Salute

Salute

Tumore del polmone: ASST Brianza porta sul territorio lo screening gratuito


Brianza – ASST Brianza aderisce al programma di screening promosso da
Regione Lombardia e avvia un nuovo percorso gratuito per favorire
la diagnosi precoce del tumore del polmone.
Un primo accesso semplice e digitale consente di verificare i
requisiti per partecipare allo screening e, per le persone idonee, di
proseguire con gli accertamenti e la presa in carico specialistica
nella rete dei servizi di ASST Brianza.
Al centro del percorso la TAC torace a basso dosaggio, esame rapido
e senza mezzo di contrasto, riservato alle persone che presentano i
fattori di rischio previsti dal programma regionale.

Raggiungere prima le persone maggiormente a rischio e aumentare le
possibilità di individuare precocemente eventuali alterazioni polmonari:
con questo obiettivo ASST Brianza avvia sul territorio un percorso
gratuito di screening per il tumore del polmone, nell’ambito del
programma promosso da Regione Lombardia.
L’iniziativa introduce un modello di accesso che integra digitale e servizi
sanitari territoriali: con il supporto tecnico di Paginemediche, il
cittadino può infatti iniziare il percorso online, verificare la propria
potenziale eleggibilità e, quando sono presenti i requisiti previsti, essere
accompagnato da ASST Brianza verso gli esami e gli approfondimenti
specialistici necessari.
Il progetto punta a rendere la prevenzione più semplice, accessibile e
vicina alle persone, intervenendo in un ambito particolarmente rilevante
per la salute pubblica: quello del tumore del polmone, una patologia che
nelle fasi iniziali può svilupparsi senza sintomi evidenti.
“Nell’ambito del programma di screening polmonare promosso da Regione
Lombardia, ASST Brianza ha scelto di utilizzare il digitale per facilitare
l’accesso al percorso di screening e accompagnare le persone
potenzialmente eleggibili, quando necessario, verso gli esami e le visite
specialistiche previste”, dichiara il Direttore Generale di ASST Brianza,
dott. Carlo Alberto Tersalvi. “Vogliamo facilitare l’accesso della nostra
popolazione a un’importante opportunità di prevenzione e diagnosi precoce
del tumore del polmone, in un ambito che, a differenza degli screening per
mammella, cervice uterina e colon-retto, non rientra ancora tra i programmi
organizzati offerti a livello nazionale.”

DIAGNOSI PRECOCE: ARRIVARE PRIMA PUÒ FARE LA DIFFERENZA
Il tumore del polmone continua a rappresentare la prima causa di morte
per neoplasia nei Paesi occidentali. In Italia si registrano oltre 43.500
nuovi casi all’anno, quasi 8mila solo in Lombardia, soprattutto tra gli
uomini. Il 60% circa dei decessi per tumore del polmone in Italia avviene
nei soggetti forti fumatori.
Studi clinici dimostrano che l’esecuzione di una TAC del torace a basso
dosaggio è in grado di identificare tumori polmonari in fase iniziale,
curabili in una elevata percentuale dei casi.
Il percorso proposto da ASST Brianza è gratuito e non richiede prescrizione
medica.
COME ACCEDERE ALLO SCREENING
L’accesso è stato progettato per essere semplice e immediato ed è rivolto
alle persone nella fascia d’età dai 55 ai 74 anni.
Attraverso Paginemediche, la persona interessata accede al percorso
digitale e compila un breve questionario con le informazioni necessarie a
una prima valutazione.
I dati vengono quindi messi a disposizione di ASST Brianza, che verifica
la presenza dei requisiti stabiliti dal programma di screening.
Al termine della valutazione, l’utente riceve via e-mail un riscontro. In
caso di idoneità, viene contattato direttamente per programmare gli
appuntamenti previsti dal percorso sanitario.

Lo screening comprende una TAC del torace a basso dosaggio, un
esame rapido, indolore e senza mezzo di contrasto, cui segue la
valutazione specialistica pneumologica.
Per conoscere i dettagli dell’iniziativa è possibile consultare il sito
screening-polmonare-asstbrianza.paginemediche.it.
IL DIGITALE COME PORTA D’ACCESSO ALLA PREVENZIONE
Con questo progetto, ASST Brianza sperimenta un modello innovativo
per ampliare la partecipazione della popolazione ai programmi di
prevenzione, utilizzando gli strumenti digitali non come alternativa al
servizio sanitario, ma come porta d’ingresso più semplice verso la presa
in carico sul territorio.
Paginemediche gestisce la prima fase digitale raccogliendo i dati utili alla
valutazione, mentre ASST Brianza verifica i requisiti ed effettua la
successiva presa in carico sanitaria dei cittadini idonei per gli
accertamenti previsti.
In merito a questa collaborazione, l’amministratrice delegata di
Paginemediche, Graziella Bilotta, ha affermato che la tecnologia assume
un reale valore solo quando facilita l’accesso ai servizi sanitari,
precisando che l’obiettivo dell’iniziativa è sfruttare l’innovazione per
connettere più facilmente i cittadini al sistema sanitario, intercettare la
popolazione a maggior rischio e rendere la prevenzione sempre più
concreta e accessibile.

