Salute

CronacaSalute

L’IRCCS S. Gerardo riferimento lombardo per il trattamento del carcinoma ovarico


Nel 2025 oltre 200 pazienti trattate di cui 70 con intervento per carcinoma ovarico

Monza – Con delibera XII/5744 del 16 febbraio 2026, Regione Lombardia
ha istituito, a partire dal 1° aprile 2026, una rete di nove centri regionali per la chirurgia del
tumore dell’ovaio, con un’organizzazione che prevede agende dedicate e percorsi
multidisciplinari per ridurre i tempi d’attesa e garantire standard elevati di cura per le pazienti
con neoplasie ginecologiche, in linea con le raccomandazioni della European Society of
Gynaecological Oncology (ESGO). La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, che figura
tra gli hub della rete, conferma il proprio ruolo di centro di riferimento nell’ambito della
chirurgia ginecologica oncologica, con un’attività clinica e chirurgica di rilievo nel trattamento
delle neoplasie femminili, in particolare del carcinoma ovarico. Nel 2025, la struttura ha
preso in carico circa 200 pazienti affette da patologie oncologiche ginecologiche, di cui circa
70 hanno beneficiato di un intervento chirurgico per carcinoma ovarico, evidenziando
l’importanza di un percorso specialistico strutturato nel contesto regionale e nazionale.
“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025 e del contributo che il nostro team ha dato
alla gestione di casi complessi di ginecologia oncologica – dichiara il prof. Robert Fruscio,
direttore facente funzione della Ginecologia e direttore della Ginecologia Preventiva -. Il
nostro approccio si basa su competenze chirurgiche di alto livello, multidisciplinarietà e
continuità assistenziale: elementi essenziali per affrontare patologie come il carcinoma
ovarico, che richiedono precisione, tempestività e innovazione terapeutica. Continuiamo a
promuovere la ricerca clinica in ambito diagnostico, terapeutico e preventivo, e a collaborare
con le principali realtà scientifiche per migliorare gli esiti per le pazienti”.
La tradizione clinica e di ricerca in ginecologia oncologica dell’Ospedale San Gerardo affonda
le sue radici in decenni di esperienza e sviluppo scientifico: un percorso che ha consolidato
competenze specialistiche e ha reso la struttura un punto di riferimento per la cura delle
neoplasie ginecologiche anche a livello nazionale

Salute

San Gerardo : “Mani in cura”: il regalo che trasforma l’attesa della chemioterapia in un momento di benessere


Al Centro Ricerca Fase 1 le pazienti oncologiche potranno prenotare manicure gratuite

Monza – Una pausa di colore e cura nel pieno delle terapie oncologiche. Al Centro Ricerca Fase 1 della Fondazione IRCCS San Gerardo nasce “Mani in Cura”, un progetto che offre alle pazienti oncologiche manicure gratuite durante i momenti di attesa della chemioterapia o dei protocolli sperimentali.
E se le donne avessero inventato la manicure per tenersi per mano? A questo ha pensato la prof.ssa Marina Cazzaniga, oncologa, da otto anni alla guida del Centro di Ricerca. “Nel nostro Centro ci sono molti momenti di attesa. Abbiamo pensato che offrire un trattamento di manicure estetica potesse essere un piccolo gesto di benessere, per rendere l’attesa non solo più sopportabile, ma anche significativa. Un modo per dire alle nostre pazienti: ci prendiamo cura di voi, in ogni dettaglio, non solo della malattia”.
Il progetto, realizzato in collaborazione con Salute Donna ODV, associazione da anni impegnata a supporto delle pazienti oncologiche, ha preso il via lunedì 9 marzo. Le pazienti potranno prenotare su base volontaria manicure estetiche, con smalti colorati, lime allegre, prodotti anallergici e creme idratanti, nelle mattinate di lunedì e giovedì. Strumenti semplici, ma capaci di restituire un senso di sé, anche in un luogo legato alla malattia e alla terapia.
“Vogliamo che il tempo trascorso in ospedale non sia solo quello della terapia, ma anche un momento di attenzione verso sé stesse – aggiunge la prof.ssa Cazzaniga -. Questo gesto vuole essere anche un ringraziamento simbolico a chi oggi partecipa a protocolli di ricerca, aprendo la strada a cure migliori per le pazienti di domani”.
D’altra parte, la sala d’attesa del Centro Ricerca Fase 1, al decimo piano, con le sue grandi vetrate che si affacciano sulle Prealpi, è un luogo sospeso tra il presente e la chiamata per le terapie. Per le pazienti oncologiche, ogni ora può essere segnata dall’incertezza: la chiamata del medico, gli esami, la terapia sperimentale o la chemioterapia che incombe.
Ora, tra i silenzi e gli sguardi rivolti all’orizzonte, arriva un gesto che trasforma quell’attesa in un momento di bellezza: “Mani in Cura”.


Il progetto coinvolge medici, infermieri, study coordinators e tutto il personale del Centro, unendo competenza clinica e attenzione alla qualità della vita dei pazienti.
“Ascoltare il paziente, prendersi il tempo necessario per capire la sua storia, le sue preoccupazioni e considerarlo nella sua interezza, tenendo conto degli aspetti fisici, emotivi, mentali e spirituali significa curarlo in modo olistico – spiega Anna Mancuso, Presidente dell’Associazione Salute Donna ODV -. Significa riconoscere che il paziente non è la sua malattia, o un caso clinico. Il paziente è una persona con sentimenti, pensieri, speranze e paure. È quello che fanno la professoressa Cazzaniga e la sua équipe: si prendono cura della persona con amorevolezza nei momenti più delicati come il periodo delle cure chemioterapiche. “Mani in Cura”, infatti è un progetto che offre alle pazienti oncologiche momenti per trasformare un’attesa, spesso fastidiosa, in coccole, è un modo per rafforzare la loro convinzione che non sono la loro malattia, ma donne che continuano ad essere tali anche durante un percorso di cura. Collaborare con il Centro di Ricerca guidata da clinici sensibili alla cura dell’anima oltre che del corpo, rientra tra gli obiettivi primari di Salute Donna, pertanto siamo ben liete di essere state utili alla realizzazione di questo progetto”.
“Grazie a Salute Donna per la preziosa collaborazione, all’estetista che ha contribuito alla realizzazione del progetto e a tutto il personale del Centro Ricerca Fase 1 per l’impegno, la dedizione e la sensibilità dimostrata. Grazie al loro lavoro e alla loro passione, l’attesa della terapia si trasforma in un momento di cura, vicinanza e attenzione verso le pazienti, rendendo l’esperienza ospedaliera più umana e ricca di significato”, conclude il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati.

Salute

San Gerardo – Due pazienti tornano a vita normale grazie ad un intervento robotico

Eseguito per la prima volta un intervento robotico per trattare una grave sudorazione compensatoria


Monza – All’Ospedale San Gerardo è stato eseguito per la prima volta un intervento di simpaticectomia estesa con tecnica robotica per trattare una grave forma di iperidrosi compensatoria (sudorazione eccessiva comparsa dopo un precedente intervento).
L’operazione è stata realizzata dalla Chirurgia Toracica su due pazienti di 28 e 56 anni, provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dal Lazio. Entrambi avevano sviluppato, a distanza di anni dal primo intervento eseguito in altra sede, una forte sudorazione in altre parti del corpo.
La procedura è stata eseguita in due tempi: prima su un lato del torace e poi sull’altro, con due ricoveri distinti tra settembre e dicembre 2025.
I risultati sono stati molto positivi: in entrambi i casi la sudorazione compensatoria è quasi scomparsa e i pazienti sono tornati a una vita sociale normale. Inoltre, il controllo della sudorazione di mani, ascelle e piedi – motivo del primo intervento – è rimasto efficace. I pazienti hanno potuto così recuperare una vita sociale e relazionale normale.
L’iperidrosi è una condizione che provoca una produzione di sudore superiore al normale e può creare forte disagio nella vita quotidiana. Quando non dipende da altre malattie viene definita “primitiva”. Se riguarda zone specifiche del corpo, come mani, ascelle o piedi, si parla di forma “focalizzata”.
Le terapie locali, come creme o tossina botulinica, spesso offrono benefici temporanei. Il trattamento più efficace è la simpaticectomia, un intervento mininvasivo che agisce sui nervi responsabili della sudorazione.
In alcuni casi, però, dopo l’operazione può comparire la cosiddetta iperidrosi compensatoria, cioè una maggiore sudorazione in altre parti del corpo. Di solito è lieve, ma in alcuni casi può diventare molto fastidiosa.

