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S.Gerardo – Realtà virtuale contro il dolore: al centro prelievi arriva il visore 3.0


Donato da Abio Brianza un dispositivo che trasforma il prelievo di sangue in un’avventura immersivo

Monza – Trasformare la paura della puntura in un viaggio fantastico tra
scenari rilassanti e suoni piacevoli. È questo l’obiettivo dell’introduzione del visore di realtà
virtuale (VR) presso il Centro Prelievi Pediatrico, una rivoluzione tecnologica resa possibile
grazie alla generosa donazione dell’Associazione ABIO Brianza.
L’innovativo dispositivo medico è stato adottato con lo scopo di ridurre drasticamente l’ansia,
lo stress e la percezione del dolore nei bambini durante le procedure di prelievo venoso. Il
sistema agisce attraverso la “distrazione attiva”: una volta indossato, il visore isola il paziente
dall’ambiente ospedaliero, spesso percepito come ostile, sostituendolo con un mondo
virtuale immersivo che induce uno stato di profondo rilassamento. Contemporaneamente,
attraverso un tablet, il genitore può seguire il viaggio “immersivo” del proprio bambino.
I benefici sono molteplici: riduzione del dolore perché la stimolazione multisensoriale
impegna il cervello del bambino al punto da eliminare quasi completamente lo stimolo
doloroso della puntura, la percezione del tempo, perché durante l’immersione, la sensazione
del tempo rallenta, azzerando la noia e l’attesa tipiche dell’ambiente medico e l’interazione
semplice. Il bambino non è un soggetto passivo: le interazioni richieste nel mondo virtuale
potenziano l’effetto distraente, spostando l’attenzione lontano dagli aghi e dalle procedure
in corso.
Il visore sarà in uso già a partire dal mese di maggio.
“Si tratta di uno strumento all’avanguardia, già in uso in altri centri pediatrici di eccellenza,
che porterà enormi benefici ai nostri piccoli utenti – sottolinea il dott. Marco Casati, direttore
del Laboratorio analisi -. Siamo profondamente grati ad ABIO Brianza per questa preziosa
donazione. Questa iniziativa conferma la straordinaria sinergia e l’attenzione costante che
l’associazione dedica all’accoglienza e alla cura dei bambin
i”.

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San Gerardo | Dal Senegal la storia della piccola D. e del suo intervento

Dal Senegal a Monza, il viaggio di coraggio, scienza e umanità che ha coinvolto il San Gerardo con un ’intervento che ha sfidato i limiti della medicina

Monza – – Oggi la piccola D. sta meglio e ha già iniziato un percorso di riabilitazione che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile.
La sua storia e quella della sorellina T. è una storia che attraversa continenti, competenze e destini. Le due bambine, nate in Senegal, erano unite da una fusione cranio-encefalica tra le più rare e complesse mai documentate: ossa, tessuti cerebrali, vasi sanguigni intrecciati in un’unica struttura. Una condizione che nel mondo si presenta in un caso ogni 2,5 milioni di nascite e che, nella sua forma verticale totale, è ancora più eccezionale. Dal 1950, gli interventi di separazione riusciti si contano sulle dita di poche mani.
Quando sono arrivate in Italia, nel luglio 2024, il loro viaggio era già straordinario. Un volo dell’Aeronautica Militare le ha portate dal Senegal a Milano, poi un trasferimento AREU le ha condotte a Monza. Ad accoglierle, un’équipe che da mesi studiava il loro caso grazie alla collaborazione tra Smile House Fondazione ETS e World Craniofacial Foundation.
E grazie a Mouhamad Rassoul Dieng, Presidente e Fondatore della Fondazione Mouhamad Rassoul Dieng che ha finanziato tutto il percorso.
Un audit internazionale aveva indicato il San Gerardo come il luogo giusto: competenze neurochirurgiche e craniofacciali pediatriche di altissimo livello, unite alla capacità di lavorare in rete.
Da quel momento è iniziato un percorso fatto di attese, interventi preparatori, simulazioni tridimensionali, riunioni interminabili e scelte difficili. Il Sistema Sanitario Lombardo ha messo in campo una rete di eccellenze, con una squadra che ha lavorato come un unico organismo, coordinata dalla Direzione Generale Welfare e dall’Assessorato al Welfare.