Salute

21 settembre “Giornata Mondiale dell’Alzheimer”. In Lombardia ne soffrono 115mila persone

I numeri sono destinati ad aumentare nei prossimi anni a causa dell’invechiamento della popolazione. Nel 2050 i casi diagnosticati aumenteranno nel 54%

 Morbo di Alzheimer, ovvero la malattia dell’oblio: in Lombardia si stima che siano 115mila le persone che ne sono affette su 190mila con diagnosi di demenza. Ma questi numeri sono destinati ad aumentare, in parallelo con l’invecchiamento della popolazione, tanto che si stima che in Italia, nel 2050, ci sarà il 54% di casi in più (secondo The Prevalence of Dementia in Europe 2025, diffuso da Alzheimer Europe).

“Una emergenza di salute pubblica”

“Siamo di fronte a una vera emergenza di salute pubblica”, sottolinea Mario Possenti, segretario generale di Federazione Alzheimer Italia e vicepresidente di Alzheimer Europe. Per quanto riguarda la Lombardia, ricostruire i dati con esattezza non è semplice perché le fonti sono molto disomogenee. La delibera di Giunta 1553 del 2023 segnala un aumento dell’incidenza dell’Alzheimer e stima oltre 25mila possibili casi ogni anno. Una criticità è il ritardo della diagnosi, circa 18 mesi, mentre riconoscere precocemente la demenza è essenziale per intervenire e rallentare la progressione della malattia. Secondo la delibera regionale 4.476 del 3 giugno 2025, nel 2023 in Lombardia erano stimati oltre 110mila pazienti over50 con demenza, con circa 22mila nuovi casi; in aumento anche la mortalità per tutte le cause tra gli over50 con demenza.

I numeri dalla Province lombarde

Dai territori arrivano numeri più precisi sugli assistiti, grazie ai rapporti delle Ats che pubblicano gli osservatori epidemiologici. In Ats Brescia, al 2024 risultano 16.580 assistiti affetti da demenza, di età media di 83,9 anni (ma 143 sono sotto i 40 anni), con 8.300 affette da Alzheimer. L’analisi di Ats Brescia dà anche uno spaccato sull’accesso alle cure: frequente il ricorso al Pronto soccorso (41% degli assistiti) e dei ricoveri ospedalieri (28%), mentre il 32% degli over 90 è in Rsa. In Ats Bergamo,il rapporto del 2023 parla di 5.277 persone con demenza.

L’anagrafe delle fragilità di Ats Brianza aggiornato a gennaio 2025 spiega che le persone con demenza sono 12.667, il 3,3% della popolazione sopra i 60 anni e sono più frequentemente identificate nel territorio di Lecco. Anche qui, il 38,7% fa ricorso alla Rsa, mentre il restante 61,3% vive presso la propria abitazione (di queste, 383 hanno Alzheimer, 3.679 demenza grave o iniziale). A Milano la stima è di 25mila persone con demenza, in Ats della montagna (Val Camonica, Valtellina e Alto Lario) ci sono 633 casi di demenza (rapporto 2024). Ats Valpadana riporta solo i tassi di mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso dai 65 anni in su: la provincia di Cremona ha un tasso maggiore sia della Lombardia che dell’Italia, quella di Mantova invece è inferiore. Nella provincia di Pavia si stima la presenza di circa 9.000 pazienti con demenza, di cui 6.000 pazienti con malattia di Alzheimer.

Salute

Desio – Un nuovo ecografo per la cardiologia donato dall’associazione Cancro Primo Aiuto

Un nuovo ecografo per la Cardiologia di Desio: ASST Brianza e Cancro
Primo Aiuto di nuovo insieme per la salute dei cittadini


Desio – Prosegue la collaborazione tra ASST Brianza e Cancro Primo Aiuto
(CPA). Martedì 8 settembre 2026, presso l’Aula Magna del Presidio
Ospedaliero Pio XI di Desio, l’Associazione ha consegnato un nuovo
ecografo destinato al reparto di Cardiologia, con l’obiettivo di
implementare le dotazioni già messe a disposizione dalla struttura e
contribuire a migliorare ulteriormente il servizio offerto ai pazienti.
Si tratta di un’ulteriore donazione che si inserisce in un percorso di
collaborazione consolidato da diversi anni tra le due realtà. Un impegno
che nel tempo si è tradotto in interventi concreti a sostegno delle strutture
sanitarie del territorio e dei professionisti che ogni giorno lavorano al
servizio dei cittadini.
“La donazione di questo nuovo ecografo destinato al reparto di
Cardiologia rappresenta l’ennesima testimonianza dell’attenzione e della
vicinanza che Cancro Primo Aiuto ha nei confronti della nostra comunità”,
dichiara il Direttore Generale di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalvi.

