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Seregno- Piazzale Cadorna: il Comune approva il progetto di depavimentazione

SEREGNO – Il Comune di Seregno ha approvato il progetto per la riqualificazione di Piazzale Luigi Cadorna, primo intervento di depavimentazione su larga scala realizzato nell’ambito del Piano Clima dell’Amministrazione. Con questo atto, la città compie un passo significativo (ed anche con un forte valore simbolico) verso la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione ecologica degli spazi pubblici nel cuore del tessuto urbano consolidato.

Piazzale Luigi Cadorna – circa 4.100 mq di superficie antistante la scuola elementare – verrà trasformato da piazzale interamente impermeabilizzato in parco urbano attrezzato, permeabile e multifunzionale. Le pavimentazioni in conglomerato cementizio oggi deteriorate saranno rimosse e il suolo sottostante rigenerato in profondità, ripristinando le funzioni ecologiche che decenni di cementificazione avevano compromesso.
Il progetto prevede che ogni superficie – dai percorsi pedonali alle aree gioco, fino ai vialetti interni – sia realizzata esclusivamente con materiali drenanti (i camminamenti saranno ovviamente di materiale compatto, non tenuti a prato) o destinata a verde, portando la permeabilità dell’area dall’attuale 0% a una quota prossima al 100%, una scelta importante in un angolo della città dove – in caso di piogge violente – è più forte il problema dal drenaggio delle acque.

“Questo progetto non è solo la riqualificazione di un piazzale degradato – spiega il sindaco Alberto Rossi – è la dimostrazione che il Piano Clima non resta sulla carta. Ogni mq di cemento che restituiamo alla natura è una risposta concreta all’emergenza climatica, alla gestione del rischio idraulico, al benessere dei nostri cittadini.”

Piazzale Cadorna è infatti la prima declinazione operativa del Piano Clima di Seregno: un documento strategico con cui l’Amministrazione si è impegnata a ridurre progressivamente l’impermeabilizzazione del suolo urbano, aumentare le superfici a verde, potenziare la rete ecologica comunale e migliorare la resilienza della città agli eventi meteorici estremi.
La scelta di partire da uno spazio scolastico non è casuale: le scuole sono i luoghi dove si formano le generazioni che erediteranno le città, e una scuola che si affaccia su un parco verde trasmette ogni giorno un messaggio educativo molto importante.

Il progetto introduce un sistema avanzato di gestione sostenibile delle acque meteoriche, articolato in pavimentazioni drenanti, impianto di sub-irrigazione e cisterna di raccolta per il riuso irriguo. Il piazzale, oggi fonte di ristagni e deflusso superficiale, diventerà un dispositivo urbano capace di trattenere, infiltrare e riutilizzare l’acqua piovana, alleggerendo il carico sulla rete di smaltimento e contribuendo alla ricarica delle falde.
Il sistema del verde – con i filari alberati esistenti valorizzati e liberati dal cemento, nuove piantumazioni di specie autoctone lombarde, superfici a prato e arredo arbustivo – incrementerà la copertura delle chiome, contrasterà l’effetto isola di calore e rafforzerà il collegamento di Piazzale Cadorna con la Rete Ecologica Comunale, già previsto negli strumenti di pianificazione vigenti.

La nuova piazza ospiterà un’area giochi inclusiva, percorsi accessibili a tutte le categorie di utenti e un’aula all’aperto direttamente connessa agli spazi interni della scuola, pensata per portare la didattica a contatto con la natura.

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Incontro pubblico a Seregno su sicurezza, prevenzione della violenza e remigrazione

SEREGNO – Si terrà a Seregno, organizzato dal Comitato 47, un incontro pubblico focalizzato sulla vivibilità e sulla tutela del territorio brianzolo; un confronto a tutto campo sui temi della sicurezza urbana, della criminalità giovanile e delle politiche migratorie.

Al centro del dibattito ci sarà in primo luogo la situazione delle stazioni ferroviarie della Brianza, da tempo snodi critici al centro delle preoccupazioni di pendolari e residenti per episodi di degrado e microcriminalità. L’evento sarà l’occasione per analizzare strategie concretamente orientate alla prevenzione della violenza e del disagio giovanile, affrontando al contempo il tema della remigrazione e le sue implicazioni nel dibattito politico e sociale contemporaneo.

