Cultura

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“Profumo di viole sfiorite” il nuovo libro di Antonio Borsa, un inno alla resilienza

Dopo il toccante esordio con “I tre appuntamenti”, Antonio Borsa, informatore farmaceutico con un’anima da narratore, torna con un secondo romanzo che promette di lasciare il segno: “Profumo di viole sfiorite”. Questo libro si presenta come un viaggio emotivo e simbolico, un’opera che mescola dramma, redenzione e un omaggio musicale al cantautore Max Pezzali, per parlare a chi, schiacciato dal peso della vita, ha pensato di arrendersi.

Un purgatorio tra amore e speranza

La storia ruota attorno a Ryan, un giovane che, devastato dalla fine di un amore, si toglie la vita. Ma invece di trovare l’oblio, si risveglia nella Valle, un purgatorio desolato dove un

Angelo lo guida in un percorso di rivelazioni. Qui, tra ombre e visioni, Ryan incontra anime che hanno affrontato il dolore senza cedere. La Valle non è solo un luogo di espiazione, ma una aula magna della vita, dove ogni storia insegna a Ryan che il suicidio non è una soluzione, ma una ferita che si propaga. Il protagonista si rivolge direttamente al lettore con un appello sincero: “Non mollare, potresti cedere sul più bello”. È un messaggio che riflette la missione di Borsa: offrire speranza a chi lotta contro delusioni amorose, lutti o difficoltà economiche.

Un autore con un cuore in bilico tra scienza e arte

Laureato in Scienze Biologiche e in Economia e Management, Antonio Borsa non è uno scrittore di professione, ma un informatore farmaceutico che ha trovato nella scrittura una via per elaborare il dolore e condividerlo. Dopo il successo di “I tre appuntamenti”, Borsa dimostra con “Il Profumo Delle Viole” una maturità narrativa che va oltre l’esordio. Se il primo romanzo era un’esplorazione dell’amore e del rispetto, il secondo si allarga a una riflessione universale sulla resilienza, con un intento quasi terapeutico.

L’omaggio a Max Pezzali

Un elemento distintivo de “Il Profumo Delle Viole” è il suo legame con la musica di Max Pezzali, icona degli anni ’90 e voce di generazioni. Borsa intreccia nella trama citazioni da canzoni come “Nessun Rimpianto”, “Come deve andare” e “Grazie mille”, usando le loro parole per dare ritmo e profondità Emotiva alla storia. “Certi capitoli si chiudono, altri se ne aprono”, scrive Ryan, riecheggiando il pragmatismo malinconico di Pezzali. La felicità, definita come “un’isola che non c’è”, richiama quel senso di ricerca e perdita che permea brani come “Grazie mille”, mentre il tono di “Nessun rimpianto” sembra sostenere l’idea di lasciar andare il dolore senza voltarsi indietro. Questo omaggio non è solo un vezzo stilistico, ma un ponte tra la narrazione e il vissuto del lettore, che potrebbe ritrovarsi a canticchiare mentre riflette.

Stile e simbolismo

La prosa di Borsa è diretta, quasi confidenziale, come un dialogo tra amici, ma si arricchisce di momenti poetici quando descrive la Valle o medita sulla felicità. Il Profumo Delle Viole Sfiorite, con la sua atmosfera spettrale, è un simbolo potente: un limbo che non punisce, ma educa, trasformando il dolore in consapevolezza. I riferimenti a Peter Pan, con la sua “trappola” del crescere, si fondono con le suggestioni di Pezzali, creando un mix di nostalgia e introspezione che colpisce nel segno.

E proprio questa autenticità, questa urgenza di comunicare, a rendere “Il Profumo Delle Viole Sfiorite” speciale e che aspira a essere un compagno per chi ha bisogno di un motivo per andare avanti.

Il Profumo delle Viole Sfiorite si concentra sulla salute mentale e sul suicidio, un tabù ancora troppo silenzioso. Con il suo invito a “sposare il proprio dolore e andare avanti”, l’autore offre una risposta concreta alla disperazione, dimostrando che anche dal fondo si può risalire. Il finale, con Ryan che parla al lettore – “Resta sul ring, ti assicuro che ne sarà valsa la pena” – è un pugno nello stomaco e una carezza allo stesso tempo.

Un impegno che va oltre la pagina

Antonio Borsa non si limita a scrivere: porta il suo messaggio anche fuori dai libri. Partecipa a presentazioni pubbliche, incontri scolastici e conferenze in cui affronta i temi della salute mentale.. È attivo sui social, dove condivide riflessioni, testimonianze e parole di incoraggiamento per chi sta attraversando momenti difficili. Per lui la scrittura è solo l’inizio: la vera sfida è generare empatia e consapevolezza. Il Profumo delle Viole Sfiorite è quindi non solo un romanzo, ma un tassello in un percorso più ampio, che mette al centro il rispetto della vita e dell’altro, sempre


Antonio Borsa
Laureato in Scienze Biologiche e in Economia e Management, Antonio Borsa, informatore farmaceutico e atleta di Kick boxing, è alla sua seconda opera narrativa. Dopo il successo di “I tre appuntamenti”, La bussola, 2024, che narra di un amore non corrisposto e diventato un manifesto contro la violenza, Borsa dimostra con “Profumo di viole sfiorite” una maturità narrativa che va oltre l’esordio. Se il primo romanzo era un’esplorazione dell’amore e del rispetto, il secondo si allarga a una riflessione universale sulla resilienza.

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Presentato il progetto partecipativo “Memorie in luce” condotto in collaborazione con l’Accademia di Brera

Dal recupero di uno spazio urbano al recupero di una memoria collettiva. Mentre prosegue la progettazione dello Spazio LuCE (Luca Crippa Experience), il nuovo ambito culturale polifunzionale che sta nascendo nella Cappella della ex Clinica Santa Maria, prende avvio un percorso che mira a raccogliere, raccontare e tramandare la memoria collettiva legata alla storia dell’edificio ormai abbandonato da oltre mezzo secolo.

Seregno – E’ stato presentato sabato pomeriggio 27 febbraio nella sala civica Gandini il progetto partecipativo “Memorie in luce”, condotto in collaborazione con l’Accademia della Belle Arti di Brera e con il circolo culturale Seregn de la Memoria e con il sostegno di Fondazione Cariplo.

Il progetto si articola su tre incontri laboratoriali che si terranno presso Palazzo Landriani Caponaghi, Sala Crippa, in piazza Martiri della Libertà 1 a Seregno, nelle giornate di venerdì 13, 20 e 27 marzo, sempre alle ore 17.30.

Il primo appuntamento, “Attivare la memoria”, sarà dedicato alla presentazione del progetto, con un momento di ascolto e raccolta delle prime testimonianze. Il secondo incontro, “Raccontare la memoria”, proporrà un laboratorio partecipativo di analisi dei materiali raccolti, durante il quale i partecipanti contribuiranno alla creazione di didascalie collettive e alla narrazione condivisa dei ricordi. Il terzo appuntamento, “Tramandare la memoria”, sarà un momento di restituzione e confronto sulle testimonianze emerse, finalizzato a definire l’identità del nuovo archivio online “Memorie in luce”.

La partecipazione è aperta a tutti: anche un ricordo breve o una semplice parola possono contribuire alla costruzione della memoria collettiva. Si invita a portare eventuali fotografie, documenti o materiali utili alla ricostruzione della storia del luogo.

Per prenotazioni e informazioni è possibile scrivere a memorieinluce@gmail.com.

Nella foto di gruppo (da sinistra) Carlo Mariani (architetto, coordinatore del progetto Spazio LuCE), Chiara Nenci (direttrice della Scuola di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico dell’Accademia di Brera), sindaco Alberto Rossi, assessora Federica Perelli, Yadira Pacheco Diaz (curatrice delle attività laboratoriali).

Cultura

“Arazzi, stendardi, paraventi. Un vento di libertà anima la pittura” dal 28 febbraio

Tra passato e presente, tra pittura barocca e arte contemporanea: Palazzo Arese Borromeo ospita, dal 28 febbraio al 29 marzo 2026, la mostra “Arazzi, stendardi, paraventi. Un vento di libertà anima la pittura”.

Nata da un’idea di Andrea B. Del Guercio, critico e storico dell’arte, già professore dell’Accademia di Belle Arti di Brera e tra i massimi esperti di arte contemporanea, e dell’artista Rachele Frison, la mostra riunisce sedici artisti, in gran parte appartenenti al patrimonio espressivo di Brera, in grado di dar vita a un evento spettacolare in cui il ‘piacere’ e la ‘bellezza’ si saldano, così che la pittura, sospinta da un ‘colpo di vento’, torna a espandere tutto il valore della sua emozionante leggerezza.