“CPA è storicamente un’associazione vicina ad ASST Brianza e
all’Ospedale di Desio, pronta ad intervenire laddove emerge un bisogno
concreto con l’obiettivo di migliorare i servizi e la qualità dell’assistenza.
Desidero quindi ringraziare il consigliere Giacinto Mariani e Flavio Ferrari,
anima dell’associazione, e con loro tutti gli imprenditori, i sostenitori, gli
amici e i colleghi che partecipano della vita dell’associazione e
contribuiscono al suo operato non solo in termini economici ma anche di
tempo, impegno, competenze e passione”.
CPA ha già manifestato la propria disponibilità a sostenere anche la
realizzazione della strada di accesso al nuovo Pronto Soccorso
dell’Ospedale di Desio, ora in fase di ampliamento: un progetto di
rilevanza strategica per l’area Ovest della Brianza a beneficio di tutti i
suoi cittadini.
“Mi auguro che tante altre associazioni possano seguire l’esempio di CPA
e scegliere di essere parte attiva nella crescita e nel miglioramento del
sistema sanitario”, prosegue il Direttore Generale. “Ci tengo sempre a
ricordare che la salute riguarda ciascuno di noi ed è, al tempo stesso, una
responsabilità collettiva. Si costruisce attraverso la prevenzione e la
promozione dei corretti stili di vita ma anche attraverso la partecipazione
consapevole della comunità. E’ importante recuperare lo spirito originario
che ha guidato la nascita e la costruzione degli ospedali della Brianza: uno
spirito di solidarietà che ancora oggi può rappresentare una forza preziosa
per il futuro della nostra sanità”.
“Per Cancro Primo Aiuto la parola solidarietà deve tradursi in azioni
concrete”, sottolinea l’Associazione. “Il nostro motto Siamo solo persone
che aiutano altre persone racchiude esattamente questa filosofia. Aiutare

significa fare, significa ascoltare le esigenze del territorio e cercare di dare
risposte tangibili. Con questa nuova donazione vogliamo contribuire
concretamente al lavoro dei professionisti della Cardiologia e, soprattutto,
offrire un aiuto a chi ogni giorno entra in ospedale per curarsi”.
Cancro Primo Aiuto conferma così la propria volontà di essere al fianco
delle realtà sanitarie del territorio, trasformando la propria attività
solidale in interventi capaci di lasciare un segno concreto

CronacaSalute

Sicurezza delle cure: al San Gerardo una giornata dedicata a pazienti, caregiver e professionisti


Un punto informativo sulla corretta gestione dei farmaci a domicilio, formazione sul rischio clinico e un incontro pubblico su vaccinazioni e tumori

Monza – In occasione della Giornata nazionale per la sicurezza
delle cure e della persona assistita, che si celebra il 17 settembre in concomitanza con
il World Patient Safety Day, la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori promuove una
giornata di iniziative rivolte a cittadini, pazienti, caregiver e professionisti sanitari, con
l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sul ruolo che ciascuno può svolgere nella sicurezza
dei percorsi di cura, grazie alla Struttura complessa Qualità, Accreditamento, Internal
Auditing e Gestione del Rischio Clinico.
Il programma della giornata prenderà avvio con un punto informativo rivolto alla
cittadinanza, allestito all’ingresso della Palazzina Accoglienza. Al centro dell’iniziativa ci
sarà la corretta gestione della terapia farmacologica anche a domicilio, un aspetto
particolarmente importante per le persone affette da patologie croniche e per i loro familiari
e caregiver.
Il banchetto sarà un’occasione per fornire informazioni e promuovere comportamenti
consapevoli nella gestione dei farmaci, contribuendo alla prevenzione di possibili errori ed
eventi avversi e rafforzando la collaborazione tra paziente, famiglia e professionisti sanitari.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio richiamo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
sull’importanza di garantire la sicurezza delle cure lungo l’intero percorso assistenziale, con
particolare attenzione alle persone affette da malattie non trasmissibili. Informazione,
consapevolezza e partecipazione attiva di pazienti e famiglie sono infatti elementi
fondamentali per migliorare la sicurezza dei percorsi di cura e gli esiti di salute.
Nel corso della giornata è inoltre previsto un momento formativo dedicato ai
professionisti sanitari della Fondazione, finalizzato ad approfondire le modalità di
segnalazione e analisi degli eventi avversi correlati alla somministrazione dei farmaci.
Attraverso la compilazione di un questionario, sarà possibile individuare eventuali criticità