All’incontro che si terrà il prossimo 14 settembre alle ore 14 a Seregno, in via Ballerini 84, vedrà la presenza dell’ On. Laura Ravetto ( Futuro Nazionale ) e dell’avvocato Giorgio Carta .

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Tiziano Mariani (FI): “Riserve su Vannacci. La politica non è una caserma”

“La politica è una cosa seria e richiede competenze, visione, equilibrio e capacità di amministrare una società complessa. Milano non ha bisogno semplicemente di qualcuno che prometta di ‘rivoltarla come un calzino’: ha bisogno di un progetto politico credibile”.

Una presa di posizione netta, che arriva in un momento di forte dibattito interno al centrodestra. Tiziano Mariani, esponente della segreteria regionale lombarda di Forza Italia, interviene con una nota in cui esprime “molte riserve su Vannacci”, chiarendo che il suo giudizio non riguarda il valore delle Forze Armate, ma la distanza tra competenze militari e responsabilità politiche.

“Probabilmente pesa anche la formazione che ho ricevuto attraverso i tanti consigli di mio padre partigiano. Ho grande rispetto per le Forze Armate, ma proprio per questo non credo che un prestigioso curriculum militare costituisca automaticamente una credenziale politica”, afferma Mariani. Una distinzione che, nel suo ragionamento, diventa centrale: la politica richiede strumenti diversi da quelli della carriera militare.

La politica come mestiere complesso

Mariani insiste sul concetto di competenza politica come elemento imprescindibile per chi aspira a guidare una città o un territorio. “La politica è una cosa seria e richiede competenze, visione, equilibrio e capacità di amministrare una società complessa. Milano non ha bisogno semplicemente di qualcuno che prometta di ‘rivoltarla come un calzino’: ha bisogno di un progetto politico credibile”.

Il riferimento alla città è diretto: Milano, con la sua struttura economica, sociale e istituzionale, non può essere affrontata con slogan o approcci semplificati. Serve una visione, una strategia, una capacità di mediazione che Mariani ritiene non automaticamente derivabile da una carriera nelle Forze Armate.

Rispetto per i militari, ma ruoli diversi

“Ho una visione politica chiara. Giudico le persone per la coerenza complessiva delle loro idee, non per una singola dichiarazione che posso condividere”, prosegue Mariani. Ribadisce poi un concetto che attraversa tutta la sua nota: rispetto assoluto per i militari e per le istituzioni, ma consapevolezza che “governare è un altro mestiere”.

La politica, sottolinea, richiede cultura istituzionale, capacità di dialogo, equilibrio e soprattutto un progetto credibile per il Paese. Un messaggio che si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo delle figure provenienti dal mondo militare nella competizione politica.

Contesto e implicazioni

Le parole di Mariani si collocano in un momento in cui la figura di Roberto Vannacci continua a polarizzare il dibattito pubblico. Il suo profilo, la sua esposizione mediatica e la sua eventuale candidatura rappresentano un tema sensibile per tutto il centrodestra, in particolare per Forza Italia, che rivendica una tradizione di moderazione, competenza amministrativa e cultura istituzionale.

Mariani, con questa nota, sembra voler riaffermare proprio quella identità: una politica fondata sulla serietà, sulla competenza e sulla responsabilità, lontana da derive semplificatorie o da scorciatoie comunicative.

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Cavenago- Ampliata la tutela ambientale: il territorio protetto salirà al 51%