“Le sale affrescate di Palazzo Arese Borromeo – spiega il professor Andrea B. Del Guercio – accolgono un’esposizione completamente inedita, nata sulla base della libera creatività dell’arte contemporanea condotta e realizzata da creativi che hanno accettato la scommessa e aperto un confronto con la Storia dell’Arte e dell’Architettura”.

Questi gli artisti presenti con le proprie opere, tutti nati a partire dagli anni Novanta e già attivi con importanti esperienze espositive in Italia e all’estero: Rachele Frison, Arianna De Stefani, Ascanio Ciardulli, Elisa Schiavina, Mario Cerrone, Giacomo Giori, Alfredo Romio, Lucrezia Zaffarano, Gabriele Artusio, Simone Russo, Giulia Moretti, Ottavio Mangiarini, Sasha Toli, Anna Botticini, Caterina Dondi, Riccardo Morandi.

Ognuno porta il proprio contributo creativo e l’esito delle proprie sperimentazioni all’interno dell’universo immaginifico di Palazzo Arese Borromeo, dando vita a un’esposizione sorprendente, in continuità con la tradizione e nello stesso tempo capace di esprimere una sensibilità nuova, riaffermando il ruolo dell’arte come spazio di libertà e bellezza.

L’evento propone un dialogo aperto e audace tra l’arte contemporanea e la straordinaria memoria storica e artistica racchiusa negli ambienti di Palazzo Arese Borromeo, che diventano lo spazio vivo di un incontro stimolante, in cui gli affreschi secenteschi non sono semplice cornice ma protagonisti di un’interlocuzione capace di ispirare nuovi racconti e nuove visioni.

Paraventi, stendardi e arazzi, frutto del talento creativo dei giovani artisti coinvolti, si inseriscono negli spazi di Palazzo Arese Borromeo dando vita a un’esperienza immersiva che moltiplica la bellezza e la libertà della creazione artistica.

“ARAZZI, STENDARDI, PARAVENTI. Un vento di libertà anima la pittura”
Mostra a cura di Andrea B. Del Guercio

In collaborazione con FARE

Con il contributo di Fondazione Cariplo

Palazzo Arese Borromeo, via Borromeo 41 – Cesano Maderno

Dal 28 febbraio al 29 marzo 2026

Orari di apertura: tutti i giorni 10.00-13.00 e 15.00-18.00

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“L’elefante e la pioggia” evento per bambini e famiglie al Teatro di Corte della Reggia

MONZA – Un imperdibile appuntamento per i bambini, a partire dai quattro anni di età, è in programma domenica 15 febbraio al Teatro di Corte della Regga di Monza: si tratta dello spettacolo L’elefante e la pioggia, evento inserito nel palinsesto della rassegna Musique Royale, organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi e dall’Orchestra Canova con il contributo del ministero della Cultura, di Regione Lombardia e del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, il supporto di Acinque e Banco Desio, il sostegno della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, il patrocinio del Comune di Monza e in collaborazione con la Fondazione La Società dei Concerti di Milano.

Prodotto da Musicamorfosi, lo spettacolo (ore 11 e 16.30, ingresso 5/8/10 euro, gratuito fino ai due anni di età; prevendita on line su www.mailticket.it/rassegna-custom/123/musique-royale-2026) è tratto da una fiaba Masai . I protagonisti saranno Nicoletta Tiberini (voce cantante e recitante e autrice della musica originale), il percussionista Gennaro Scarpato e la danzatrice Clelia Fumanelli. Andrea Taddei firma la regia, le scene e i costumi, le luci e il suono sono a cura di Andrea Pozzoli, mentre le maschere sono state realizzate nel laboratorio creativo per la terza età dell’associazione La Tartaruga, presso il Centro Polivalente San Zeno di Pisa.

A chi appartengono l’aria, il sole, la pioggia? Qualcuno può pensare di dominare la natura a proprio vantaggio? Sembra proprio che l’elefante di questa antica fiaba africana somigli al genere umano, che si crede il padrone della Terra e che usa la forza per difendere, con la complicità di guardiani addomesticati, una risorsa che non gli appartiene. Lo spettacolo nasconde una metafora semplice e una morale efficace: l’acqua scende dal cielo per tutti e tutti ne possono essere bagnati e dissetati. L’acqua è nutrimento, l’acqua è vita.