nei processi assistenziali e definire azioni concrete di miglioramento e mitigazione del rischio,
con l’obiettivo di prevenire il ripetersi degli eventi.
Il pomeriggio spazio alla cittadinanza con un appuntamento promosso dalla Oncologia
Medica e dalle Malattie Infettive nell’Area Congressi della Palazzina Accoglienza, a partire
dalle 17. L’incontro, dal titolo “Vaccinazione e Tumori. Una protezione che salva la
vita”, sarà dedicato all’importanza delle vaccinazioni in ambito oncologico, con particolare
attenzione alla tutela delle persone fragili nei confronti di malattie trasmissibili prevenibili
attraverso la vaccinazione.
Le diverse iniziative della giornata testimoniano l’impegno della Fondazione IRCCS San
Gerardo dei Tintori nel promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga l’intera
comunità di cura. La centralità della persona, l’informazione al paziente e ai caregiver, la
formazione degli operatori e il lavoro multidisciplinare rappresentano infatti elementi
essenziali per garantire qualità e sicurezza dell’assistenza.
“Prevenire errori ed eventi avversi è un impegno quotidiano che coinvolge tutte le
professionalità della nostra struttura – sottolinea la dott.ssa Rossella Barni, Risk Manager
della Fondazione e Responsabile della SC Qualità, Accreditamento, Internal Auditing e
Gestione del Rischio Clinico -. I pazienti con malattie croniche e non trasmissibili richiedono
attenzioni particolari: il personale della Fondazione risponde con competenza, dedizione e
professionalità, mettendo a disposizione risorse di eccellenza. In questo contesto, il lavoro
in équipe è fondamentale: ogni figura professionale contribuisce a fornire un’informazione
chiara e corretta, a beneficio della sicurezza del paziente e del suo contesto familiare”.
Con questa giornata la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori ribadisce il proprio
impegno per una sanità sempre più attenta alla sicurezza, alla prevenzione e alla
partecipazione consapevole della persona, nella convinzione che la qualità delle cure
passi anche dalla capacità di informare, coinvolgere e lavorare insieme

Salute

Donato al San Gerardo un nuovo ecografo in memoria di Franca Adele Resegotti

La donazione potenzia diagnosi e assistenza anche nelle sale dialisi
Monza – Un nuovo ecografo ad alte prestazioni è a disposizione da
questo pomeriggio della Struttura Complessa di Nefrologia dell’IRCCS San Gerardo di Monza.
L’apparecchiatura, acquistata grazie a una donazione in memoria di Franca Adele Resegotti,
consente di rafforzare le attività diagnostiche e assistenziali del reparto, con un particolare
vantaggio per i pazienti ricoverati e per quelli sottoposti a dialisi.
Elevate performance diagnostiche e facilità di movimentazione sono le caratteristiche che
rendono il nuovo ecografo particolarmente versatile. Può essere utilizzato non solo negli
ambulatori, ma direttamente al letto del paziente e soprattutto nelle sale dialisi, dove
l’ecografia rappresenta sempre più uno strumento essenziale nella gestione quotidiana del
paziente nefropatico e dializzato.
L’apparecchiatura permette di effettuare ecografie renali e delle vie urinarie, ecografie di
reni e surreni ed ecodoppler delle arterie renali. È inoltre utilizzabile per lo studio del
patrimonio vascolare degli arti superiori, fondamentale per la preparazione e il monitoraggio
delle fistole arterovenose, e per la valutazione del decorso sottocutaneo del catetere per la
dialisi peritoneale.
In reparto, l’ecografo consente di eseguire valutazioni diagnostiche sui pazienti ricoverati e
di supportare la gestione della biopsia renale, sia nella fase di valutazione dell’idoneità sia
nel controllo ecografico pre e post-procedura.
Un ruolo importante è previsto anche nelle procedure invasive ecoguidate, dalla biopsia
renale al supporto alla venipuntura della fistola durante le sedute dialitiche, fino al
posizionamento dei cateteri venosi centrali per dialisi.
«La possibilità di disporre di un ecografo facilmente movimentabile – sottolinea il prof.
Federico Pieruzzi, Direttore della Struttura Complessa di Nefrologia – permette di portare la
diagnostica direttamente dove serve, compresa la sala dialisi. È uno strumento che può
essere utilizzato quotidianamente sia dal personale medico sia da quello infermieristico,
migliorando la tempestività delle valutazioni, la sicurezza delle procedure
complessivamente, la qualità dell’assistenza».
A rendere ancora più significativo l’arrivo della nuova apparecchiatura è la storia che
accompagna la donazione. L’ecografo è stato acquistato grazie a un lascito destinato alla
Nefrologia in memoria di Franca Adele Resegotti, per molti anni instancabile coordinatrice
della segreteria di AMAF – Associazione Malattie Autoimmuni del Fegato. Franca Adele aveva
fatto dell’attenzione agli altri una parte essenziale della propria vita. Nel lavoro all’interno
dell’associazione aveva unito capacità organizzative, disponibilità e una particolare sensibilità
verso le persone che si trovavano ad affrontare una malattia. A ricordarla oggi è il marito,
Fiorenzo Sala, per il quale questa donazione rappresenta molto più dell’acquisto di una
nuova apparecchiatura.
«Franca era una persona che non si tirava mai indietro davanti al bisogno degli altri. Aiutare,
ascoltare, esserci: per lei erano gesti naturali. Sapere che oggi il suo ricordo può tradursi
concretamente in qualcosa che aiuta altre persone ad affrontare la malattia dà un significato
ancora più profondo a questa donazione».
È proprio questo il senso del lascito: trasformare il ricordo in un aiuto concreto e duraturo.
Ogni giorno, attraverso l’ecografo, quel gesto continuerà a produrre effetti tangibili sulla
cura dei pazienti nefrologici. Una diagnosi più tempestiva, una procedura eseguita con
maggiore sicurezza, una valutazione effettuata direttamente durante la dialisi: sono questi i
risultati concreti di una donazione che porta con sé il nome e la storia di Franca Adele.

CronacaSalute

Radioterapia del tumore della prostata: il San Gerardo primo al mondo nella ricerca sull’ipofrazionamento


Lo conferma un’analisi bibliometrica internazionale: al primo posto per produttività scientifica nel settore
Monza– La ricerca della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori si
conferma protagonista a livello internazionale nell’innovazione della radioterapia per il
carcinoma della prostata.
A testimoniarlo è un’analisi bibliometrica pubblicata su Discover Oncology, che ha esaminato
1.428 pubblicazioni scientifiche, realizzate da oltre 7.000 ricercatori di 74 Paesi, dedicate
alla radioterapia ipofrazionata del carcinoma prostatico.
Nella graduatoria degli autori per numero di pubblicazioni, il prof. Stefano Arcangeli,
Direttore della Radioterapia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, risulta al primo
posto a livello mondiale, con 32 pubblicazioni e 1.200 citazioni.
Un primato che rappresenta soprattutto il risultato di un lavoro di squadra, sviluppato negli
anni grazie alla collaborazione di medici, fisici sanitari, tecnici di radioterapia, infermieri, e
diversi professionisti della Fondazione coinvolti nella diagnosi e cura del tumore della
prostata.
L’ipofrazionamento è una delle principali evoluzioni della moderna radioterapia nel
trattamento del carcinoma prostatico: consente di ridurre significativamente il numero delle
sedute, mantenendo elevati standard di precisione e qualità del trattamento. Oltre a
semplificare il percorso terapeutico del paziente, trattamenti più brevi consentono un utilizzo
più efficiente delle apparecchiature, rendendo disponibili ulteriori slot per tutti gli altri
pazienti in lista di attesa.
«È un riconoscimento che considero prima di tutto del nostro team e della Fondazione –
sottolinea il prof. Arcangeli -. È il risultato di anni di ricerca clinica e di un lavoro
multidisciplinare orientato a rendere la radioterapia sempre più efficace, precisa e, al tempo
stesso, meno impegnativa per i pazienti. Essere oggi ai vertici internazionali in questo settore
dimostra la capacità di un IRCCS pubblico di produrre ricerca in grado di contribuire
all’evoluzione della pratica clinica».