Cavenago Brianza – Il Consiglio Comunale di Cavenago di Brianza ha approvato il 28 luglio l’atto di indirizzo per la richiesta di istituzione del Parco Regionale Agricolo Nord Est (P.A.N.E.), segnando un passaggio storico nel percorso di tutela ambientale del territorio comunale. La superficie comunale conferita al Parco sale dal 45% al 51%: su un’area comunale complessiva di 4,43 km², la nuova estensione conferita a parco raggiunge i 2,24 km² (oltre 220 ettari).
“Con questo passaggio raggiungiamo non solo una cifra dall’alto valore simbolico ma soprattutto uno dei
nostri principali obiettivi di mandato: il mantenimento e il rafforzamento della tutela di almeno il 51% del
nostro territorio ad area verde. Un impegno preso con i cittadini che, con questo provvedimento, rendiamo
più solido e duraturo”, dichiara Davide Usai, Assessore alla Tutela dell’Ambiente del Comune di Cavenago di
Brianza.
Il percorso che ha portato all’approvazione della delibera è stato condiviso con la cittadinanza attraverso
un’assemblea pubblica il 22 luglio scorso presso il Salone Apollo, in cui l’Amministrazione ha illustrato il
significato e le opportunità del passaggio a Parco regionale grazie agli interventi dell’assessore Usai, di Silvano
Brambilla (Presidente CdA P.A.N.E.) e Giorgio Monti (Presidente del Parco Regionale Adda Nord).
Perché un Parco Regionale
“Diventare Parco Regionale significa poter contare su co-finanziamenti regionali ordinari e avere possibilità
di accesso ai bandi straordinari regionali, statali ed europei oggi preclusi a un PLIS come il P.A.N.E. attuale, e
garantire una gestione del territorio più stabile e uniforme, non più soggetta alle scelte politiche contingenti
dei singoli mandati amministrativi. Sono risorse e strumenti che ci permettono di guardare alla tutela
ambientale con una prospettiva organica e di lungo periodo”, spiega Usai.
La scelta si inserisce inoltre nel quadro della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, che punta a portare
il 40% del territorio europeo sotto tutela, di cui il 10% con protezione rigorosa.
Cavenago di Brianza è in prima linea su questa direzione di tutela ambientale fin dal 1989, essendo stato
primo Comune promotore dell’originario Parco del Rio Vallone, il nucleo da cui nel tempo è nato l’attuale
Parco Agricolo Nord Est. Un impegno che oggi conta 23 Comuni consorziati in tre province (Monza e Brianza,
Milano, Lecco) per un totale di circa 4.068 ettari, in aumento con l’interesse manifestato da altri due Comun

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Desio- Fusione BEA-Brianzacque: il PD accusa la Lega di fare il doppio gioco

Desio – Riceviamo e pubblichiamo dal Partito Democratico di Desio :
“Bea-BrianzAcque: la trappola del doppio gioco della Lega A Desio si astengono per calcolo politico, in Provincia votano a favore.

Qual è la vera posizione del Carroccio? I cittadini di Desio e della Brianza meritano chiarezza e rispetto, due elementi che nell’ultima vicenda legata all’aggregazione tra Bea e BrianzAcque la Lega ha dimostrato di ignorare completamente, preferendo la solita propaganda di facciata alla responsabilità di governo. Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un teatrino politico paradossale. Nel Consiglio Comunale di Desio, la Lega ha scelto la via della fuga dalla responsabilità politica, decidendo di astenersi su una delibera fondamentale per il futuro dei servizi pubblici e del territorio, arrivando persino ad accusare la maggioranza di incoerenza. Peccato che la maschera sia caduta pochissimo tempo dopo in Consiglio Provinciale. Lì, lontano dallo streaming desiano e di fronte alle stesse identiche scelte e agli stessi documenti aziendali, gli esponenti della Lega, compreso chi siede contemporaneamente sui banchi del nostro Consiglio Comunale, hanno votato convintamente A FAVORE. A questo punto la domanda sorge spontanea: qual è la vera Lega? È quella che a Desio fa opposizione di maniera, sventolando dubbi strategici solo per racimolare qualche voto e attaccare l’amministrazione comunale? O è quella che nei palazzi provinciali approva le medesime delibere senza battere ciglio? Questa si chiama doppiezza politica, ed è la dimostrazione di come per il Carroccio la gestione dei beni comuni, della sostenibilità e dei servizi per il territorio sia solo un pretesto per fare schermaglie di partito. Quando un rappresentante delle istituzioni vota in un modo a Monza e nel modo opposto a Desio sullo stesso argomento, non sta facendo l’interesse dei cittadini: sta prendendo in giro la comunità che rappresenta. E la Lega Brianzola non è stata da meno in quanto a incongruenza. In alcuni comuni, ad esempio a Cesano Maderno è uscita dall’aula, in altri come a Monza ha votato a favore, in altri ancora come a Desio si è astenuta e dove esprime il sindaco temporeggia nel passare la delibera …questo perché loro “hanno le idee chiare” o perché hanno problemi politici interni? Partito Democratico, Circolo di Desio Partito Democratico – Circolo di Desio Via F.lli Cervi, 25 – 20832 Desio (MB) @: infopddesio@gmail.com facebook.com/PdDesio La politica richiede visione, serietà e, soprattutto, coerenza. Noi consiglieri del Partito Democratico continuiamo a lavorare a testa alta per il bene di Desio, garantendo presenza, controllo pubblico e trasparenza su decisioni strategiche per il territorio. La Lega, dal canto suo, spieghi ai cittadini desiani questo imbarazzante cortocircuito. E soprattutto si tolga l’etichetta di “desianità” perché l’essere Desiani è sicuramente essere diversi da loro.”