Ma la medicina, a volte, non basta. Fin dall’inizio, le condizioni delle due bambine erano profondamente diverse. T., la più fragile, aveva una compromissione multiorgano severa ed era diventata dipendente dalla sorella per la funzione cardiocircolatoria. Nonostante questo, l’équipe ha scelto di tentare: offrire a entrambe una possibilità di sopravvivenza, anche se il rischio era altissimo. Questi bambini, nati in queste condizioni, hanno una probabilità di morte elevatissima nei primi anni di vita.
L’intervento finale è durato 40 ore. Due giorni e due notti in cui decine di professionisti – neurochirurghi, chirurghi craniofacciali, chirurghi plastici, anestesisti, rianimatori, cardiologi pediatrici, neuroradiologi, infermieri – hanno lavorato senza sosta, affiancati dagli specialisti statunitensi che hanno identificato il San Gerardo come il centro europeo adatto a questa sfida. Una maratona chirurgica in cui ogni gesto era decisivo.
Durante la fase più delicata, il cuore di T. non ha retto alla separazione vascolare. L’équipe ha lottato fino all’ultimo, ma la complessità della malformazione era troppo grande. La sua perdita ha segnato profondamente tutti. Ma ha anche dato un senso nuovo alla battaglia per salvare D., che ha superato l’intervento e oggi affronta un futuro che prima non esisteva.
La sua riabilitazione è appena iniziata, ma già rappresenta un traguardo: prima della separazione, le gemelline erano costrette all’immobilità; ora, per D., si apre la possibilità di muoversi, giocare, crescere.
Accanto alla dimensione clinica, questa storia è stata soprattutto un incontro umano. Nei mesi trascorsi in ospedale, tra la famiglia e il personale sanitario si è creato un legame profondo, fatto di fiducia, vicinanza e quotidianità condivisa. “Abbiamo incontrato persone eccezionali che ci hanno accompagnato in ogni momento”, raccontano i genitori. “Anche nel dolore, abbiamo trovato forza nella loro dedizione”.
“Per oltre quattordici mesi abbiamo lavorato come una sola squadra”, aggiunge l’équipe. “Abbiamo messo insieme competenze, esperienza e cuore, con un unico obiettivo: dare a queste bambine la migliore possibilità di vita”.
Oggi il caso del San Gerardo è un esempio di ciò che la sanità può essere quando scienza, etica, istituzioni e umanità si incontrano. Un intervento che non è solo un risultato clinico, ma la testimonianza di un sistema regionale capace di affrontare le sfide più complesse della medicina contemporanea.
“Regione Lombardia – ha affermato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia – vanta un organico di medici, infermieri ed esperti di tutte le professioni sanitarie estremamente motivati, che danno l’anima ogni giorno per coloro che hanno bisogno di aiuto. La vicenda di questo delicato intervento ne è l’esempio. Un esempio di cui essere


nella foto l’ Equipe internazionale_San Gerardo_Smile House Monza

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Inaugurata la Casa di Comunità di Brugherio

Inaugurata anche la Casa di Comunità di Brugherio: volontà e collaborazione portano risultati di qualità

Brugherio – La Casa di Comunità di Brugherio, situata in via J. e R. Kennedy 28 presso il “Centro Commerciale Kennedy”, si presenta con nuovi servizi e spazi rinnovati e ampliati.
Grazie agli interventi di ristrutturazione finanziati dal PNRR, dal 9 marzo 2026 presso la nuova sede sono stati trasferiti tutti i Servizi sanitari e sociosanitari previsti dal Decreto Ministeriale n. 77 del 2022 a favore della Comunità, già attivi presso la struttura di Viale Lombardia 270.
L’inaugurazione, aperta alla cittadinanza, si è tenuta nella mattinata del 13 aprile 2026. Presenti per ASST Brianza il Direttore Generale Carlo Alberto Tersalvi, il Direttore Sociosanitario Antonino Zagari, il Direttore Amministrativo Michele Brivio, il Direttore Sanitario Michele Sofia, il Direttore del Distretto di Monza Maria Giuseppina Marconi, la Coordinatrice della Casa di Comunità Lisa Panzeri e una rappresentanza di direttori e operatori; per il Comune di Brugherio il Sindaco Roberto
Assi, il vicesindaco Mariele Benzi, gli Assessori Carlo Nava e Jessica Petito e la Dirigente Settore Servizi alle Persone Maria Clotilde Mauri.
Presenti anche il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Federico Romani e i Consiglieri Regionali Alessandro Corbetta, Jacopo Dozio e Fabrizio Figini; il Direttore Generale di ATS Brianza Paola Palmieri, oltre ai rappresentanti dei MMG, del Terzo Settore e delle Associazioni di volontariato.


Il Direttore Generale di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalvi ha dichiarato :
L’attivazione dei progetti PNRR è stata una priorità di questa Direzione fin dall’inizio e ha portato all’apertura anche di questa Casa di Comunità, realizzata ex novo nei tempi richiesti da Regione grazie al supporto dell’Amministrazione locale, del Consiglio regionale, di ATS e di tutti i nostri uffici.
Questa struttura è un luogo pubblico di accoglienza a disposizione dei cittadini, con servizi attivi, personale operativo e criteri del DM 77 rispettati. Quando c’è volontà e collaborazione, i risultati arrivano e sono di qualità. Il nostro obiettivo è rispondere concretamente ai bisogni della comunità.
In una realtà importante come Brugherio, questo presidio è fondamentale e, grazie alla capacità attrattiva che abbiamo sul fronte infermieristico, è stato già completato l’organico, anche per l’assistenza domiciliare su cui stiamo investendo molto. L’intento è continuare a implementare la Rete integrata con tutti i servizi del territorio.


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Monza – Al san Gerardo inaugurata la nuova Risonanza Magnetica da 1,5 Testa “elio-free”


È dotata di intelligenza artificiale ed esperienza immersiva


Monza – Un salto tecnologico decisivo per la diagnostica del territorio: presso
la Radiologia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori è stata inaugurata questa
mattina la nuova Risonanza Magnetica (RM) da 1,5 Tesla.
L’installazione e la messa in opera del sistema, acquisito tramite i fondi del PNRR (Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza), è stato frutto di un intenso lavoro di squadra tra
Radiologia, Fisica sanitaria, Ingegneria Clinica e Ufficio Tecnico, con il coordinamento della
Direzione e rappresenta un avanzamento nel campo della diagnostica per immagini, unendo
sostenibilità, potenza di calcolo ed un comfort senza precedenti per il paziente.
“La nuova RM – dichiara il dott. Rocco Corso, direttore della Radiologia – si distingue per due
pilastri tecnologici: la sostenibilità “elio-free” e la potenza dell’Intelligenza artificiale”.
La vera rivoluzione dell’apparecchiatura infatti risiede nell’adozione di una tecnologia a
bassissimo contenuto di elio. A differenza dei sistemi tradizionali, che richiedono circa 1.500
litri di elio liquido per il raffreddamento del magnete, la nuova RM utilizza un sistema sigillato
con meno di 10 litri di elio. Questo si traduce in una serie di vantaggi azzerando i rischi di
dispersione del gas, riducendo drasticamente i costi di manutenzione e rendendo
l’apparecchiatura più leggera e sostenibile per l’ambiente.
La nuova RM inoltre, è equipaggiata con la più recente tecnologia di intelligenza artificiale
con software e algoritmi in grado di accelerare i diversi protocolli di acquisizione e di
ricostruzione delle immagini.
“Queste piattaforme – continua il dott. Corso – sfruttano un’innovazione capace di aumentare
la nitidezza delle immagini fino all’80% rispetto alle metodiche convenzionali con il risultato
di una maggiore precisione diagnostica in grado di individuare lesioni millimetriche,
fondamentali per la diagnostica in ambito oncologico. Inoltre i nuovi protocolli di acquisizione, riducendo i tempi di scansione fino al 30-50%, consentono una diminuzione
dei tempi di permanenza del paziente all’interno dell’apparecchiatura, quindi meno artefatti
da movimento”.
Tra le novità di questa RM c’è l’introduzione di un sistema integrato di ambientazione audio-
visiva e di illuminazione immersiva, studiato per abbattere lo stress, che trasforma la sala di
risonanza magnetica in un ambiente multisensoriale dotata di sistemi di illuminazione
biodinamica che migliorano l’esperienza sensoriale dei pazienti durante l’esame. Si va dalla
riduzione dell’ansia perché il paziente può richiedere di personalizzare l’ambiente scegliendo
temi visivi, colori e suoni rilassanti che vengono proiettati durante l’esame, alla
collaborazione attiva: un ambiente sereno riduce i movimenti involontari causati dal
nervosismo, migliorando drasticamente la qualità delle immagini e riducendo la necessità di
ripetere l’esame. Infine l’umanizzazione delle cure: la tecnologia non è più percepita come
“fredda” o minacciosa, a si adatta alla sensibilità dell’individuo, rendendo l’esame molto più
tollerabile anche per i pazienti claustrofobici o i più piccoli. Anche il tunnel (gantry) più ampio
e tecnologie per la riduzione del rumore acustico contribuiscono a rendere l’esperienza
dell’esame più confortevole. Una ambientazione in grado quindi di trasformare un momento
spesso vissuto con timore, soprattutto nella popolazione pediatrica, in un’esperienza di relax,
garantendo al contempo una diagnosi di altissima precisione.
“Con questa nuova RM da 1,5 Tesla – conclude il dott. Corso – possiamo elevare
ulteriormente la qualità del nostro lavoro clinico, potenziando in modo significativo la
diagnostica in ambito body e in settori specifici come il cardiologico, muscolo-scheletrico,
urologico, in ambito neuroradiologico e senologico, offrendo risposte sempre più rapide,
accurate e affidabili ai pazienti e ai colleghi clinici”.
“L’adozione di questa tecnologia conferma la volontà della Fondazione IRCCS San Gerardo
di investire in soluzioni innovative, sostenibili e ad alto valore clinico, orientate al
miglioramento della qualità delle cure ponendosi come centro di riferimento nella diagnostica
per immagini avanzata”, aggiunge il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei
Tintori Claudio Cogliati.