Lo studio conferma inoltre il ruolo di primo piano dell’Italia, che è il secondo Paese al mondo
per produzione scientifica sull’ipofrazionamento nel carcinoma prostatico, dopo gli Stati
Uniti.
Per la Fondazione IRCCS San Gerardo, il riconoscimento rappresenta un ulteriore impulso a
proseguire una linea di ricerca finalizzata a rendere la radioterapia del carcinoma prostatico
sempre più precisa, personalizzata e sostenibile per i pazienti e per il sistema sanitario.
La classifica: Table 2 | Hypofractionated radiotherapy for prostate cancer: a bibliometric
analysis | Discover Oncology | Springer Nature Link
L’analisi: Hypofractionated radiotherapy for prostate cancer: a bibliometric analysis |
Discover Oncology | Springer Nature Link

CronacaSalute

“Cani tra le primule” Grande successo per la Pet Therapy in Pediatria


Vimercate – Si è conclusa con esito estremamente positivo la prima sperimentazione
di Interventi Assistiti con gli Animali (Pet Therapy) in ASST Brianza,
ospitata presso il reparto di Pediatria “Primula” dell’Ospedale di
Vimercate.
Il progetto, intitolato Cani tra le primule e realizzato in collaborazione
con l’Associazione Frida’s Friends Onlus di Ronco Briantino
(www.fridasfriends.it), ha offerto un ciclo di incontri di Attività Assistita
con Animali (AAA) volti a promuovere il benessere psicofisico e sociale dei
piccoli pazienti ricoverati e delle loro famiglie attraverso interventi di tipo
ludico-ricreativo.
L’iniziativa, della durata complessiva di tre mesi, ha previsto due
appuntamenti a settimana, il martedì mattina e il venerdì pomeriggio,
ciascuno della durata di circa un’ora.
Ad accompagnare i bambini nelle attività proposte è stata Dilly, una
femmina di 11 anni di cane golden retriever – in possesso di idoneità
specifica per svolgere IAA – condotta in struttura dalla coadiutrice
dott.ssa Ambra Gallo con il supporto dell’équipe dedicata, composta dalla
dott.ssa Cristina Moretti (Responsabile di Progetto ed Educatrice Sociale)
e dalla dott.ssa Chiara Natali (Medico Veterinario esperto in IAA), con il
coinvolgimento del personale ospedaliero.
Gli incontri si sono tenuti sia negli spazi comuni del reparto per attività
di gioco condiviso, sia direttamente nelle camere per allietare i bambini
allettati. Le proposte ludiche sono state alternate da momenti più
formativi per insegnare ai piccoli pazienti come avvicinarsi correttamente
al cane, accarezzarlo con delicatezza e leggerne i segnali corporei. Il tutto
nel rispetto della sicurezza di tutti gli attori coinvolti, umani e animali,
dei protocolli sanitari previsti e delle norme igieniche, secondo le Linee
Guida per gli IAA.
L’iniziativa ha riscosso grande apprezzamento da parte dei piccoli
pazienti, dei loro genitori e del personale sanitario, diretto dal dott.
Alessandro Tagliabue (Direttore S.C. Pediatria Vimercate) e dalla dott.ssa
Patrizia Calzi (Direttore Dipartimento Materno-Infantile ASST Brianza).
L’ingresso del cane in reparto, interrompendo temporaneamente la
routine ospedaliera, ha favorito la socializzazione, stimolato un clima
positivo e di fiducia e migliorato l’umore, riducendo di conseguenza i
livelli di stress e ansia legati all’ospedalizzazione. I bambini coinvolti
hanno mostrato serenità e collaborazione nell’affrontare anche alcune
procedure sanitarie più invasive, come i prelievi del sangue, a conferma
del valore benefico che scaturisce dalla relazione autentica ed empatica
con l’animale.

La dichiarazione del Direttore Generale di ASST Brianza, dott. Carlo
Alberto Tersalvi:
“La straordinaria positività di questa sperimentazione dimostra quanto sia
preziosa e vincente la collaborazione tra i nostri servizi ospedalieri e le
associazioni del territorio, come Frida’s Friends Onlus, a vantaggio del
benessere dei pazienti e delle loro famiglie. I piccoli ospiti della nostra
pediatria di Vimercate hanno ricevuto un sostegno concreto che ha donato
sollievo, vicinanza ed entusiasmo, alleggerendo un momento delicato come
quello del ricovero. Il valore e gli effetti positivi degli Interventi Assistiti con
Animali in contesti sanitari confermano l’importanza di integrare nelle cure
ospedaliere percorsi fondati, come in questo caso, anche sulla relazione
reciproca tra uomo e animale”.
Soddisfazione per la buona riuscita del progetto sperimentale anche da
parte dell’Associazione, degli operatori coinvolti e del presidente Mario
Colombo, che auspica la disponibilità di nuove risorse per poter dare
continuità all’iniziativa, proporre nuovi interventi in ospedale a beneficio
di altri piccoli pazienti e consolidarne i risultati nel tempo.