L’ Ufficio Stampa della Lega ha inviato un comunicato di replica che pubblichiamo:

“BEA-BrianzAcque, Lega Desio: «Il PD cambia argomento perché continua a non rispondere alle proprie contraddizioni.»

Il Partito Democratico di Desio, pur di non rispondere alle domande che gli sono state poste, prova oggi a costruire un caso politico inesistente. Peccato che basti rileggere i fatti per smontare, punto per punto, la loro ricostruzione.

Il PD ci accusa di incoerenza perché in Consiglio comunale la Lega si è astenuta, mentre in Consiglio provinciale ha votato a favore dell’aggregazione tra BEA e BrianzAcque. Una narrazione tanto suggestiva quanto lontana dalla realtà.

La Lega non è mai stata contraria all’aggregazione. Lo abbiamo detto chiaramente nei nostri interventi istituzionali, sia in Consiglio comunale sia in Consiglio provinciale. Abbiamo definito questa operazione strategica per il territorio, identitaria per la Brianza e potenzialmente positiva per rafforzare il controllo pubblico sui servizi.

Quello che il Partito Democratico evita accuratamente di raccontare ai cittadini è che a Desio la nostra astensione aveva una motivazione politica ben precisa: non abbiamo ritenuto corretto sostituirci a una maggioranza profondamente divisa su una delle delibere più importanti della consiliatura.

A posteriori comprendiamo meglio perché ci fosse tanto interesse nel conoscere preventivamente quale sarebbe stato il voto della Lega. Evidentemente la nostra decisione di non fare da stampella a una maggioranza divisa ha scompaginato qualche schema. Del resto, se oggi il Partito Democratico dedica un intero comunicato ad attaccare la nostra astensione, significa che quella scelta era molto meno irrilevante di quanto vogliano far credere.

Il Partito Democratico oggi impartisce lezioni di coerenza, ma dimentica un elemento fondamentale: le istituzioni hanno ruoli diversi. Un consigliere comunale di opposizione e un consigliere provinciale chiamato ad assumersi responsabilità di governo non svolgono la stessa funzione.

La coerenza politica non consiste nel trasformare ogni voto in uno slogan, ma nel mantenere una posizione chiara sul merito delle questioni. E la Lega lo ha fatto: abbiamo sostenuto l’aggregazione tra due società pubbliche brianzole e, allo stesso tempo, abbiamo esercitato il nostro ruolo di opposizione in Consiglio comunale senza garantire i numeri a una maggioranza che non era stata in grado di trovare una sintesi al proprio interno.

Mentre il PD oggi prova a spostare l’attenzione sulla Lega, resta ancora senza risposta la domanda che abbiamo posto fin dall’inizio.

Se il Piano Industriale era sbagliato perché prevedeva ancora la terza linea del termovalorizzatore, perché lo hanno votato una delibera legata a quel piano industriale?

Su questo il Partito Democratico continua a non rispondere.

Hanno votato favorevolmente una delibera accompagnata da un Piano Industriale che dichiaravano di non condividere e, nello stesso Consiglio comunale, hanno presentato un ordine del giorno per prendere le distanze da uno dei suoi contenuti principali, dividendo il centrosinistra desiano.

Questa è la vera contraddizione politica. Una contraddizione che non può essere cancellata spostando il dibattito sul voto della Lega.

Prima ancora di chiedere coerenza agli altri, il Partito Democratico dovrebbe spiegare ai cittadini la propria.

Infine, sorridiamo leggendo l’invito del Partito Democratico a toglierci l’etichetta della ‘desianità’.

Stiano tranquilli e si rassegnino: non abbiamo nessuna intenzione di farlo. Anzi, continuiamo a rivendicarla con orgoglio.

La desianità è stata e continua ad essere un valore della nostra proposta politica: non è rimasta una semplice parola utilizzata in campagna elettorale, ma rappresenta un modo concreto di interpretare il rapporto con la nostra città.

Essere desiani significa conoscere il territorio, ascoltarne le esigenze, difenderne le identità e assumersi la responsabilità delle proprie scelte, anche quando questo significa non fare da stampella a una maggioranza divisa.

Noi la desianità ce la teniamo stretta, a differenza di altri. Perché non è un marchio da usare contro qualcuno, ma un impegno verso la comunità che rappresentiamo.

LEGA DESIO “

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Luca Attanasio: la Provincia MB chiede una commissione di inchiesta

Approvato all’unanimità il documento proposto dal gruppo di centrosinistra.

Brianza – Una Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla morte di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo e una collaborazione delle istituzioni internazionali per ottenere piena trasparenza nelle indagini ancora aperte sui mandanti.

È la richiesta contenuta nel documento che è stato votato all’unanimità martedì scorso in Consiglio Provinciale a Monza. La proposta, come ha ricordato in Aula il capogruppo del centrosinistra Vincenzo Di Paolo, era arrivata nei mesi scorsi da parte dei sindaci di Cesano Maderno Gianpiero Bocca e di Seregno Alberto Rossi, con un invito rivolto al Presidente Santambrogio e all’Assemblea dei Sindaci. “Avevamo condiviso tutti, al termine del precedente mandato provinciale, l’impegno a portare avanti questa doverosa istanza. È stato il primo atto che abbiamo voluto presentare nel nuovo mandato e desidero ringraziare il Presidente Santambrogio e i capigruppo delle forze di centrodestra per aver voluto condividere e sottoscrivere il documento” ha rimarcato Di Paolo.

“Abbiamo imparato a conoscere Luca Attanasio quando ormai era già morto” ha affermato il consigliere desiano Francesco Pasquali nel suo intervento.

“Troppo spesso, persone che tessono trame silenziose capaci veramente di cambiare l’andamento di una vicenda segnata da corruzione o da assetti di potere logori, vengono uccise. Ci si incarta sui rallentamenti voluti e i depistaggi provocati, dimenticando che a dare fastidio a chi la verità cerca di insabbiarla non sono soltanto indagini coraggiose, ma anche l’imitazione di queste persone in quello che stavano facendo e soprattutto la coltivazione e la realizzazione delle loro idee, che rappresentano il reale motivo della loro uccisione” ha sottolineato Pasquali.

Secondo le denunce pubbliche della famiglia e gli elementi portati dal loro legale all’attenzione delle commissioni parlamentari, l’ambasciatore Luca Attanasio aveva scoperto una massiccia distrazione e sparizione di fondi umanitari destinati alla popolazione della Repubblica Democratica del Congo.

“Ancora nella recente occasione in terra brianzola a Seveso lo scorso 10 luglio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha confermato che la Repubblica farà di tutto per scoprire la verità. È quindi ora di dare un seguito concreto agli auspici del nostro Presidente della Repubblica – ha detto Pasquali – che sono anche quelli dei familiari dell’Ambasciatore Attanasio, di tutti i brianzoli e gli italiani che lavorano quotidianamente per la pace.”

“Luca Attanasio era un figlio della Brianza e un cittadino del mondo” ha aggiunto il consigliere Riccardo Sala, ricordando che l’Ambasciatore era stato insignito nel 2021 dell’onorificenza civica provinciale Premio Talamoni, nel corso di una partecipata e commovente cerimonia tenutasi presso la palestra del Liceo Statale Ettore Majorana di Desio, scuola in cui Attanasio aveva studiato, e per l’occasione intitolata alla sua figura. “La diplomazia e le relazioni internazionali richiedono una vera vocazione. Una vocazione al dialogo, al servizio delle istituzioni e all’incontro con realtà spesso difficili e lontane. Luca Attanasio ha interpretato questo ruolo con umanità, coraggio e un profondo senso del dovere.”

“Chiedere che sia fatta piena luce su ciò che è accaduto, significa rendere giustizia a lui, alle altre vittime e alle loro famiglie. Significa anche tutelare chi lavora, spesso lontano dai riflettori, per costruire relazioni tra i popoli, cooperazione e occasioni di pace” ha ribadito Sala in chiusura. 

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Ilaria Salis condannata per il licenziamento di due collaboratori: dovrà pagare 300mila euro

Monza – L’europarlamentare di Avs dovrà ai due – lasciati a casa nel febbraio 2025 e senza preavviso – un risarcimento di 300mila euro. Lo ha deciso il giudice del Tribunale del Lavoro di Milano, Franco Caroleo Nuovi guai per Ilaria Salis, l’europarlamentare di Avs eletta nel giugno del 2024 dopo l’arresto e la lunga detenzione in Ungheria in condizioni ben lontane da una situazione di rispetto dei diritti umani. Salis – secondo quanto riporta l’agenzia Adnkronos – è stata condannata a risarcire poco più di 300mila euro di danni a due ex collaboratori ai quali, nel 2025, ha comunicato il recesso anticipato del contratto senza giusta causa. Lo ha deciso il giudice del Tribunale del Lavoro di Milano, Franco Caroleo, dopo il ricorso dei due ex assistenti, rappresentati dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto. La sentenza, depositata lo scorso 10 marzo, è stata anche pubblicata, senza riferimenti, su una rivista giuridica.

I legali dei due ex collaboratori, peraltro, hanno cercato invano di notificare il ricorso introduttivo del giudizio all’indirizzo ufficiale di residenza. 
Come detto, l’attivista di Monza viene eletta nel giugno del 2024, una vittoria a cui concorrono anche i due ex collaboratori, poi licenziati solo dopo pochi mesi (nel febbraio 2025) e senza preavviso. I due contratti, entrambi con scadenza a fine del mandato parlamentare (16 luglio 2029) hanno sostanzialmente la stessa retribuzione (2.900 e 3.000 euro al mese) e mansioni simili: lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, la progettazione e gestione di campagne e eventi in Italia e all’estero, l’assistenza per i contatti con le autorità o la consulenza di tipo politico in ambito strategico e tattico.
Poco dopo però il rapporto tra Salis e i due si rompe. Prima un’assistente riceve un recesso anticipato per il “venir meno del rapporto fiduciario” che trasforma la collaborazione in una “situazione di incompatibilità ambientale e personale”; quindi a un collega viene revocato l’incarico con effetto immediato “tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione”.

Una frattura insanabile di fronte alla quale Ilaria Salis non avrebbe tentato nessun tipo di accordo, e che la vede poi sconfitta davanti al giudice. Nel verdetto dello scorso marzo – riporta ancora Adnkronos – si sottolinea che “spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa”, ma “nel rimanere contumace” Salis “non ha evidentemente assolto al proprio onere” e “deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati”. Il risultato è un risarcimento del danno stabilito complessivamente in 300.900 euro, per i mancati guadagni dei due collaboratori fino a fine mandato, e 10mila euro per le spese legali. 
Inevitabili, scontate e immediate le reazioni politiche, che da Milano sono subito rimbalzate a Roma. Da una parte la diretta interessata, che ha negato ogni responsabilità confidando “nel processo d’appello che chiarirà come sono avvenuti realmente i fatti e la mia totale estraneità da condotte non rispettose della legge”; dall’altra i commenti degli esponenti di centrodestra. Come quello dell’esponente di Fratelli d’Italia, la deputata bresciana Cristina Almici: C’è una differenza sostanziale tra chi usa i diritti come slogan e chi li rispetta nei fatti. Fa impressione vedere una parlamentare europea che ha costruito gran parte della propria immagine pubblica sulla difesa dei lavoratori e dei diritti sociali dover rispondere davanti a un giudice proprio per il modo in cui sono stati interrotti i rapporti con due collaboratori. Chi pretende quotidianamente di impartire lezioni di legalità, di diritti e di giustizia sociale dovrebbe essere il primo a dimostrare, con i propri comportamenti, il rispetto delle regole e delle persone che lavorano al suo fianco”.