CronacaSalute

Inaugurata la Casa di Comunità di Besana, una delle più grandi della ASST Brianza


Nuovi servizi e spazi rinnovati alla Casa di Comunità di Besana Brianza, situata in via Viarana 38 (ingresso da Via Manzoni) e punto di riferimento per un bacino di circa 56.700 cittadini dei Comuni di Besana Brianza, Carate Brianza, Renate, Briosco, Veduggio con Colzano, Verano Brianza.
Dallo scorso 16 marzo, infatti, la Casa di Comunità ha completato l’osservanza e l’assolvimento di tutti i requisiti standard previsti dal DM n. 77/2022, sia in termini di attivazione dei servizi previsti sia relativamente all’assetto organizzativo e al personale presente.
L’inaugurazione si è tenuta nella mattinata di ieri 9 aprile 2026. Presenti per ASST Brianza il Direttore Generale Carlo Alberto Tersalvi, il Direttore Sociosanitario Antonino Zagari, il Direttore Amministrativo Michele Brivio, il Direttore Sanitario Michele Sofia, il Direttore del Distretto di Carate Corrado Guzzon, la Coordinatrice della Casa di Comunità Silvia Galliani e una rappresentanza di direttori e operatori; per il Comune di Besana Brianza, il Sindaco Emanuele Pozzoli

LA CASA DI COMUNITÀ DI BESANA BRIANZA

Nello specifico, sono attivi:

  • gli sportelli Accoglienza-CUP per la prenotazione di visite ed esami specialistici, il rilascio e rinnovo esenzioni e le pratiche di scelta e revoca disponibili ora anche per i cittadini extracomunitari;
  • il Punto unico di accesso, che offre un servizio di orientamento e presa in carico per i bisogni sociosanitari;
  • l’Ambulatorio infermieristico gestito da infermieri di famiglia e comunità
  • il Punto prelievi dalle 7.30 alle 9.30 dal lunedì al venerdì.
    A questi servizi si aggiunge ora anche l’Ambulatorio Medico collegato al servizio di Continuità Assistenziale: in questo modo l’ambulatorio medico è attivo 7 giorni su 7, dal lunedì alla domenica, dalle ore 8.00 alle ore 24.00. Nei giorni di sabato, domenica e festivi è attivo il Servizio di Continuità Assistenziale H24. Per accedere all’ambulatorio medico è necessario chiamare il numero unico 116117 attivo h24 tutti i giorni. L’ambulatorio ha funzione anche di Ambulatorio Medico Temporaneo (AMT) per gli assistiti privi di Medico di Medicina Generale (per accedere chiamare il numero 039 6657199, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.00 per appuntamento).
    Sono altresì presenti gli ambulatori medici specialistici che ospitano diabetologa, pneumologa, cardiologa, geriatra, Epatologa (compresa attività ecografica), la Psicologia delle Cure Primarie e di Comunità. Altri Servizi presenti: la Neuropsichiatria Infantile, il Centro Psico Sociale, nonché la Comunità Terapeutica per Adolescenti. Si è in attesa di inserire con i prossimi bandi anche un medico specialista in Neurologia.
  • E’ presente una sala polifunzionale per riunioni, incontri d’equipe multiprofessionali, incontri di comunità e volontariato, oltre agli infermieri che si occupano delle Cure domiciliari e due assistenti sociali della Casa di Comunità.
  • La Casa di Comunità opera altresì in stretto raccordo con l’Ambito di Carate e con le associazioni di Volontariato e del Terzo Settore del territorio.

CronacaSalute

Inaugurata la Casa di Comunità di Desio punto di riferimento per oltre 40.000 cittadini

Inaugurata la Casa di Comunità di Desio: un altro punto
fermo nella medicina territoriale
La Casa di Comunità di Desio, situata in via Ugo Foscolo n. 24 e punto
di riferimento per un bacino di circa 42.000 cittadini del Comune di
Desio, si presenta con nuovi servizi e spazi rinnovati e ampliati.
Aperta il 30/12/2024, grazie agli interventi di ristrutturazione finanziati
dal PNRR da dicembre ha terminato il suo completamento, sia per quanto
riguarda gli interventi strutturali e ambulatoriali, che per l’attivazione di
tutti i Servizi sanitari e sociosanitari previsti dal Decreto Ministeriale n.
77 del 2022 a favore della comunità.
L’inaugurazione si è tenuta nella mattinata del 1 aprile 2026. Presenti
per ASST Brianza il Direttore Generale Carlo Alberto Tersalvi, il Direttore
Sociosanitario Antonino Zagari, il Direttore Amministrativo Michele
Brivio, il Direttore del Distretto di Desio Francesca Ceccon, la
Coordinatrice della Casa di Comunità Viviana Bertacchi e una
rappresentanza di direttori e operatori; per il Comune di Desio, il Sindaco
Carlo Moscatelli. Presenti anche il Presidente del Consiglio Regionale
della Lombardia Federico Romani e i Consiglieri Regionali Alessandro Corbetta, Fabrizio Figini e Martina Sassoli, e il Direttore Generale di ATS Brianza Paola Palmieri.

Il Direttore Generale di ASST Brianza, Carlo Alberto
Tersalvi ha dichiarato:
“Con l’inaugurazione della Casa di Comunità di Desio mettiamo un altro
punto fermo nello sviluppo della medicina territoriale che stiamo
portando a compimento per offrire risposte sempre più adeguate alle
esigenze, non solo sanitarie ma anche sociosanitarie e sociali, dei
cittadini. Come ASST Brianza ribadiamo il nostro impegno affinché le
Case di Comunità siano luoghi di accoglienza e ascolto, delle “scatole
piene” di servizi in grado di garantire non solo la presa in carico ma anche
la presa in cura delle persone nella loro totalità” – dichiara il DG Tersalvi.
“Ringraziamo i Consiglieri Regionali per il supporto e la disponibilità che
continuano a dimostrare verso questo progetto. Oltre ai fondi PNRR, per
questa CdC sono stati stanziati altri 3.700.000 euro destinati alla
sistemazione della facciata e all’adeguamento del secondo piano, dove in
futuro troveranno sede la Neuropsichiatria Infantile e il Centro
Vaccinale”.

Ecco il commento del Direttore Socio Sanitario di ASST Brianza,
Antonino Zagari:
“Le nostre Case di Comunità si contraddistinguono per la capacità degli
operatori di accogliere con disponibilità e gentilezza chi ha bisogno di
assistenza e supporto” – dichiara il DSS Zagari. “Tutto cammina sulle
gambe delle persone, che in contesti come questo fanno davvero la
differenza. Un ringraziamento va anche a tutti i servizi di ASST Brianza
che a vario titolo lavorano “dietro le quinte” per raggiungere questi
risultati e rendere le strutture adeguate, funzionali e sempre più
complete. Ricordiamo a questo proposito la presenza in CdC del servizio
di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) per l’assistenza sanitaria
a problemi non urgenti, a cui si accede chiamando il numero gratuito
116117”.

Infine le dichiarazioni del Sindaco di Desio, Carlo Moscatelli:
“Oggi, inaugurando questo spazio di via Foscolo non stiamo solo
tagliando un nastro o proponendo l’apertura di un ufficio pubblico.
Stiamo aprendo le porte di una ‘casa’. E una casa, per definizione, è il
luogo dove ci si sente sicuri, dove si viene accolti e dove non si è mai soli –
racconta il Sindaco di Desio, Carlo Moscatelli – Vorrei fare un
ringraziamento agli operatori che lavoreranno qui, perché sono il volto
umano di questa struttura. Ai cittadini di Desio dico che questa è la loro
Casa di Comunità. Usatela, vivetela e sentitela vostra. Perché una
comunità è tale soprattutto quando si prende cura dei più fragili”.
Dichiarazione del Presidente del Consiglio regionale della
Lombardia, Federico Romani:
“L’inaugurazione della Casa di Comunità di Desio è un altro tassello della
riforma sociosanitaria varata da Regione Lombardia che trova attuazione
concreta sul territorio, restituendo centralità alle comunità. L’obiettivo è
il completamento della rete entro la fine di quest’anno, offrendo
assistenza di prossimità, neuropsichiatria infantile e servizi in grado di
rispondere alle esigenze dei lombardi, facendo risparmiare tempo ai
cittadini. Questa è la vera sfida che abbiamo di fronte. Un grazie va,
ovviamente, agli amministratori locali e ai vertici di ASST Brianza, ma
soprattutto al personale medico e sanitario chiamato a lavorare in questa
struttura, certo che saprà essere un valido punto di riferimento per utenti
e pazienti anche dal punto di vista umano”.