CronacaSalute

S.Gerardo: nuovo accesso al Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico


Più comfort, tecnologia e sicurezza per mamme e neonati
Monza – Nuovo percorso dedicato alle future mamme con il trasferimento
del Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico nella nuova area nascita, al primo piano
del Settore C, a partire dal 9 settembre. Un cambiamento che renderà l’accesso alle cure
più rapido, sicuro e funzionale. Contestualmente, nel mese di settembre saranno aperte
anche le nuove sale parto, completando un importante progetto di riqualificazione dedicato
alla maternità.
Il nuovo Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico, punto di riferimento per circa 10mila
accessi ogni anno, sarà collocato accanto alle sale parto, consentendo una presa in carico
ancora più tempestiva e un’integrazione immediata con tutti i servizi dell’area maternoinfantile.
Le future mamme potranno accedere direttamente da via Pergolesi attraverso un ingresso
controllato e presidiato da personale dedicato. Saranno inoltre disponibili posti auto riservati,
chiaramente segnalati e illuminati, per garantire un accesso semplice e rapido in qualsiasi
momento della giornata.
Dal piano terra del Settore C sarà possibile raggiungere il primo piano tramite un ascensore
dedicato e sorvegliato, dove le pazienti saranno accolte dall’ostetrica di triage e dall’équipe
del Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico.
Il trasferimento del Pronto Soccorso rappresenta il primo tassello del nuovo percorso nascita,
che sarà completato contestualmente con l’apertura delle nuove sale parto, realizzate
sempre al primo piano del Settore C per offrire alle famiglie ambienti ancora più moderni,
accoglienti e sicuri.
I nuovi spazi sono stati progettati mettendo al centro la donna, il partner e il neonato, con
l’obiettivo di garantire un’esperienza di nascita rispettosa dei bisogni della famiglia e
supportata dalle più avanzate tecnologie assistenziali.


Le sette nuove sale parto, ampie e luminose, sono attrezzate anche per il parto in acqua e
dotate di sistemi di telemetria che consentono alla donna di muoversi liberamente durante
il travaglio, mantenendo al tempo stesso un monitoraggio continuo e da remoto del
benessere fetale. Le vasche sono inoltre equipaggiate con sistemi di aromaterapia e
cromoterapia, per favorire il comfort e il benessere durante il percorso nascita.
Gli ambienti, più spaziosi e funzionali, permettono di dedicare ancora maggiore attenzione
ai momenti della nascita e alle prime ore di vita del neonato. In ogni sala parto è presente
un’isola neonatale con culla mobile, che consente di prestare assistenza direttamente
accanto alla mamma, senza interrompere il prezioso contatto tra genitori e bambino.
La sicurezza è garantita dalla presenza costante di un’équipe multidisciplinare composta da
ostetriche, ginecologi, anestesisti, neonatologi e infermieri specializzati, sempre disponibili
sia per la parto-analgesia sia per la gestione delle situazioni più complesse.
A completare il nuovo assetto assistenziale sono presenti due sale operatorie dedicate agli
interventi ostetrici programmati e urgenti, collocate in prossimità delle sale parto e della
Terapia Intensiva Neonatale, rapidamente accessibili in caso di necessità. Anche i reparti di
degenza ostetrica, ginecologica e maternità, situati al terzo piano, risultano ora più vicini e
facilmente raggiungibili.
Con questo intervento, la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori conferma il proprio
impegno nell’offrire un percorso nascita sempre più integrato, coniugando innovazione
tecnologica, sicurezza e umanizzazione delle cure in un ambito particolarmente delicato e
prezioso come quello materno-infantile.

CronacaSalute

S.Gerardo: la chirurgia robotica supera la sfida di una rara malformazione congenita

Rimossa con successo una massa presacrale in una giovane affetta da Sindrome di Curraino


Monza– Grazie all’impiego della tecnologia robotica di ultima generazione,
è stato possibile asportare integralmente una neoformazione di circa 5 centimetri situata
nello spazio retro-rettale, senza compromettere in alcun modo la funzionalità dell’organo. Al
centro della vicenda una giovane donna affetta da Sindrome di Currarino, una rara
malformazione congenita, che aveva partorito appena cinque mesi prima e che era già stata
sottoposta in passato ad intervento chirurgico con asportazione solo parziale della lesione.
La Sindrome di Currarino è una rara malformazione presente dalla nascita (1 caso su
1.000.000 di persone). È caratterizzata da tre possibili alterazioni: un difetto dell’osso sacro,
una massa davanti al sacro (che può essere di diverso tipo, come un teratoma, un
meningocele anteriore o, come nel caso della paziente, una cisti della doccia caudale o
tailgut cyst) e un’anomalia della regione ano-rettale.
Non sempre sono presenti tutte e tre queste alterazioni. Per questo motivo, la sindrome
viene spesso diagnosticata solo in età adulta, talvolta per caso o dopo la comparsa di sintomi
poco specifici, come dolore pelvico, stitichezza o sensazione di peso nella pelvi.
Sebbene nella maggioranza dei casi si tratti di una lesione benigna, la massa presacrale
necessita comunque di rimozione chirurgica completa: se non trattata, può infatti andare
incontro a infezione, crescita progressiva o degenerazione tumorale.
“Il nodulo si trovava in una regione anatomica particolarmente insidiosa – racconta il dott.
Mauro Totis, responsabile della struttura semplice di Chirurgia colorettale della Fondazione
IRCCS San Gerardo dei Tintori: lo spazio retro-rettale, subito dietro la giunzione tra retto e
canale anale è un’area angusta e densa di strutture vascolari e nervose delicate, dove un
approccio chirurgico tradizionale espone al rischio di ledere la parete rettale o i meccanismi
alla base della continenza. L’esperienza chirurgica e la tecnologia robotica con la sua precisione millimetrica, ci ha permesso di ottenere la radicalità dell’asportazione e l’integrità
dell’organo”.


Il risultato è stato raggiunto grazie alla piattaforma chirurgica robotica, che ha reso possibile
un accesso mininvasivo allo spazio presacrale con un grado di precisione difficilmente
replicabile con le tecniche convenzionali. Gli strumenti robotici, dotati di articolazioni con
maggiori gradi di libertà rispetto alla mano umana, abbinati a una visione tridimensionale
ad alta definizione, hanno permesso di separare la massa dal piano rettale con margini di
sicurezza millimetrici, individuare e preservare le strutture nervose pelviche, essenziali per
la funzione intestinale, urinaria e sessuale, evitare l’apertura o la resezione della parete
rettale, mantenendo intatta la continuità dell’organo.
L’intervento si è concluso senza complicanze, con un decorso post-operatorio regolare di
pochi giorni e un recupero rapido, a conferma dei benefici tipici dell’approccio mininvasivo
robotico: minor dolore, degenza più breve e ripresa più veloce delle attività quotidiane.
Questo caso è un esempio emblematico di come la chirurgia robotica possa offrire soluzioni
efficaci anche per patologie rare e anatomicamente complesse, dove la conservazione
d’organo assume un’importanza pari alla radicalità oncologica o alla completezza
dell’asportazione.
L’esperienza consolidata nella Chirurgia colorettale mininvasiva e robotica dell’Ospedale San
Gerardo permette di affrontare casi di questo tipo con un approccio multidisciplinare,
ponendo al centro la sicurezza e la qualità di vita della persona.


Salute

Nell’ ASST Brianza consulenza psicologica per i giovani con diabete mellito di tipo 1


Vimercate – Al via in ASST Brianza un nuovo percorso di consulenza psicologica
rivolto ai giovani pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1. Un’iniziativa
importante che nasce dalla volontà di favorire un approccio integrato e
condiviso alla cura della persona con una patologia complessa come
questa che, soprattutto in giovane età, può comportare difficoltà sul
piano emotivo, relazionale e nella gestione della malattia.
Si tratta di un nuovo servizio specialistico di valutazione e orientamento,
frutto della collaborazione tra la SSD Malattie Endocrine del
Metabolismo e della Nutrizione e la SSD Psicologia Clinica, diretti
rispettivamente dal dott. Lucio Amoresano e dalla dott.ssa Barbara Lo
Iacono. Una sinergia che offrirà l’accesso a consulenze psicologiche
dedicate a valutare eventuali condizioni di disagio correlato alla malattia
e, se necessario, ad orientare il paziente verso il servizio territoriale più
appropriato.
Si accede al servizio tramite invio diretto dall’Ambulatorio dedicato al
diabete di tipo 1 – gestito dalle dott.sse Martina Molteni e Silvia Galliani
-, il quale potrà richiedere una consulenza psicologica mediante
segnalazione diretta alla dott.ssa Francesca Caglio, professionista della

SSD Psicologia Clinica incaricata dell’attività. Le consulenze saranno
effettuate presso l’Ospedale di Vimercate.
“L’attivazione di questo nuovo canale di collaborazione multidisciplinare
costituisce un importante passo avanti nel rafforzamento dell’integrazione
tra competenze sanitarie mediche e psicologiche, con l’obiettivo di
promuovere il benessere complessivo dei giovani con diabete mellito e delle
loro famiglie, intercettare precocemente i bisogni di salute e attivare,
laddove necessario, percorsi assistenziali ancora più completi ed efficaci,
in ambito sia ospedaliero sia territoriale”, dichiara il Direttore Generale
di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalv