigliari nella fase di elaborazione del lutto.
“L’Hospice di Giussano è un’eccellenza del nostro territorio, il cui valore
è dato sia dai numeri delle prestazioni annue che lo pongono al primo
posto in Italia, sia dalla straordinaria sensibilità quotidianamente
messa in campo dai volontari che si occupano della divulgazione della
cultura delle cure palliative e dell’assistenza ai pazienti e alle loro
famiglie – affermano il Sindaco di Giussano Marco Citterio e il
Vicesindaco con delega alle Politiche sociali Adriano Corigliano – La
proficua collaborazione in essere con ASST Brianza, che ha
recentemente avviato una importante riqualificazione della struttura
ospedaliera al fine di ampliare i servizi offerti, assicura al territorio un
polo sanitario di strategica importanza per la cittadinanza. L’hospice
rappresenta un servizio conosciuto, di cui è riconosciuta la
professionalità e la competenza erogata, all’interno del quale come
Amministrazione Comunale abbiamo anche avuto modo di organizzare
eventi e iniziative che aiutassero a renderlo sempre più noto da parte
della cittadinanza. Lo scorso anno abbiamo festeggiato i 35 anni di
attività dell’associazione A.R.C.A., il cui impegno è proprio quello di
sostenere le attività dell’hospice presso il Presidio Ospedaliero Carlo
Borella di Giussano. A loro va il nostro ringraziamento nella certezza

che ogni utente non viene trattato come un numero, ma accolto e
accompagnato come una persona”.
“I dati AGENAS 2024 sulle cure palliative nazionali sono certamente
lusinghieri per tutta la nostra azienda – dichiara il dott. Michele Sofia,
Direttore Sanitario di ASST Brianza – ma più dei numeri, voglio porre
l’accento su ciò che rappresentano quei numeri: la qualità di cura offerta
da un’équipe di alto livello professionale e umano, che opera sul territorio
con l’unità di cure palliative domiciliare, e all’interno dei presidi
ospedalieri aziendali con attività ambulatoriale e di consulenza
specialistica.
Si tratta però non tanto di un traguardo raggiunto, quanto di un punto
di partenza.
Presso l’hospice di Giussano infatti – prosegue il dott. Sofia – è in dirittura
di arrivo una radicale ristrutturazione edilizia, frutto di una importante
donazione da privato, che grazie ai nuovi moderni spazi a disposizione,
confermerà il presidio territoriale quale sede naturale e centro di
riferimento per la tutela delle fragilità sociosanitarie della provincia di
Monza e Brianza: la Struttura Complessa di Cure Palliative di ASST
Brianza è infatti responsabile del coordinamento della Rete Locale di Cure
Palliative dell’intera provincia”.