Salute

Completata la Casa di Comunità di Macherio: nuovi ambulatori e servizi per i cittadini


Macherio – La Casa di Comunità di Macherio, punto di riferimento per un bacino di circa 50.000 cittadini dei Comuni di Macherio, Vedano al Lambro, Biassono, Sovico, Albiate e Triuggio, si presenta con nuovi servizi e spazi rinnovati e ampliati. Grazie agli interventi di ristrutturazione finanziati dal PNRR, da dicembre ha terminato il suo completamento, sia per quanto riguarda gli interventi strutturali e ambulatoriali, che per l’attivazione di tutti i Servizi sanitari e sociosanitari previsti dal Decreto Ministeriale n. 77 del 2022 a favore della comunità.
Per presentare i nuovi spazi e illustrare i servizi attivi, si è tenuto nella mattinata del 25 febbraio 2026 un incontro dedicato. Presenti per ASST Brianza il Direttore Generale Carlo Alberto Tersalvi, il Direttore Socio Sanitario Antonino Zagari, il Direttore del Distretto di Carate Brianza Corrado Guzzon, la Coordinatrice della Casa di Comunità Daniela Miceli, il dott. Andrea Fascendini del Dipartimento Cure Primarie e una rappresentanza degli operatori; per il Comune di Macherio, il Sindaco Franco Redaelli e l’Assessore al Bilancio e alla Cultura Daniela Rivolta. Presenti anche Samuele Consonni (Sindaco di Verano Brianza e

Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto), Barbara Magni (Sindaco di Sovico), Luciano Casiraghi (Sindaco di Biassono), Claudia Cattaneo (Assessore ai Servizi Sociali di Triuggio), Filippo Viganò (Assessore alla Salute di Albiate), Ilaria Villa (Assessore ai Servizi Sociali di Vedano al Lambro).
“ASST Brianza è impegnata nell’attivazione di 17 Case di Comunità e 3 Ospedali di Comunità sul territorio ed entro il 31 marzo oltre l’80% delle strutture sarà aperto. La Casa di Comunità di Macherio è una delle prime a rispondere pienamente a tutti i criteri ministeriali sulla dotazione e sugli standard. L’open day di oggi rappresenta quindi il raggiungimento di un traguardo importante che ci permette di continuare a fornire al territorio risposte sempre più adeguate e vicine ai bisogni delle persone”, ha dichiarato il Direttore Generale di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalvi. “Prevenzione, diagnosi, terapia: la Casa di Comunità è certamente un punto di riferimento di prossimità per la salute dei cittadini, ma non solo: è anche un luogo dove trovare accoglienza, ascolto e accompagnamento grazie alla presenza di un’équipe multiprofessionale che ha a cuore il benessere della comunità”.
“La Casa di Comunità è una struttura che risponde alle esigenze concrete delle persone e siamo orgogliosi che Macherio ne sia dotata. L’ottima collaborazione con ASST ha permesso anche di affrontare velocemente le difficoltà iniziali ed oggi un numero crescente di cittadini conosce e utilizza i servizi offerti”, ha dichiarato il Sindaco del Comune di Macherio, Franco Redaelli.

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Monza – Riceverato al San Gerardo il primo paziente in Lombardia affetto da “aviaria”

Monza –La Regione Lombardia ha identificato un caso di infezione da virus di influenza aviaria a in una persona fragile con malattie concomitanti proveniente da un paese extraeuropeo dove ha contratto l’infezione, e attualmente ricoverato al San Gerardo di Monza. Lo rende noto il ministero della Salute. “L’individuazione del primo caso europeo di influenza H9 in Lombardia non deve essere motivo di allarme per la popolazione”: ha voluto sottolineare l’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso.  Il paziente è ora in isolamento al San Gerardo di Monza. Il caso è stato riconosciuto “grazie alla sorveglianza epidemiologica attiva sul territorio regionale” afferma Bertolaso.
Si tratta di un ragazzo di circa 20 anni arrivato da un paese africano nella notte fra giovedì e venerdì scorso. Atterrato a Malpensa, ha spiegato Bertolaso, presentava dei sintomi di tipo influenzale con febbre molto alta e tosse ed è stato controllato e portato al pronto soccorso del San Gerardo. Qui è stato ricoverato con il sospetto che fosse un caso particolare di influenza, con gli esami che hanno confermato che si trattava di influenza aviaria.“Il paziente – ha aggiunto l’assessore – è attualmente ricoverato in isolamento all’Ospedale San Gerardo di Monza. Oltre al trattamento per l’infezione virale, l’equipe medica sta gestendo altre patologie concomitanti di cui il soggetto soffre”.
Tutte le persone che sono state in contatto con il ragazzo che ha contratto il virus dell’aviaria “sono state individuate e visitate. Sono state tipizzate e per fortuna non è stato accertato alcun caso di contaminazione fino ad oggi” ha detto l’assessore.  Il paziente non è in pericolo di vita e la popolazione “non corre nessun rischio” ha ribadito Bertolaso, sottolineando che il ragazzo “ha delle patologie concomitanti anche abbastanza serie, questo probabilmente avrà influito nel contrarre” il virus, ma “pur essendo un soggetto affetto da altre patologie, l’influenza aviaria non ha creato alcun pericolo di vita”.

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Cos’è il virus H9N2
L’H9N2 è un sottotipo del virus influenzale A, isolato per anni da anatre e polli e presente in uccelli, suini e altri animali in Europa e Asia. Le infezioni nell’uomo sono rare e, quando si verificano, appaiono caratterizzate da malattia di grado lieve.

La storia clinica di questo ceppo risale al marzo 1999, quando il Dipartimento della Salute di Hong Kong isolò per la prima volta il virus in due bambini ricoverati. Entrambi guarirono completamente. Da allora, sono stati documentati sporadici casi umani: tre nel 1999 e nel 2003, uno nel 2007 e un ultimo caso nel dicembre 2009, sempre a Hong Kong. Complessivamente, dall’identificazione del virus, sono stati confermati sei casi umani nella regione asiatica.

A differenza del più noto H5N1, che nel 1997 causò un’epidemia di influenza aviaria a Hong Kong con alti tassi di mortalità nel pollame, l’H9N2 non provoca elevata mortalità negli uccelli. Tuttavia, come l’H5N1, è considerato un virus che rappresenta una potenziale minaccia per l’uomo. Studi scientifici hanno dimostrato che solo poche mutazioni potrebbero renderlo in grado di trasmettersi più facilmente tra le persone.

Un ceppo da monitorare
L’H9N2 appartiene al gruppo dei virus influenzali aviari noti per aver causato infezioni umane, insieme a H5N1, H7N3 e H7N7. Sebbene il rischio per la popolazione sia attualmente ritenuto basso, la comunità scientifica internazionale mantiene alta l’attenzione sulla sua evoluzione, in particolare per la sua capacità di riassortimento genetico.

Il Ministero della Salute assicura che il sistema di sorveglianza nazionale resta attivo e che tutte le misure di prevenzione sono state tempestivamente avviate

CronacaSalute

L’IRCCS S. Gerardo riferimento lombardo per il trattamento del carcinoma ovarico


Nel 2025 oltre 200 pazienti trattate di cui 70 con intervento per carcinoma ovarico

Monza – Con delibera XII/5744 del 16 febbraio 2026, Regione Lombardia
ha istituito, a partire dal 1° aprile 2026, una rete di nove centri regionali per la chirurgia del
tumore dell’ovaio, con un’organizzazione che prevede agende dedicate e percorsi
multidisciplinari per ridurre i tempi d’attesa e garantire standard elevati di cura per le pazienti
con neoplasie ginecologiche, in linea con le raccomandazioni della European Society of
Gynaecological Oncology (ESGO). La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, che figura
tra gli hub della rete, conferma il proprio ruolo di centro di riferimento nell’ambito della
chirurgia ginecologica oncologica, con un’attività clinica e chirurgica di rilievo nel trattamento
delle neoplasie femminili, in particolare del carcinoma ovarico. Nel 2025, la struttura ha
preso in carico circa 200 pazienti affette da patologie oncologiche ginecologiche, di cui circa
70 hanno beneficiato di un intervento chirurgico per carcinoma ovarico, evidenziando
l’importanza di un percorso specialistico strutturato nel contesto regionale e nazionale.
“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025 e del contributo che il nostro team ha dato
alla gestione di casi complessi di ginecologia oncologica – dichiara il prof. Robert Fruscio,
direttore facente funzione della Ginecologia e direttore della Ginecologia Preventiva -. Il
nostro approccio si basa su competenze chirurgiche di alto livello, multidisciplinarietà e
continuità assistenziale: elementi essenziali per affrontare patologie come il carcinoma
ovarico, che richiedono precisione, tempestività e innovazione terapeutica. Continuiamo a
promuovere la ricerca clinica in ambito diagnostico, terapeutico e preventivo, e a collaborare
con le principali realtà scientifiche per migliorare gli esiti per le pazienti”.
La tradizione clinica e di ricerca in ginecologia oncologica dell’Ospedale San Gerardo affonda
le sue radici in decenni di esperienza e sviluppo scientifico: un percorso che ha consolidato
competenze specialistiche e ha reso la struttura un punto di riferimento per la cura delle
neoplasie ginecologiche anche a livello nazionale

Salute

San Gerardo : “Mani in cura”: il regalo che trasforma l’attesa della chemioterapia in un momento di benessere


Al Centro Ricerca Fase 1 le pazienti oncologiche potranno prenotare manicure gratuite

Monza – Una pausa di colore e cura nel pieno delle terapie oncologiche. Al Centro Ricerca Fase 1 della Fondazione IRCCS San Gerardo nasce “Mani in Cura”, un progetto che offre alle pazienti oncologiche manicure gratuite durante i momenti di attesa della chemioterapia o dei protocolli sperimentali.
E se le donne avessero inventato la manicure per tenersi per mano? A questo ha pensato la prof.ssa Marina Cazzaniga, oncologa, da otto anni alla guida del Centro di Ricerca. “Nel nostro Centro ci sono molti momenti di attesa. Abbiamo pensato che offrire un trattamento di manicure estetica potesse essere un piccolo gesto di benessere, per rendere l’attesa non solo più sopportabile, ma anche significativa. Un modo per dire alle nostre pazienti: ci prendiamo cura di voi, in ogni dettaglio, non solo della malattia”.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Salute Donna ODV, associazione da anni impegnata a supporto delle pazienti oncologiche, ha preso il via lunedì 9 marzo. Le pazienti potranno prenotare su base volontaria manicure estetiche, con smalti colorati, lime allegre, prodotti anallergici e creme idratanti, nelle mattinate di lunedì e giovedì. Strumenti semplici, ma capaci di restituire un senso di sé, anche in un luogo legato alla malattia e alla terapia.
“Vogliamo che il tempo trascorso in ospedale non sia solo quello della terapia, ma anche un momento di attenzione verso sé stesse – aggiunge la prof.ssa Cazzaniga -. Questo gesto vuole essere anche un ringraziamento simbolico a chi oggi partecipa a protocolli di ricerca, aprendo la strada a cure migliori per le pazienti di domani”.
D’altra parte, la sala d’attesa del Centro Ricerca Fase 1, al decimo piano, con le sue grandi vetrate che si affacciano sulle Prealpi, è un luogo sospeso tra il presente e la chiamata per le terapie. Per le pazienti oncologiche, ogni ora può essere segnata dall’incertezza: la chiamata del medico, gli esami, la terapia sperimentale o la chemioterapia che incombe.
Ora, tra i silenzi e gli sguardi rivolti all’orizzonte, arriva un gesto che trasforma quell’attesa in un momento di bellezza: “Mani in Cura”.


Il progetto coinvolge medici, infermieri, study coordinators e tutto il personale del Centro, unendo competenza clinica e attenzione alla qualità della vita dei pazienti.
“Ascoltare il paziente, prendersi il tempo necessario per capire la sua storia, le sue preoccupazioni e considerarlo nella sua interezza, tenendo conto degli aspetti fisici, emotivi, mentali e spirituali significa curarlo in modo olistico – spiega Anna Mancuso, Presidente dell’Associazione Salute Donna ODV -. Significa riconoscere che il paziente non è la sua malattia, o un caso clinico. Il paziente è una persona con sentimenti, pensieri, speranze e paure. È quello che fanno la professoressa Cazzaniga e la sua équipe: si prendono cura della persona con amorevolezza nei momenti più delicati come il periodo delle cure chemioterapiche. “Mani in Cura”, infatti è un progetto che offre alle pazienti oncologiche momenti per trasformare un’attesa, spesso fastidiosa, in coccole, è un modo per rafforzare la loro convinzione che non sono la loro malattia, ma donne che continuano ad essere tali anche durante un percorso di cura. Collaborare con il Centro di Ricerca guidata da clinici sensibili alla cura dell’anima oltre che del corpo, rientra tra gli obiettivi primari di Salute Donna, pertanto siamo ben liete di essere state utili alla realizzazione di questo progetto”.
“Grazie a Salute Donna per la preziosa collaborazione, all’estetista che ha contribuito alla realizzazione del progetto e a tutto il personale del Centro Ricerca Fase 1 per l’impegno, la dedizione e la sensibilità dimostrata. Grazie al loro lavoro e alla loro passione, l’attesa della terapia si trasforma in un momento di cura, vicinanza e attenzione verso le pazienti, rendendo l’esperienza ospedaliera più umana e ricca di significato”, conclude il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati.