Cultura

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Cinque studenti di Brera premiati a Seregno per il progetto “Cappella Parco Scultura”

Seregno – Nel pomeriggio di mercoledì 3 dicembre, a Palazzo Landriani (sede del Municipio di Seregno), si è svolta la cerimonia ufficiale di consegna delle cinque borse di studio assegnate agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera coinvolti nel progetto “Cappella Parco Scultura”.

I riconoscimenti sono stati attribuiti a:

  • Leonardo Fenu
  • Marco Fiorenza
  • Lisa Galiussi
  • Noemi Roccella
  • Anna Villa

Dopo il saluto introduttivo del sindaco Alberto Rossi, la cerimonia è stata condotta dal vicesindaco William Viganò e dall’assessora alla Cultura Federica Perelli, alla presenza dei coordinatori del progetto — Guido Lodigiani, docente di Scultura, e Chiara Nenci, direttrice della Scuola di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico all’Accademia delle Belle Arti di Brera, nonché dell’architetto Carlo Mariani, autore e ideatore del progetto.

Le borse di studio premiano il lavoro svolto dagli studenti all’interno del workshop “Spazio LUCE – Giovani Autori a Seregno”, organizzato nel secondo semestre dell’anno accademico 2024/2025. Il laboratorio ha riunito gli allievi della Scuola di Scultura e della Scuola di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico, guidati dai docenti Lodigiani e Nenci.

Nel corso del workshop gli studenti hanno progettato e realizzato le cinque sculture che compongono l’installazione site-specific “Cappella Parco Scultura”, nata dalla collaborazione tra il Comune di Seregno e l’Accademia di Brera.

L’iniziativa rientra nel più ampio programma di rigenerazione urbana “Spazio LUCE – Luca Crippa Experience”, promosso dal Comune grazie al finanziamento ottenuto dal Bando dell’Area Arte e Cultura della Fondazione Cariplo. Il progetto ha come obiettivo la riqualificazione dell’area dell’ex Clinica Santa Maria, storico complesso molto amato dai cittadini, demolito nel 2022 dopo anni di abbandono, dove sorgerà il futuro Polo d’Innovazione.

Come parte della riqualificazione, l’ex Cappella dell’area verrà trasformata nel deposito del Lascito di Luca Crippa, artista seregnese scomparso nel 2002. L’intero intervento è seguito dall’architetto Carlo Mariani, specializzato in restauro dei monumenti.

Con “Cappella Parco Scultura” l’Amministrazione comunale intende promuovere nuovi spazi di produzione e aggregazione culturale, unendo la memoria storica della città alla creatività dei giovani artisti di Brera.

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Seregno investe nell’accessibilità culturale: presentato il progetto “Musei, Arte, Autism@ Monza”

Seregno – Questa mattina l’assessora alla Cultura Federica Perelli ha preso parte alla presentazione del progetto “Musei, Arte, Autism@ Monza”, un’iniziativa che mira a rendere i percorsi culturali più accessibili e inclusivi, con particolare attenzione alle persone nello spettro autistico e, più in generale, a tutte le forme di neurodivergenza. L’obiettivo è formare guide museali capaci di accompagnare il pubblico attraverso esperienze culturali calibrate sulle diverse esigenze sensoriali e cognitive.

Il Comune di Seregno ha aderito con convinzione al progetto, formando tre operatori che metteranno a disposizione le competenze acquisite nelle prossime attività espositive promosse dall’Amministrazione e dalla Biblioteca civica. I partecipanti che hanno completato il percorso formativo sono:

Marica Scarpi – Biblioteca
Luca Viganò – Biblioteca
Lara Colombi – Ufficio Cultura
L’iniziativa si inserisce in una collaborazione ormai consolidata con Associazione FacciaVista Onlus, realtà che negli anni ha contribuito a creare esperienze culturali inclusive, favorendo l’accesso all’arte per persone con differenti abilità. Le nuove competenze acquisite permetteranno di ampliare ulteriormente questa offerta, portando in città percorsi guidati e laboratori rivolti anche a ragazze e ragazzi neurodivergenti.

«Da oggi a Seregno siamo pronti per accompagnare ragazze e ragazzi neurodivergenti in visite o laboratori che permetteranno un approccio mirato e inclusivo agli eventi culturali proposti negli spazi pubblici e in biblioteca, già casa di diverse mostre dedicate all’arte e alla disabilità» ha dichiarato l’assessora Federica Perelli. «Un grande passo verso un’arte davvero democratica, accessibile e inclusiva. Per tutti, nessuno escluso.»

Soddisfazione anche da parte di Matteo Perego, presidente di FacciaVista Onlus, che commenta: «Grazie a chi ha creduto in questo progetto, a chi ha lavorato per renderlo possibile e a chi continuerà a sostenerlo. Oggi facciamo un passo importante. Un passo che ci ricorda che la bellezza, quando è condivisa, diventa patrimonio di tutti.»

Il progetto “Musei, Arte, Autism@ Monza” rappresenta dunque un tassello significativo nel percorso verso una cultura più aperta e accogliente, in cui ogni cittadino possa sentirsi partecipe e libero di vivere l’arte, senza barriere. Un impegno concreto che conferma la volontà della città di Seregno di costruire spazi culturali davvero pensati per tutti.

Cultura

La Reggia di Monza diventa Museo Regionale

Monza – L’Amministrazione comunale di Monza ha espresso grande soddisfazione e riconoscenza per la delibera della Giunta Regionale lombarda che riconosce la Reggia di Monza come Museo. Un traguardo che valorizza in modo significativo uno dei più prestigiosi luoghi simbolo della città e del territorio e ne rafforza il ruolo nel panorama culturale lombardo. Si tratta di un passo che conferma l’impegno costante di tutte le istituzioni per la tutela, la promozione e crescita della Reggia, nell’ottica di consolidarne la vocazione culturale. Come ricordato anche nel comunicato stampa del Consorzio Parco e Villa Reale di Monza, di cui fanno parte sette enti (Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Milano, Comune di Monza, Assolombarda e Camera di Commercio), da oggi in poi l’impegno di tutti i soci nello sviluppare le potenzialità della Reggia sarà ancora più intenso.

La novità. 
Il provvedimento approvato da Regione Lombardia attribuisce alla Reggia un nuovo status istituzionale, frutto di un percorso avviato quasi due anni fa e sviluppato attraverso verifiche tecniche, adeguamenti e attività preparatorie che hanno riguardato sia gli ambienti interni sia gli apparati espositivi. Con questa decisione, la Reggia entra a pieno titolo fra le istituzioni museali riconosciute sul territorio regionale, con la prospettiva di accedere in futuro a reti di collaborazione più strutturate e a ulteriori strumenti utili per migliorare organizzazione, servizi e progettualità culturali.

“È un traguardo importante – osserva l’Assessora alla Villa Reale Arianna Bettin – che esalta il valore della Reggia e ne riconosce le specificità. Il risultato di un lungo lavoro, non ancora al termine, che deve portare alla Villa una visibilità e un prestigio pari alle altre grandi regge europee, come la Reggia di Caserta e il Castello di Schönbrunn di Vienna, a cui peraltro l’architetto Giuseppe Piermarini si ispirò nella realizzazione della Reggia di Monza”.

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Cultura

Ai musei Civici “Monza e il Novecento”: Anselmo Bucci. Dal 22 novembre al 6 aprile 2026

Monza – In occasione del settantesimo anniversario della scomparsa del pittore, incisore e scrittore Anselmo Bucci (Fossombrone, 1887- Monza, 1955), i Musei Civici di Monza organizzano, in collaborazione con l’associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza ETS, la mostra Anselmo Bucci. Monza e il Novecento. L’iniziativa, curata da Alberto Crespi, desidera ricostruire e rendere omaggio alla poliedrica figura dell’artista attraverso un percorso espositivo costituito interamente da opere appartenenti alle collezioni civiche. La rassegna prende corpo attorno ad un sostanziale nucleo di opere – prevalentemente dipinti e incisioni – entrate nel patrimonio del museo nel corso dei decenni, attraverso acquisti o donazioni. Accanto a opere già valorizzate all’interno del percorso museale permanente, vengono per l’occasione riproposti al pubblico pezzi provenienti dai depositi del museo. Ad arricchire il percorso espositivo della rassegna contribuisce, inoltre, la presenza di fotografie e documenti inediti provenienti dal Fondo Bucci del Museo Etnologico di Monza.

Il percorso espositivo si articola lungo diverse sezioni, che fanno riferimento ad altrettante fasi distinte dell’attività di ricerca e produzione artistica di Anselmo Bucci: dopo gli anni della giovinezza e della formazione, passati in Italia, l’autore trascorre un periodo a Parigi, città che, nei primi anni del Ventesimo secolo, si costituisce come un importante centro di formazione culturale per artisti provenienti da tutta Europa e culla del Cubismo nascente. Al rientro in Italia, Bucci frequenta gli ambienti del Coenobium monzese, conducendo un’esistenza da bohemién – ben documentata nei dipinti del periodo – al fianco di personalità quali Baioni, Caprotti e Dudreville. Nel 1915, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’artista si arruola al fianco dei futuristi tra le fila del famoso Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti, compiendo con i commilitoni imprese degne di nota.

Nel primo dopoguerra, ormai divenuto pittore affermato, vive tra Parigi, Milano e Monza. È lui a dare il nome di Novecento al gruppo d’artisti riuniti sotto l’egida di Margherita Sarfatti e del gallerista milanese Lino Pesaro. Allontanatosi dal movimento non condividendone l’impostazione ideologica, negli anni Trenta Bucci è ritrattista per celebri famiglie milanesi ed espone in rassegne di respiro internazionale quali la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Negli anni Quaranta il pittore prende nuovamente parte al secondo conflitto mondiale, lavorando come pittore di guerra arruolato in Marina. I bombardamenti sulla città di Milano, in questi stessi anni, distruggono lo studio di Bucci, che si vede costretto a riparare a Monza, nella casa delle sorelle. Qui continuerà la sua attività fino alla morte, avvenuta nel 1955.

Caratterizzano la pittura di Bucci una salda struttura, una ricca tavolozza e un segno graffiante e rapido, capace di restituire l’impressione di persone e luoghi. La rassegna conta veri capolavori, dalla Piazza mercato del 1911 al Prigioniero croato del 1917, dalla grande tela del San Giovanni Battista del 1921-25 al Ritratto della signora Rapuzzi Guelta del 1928 in clima Déco, fino all’Autoritratto del 1931 e al ritratto della sorella Emilia detta Bigia del 1933. Tra le incisioni la famosa Place Blanche e quattro tavole dalla serie Paris qui bouge che resero Bucci celebre e stimato tra i maestri dell’incisione europea del Novecento.

In dialogo con le opere di Bucci sono esposti dipinti di Dudreville, Caprotti e Baioni, amici del Coenobium monzese.

“Questa mostra, con cui la città rende omaggio ad Anselmo Bucci, rappresenta una preziosa occasione di condivisione e conoscenza delle sue qualità artistiche, ma anche un segno di gratitudine verso uno dei protagonisti più originali del Novecento italiano e della vita culturale della città. Si tratta inoltre di un’esposizione che dimostra la conferma della vitalità dei Musei Civici e della forza delle collaborazioni che la nostra città sa attivare quando mette al centro la cultura. Un segnale di fiducia nella conoscenza, di rispetto e amore per l’arte, di speranza nella capacità rigenerativa che ogni forma d’arte può offrire”, afferma il Sindaco Paolo Pilotto.

“La mostra mette in risalto la ricchezza e profondità del patrimonio culturale custodito dai Musei Civici e dal Museo Etnologico di Monza. Una ricchezza che emerge ad ogni nuova rassegna e che, in quest’occasione, permetterà ai visitatori di conoscere a fondo un tassello di storia dell’arte contemporanea che contribuisce a rendere Monza una città sede d’arte di ogni epoca, a partire dai tesori d’epoca longobarda fino ad arrivare ai dipinti novecenteschi”, aggiunge l’Assessora alla Cultura Arianna Bettin.

“Irrequieto di nascita, parigino per forza, incisore per professione, pittore per passione, soldato per entusiasmo, scrittore per vocazione, viaggiatore instancabile e, naturalmente, monzese d’adozione, Anselmo Bucci da Fossombrone è stato personaggio focale del secolo scorso. La sua vicenda, dalla formazione discontinua agli esordi nel cuore artistico dell’Europa a fianco di protagonisti della pittura sfiorati o incrociati nei quartieri della capitale francese, da Picasso a Viani, Severini e Modigliani, fino a una maturità complessa e sfaccettata capace di avvocarsi una problematica indipendenza, si svolge lungo mezzo secolo di storia, comprendendo i decenni dalla Prima alla Seconda guerra mondiale incluse”, osserva il curatore della mostra Alberto Crespi.

INAUGURAZIONE VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2025 ORE 18.00

EVENTI COLLATERALI

VISITE GUIDATE, LABORATORI, INCONTRI

Nel periodo della durata della mostra è prevista l’organizzazione di iniziative collaterali quali visite guidate, incontri tematici con studiosi qualificati e laboratori per famiglie, bambini e ragazzi.

Il 10 dicembre 2025 e il 28 gennaio 2026 il Curatore Alberto Crespi terrà due conferenze di approfondimento a ingresso libero su prenotazione dal sito www.museicivicimonza.it.

A febbraio e marzo sono previsti due incontri di approfondimento con Stefano Zuffi e Alberto Moioli.

Il Curatore sarà anche guida d’eccezione in occasione di due visite guidate al percorso della mostra (visite a pagamento con prenotazione obbligatoria dal sito www.museicivicimonza.it) in programma sabato 13 dicembre 2025 e sabato 24 gennaio 2026.

ACCESSIBILITA’

La mostra è interamente accessibile a persone con disabilità motorie; sono disponibili per persone cieche audiodescrizioni di alcune opere in mostra e schede facilitate per persone con disabilità intellettive.

VISITE GUIDATE PER GRUPPI

È possibile organizzare su prenotazione visite guidate per gruppi, in italiano o in inglese, e visite guidate inclusive per persone con disabilità visive, uditive, intellettive o demenze.

Per info e prenotazioni: www.museicivicimonza.it

AUDIOGUIDA

È disponibile online l’audioguida della mostra e dell’esposizione permanente, consultabile in maniera gratuita attraverso la web app del museo.

PER LE SCUOLE

In occasione della mostra il museo organizza percorsi didattici e laboratori dell’arte per le scuole di ogni ordine e grado. Tutte le info nella sezione “Didattica” del sito dei Musei Civici di Monza.

INFORMAZIONI

ANSELMO BUCCI. Monza e il Novecento

Monza, Musei Civici

22 novembre 2025 – 6 aprile 2026

ORARI

mercoledì 10-13 | 15-18

giovedì 15-18

venerdì, sabato e domenica 10-13 | 15-18

Aperture straordinarie

Lunedì 8 dicembre 2025 10-13 | 15-18

Venerdì 26 dicembre 2025 10-13 | 15-18

Giovedì 1° gennaio 2026 15-18

Martedì 6 gennaio 2026 10-13 | 15-18

Lunedì 6 aprile 2026 10-13 | 15-18

BIGLIETTI

La visita alla mostra è inclusa nel biglietto del museo.

Intero € 6

Ridotto € 4:

Ragazzi da 18 fino a 26 anni; adulti sopra i 65 anni; studenti universitari muniti di libretto; possessori di carte convenzionate; gruppi oltre le 10 persone con prenotazione

Gratuito:

Under 18; possessori Abbonamento Musei Lombardia; possessori Musei Civici Monza Card; persona con disabilità e relativo accompagnatore; membri ICOM.

Cultura

Valori e competitività: riflessioni sul presente per costruire un’economia sostenibile


Cesano Maderno – Si è tenuto ieri sera 19 novembre, presso la suggestiva Sala Aurora
di Palazzo Arese Borromeo, l’incontro pubblico dal titolo “Valori e competizione. Come si
conciliano etica e sviluppo?”, promosso dal Centro Culturale Europeo Palazzo Arese
Borromeo in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele, la Philosophy and
Business Unit dell’Università e il Comune di Cesano Maderno.
Ad aprire la serata è stato Gigi Ponti, Vice Presidente dell’Associazione Centro Culturale
Europeo Palazzo Arese Borromeo, che ha sottolineato l’importanza di occasioni di confronto
come questa per approfondire temi sempre più centrali nel dibattito contemporaneo e
imprenditoriale.
Al centro dell’incontro, il complesso rapporto tra valori etico-sociali e sviluppo economico.
Un tema cruciale per il mondo produttivo, che oggi più che mai si interroga su come
armonizzare crescita, innovazione e competitività con la sostenibilità sociale e ambientale.
Protagonisti della serata sono stati la dott.ssa Stefania Contesini, Coordinatrice della
Philosophy & Business Unit dell’Università Vita-Salute San Raffaele, e il dott. Roberto
Mordacci, Direttore della stessa Unit e Preside della Facoltà di Filosofia.
Nel suo intervento, Stefania Contesini ha offerto una riflessione critica sul legame tra etica e
impresa, evidenziando i limiti e gli ostacoli che emergono quando questo legame viene
trascurato o strumentalizzato. La sua analisi ha messo in luce le disfunzioni generate da
un’idea di progresso non più sostenibile, produttore di squilibri, disagio lavorativo e nuove
forme di esclusione.
A seguire, Roberto Mordacci ha tracciato invece i presupposti di un’alleanza virtuosa tra
valori e impresa. Il suo intervento ha approfondito il significato stesso di “valore”, restituendo
al pubblico una chiave di lettura utile per ripensare le dinamiche economiche alla luce di una
nuova visione etica.

Numerosi gli esempi concreti presentati durante la serata, tra buone pratiche aziendali e casi
problematici, che hanno permesso di affrontare il tema da più angolazioni. L’incontro si è
concluso con un vivace dialogo tra relatori e pubblico, a testimonianza di un interesse sentito
per i temi affrontati.
Con questa nuova iniziativa, il Centro Culturale Europeo Palazzo Arese Borromeo conferma
ancora una volta la sua vocazione a promuovere riflessioni sui grandi temi del presente,
offrendo occasioni di approfondimento e coinvolgimento.

Cultura

La Biennale delle Accademie Belvedere della Villa Reale 14 novembre 2025 – 6 gennaio 2026

Monza – La Biennale Monza torna a illuminare gli spazi del Belvedere della Villa Reale dal 14 novembre 2025 – con momento inaugurale alle ore 18 – al 6 gennaio 2026. Promossa dal Comune di Monza e dal Rotary Club Monza, la manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti artistici più rilevanti per la città e il territorio, con la partecipazione di dieci rinomate Accademie di Belle Arti italiane, ciascuna rappresentata da tre giovani artisti, a eccezione delle rispettive ISIA che vedono invece il coinvolgimento di più artisti, in linea con l’idea di laboratorio collettivo.

Le parole d’ordine per accedere alla mostra sono molteplici, fra cui apertura, multidisciplinarità, contaminazione e innovazione. Non vi sono barriere linguistiche o suddivisioni in compartimenti stagni, al contrario, domina la volontà di accogliere ogni forma d’arte capace di parlare con autenticità, superando i confini che separano i generi e i linguaggi.

Giunta alla sua undicesima edizione, la Biennale di Monza — conosciuta anche come Biennale delle Accademie — si propone di esplorare la creatività emergente nei principali Istituti d’Arte italiani, offrendo uno sguardo privilegiato sulla nuova generazione di talenti.

È proprio nelle Accademie che si esprime una ricerca artistica di estrema attualità: progetti in grado di distinguersi per la loro attenzione al contemporaneo nonostante questo possa evocare i numerosi conflitti in corso o avvicinarsi al mondo della natura con i suoi fragili ecosistemi. La Biennale diventa così un crocevia di linguaggi e argomenti, esperienze plastiche e visioni pittoriche, sguardi fotografici e speculazioni grafiche. Una polifonia espressiva in cui la vitalità della scena artistica italiana prende forma davanti agli occhi del pubblico.

Il responsabile scientifico Daniele Astrologo Abadal anticipa le novità dell’edizione 2025: «La Biennale conferma la capacità di accogliere nelle sale del Belvedere tradizione artistica e innovazione tecnologica, con una particolare attenzione al fenomeno dell’intelligenza artificiale. Novità assoluta per il nostro campo d’indagine a testimonianza del fatto che i tempi sono ormai maturi. L’arte assimila i nuovi processi, li fa propri e li usa per affrontare le criticità presenti nella storia e nella società, nell’identità dell’individuo e negli ambigui confini di una realtà sempre più ingannevole e artefatta.  A questo aspetto radicale si accompagnano il più tradizionale lessico di pittura, fotografia, scultura, all’insegna di una storia dell’arte stratificata e complessa». 

L’Assessora alla Cultura Arianna Bettin: «La Biennale di Monza rappresenta un patrimonio di grande valore per la città. Un appuntamento che rinnova la vocazione culturale della Villa Reale e rafforza il dialogo con le istituzioni artistiche del Paese. Questa undicesima edizione conferma la volontà di offrire spazio ai giovani talenti, riconoscendo nelle Accademie fertili laboratori di idee e sperimentazioni. In un tempo attraversato da trasformazioni profonde, la capacità dell’arte di interrogare il presente e aprire nuovi scenari diventa un bene collettivo. Siamo orgogliosi che Monza continui a essere un luogo in cui la creatività emergente può crescere, confrontarsi e parlare al pubblico con linguaggi sempre nuovi, capaci di unire la tradizione al futuro». 

Le Accademie partecipanti

Accademia di Belle Arti / Bologna 
LABA – Libera Accademia di Belle Arti / Brescia 
Accademia di Belle Arti / Catania
ISIA – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche / Faenza
Accademia di Belle Arti / Firenze
ISIA – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche / Firenze
Accademia Ligustica di Belle Arti / Genova
Accademia di Belle Arti di Brera / Milano 
Accademia Albertina di Belle Arti / Torino 
Accademia di Belle Arti / Venezia

Con il biglietto di ingresso per la visita al primo e secondo Piano Nobile della Reggia si ha diritto all’ingresso al Belvedere: intero euro 10,00 | ridotto euro 8,00

Orari:

mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso 15.00)

sabato e domenica e festivi: dalle 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso 17.30)

Cultura

Personale di Ada Nori nel mese dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne

Seregno – Mostra personale di Ada Nori, patrocinata dal Comune di Seregno, organizzata da Associazione InfinityArt.

L’esposizione sarà ospitata presso la Galleria Civica Ezio Mariani (Via Cavour 26, Seregno) dall’8 al 25 novembre 2025, con vernissage sabato 8 novembre alle ore 17.00.
All’interno della mostra, il 23 novembre alle ore 16.30, è inoltre previsto il reading teatrale “Caramelle non ne voglio più”, diretto da Michela Toni.

L’iniziativa si inserisce in occasione del mese dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, ponendo l’accento — attraverso il linguaggio dell’arte e del teatro — sul tema della forza femminile, della consapevolezza e della rinascita.

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Il lavoro di Ada Nori nasce dall’incontro tra figurativo e astratto, ma soprattutto dall’intreccio tra visibile e invisibile, tra materia e spirito.
Le sue opere esplorano la psiche femminile nelle sue molteplici sfaccettature, nelle contraddizioni che la abitano e nella capacità di trasformarsi. Ogni figura diventa luogo di esperienza, spazio di riflessione sull’esistenza, sul tempo e sull’essere.
L’artista scruta tanto la dimensione soggettiva della sensibilità della donna contemporanea quanto quella corale. I suoi personaggi non esistono isolati: si riflettono, si rispecchiano e dialogano tra loro, tessendo un reticolo emotivo condiviso, in cui le storie individuali si fondono in una memoria collettiva. È una geografia interiore in cui fragilità e resilienza, inquietudine e volontà di rinascita coesistono senza soluzione di continuità.
La tecnica pittorica diventa strumento di questa indagine. Ada Nori modula con pennelli e spatole, alternando velature leggere e stesure dense, pigmenti traslucidi e impasti materici. La luce filtra attraverso i colori, creando profondità che trascendono la semplice rappresentazione e invitano a una contemplazione quasi metafisica.
Le forme incarnano la tensione tra gesto e significato.
Il colore diventa voce e respiro dell’anima.
Dall’azzurro etereo al grigio della riflessione, dall’ocra dell’argilla al rosso pulsante della passione, ogni variazione cromatica segna un gesto, un atto di conoscenza e liberazione. La pittura si trasforma in fenomeno filosofico: scardina l’esistente, mette in crisi le certezze e apre alla possibilità di nuovi orizzonti.
Sebbene nata come pittrice, Ada Nori amplia presto il proprio linguaggio oltre la superficie della tela. La grafica e l’incisione le offrono nuovi territori di ricerca, dove segno e corpo si amalgamano in una tessitura sottile, fatta di stratificazioni sensibili e gesti meditati.
La scultura diviene un ulteriore spazio di perlustrazione: configurazioni tridimensionali, modellate con immediatezza e coscienza, danno luogo a sagome che custodiscono la stessa poetica della sua pittura (introspezione, forza, metamorfosi).
Terra, acqua e fuoco ne costituiscono la matrice originaria; l’aria le accoglie e le innalza, trasformandole in apparizioni sospese tra corporeità e visione, come frammenti di un pensiero plastico che si fa architettura e simbolo.

Cultura

Al Centro Culturale Europeo nuove riflessioni tra geopolitica, intelligenza artificiale ed etica del futuro

Cesano Maderno – Dopo un ottobre ricco di appuntamenti e partecipazione, il Centro Culturale Europeo Palazzo Arese Borromeo si prepara ad affrontare un novembre altrettanto intenso, con nuove proposte che confermano la sua vocazione a essere un luogo aperto al pensiero critico e in dialogo con il presente.

Tra le iniziative che hanno segnato l’inizio della stagione autunnale, spicca il Corso di formazione per amministratori degli enti locali, nato dalla collaborazione tra la Provincia di Monza e della Brianza, il Comune di Cesano MadernoAFOL Monza e Brianza e il Centro stesso. Il corso ha registrato una partecipazione significativa da parte degli amministratori locali, segno di un reale interesse verso percorsi di formazione che sappiano unire contenuto, concretezza e attualità. Ed è proprio in iniziative come questa che si manifesta una delle missioni più autentiche del Centro: offrire strumenti, occasioni di crescita e visione a chi quotidianamente è chiamato a costruire il futuro del proprio territorio.

Anche il Festival “Voci della Storia”, giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione, ha riscosso grande successo. Incentrato quest’anno sul tema della guerra – indagata sotto molteplici aspetti, dalla memoria storica alle forme contemporanee del conflitto – il festival ha registrato il tutto esaurito in quasi tutte le serate. Restano ancora tre incontri prima della chiusura: il 23, 24 e 29 ottobre. Un’edizione, quella del 2025, che ha saputo nuovamente coniugare la qualità degli ospiti alla profondità dei contenuti, rafforzando il legame con un pubblico attento e sempre più numeroso.

Il mese di novembre si aprirà poi con una delle proposte più attese del palinsesto culturale 2025: la quarta edizione dei Convegni di politica internazionale, curati da Alessandro Aresu e Massimo Cacciari, in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno e l’Università Vita-Salute San Raffaele. Il ciclo di quest’anno si concentrerà sul tema “Il disordine globale: guerre commerciali e intelligenza artificiale”, offrendo uno sguardo lucido sulle trasformazioni che stanno ridisegnando i rapporti di forza su scala mondiale.

Ad aprire il ciclo, lunedì 3 novembre alle ore 20.30 presso la Sala Aurora di Palazzo Arese Borromeo, sarà Giorgio Cuscito, analista di Limes ed esperto di area indo-pacifica, con un intervento dedicato al ruolo della Cina tra passato, presente e futuro. 

Sempre a novembre, un altro appuntamento accenderà i riflettori su un tema di grande rilevanza. Martedì 18 novembre, alle ore 20.30 in Sala Aurora, si terrà infatti l’incontro “Valori e competizione. Come si conciliano etica e sviluppo?”, organizzato dal Centro in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele e la sua Philosophy and Business Unit. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il modello di progresso che abbiamo conosciuto – fondato su efficienza, velocità e crescita economica – non sia più sufficiente a garantire sostenibilità, inclusione e benessere. Le crescenti disuguaglianze, il malessere diffuso nel mondo del lavoro e l’insostenibilità ambientale rendono urgente una nuova visione dello sviluppo economico.

Ad accompagnare il pubblico in questa riflessione saranno due voci autorevoli: Roberto Mordacci, direttore della Philosophy and Business Unit dell’Università Vita-Salute San Raffaele, e Stefania Contesini, coordinatrice della stessa unità.

Attraverso queste iniziative, il Centro Culturale Europeo Palazzo Arese Borromeo continua a proporre occasioni di approfondimento e confronto, ponendosi come un punto di riferimento stabile nella costruzione di una cultura pubblica fondata sul pensiero, sul dialogo e sulla responsabilità.

Cultura

Seregno – “In cammino con don Orione”: nasce una nuova associazione di promozione sociale

Seregno -Una nuova associazione si aggiunge al ricco patrimonio associazionistico locale . E’ stata infatti recentemente fondata ” In cammino con don Orione “ associazione di Promozione Sociale con sede presso l’istituto don Orione.
L’assemblea dei soci ha eletto don Arcangelo Campagna ( foto di copertina) presidente del gruppo che verrà affiancato da un direttivo di cui fanno parte Alfio Pietro Colombo, Simone Silva, Auditro Paola, Moscatelli Lucia, Redaelli Marinella e Egidio Cosentino .
L’associazione si propone di conoscere, approfondire, vivere, condividere e diffondere l’esercizio dei valori umani costitutivi della dignità della persona e del vivere sociale.


Apertura dunque a tutti coloro che, liberi da legami discriminanti, sono disposti a collaborare per il bene comune.
Per facilitare le scelte e il cammino verso il raggiungimento degli scopi sociali , l’associazione si ispira a don Orione vero modello di apertura e di collaborazione con tutti gli uomini di buona volontà.


Chi desiderasse maggiori info sull’associazione può scrivere a don.arcangelo@gmail.com

Cultura

Cesano – Al via la 15^ edizione del festival “Voci della storia “

Cesano Maderno– Giovedì 2 ottobre, ore 21.00, si aprirà ufficialmente la 15°edizione del Festival Voci della storia, curato da Eva Musci e Antonio Zappa e organizzato dal Centro Culturale Europeo Palazzo Arese Borromeo, in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno. Il primo appuntamento, ospitato all’Auditorium Paolo e Davide Disarò, segna l’inizio di un viaggio profondo e coraggioso nel tema scelto per quest’anno: la guerra.

Il titolo della rassegna, “Tutti gli dei sono morti tranne il dio della guerra”, è un richiamo diretto alla persistente attualità dei conflitti, non solo militari ma anche culturali, economici e tecnologici. Ad aprire simbolicamente questa edizione è Eva MusciDirettrice artistica del Festival, con un intervento che offre una chiave di lettura del tema scelto e che si pone al tempo stesso come manifesto di intenti per l’intera rassegna:

“ Nella XV edizione di Voci della storia, come dice il titolo, parleremo di guerra. Un termine che usiamo quotidianamente, alle volte forse con superficialità. Ed è stato mentre sceglievamo gli autori, che mi …
… semplice termine, inizieremo il nostro percorso per comprendere non solo la storia della guerra, ma anche il suo significato più profondo nel corso dei secoli, ma soprattutto dove ci sta portando oggi” .

Con uno sguardo ampio, Voci della storia si propone dunque anche quest’anno come un laboratorio di riflessione aperto, dove la storia diventa chiave di lettura per comprendere il presente. L’edizione 2025 riunisce studiosi, giornalisti, filosofi e militari per esplorare il tema del conflitto nelle sue molteplici forme, dai grandi eventi bellici del passato alle tensioni del nostro tempo, fino alle battaglie invisibili che attraversano società e istituzioni. Un percorso fatto di parole, libri e confronto, che invita il pubblico a interrogarsi sul senso della guerra oggi, sulla sua eredità e sulle sue trasformazioni.

Il primo incontro, dal titolo La guerra sempre – parte 1, vedrà protagonisti Anna Momigliano e Franco Cardini. Momigliano presenterà Fondato sulla sabbia, un viaggio nel presente e nel futuro di Israele, tra tensioni interne e nuovi equilibri regionali. Il suo sguardo indaga un Paese attraversato da profonde contraddizioni, dove convivono tradizione religiosa, innovazione tecnologica, spinte demografiche e identità in conflitto.

A seguire, Franco Cardini rifletterà su cosa significhi “costruire l’Europa”, partendo dal suo libro L’invenzione di un continente, scritto con Sergio Valzania. Dalla Lega di Delo alla Prussia di Bismarck, il volume ricostruisce l’idea – spesso frammentaria e contrastata – di un’Europa unita, interrogandosi se oggi non sia necessario più ricostruire, ma reinventare un continente alla ricerca di una voce comune.

Il giorno successivo, venerdì 3 ottobre alle ore 21.00, sempre all’Auditorium Disarò, si terrà il secondo appuntamento del Festival: La guerra sempre – parte 2. In questa serata, il generale Fabio Mini affronterà un tema controverso della geopolitica contemporanea, presentando La Nato in guerra. Il libro analizza come l’Alleanza Atlantica abbia progressivamente tradito i suoi principi originari, spingendosi oltre i propri confini territoriali e trasformandosi in uno strumento operativo al servizio di strategie globali complesse, spesso poco trasparenti.

Chiuderà la serata ancora Franco Cardini, con Quella antica festa crudele, un’opera che indaga la guerra dal punto di vista antropologico e culturale. Dal Medioevo all’età contemporanea, la guerra viene raccontata non solo come fatto storico, ma come realtà quotidiana, rito collettivo, codice morale e strumento di potere, rivelando come la sua percezione sia profondamente cambiata nel tempo.

Con questi primi due appuntamenti, Voci della Storia si conferma un festival capace di coniugare divulgazione e profondità, offrendo spunti per comprendere la complessità del nostro presente alla luce delle lezioni del passato.