Per questi casi è stata sviluppata la simpaticectomia estesa, una tecnica che interrompe i segnali nervosi responsabili della sudorazione compensatoria. In Italia questo intervento è stato finora eseguito solo su pochi pazienti.
L’utilizzo del robot ha permesso una maggiore precisione chirurgica e ha contribuito al buon risultato dell’operazione.
“Sebbene il San Gerardo sia tradizionalmente uno dei centri italiani con il maggior numero di interventi per iperidrosi, questa procedura non era mai stata realizzata prima presso l’Ospedale – sottolinea il prof. Francesco Petrella, Direttore della Chirurgia Toracica -. Il successo clinico ci conforta nelle scelte terapeutiche eseguite e ci spinge ad ampliare le nostre frontiere cliniche e di ricerca sulla patologia. L’esperienza maturata consolida inoltre il ruolo del centro come punto di riferimento nazionale ed europeo nello studio e nel trattamento chirurgico dell’iperidrosi”.

Nella foto l’équipe della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica. Con il camice bianco il prof. Petrella.

CronacaSalute

Giussano – Riapre la Guardia Medica presso la Casa di Comunità

Giussano – L’ASST Brianza informa che dal 2 marzo 2026 verrà attivata la nuova postazione di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) di GIUSSANO presso la Casa di Comunità di via Milano, 65.

” Tale iniziativa – informano dalla direzione – rientra in un più ampio programma di potenziamento e di riorganizzazione del servizio che, in ottemperanza con quanto previsto dal DM 77/22, prevede il progressivo trasferimento delle postazioni di Continuità Assistenziale nelle Case di Comunità e l’attivazione di uno specifico Ambulatorio Medico Territoriale.

In particolare, il trasferimento della postazione di Continuità Assistenziale nella Casa di Comunità consentirà di ottenere diversi vantaggi operativi e organizzativi, tra cui:

– Maggiore integrazione tra professionisti: la presenza, nello stesso contesto, di medici, infermieri di comunità, e delle altre funzioni territoriali permette una presa in carico più completa e coordinata del cittadino.

Accesso a servizi sanitari più vicini e integrati: la Casa di Comunità offre un ambiente strutturato per fornire risposte più tempestive e appropriate ai bisogni di salute, anche non urgenti.

– Efficientamento dei percorsi di cura: il collegamento diretto con gli altri servizi territoriali facilita l’orientamento del cittadino verso l’intervento più adeguato, riducendo accessi impropri e migliorando la continuità assistenziale.

Dotazioni e spazi più idonei: le Case di Comunità sono progettate per garantire ambienti più funzionali, confortevoli e conformi ai nuovi standard organizzativi previsti dal DM 77.

– Maggiore capacità di risposta grazie alla miglior collegamento funzionale tra la Centrale Unica di Continuità Assistenziale con il sistema NEA 116117, realizzando un modello di servizio più moderno, coordinato ed efficace.

Con l’occasione si ribadisce che, al fine di garantire un servizio più efficiente, appropriato e tempestivo, i cittadini, prima di accedere alle postazioni di Continuità Assistenziale, devono contattare il numero europeo 116117 perché, attraverso la valutazione telefonica da parte di personale sanitario qualificato, è possibile:

– ricevere indicazioni e consigli sanitari;
– essere indirizzati alla sede di Continuità Assistenziale più appropriata;
– evitare accessi non necessari e ridurre i tempi di attesa;
– garantire priorità ai casi che necessitano di intervento più urgente.

Salute

Monza capitale internazionale della retina: al SanGerardo in scena la chirurgia vitreoretinica


Per due giorni tre sale operatorie collegate in diretta, innovazioni tecnologiche, terapia geniche e retina
artificiale al centro del confronto scientifico


Monza – Oggi e domani il Centro Congressi della Fondazione IRCCS San
Gerardo dei Tintori ospita la XXII edizione (4ª internazionale) delle Giornate di Chirurgia
Vitreoretinica, uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama nazionale e internazionale
dedicato alla chirurgia della retina.
L’evento conferma la sua vocazione all’aggiornamento scientifico e al confronto
professionale, con un programma incentrato sulle più recenti innovazioni chirurgiche e
biomediche nel trattamento delle patologie retiniche.
“La chirurgia vitreoretinica è oggi al centro di una profonda evoluzione tecnologica e
metodologica – sottolinea il dott. Michele Coppola, Direttore della Struttura complessa di
Oculistica e presidente del congresso -. L’obiettivo di queste giornate è creare un contesto
altamente formativo, in cui l’esperienza chirurgica si integri con la ricerca e con le nuove
frontiere terapeutiche, a beneficio diretto dei pazienti”.
Elemento distintivo dell’evento sarà il collegamento simultaneo di tre sale operatorie, che
consentirà ai partecipanti di assistere a interventi chirurgici in diretta, commentati in tempo
reale dai chirurghi. Una modalità immersiva che favorisce l’interazione, il dibattito tecnico e
l’analisi delle scelte operative.
Nel corso delle due giornate si alterneranno sessioni scientifiche di approfondimento,
chirurgie live, talk e tavole rotonde, focus sulle nuove tecnologie, ma anche aggiornamenti
sulle terapie geniche per le patologie retiniche ereditarie, sviluppi nel campo della retina
artificiale e dei dispositivi innovativi.
I pomeriggi saranno dedicati al confronto sulle prospettive future della disciplina, con uno
sguardo orientato all’integrazione tra chirurgia, ingegneria biomedica e ricerca clinica.
La formula dell’evento, giunto alla sua XXII edizione e alla quarta apertura internazionale,
testimonia la crescita costante di un appuntamento che negli anni è diventato punto di
riferimento per specialisti italiani e stranieri.
L’alternanza tra pratica chirurgica in tempo reale e approfondimento scientifico garantisce
un’esperienza formativa completa e interattiva, rafforzando il ruolo di Monza e dell’Ospedale
San Gerardo come centro di eccellenza nella chirurgia vitreoretinica e nella ricerca
oftalmologica.
Presente all’evento anche il professor Vito De Molfetta, per più di 30 anni e sino al 2002
primario del Dipartimento di Oculistica dell’Ospedale San Gerardo.

Nella foto: il Direttore Generale Michele Brait, il dott. Michele Coppola, il prof. Vito De Molfetta e il Direttore Sanitario Aida Andreassi.

Salute

Il San Gerardo sul podio ai Sirtex Wound Games 2026: premiata l’infermiera Ilaria Taini


Prestazione d’eccellenza nella competizione nazionale promossa dalla Scuola Internazionale di Riparazione Tessutale

Monza – Importante riconoscimento per Ilaria Taini, infermiera del Day Hospital Medicina e Malattie Rare, che ha conquistato il secondo posto alla competizione nazionale “Sirtex Wound Games”, organizzata dalla Sirtes – Scuola Internazionale di Riparazione Tessutale e svoltasi presso il Teatro Nuovo di Pisa.
Fondata nel 2000 a Pisa, Sirtes è un’associazione culturale a carattere scientifico, apolitica e senza fini di lucro, impegnata nella diffusione e nell’arricchimento delle conoscenze nell’ambito del Wound Care, letteralmente la “Cura delle ferite”. L’obiettivo è accrescere la cultura della Riparazione Tessutale tra medici di medicina generale, specialisti, podologi, infermieri e studenti, attraverso attività di aggiornamento, sensibilizzazione e condivisione scientifica.
Dal 2023 la Scuola organizza annualmente i Sirtex Wound Games, una competizione che mette alla prova i Wound Care Specialists attraverso cinque sfide: presentazione di un caso clinico, prova artistica a tema Wound Care, test teorico, relazione su argomento assegnato dalla giuria e prova pratica finale con gestione completa di un caso clinico e relativo trattamento.
L’edizione 2026 ha visto 16 concorrenti provenienti da tutta Italia, suddivisi in due squadre, sfidarsi in una competizione intensa e altamente qualificante, definita “all’ultima lesione”.
Ilaria Taini si è distinta fin dalla prima prova con la presentazione del caso clinico dal titolo “Presa in carico di una persona affetta da LES (Lupus Eritematoso Sistemico) con ulcere cutanee infette: dalla continuità assistenziale a un progetto di E-Health”, ottenendo punteggi che le hanno permesso di proseguire con successo nel percorso di gara.
Particolarmente significativo il risultato ottenuto nella prova artistica “Bendandoti”, classificatasi al primo posto su otto concorrenti, con il consenso di 39 votanti su 80. Superata l’eliminatoria della prova teorica, Taini ha inoltre relazionato sul tema assegnato dalla giuria “Ulcere atipiche e pioderma gangrenoso”, dimostrando solide competenze cliniche e capacità di approfondimento scientifico.
Nella prova pratica finale ha scelto la gestione di una persona con ulcera venosa, eseguendo il trattamento topico e il bendaggio elastocompressivo. La valutazione conclusiva ha registrato parità di punteggio tra il voto della giuria e quello del pubblico rispetto alla sfidante.
La competizione si è conclusa con l’assegnazione del secondo posto, determinato dal voto decisivo del Presidente del Consiglio Direttivo, espresso a favore della concorrente della squadra avversaria.
“È stata una prova ardua”, il commento di Ilaria Taini, “ma sono molto contenta del risultato ottenuto e di aver tenuto alto il nome della nostra azienda. Vorrei estendere i ringraziamenti alle colleghe che mi hanno supportata a distanza, a tutti i miei compagni di squadra e a Chiara Bernabò e Clara Maino delle Medicazioni Avanzate, senza le quali non avrei raggiunto questo traguardo”.
“Il risultato ottenuto – commenta Stefano Citterio, Direttore Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociali – rappresenta un riconoscimento di grande valore professionale, che testimonia competenza clinica, capacità comunicativa e passione per la cultura della Riparazione Tessutale, contribuendo a valorizzare il ruolo infermieristico nell’ambito delle Malattie Rare e del Wound Care a livello nazionale”.

Economia e LavoroSalute

Costi alti e lunghe attese: due milioni di lombardi rinunciano a curarsi.

Altri 190mila cittadini costretti a indebitarsi per accedere alla sanità privata. Il 79% dei pazienti ha fatto ricorso almeno una volta alle visite a pagamento

Le criticità del servizio sanitario nazionale – su tutte le liste di attesa infinite e le numerose prestazioni non rimborsabili – costringono ormai molti cittadini a rivolgersi al privato. Ma c’è tutta un’ampia fetta di popolazione che non accede al privato, semplicemente perché non se lo può permettere. E così rinuncia alle cure. Accade soprattutto in ambito dentistico, per l’acquisto di occhiali, per i farmaci senza ricetta o per visite ed esami specialistici.

In quasi la metà dei casi (45%), chi è stato costretto a rinviare una cura per motivi economici è andato incontro a problemi importanti, a volte molto gravi. In questo senso i dati contenuti nell’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca Mup Research fanno riflettere. In Lombardia, nel 2025, oltre due milioni di pazienti hanno rinunciato a curarsi.

Le richieste di prestiti

Sempre secondo l’indagine nel 2025 ben il 79% dei pazienti ha fatto ricorso, almeno una volta, al regime di solvenza. Con costi non trascurabili. Tanto che quasi 190mila i pazienti pur di non rinunciare a curarsi o, comunque per non appesantire troppo il budget familiare, hanno chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti. Nel 46% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Lombardia.

CronacaSalute

Il sogno di Camilla diventa realtà: donate 17 poltrone-letto alla Pediatria del san Gerardo


Famiglie, associazioni e territorio uniti per offrire più comfort ai genitori dei bambini ricoverati

Monza – Quello che era nato come un sogno ambizioso si è oggi trasformato in una realtà concreta. La famiglia di Camilla Monguzzi, scomparsa a soli 14 anni nel luglio 2024 a causa di un raro tumore cerebrale, ha visto realizzarsi il desiderio della figlia: sostituire tutte le vecchie poltrone-letto destinate ai genitori dei bambini ricoverati nel reparto di Pediatria della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori.
Un progetto che ha preso forma progressivamente lo scorso anno, dopo la consegna delle prime tre poltrone-letto a metà luglio, resa possibile grazie al supporto dell’associazione “Una Vita in Rosa” e di donatori privati, e con la successiva nascita dell’associazione “Camilla Vive Odv”, l’iniziativa ha trovato un decisivo punto di svolta grazie al contributo delle associazioni del territorio. Una rete virtuosa che ha saputo trasformare la solidarietà in risultati concreti.
Un contributo decisivo è arrivato a settembre con ulteriori 5.304 euro donati dall’associazione “Una Vita in Rosa” e dai 4.000 euro donati dall’associazione “Amici di Lollo”.
Fondamentale anche il sostegno di Giancarlo Capelli, detto “il Barone”, storico ultras del Milan, che ha favorito il coinvolgimento di “Amici della Brianza Aps” che insieme a “Camilla Vive Odv” e a “Amici di Lollo”, nel mese di ottobre hanno dato vita al primo Trofeo Camilla Monguzzi, un evento capace di unire sport e solidarietà nel nome di Camilla.
A completare il progetto è stata l’associazione “EDOniamoSperanza” con una donazione di 8.451 euro, la quale per concludere la raccolta fondi, nel mese di novembre ha promosso una partecipata tombolata di beneficenza.
Tutte le associazioni si sono unite per raggiungere l’obiettivo finale: la consegna di tutte e 17 le poltrone-letto al reparto di Pediatria.

“È stato profondamente commovente vedere come persone segnate dal nostro stesso dolore abbiano scelto di sostenerci in modo così concreto – raccontano Monica Lorenzon e Luca Monguzzi, genitori di Camilla -. Questa giornata ha per noi un valore doppio non solo perché il sogno di Camilla è diventato realtà, ma anche perché siamo alla vigilia della Giornata Mondiale contro il tumore infantile, che si celebra il 15 febbraio e vogliamo continuare a mantenere alta l’attenzione su questi temi”.
L’impegno dell’associazione “Camilla Vive Odv” prosegue con una visione chiara: diventare un punto di riferimento per le famiglie che affrontano esperienze simili, sviluppando nuovi progetti e sostenendo, a propria volta, le iniziative delle altre realtà associative del territorio.
“Desidero esprimere un ringraziamento profondo e sentito alla famiglia Monguzzi e a tutti i donatori che, con grande generosità, hanno reso possibile la raccolta fondi per l’acquisto delle poltrone-letto. Il loro gesto di solidarietà è un atto di autentica vicinanza che farà la differenza nella quotidianità dei genitori dei nostri piccoli pazienti, offrendo loro maggiore comfort, accoglienza e un po’ di serenità in un momento così delicato. Questo importante traguardo è la testimonianza di un grande cuore e di un’attenzione sincera verso le famiglie e i bambini che affrontano un percorso complesso”, sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Claudio Cogliati.

Salute

ADHD e dipendenze: un progetto di ASST Brianza tra i migliori contributi scientifici nazionali


Riconoscere i bisogni di salute delle persone con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) e offrire risposte di cura sempre più efficaci e integrate: è questo l’obiettivo del progetto presentato da ASST Brianza al XIV Congresso Nazionale FeDerSerD, uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati ai servizi per le dipendenze, tenutosi lo scorso ottobre 2025 a Milano. Tra oltre cento contributi scientifici inviati, il lavoro dell’équipe brianzola è stato selezionato tra gli otto migliori, a conferma del suo valore innovativo e della sua rilevanza clinica.
Il progetto presentato riguarda lo screening dell’ADHD in età adulta nelle persone in trattamento per uso di sostanze o gioco d’azzardo. Si tratta di una condizione che, sebbene molto conosciuta nell’infanzia, nell’età adulta è spesso sottodiagnosticata, soprattutto quando si associa a comportamenti di dipendenza. L’obiettivo del lavoro è duplice: da un lato intercettare forme di ADHD non riconosciute (che in età adulta spesso restano, appunto, “invisibili”), dall’altro fornire indicazioni operative per una presa in carico più mirata: quando l’ADHD è presente, la cura delle dipendenze può beneficiare di interventi che
potenziano organizzazione, autocontrollo, gestione dell’impulsività e continuità nei controlli periodici.
L’esperienza è stata realizzata presso il SerT (Servizio per le Tossicodipendenze) di Limbiate, grazie a una proficua collaborazione tra diverse strutture di ASST Brianza e alla multiprofessionalità dell’équipe coinvolta (medico, psicologa, infermieri, educatori, assistenti sociali). In particolare, il progetto ha unito le competenze psicodiagnostiche e terapeutiche della SSD Psicologia Clinica diretta dalla dott.ssa Ninfa Barbara Lo Iacono, con la SC Dipendenze diretta dal dott. Giovanni Luca Galimberti, entrambe afferenti al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze diretto dal dott. Antonio Amatulli. Un lavoro di squadra, coordinato dalla dott.ssa Laura Vanzin, che permetterà di elaborare un modello integrato di valutazione e cura, capace di rispondere in modo più efficace alla complessità dei bisogni dell’utenza.
Lo screening dell’ADHD nei SerT rappresenta infatti un investimento clinico e organizzativo: aiuta a costruire piani di cura più realistici e personalizzati. Se l’ADHD in età adulta registra una prevalenza stimata del 2,6–6,8% nella popolazione generale, nei pazienti con disturbi da uso di sostanze arriva fino al 40,9%.
I risultati ottenuti da questo studio contribuiranno allo sviluppo di protocolli condivisi, promuovendo una cultura clinica comune basata sull’innovazione e sulle evidenze scientifiche. Un passo importante verso servizi sempre più attenti e in grado di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.

Salute

Epilessia: le iniziative dell’IRCCS San Gerardo per abbattere le barriere invisibili

L’impegno del San Gerardo per promuovere consapevolezza, diritti e inclusione

Monza – In occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, la
Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori rinnova il proprio impegno nella cura,
nell’informazione e nella sensibilizzazione su una patologia che riguarda non solo la salute,
ma anche la sfera sociale e culturale delle persone che ne sono affette.
All’Ospedale San Gerardo operano i Centri Epilessia dell’età adulta (Clinica Neurologica) e
dell’età infantile (Clinica di Neuropsichiatria Infantile), coordinati rispettivamente dal dott.
Simone Beretta e dalla dott.ssa Cinzia Peruzzi, che lavorano quotidianamente al fianco di
pazienti e famiglie, in stretta collaborazione con l’Associazione ELO ETS (Epilessia
Lombardia). Una sinergia consolidata, orientata non solo all’eccellenza clinica, ma anche alla
promozione di una corretta informazione e al miglioramento della qualità di vita delle
persone con epilessia.
L’epilessia colpisce circa 1 persona su 100: in Italia si stima che ne siano affette
500mila/600mila persone. Si tratta di una patologia complessa, che comprende numerose
sindromi e può manifestarsi a qualsiasi età, con un impatto significativo sulla vita quotidiana.
Le crisi, spesso imprevedibili, generano preoccupazione nei pazienti, nelle famiglie e nei
caregiver, influenzando aspetti emotivi, relazionali e sociali.
Uno degli ostacoli più difficili da superare resta lo stigma, ancora profondamente radicato in
ambito scolastico, lavorativo e nella vita sociale. Parlare oggi di epilessia significa parlare di
diritti, inclusione e consapevolezza, superando paura e disinformazione.
In ambito lavorativo, le persone con epilessia possono subire forme di discriminazione sottili
ma concrete, che limitano il pieno riconoscimento delle competenze e portano spesso a non
dichiarare la propria condizione, con ripercussioni sul benessere psicologico. Nel contesto
scolastico, bambini e ragazzi con epilessia rischiano l’esclusione da attività sportive, gite
momenti di socialità, a causa di una scarsa conoscenza della patologia e del timore di dover
gestire eventuali crisi.
Per questo motivo, in occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, sono previste
diverse iniziative di sensibilizzazione sul territorio.
Lunedì 9 febbraio, il Comune di Monza illuminerà di viola la facciata del Palazzo Comunale,
colore simbolo dell’epilessia, grazie alla mediazione dell’Associazione Salvagente Monza.
Nella stessa mattinata, davanti all’ingresso dell’Ospedale San Gerardo, nei pressi della
panchina viola, i volontari di ELO Monza saranno a disposizione dei cittadini per fornire
informazioni e rispondere alle domande.
Martedì 17 febbraio alle 18.00 si terrà inoltre un webinar aperto alla popolazione, patrocinato
dalla Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), durante il quale tre medici epilettologi dell’IRCCS
San Gerardo saranno disponibili per un dialogo aperto sulla patologia. Il link per la
partecipazione sarà pubblicato sui siti dell’IRCCS San Gerardo e di ELO.
“Queste iniziative – sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori
Claudio Cogliati – rappresentano un’occasione fondamentale per abbattere le barriere socioculturali ancora presenti e per costruire una rete di sostegno e conoscenza, affinché le
persone con epilessia siano riconosciute non dalla loro diagnosi, ma dalle loro capacità,
aspirazioni e diritti, come ogni altro individuo nella società”