L’elefante e la pioggia è una fiaba musicale e poetica pensata per i più piccoli, ma stimolante e appassionante anche per gli adulti, con un messaggio universale che comprende il rispetto per la natura e per tutti gli esseri viventi che popolano il nostro piccolo pianeta. Vera protagonista dello spettacolo è l’acqua: narrata, evocata e danzata, ma soprattutto suonata grazie alla presenza delle percussioni ad acqua di origine africana e asiatica. L’incredibile tazza taoista e il kalabash africano fanno parte della collezione (960 pezzi unici provenienti da ogni angolo del mondo) della Fondazione Luigi Tronci di Pistoia, nata nel 2008 come Museo della musica e degli strumenti musicali a percussione e centro di documentazione, in mostra permanente presso il Conservatorio di Pistoia.

 

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La magia del teatro ritorna con “Che spettacolo” rassegna dedicata a bambini e famiglie

La magia del teatro torna a illuminare i pomeriggi domenicali con “Che Spettacolo!”, la rassegna dedicata ai bambini e alle loro famiglie che anche nel 2026 trasforma l’Auditorium di piazza Risorgimento in una porta spalancata sull’immaginazione. Un viaggio tra mondi lontani e vicini, tra avventure esotiche, storie poetiche e racconti che parlano di crescita, coraggio e meraviglia.

Dal 1° febbraio al 12 aprile, la rassegna propone cinque appuntamenti pensati per coinvolgere piccoli spettatori e adulti, grazie a compagnie di grande qualità che intrecciano teatro d’attore, narrazione, musica dal vivo, figure, ombre e invenzioni sceniche sorprendenti. Ogni spettacolo diventa una finestra sulle emozioni, un’occasione per condividere il piacere della scoperta e la bellezza dello stare insieme.

A cura di Cooperativa Controluce

PROGRAMMA

1 febbraio – ore 15.30
LULLABY
Età consigliata: 4-7 anni

22 febbraio – ore 15.30
KANU
Età consigliata: 4-10 anni

1 marzo – ore 15.30
GLI STIVALI DI AMANDA
Età consigliata: 4-10 anni

22 marzo – ore 15.30
SANDOKAN O LA FINE DELL’AVVENTURA
Età consigliata: dai 6 anni

12 aprile – ore 15.30
MOZTRI! Inno all’infanzia
Età consigliata: dai 6 anni

Acquisto biglietti online e al botteghino: posto unico € 6
ingresso famiglia/gruppi (4 persone) € 18

Prenotazioni: https://auditorium.controluce.18tickets.it/

Federica Perelli, assessora alla Cultura: “Alziamo il sipario sulla nuova stagione teatrale di “Che Spettacolo!”, una rassegna che arricchisce e completa il ricco panorama di proposte dedicate ai più piccoli che animano l’intero anno.

Sul palcoscenico di “Che Spettacolo!” prendono forma personaggi, avventure e racconti inediti: storie che parlano di noi e che ci aiutano a interpretare il mondo che ci circonda. Il teatro ha il potere speciale di portarci lontano senza muoverci, toccando le corde più profonde dell’anima. Ci permette di vivere altre vite, di guardare la realtà da punti di vista diversi, di immaginare esiti sorprendenti e di affrontare sfide complesse, soprattutto quelle interiori.

Se è vero che spesso il teatro dà spazio alla fantasia, è altrettanto vero che racconta la vita reale e dialoga con la nostra esperienza, aiutandoci talvolta a trasformarla e più spesso a comprenderla meglio. Lo fa attraverso l’immedesimazione, l’empatia e anche grazie al sorriso, che consola, rigenera e alimenta i sogni. Vi invitiamo a non lasciarvi sfuggire questa preziosa occasione di condivisione, divertimento e crescita: perché il teatro fa bene, davvero, a ogni età”.

Cultura

Seregno – “Dilexi te” riflessioni per il cammino di rinnovamento della Chiesa

L’incontro si terrà giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 21, presso la Sala Cardinal Minoretti

Seregno – Il Circolo Leone XIII delle ACLI di Seregno, in collaborazione con la Comunità Pastorale San Giovanni Paolo II, promuove un incontro pubblico di riflessione sulla esortazione pontificia Dilexi Te, testo che si colloca, come l’ultima Enciclica Dilexit Nos, di Papa Francesco, al centro del cammino di rinnovamento della Chiesa e ne interrogano in profondità la dimensione personale, comunitaria e sociale.

L’iniziativa si inserisce nel percorso degli ottant’anni di fondazione del Circolo ACLI di Seregno, una storia che da otto decenni accompagna la vita della comunità locale attraverso l’attenzione al magistero pontificio, la lettura del proprio tempo e l’impegno educativo, civile ed ecclesiale. In questa continuità, l’incontro propone una lettura della esortazione Dilexit te per aiutare a riflettere sull’amore cristiano verso gli ultimi come fondamento del rinnovamento della Chiesa. Un amore che interpella la coscienza personale, orienta i comportamenti comunitari e richiama la Chiesa alla sua vocazione di presenza viva e credibile in un mondo sempre più secolarizzato.

La riflessione pone al centro l’attenzione alle periferie dell’esistenza, all’accoglienza, alla dignità della vita e alla responsabilità verso i più poveri e fragili, indicando una Chiesa chiamata a essere luce e riferimento nelle fratture del nostro tempo. L’incontro si terrà giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 21, presso la Sala Cardinal Minoretti (via Cavour 25, Seregno), e vedrà la partecipazione di Padre Mauro Bossi, gesuita e redattore della rivista Aggiornamenti Sociali, da anni impegnato nella riflessione ecclesiale e culturale sui temi del discernimento, della giustizia sociale e della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo. L’iniziativa è aperta alla partecipazione delle associazioni e della cittadinanza e si propone come un momento di dialogo con la Chiesa locale, nello spirito della corresponsabilità laicale e del servizio alla comunità.

Cultura

Cinque studenti di Brera premiati a Seregno per il progetto “Cappella Parco Scultura”

Seregno – Nel pomeriggio di mercoledì 3 dicembre, a Palazzo Landriani (sede del Municipio di Seregno), si è svolta la cerimonia ufficiale di consegna delle cinque borse di studio assegnate agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera coinvolti nel progetto “Cappella Parco Scultura”.

I riconoscimenti sono stati attribuiti a:

  • Leonardo Fenu
  • Marco Fiorenza
  • Lisa Galiussi
  • Noemi Roccella
  • Anna Villa

Dopo il saluto introduttivo del sindaco Alberto Rossi, la cerimonia è stata condotta dal vicesindaco William Viganò e dall’assessora alla Cultura Federica Perelli, alla presenza dei coordinatori del progetto — Guido Lodigiani, docente di Scultura, e Chiara Nenci, direttrice della Scuola di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico all’Accademia delle Belle Arti di Brera, nonché dell’architetto Carlo Mariani, autore e ideatore del progetto.

Le borse di studio premiano il lavoro svolto dagli studenti all’interno del workshop “Spazio LUCE – Giovani Autori a Seregno”, organizzato nel secondo semestre dell’anno accademico 2024/2025. Il laboratorio ha riunito gli allievi della Scuola di Scultura e della Scuola di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico, guidati dai docenti Lodigiani e Nenci.

Nel corso del workshop gli studenti hanno progettato e realizzato le cinque sculture che compongono l’installazione site-specific “Cappella Parco Scultura”, nata dalla collaborazione tra il Comune di Seregno e l’Accademia di Brera.

L’iniziativa rientra nel più ampio programma di rigenerazione urbana “Spazio LUCE – Luca Crippa Experience”, promosso dal Comune grazie al finanziamento ottenuto dal Bando dell’Area Arte e Cultura della Fondazione Cariplo. Il progetto ha come obiettivo la riqualificazione dell’area dell’ex Clinica Santa Maria, storico complesso molto amato dai cittadini, demolito nel 2022 dopo anni di abbandono, dove sorgerà il futuro Polo d’Innovazione.

Come parte della riqualificazione, l’ex Cappella dell’area verrà trasformata nel deposito del Lascito di Luca Crippa, artista seregnese scomparso nel 2002. L’intero intervento è seguito dall’architetto Carlo Mariani, specializzato in restauro dei monumenti.

Con “Cappella Parco Scultura” l’Amministrazione comunale intende promuovere nuovi spazi di produzione e aggregazione culturale, unendo la memoria storica della città alla creatività dei giovani artisti di Brera.

Cultura

Seregno investe nell’accessibilità culturale: presentato il progetto “Musei, Arte, Autism@ Monza”

Seregno – Questa mattina l’assessora alla Cultura Federica Perelli ha preso parte alla presentazione del progetto “Musei, Arte, Autism@ Monza”, un’iniziativa che mira a rendere i percorsi culturali più accessibili e inclusivi, con particolare attenzione alle persone nello spettro autistico e, più in generale, a tutte le forme di neurodivergenza. L’obiettivo è formare guide museali capaci di accompagnare il pubblico attraverso esperienze culturali calibrate sulle diverse esigenze sensoriali e cognitive.

Il Comune di Seregno ha aderito con convinzione al progetto, formando tre operatori che metteranno a disposizione le competenze acquisite nelle prossime attività espositive promosse dall’Amministrazione e dalla Biblioteca civica. I partecipanti che hanno completato il percorso formativo sono:

Marica Scarpi – Biblioteca
Luca Viganò – Biblioteca
Lara Colombi – Ufficio Cultura
L’iniziativa si inserisce in una collaborazione ormai consolidata con Associazione FacciaVista Onlus, realtà che negli anni ha contribuito a creare esperienze culturali inclusive, favorendo l’accesso all’arte per persone con differenti abilità. Le nuove competenze acquisite permetteranno di ampliare ulteriormente questa offerta, portando in città percorsi guidati e laboratori rivolti anche a ragazze e ragazzi neurodivergenti.

«Da oggi a Seregno siamo pronti per accompagnare ragazze e ragazzi neurodivergenti in visite o laboratori che permetteranno un approccio mirato e inclusivo agli eventi culturali proposti negli spazi pubblici e in biblioteca, già casa di diverse mostre dedicate all’arte e alla disabilità» ha dichiarato l’assessora Federica Perelli. «Un grande passo verso un’arte davvero democratica, accessibile e inclusiva. Per tutti, nessuno escluso.»

Soddisfazione anche da parte di Matteo Perego, presidente di FacciaVista Onlus, che commenta: «Grazie a chi ha creduto in questo progetto, a chi ha lavorato per renderlo possibile e a chi continuerà a sostenerlo. Oggi facciamo un passo importante. Un passo che ci ricorda che la bellezza, quando è condivisa, diventa patrimonio di tutti.»

Il progetto “Musei, Arte, Autism@ Monza” rappresenta dunque un tassello significativo nel percorso verso una cultura più aperta e accogliente, in cui ogni cittadino possa sentirsi partecipe e libero di vivere l’arte, senza barriere. Un impegno concreto che conferma la volontà della città di Seregno di costruire spazi culturali davvero pensati per tutti.

Cultura

La Reggia di Monza diventa Museo Regionale

Monza – L’Amministrazione comunale di Monza ha espresso grande soddisfazione e riconoscenza per la delibera della Giunta Regionale lombarda che riconosce la Reggia di Monza come Museo. Un traguardo che valorizza in modo significativo uno dei più prestigiosi luoghi simbolo della città e del territorio e ne rafforza il ruolo nel panorama culturale lombardo. Si tratta di un passo che conferma l’impegno costante di tutte le istituzioni per la tutela, la promozione e crescita della Reggia, nell’ottica di consolidarne la vocazione culturale. Come ricordato anche nel comunicato stampa del Consorzio Parco e Villa Reale di Monza, di cui fanno parte sette enti (Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Milano, Comune di Monza, Assolombarda e Camera di Commercio), da oggi in poi l’impegno di tutti i soci nello sviluppare le potenzialità della Reggia sarà ancora più intenso.

La novità. 
Il provvedimento approvato da Regione Lombardia attribuisce alla Reggia un nuovo status istituzionale, frutto di un percorso avviato quasi due anni fa e sviluppato attraverso verifiche tecniche, adeguamenti e attività preparatorie che hanno riguardato sia gli ambienti interni sia gli apparati espositivi. Con questa decisione, la Reggia entra a pieno titolo fra le istituzioni museali riconosciute sul territorio regionale, con la prospettiva di accedere in futuro a reti di collaborazione più strutturate e a ulteriori strumenti utili per migliorare organizzazione, servizi e progettualità culturali.

“È un traguardo importante – osserva l’Assessora alla Villa Reale Arianna Bettin – che esalta il valore della Reggia e ne riconosce le specificità. Il risultato di un lungo lavoro, non ancora al termine, che deve portare alla Villa una visibilità e un prestigio pari alle altre grandi regge europee, come la Reggia di Caserta e il Castello di Schönbrunn di Vienna, a cui peraltro l’architetto Giuseppe Piermarini si ispirò nella realizzazione della Reggia di Monza”.

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Cultura

Ai musei Civici “Monza e il Novecento”: Anselmo Bucci. Dal 22 novembre al 6 aprile 2026

Monza – In occasione del settantesimo anniversario della scomparsa del pittore, incisore e scrittore Anselmo Bucci (Fossombrone, 1887- Monza, 1955), i Musei Civici di Monza organizzano, in collaborazione con l’associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza ETS, la mostra Anselmo Bucci. Monza e il Novecento. L’iniziativa, curata da Alberto Crespi, desidera ricostruire e rendere omaggio alla poliedrica figura dell’artista attraverso un percorso espositivo costituito interamente da opere appartenenti alle collezioni civiche. La rassegna prende corpo attorno ad un sostanziale nucleo di opere – prevalentemente dipinti e incisioni – entrate nel patrimonio del museo nel corso dei decenni, attraverso acquisti o donazioni. Accanto a opere già valorizzate all’interno del percorso museale permanente, vengono per l’occasione riproposti al pubblico pezzi provenienti dai depositi del museo. Ad arricchire il percorso espositivo della rassegna contribuisce, inoltre, la presenza di fotografie e documenti inediti provenienti dal Fondo Bucci del Museo Etnologico di Monza.

Il percorso espositivo si articola lungo diverse sezioni, che fanno riferimento ad altrettante fasi distinte dell’attività di ricerca e produzione artistica di Anselmo Bucci: dopo gli anni della giovinezza e della formazione, passati in Italia, l’autore trascorre un periodo a Parigi, città che, nei primi anni del Ventesimo secolo, si costituisce come un importante centro di formazione culturale per artisti provenienti da tutta Europa e culla del Cubismo nascente. Al rientro in Italia, Bucci frequenta gli ambienti del Coenobium monzese, conducendo un’esistenza da bohemién – ben documentata nei dipinti del periodo – al fianco di personalità quali Baioni, Caprotti e Dudreville. Nel 1915, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’artista si arruola al fianco dei futuristi tra le fila del famoso Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti, compiendo con i commilitoni imprese degne di nota.

Nel primo dopoguerra, ormai divenuto pittore affermato, vive tra Parigi, Milano e Monza. È lui a dare il nome di Novecento al gruppo d’artisti riuniti sotto l’egida di Margherita Sarfatti e del gallerista milanese Lino Pesaro. Allontanatosi dal movimento non condividendone l’impostazione ideologica, negli anni Trenta Bucci è ritrattista per celebri famiglie milanesi ed espone in rassegne di respiro internazionale quali la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Negli anni Quaranta il pittore prende nuovamente parte al secondo conflitto mondiale, lavorando come pittore di guerra arruolato in Marina. I bombardamenti sulla città di Milano, in questi stessi anni, distruggono lo studio di Bucci, che si vede costretto a riparare a Monza, nella casa delle sorelle. Qui continuerà la sua attività fino alla morte, avvenuta nel 1955.

Caratterizzano la pittura di Bucci una salda struttura, una ricca tavolozza e un segno graffiante e rapido, capace di restituire l’impressione di persone e luoghi. La rassegna conta veri capolavori, dalla Piazza mercato del 1911 al Prigioniero croato del 1917, dalla grande tela del San Giovanni Battista del 1921-25 al Ritratto della signora Rapuzzi Guelta del 1928 in clima Déco, fino all’Autoritratto del 1931 e al ritratto della sorella Emilia detta Bigia del 1933. Tra le incisioni la famosa Place Blanche e quattro tavole dalla serie Paris qui bouge che resero Bucci celebre e stimato tra i maestri dell’incisione europea del Novecento.

In dialogo con le opere di Bucci sono esposti dipinti di Dudreville, Caprotti e Baioni, amici del Coenobium monzese.

“Questa mostra, con cui la città rende omaggio ad Anselmo Bucci, rappresenta una preziosa occasione di condivisione e conoscenza delle sue qualità artistiche, ma anche un segno di gratitudine verso uno dei protagonisti più originali del Novecento italiano e della vita culturale della città. Si tratta inoltre di un’esposizione che dimostra la conferma della vitalità dei Musei Civici e della forza delle collaborazioni che la nostra città sa attivare quando mette al centro la cultura. Un segnale di fiducia nella conoscenza, di rispetto e amore per l’arte, di speranza nella capacità rigenerativa che ogni forma d’arte può offrire”, afferma il Sindaco Paolo Pilotto.

“La mostra mette in risalto la ricchezza e profondità del patrimonio culturale custodito dai Musei Civici e dal Museo Etnologico di Monza. Una ricchezza che emerge ad ogni nuova rassegna e che, in quest’occasione, permetterà ai visitatori di conoscere a fondo un tassello di storia dell’arte contemporanea che contribuisce a rendere Monza una città sede d’arte di ogni epoca, a partire dai tesori d’epoca longobarda fino ad arrivare ai dipinti novecenteschi”, aggiunge l’Assessora alla Cultura Arianna Bettin.

“Irrequieto di nascita, parigino per forza, incisore per professione, pittore per passione, soldato per entusiasmo, scrittore per vocazione, viaggiatore instancabile e, naturalmente, monzese d’adozione, Anselmo Bucci da Fossombrone è stato personaggio focale del secolo scorso. La sua vicenda, dalla formazione discontinua agli esordi nel cuore artistico dell’Europa a fianco di protagonisti della pittura sfiorati o incrociati nei quartieri della capitale francese, da Picasso a Viani, Severini e Modigliani, fino a una maturità complessa e sfaccettata capace di avvocarsi una problematica indipendenza, si svolge lungo mezzo secolo di storia, comprendendo i decenni dalla Prima alla Seconda guerra mondiale incluse”, osserva il curatore della mostra Alberto Crespi.

INAUGURAZIONE VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2025 ORE 18.00

EVENTI COLLATERALI

VISITE GUIDATE, LABORATORI, INCONTRI

Nel periodo della durata della mostra è prevista l’organizzazione di iniziative collaterali quali visite guidate, incontri tematici con studiosi qualificati e laboratori per famiglie, bambini e ragazzi.

Il 10 dicembre 2025 e il 28 gennaio 2026 il Curatore Alberto Crespi terrà due conferenze di approfondimento a ingresso libero su prenotazione dal sito www.museicivicimonza.it.

A febbraio e marzo sono previsti due incontri di approfondimento con Stefano Zuffi e Alberto Moioli.

Il Curatore sarà anche guida d’eccezione in occasione di due visite guidate al percorso della mostra (visite a pagamento con prenotazione obbligatoria dal sito www.museicivicimonza.it) in programma sabato 13 dicembre 2025 e sabato 24 gennaio 2026.

ACCESSIBILITA’

La mostra è interamente accessibile a persone con disabilità motorie; sono disponibili per persone cieche audiodescrizioni di alcune opere in mostra e schede facilitate per persone con disabilità intellettive.

VISITE GUIDATE PER GRUPPI

È possibile organizzare su prenotazione visite guidate per gruppi, in italiano o in inglese, e visite guidate inclusive per persone con disabilità visive, uditive, intellettive o demenze.

Per info e prenotazioni: www.museicivicimonza.it

AUDIOGUIDA

È disponibile online l’audioguida della mostra e dell’esposizione permanente, consultabile in maniera gratuita attraverso la web app del museo.

PER LE SCUOLE

In occasione della mostra il museo organizza percorsi didattici e laboratori dell’arte per le scuole di ogni ordine e grado. Tutte le info nella sezione “Didattica” del sito dei Musei Civici di Monza.

INFORMAZIONI

ANSELMO BUCCI. Monza e il Novecento

Monza, Musei Civici

22 novembre 2025 – 6 aprile 2026

ORARI

mercoledì 10-13 | 15-18

giovedì 15-18

venerdì, sabato e domenica 10-13 | 15-18

Aperture straordinarie

Lunedì 8 dicembre 2025 10-13 | 15-18

Venerdì 26 dicembre 2025 10-13 | 15-18

Giovedì 1° gennaio 2026 15-18

Martedì 6 gennaio 2026 10-13 | 15-18

Lunedì 6 aprile 2026 10-13 | 15-18

BIGLIETTI

La visita alla mostra è inclusa nel biglietto del museo.

Intero € 6

Ridotto € 4:

Ragazzi da 18 fino a 26 anni; adulti sopra i 65 anni; studenti universitari muniti di libretto; possessori di carte convenzionate; gruppi oltre le 10 persone con prenotazione

Gratuito:

Under 18; possessori Abbonamento Musei Lombardia; possessori Musei Civici Monza Card; persona con disabilità e relativo accompagnatore; membri ICOM.