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Electrolux: il centrosinistra a fianco dei lavoratori per un nuovo piano industriale

Il caso della crisi aziendale di Electrolux è arrivato sui banchi del Consiglio Provinciale di Monza Brianza grazie a una mozione del gruppo di centrosinistra Brianza Rete Comune che sarà discussa martedì prossimo, proprio nel giorno in cui a Roma è previsto l’incontro del tavolo ministeriale con azienda, sindacati, governo, Regione e rappresentanti dei Comuni.

“Le proposte avanzate dall’azienda – spiega il capogruppo del centrosinistra Vincenzo Di Paolo, primo firmatario della mozione – non sono sufficienti e non rispondono a una effettiva tutela dei lavoratori. Rimane alta la preoccupazione per gli esuberi che sarebbero ridotti ma non annullati, dimostrando l’intenzione della proprietà di proseguire sulla strada della delocalizzazione.”

“Abbiamo appreso inoltre con forte disappunto – prosegue Di Paolo – la notizia della chiusura della fabbrica la prossima settimana per la volontà dell’azienda di mettere in ferie forzate i dipendenti.

Electrolux ha chiesto unilateralmente ai lavoratori di andare in ferie obbligatorie per coprire il calo di produzione, bruciando il loro diritto alle ferie e al riposo. “Le ferie dei lavoratori non possono essere utilizzate come ammortizzatore sociale per gestire le oscillazioni del mercato”. Aggiunge Di Paolo: “inaccettabile che mentre sono in corso le trattative sui tavoli in Regione e al Ministero, l’azienda proceda in tal senso arbitrariamente e senza accordo con i lavoratori.”

La mozione presentata dal centrosinistra in Provincia ricorda come “la vertenza Electrolux non possa essere considerata una normale crisi aziendale ma rappresenti piuttosto un passaggio decisivo per il futuro della manifattura industriale italiana ed europea”. Secondo il centrosinistra “negli ultimi anni il gruppo Electrolux ha beneficiato di rilevanti risorse pubbliche, nazionali ed europee, finalizzate al sostegno della ricerca, dello sviluppo, dell’innovazione e della competitività produttiva”.

“La difesa del sito di Solaro – secondo quanto esposto da Brianza Rete Comune – deve essere parte di una più ampia strategia di tutela della manifattura lombarda, del lavoro qualificato, delle competenze industriali e della capacità produttiva del Paese, che interessa in particolar modo un territorio come quello della Brianza”. Per questo motivo si chiede di “sostenere in tutte le sedi istituzionali il ritiro definitivo del piano di esuberi e dismissioni e la sua sostituzione con un vero piano industriale fondato sul mantenimento delle produzioni in Italia, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e sul rilancio degli investimenti.”

“Chiediamo a Provincia e Regione di sostenere tutte le misure ordinarie e straordinarie necessarie a favorire un esito positivo della trattativa in corso, e a sollecitare il Governo affinché assuma impegni concreti sul tema dell’energia, perché il costo assurdo rispetto al resto d’Europa è un problema rilevante che va affrontato, partendo da azioni reali a livello nazionale su rinnovabili e autoconsumo” conclude Di Paolo.

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Seregno- L’amministrazione approva il progetto di riqualificazione di piazza Fari

Un investimento da 300.000 euro per restituire alla città uno spazio pubblico più sicuro, accessibile e vivibile

Seregno – Prende avvio il progetto di riqualificazione di piazza don Luigi Fari, uno dei più ampi spazi pubblici della città che oggi presenta ampi margini di migliore valorizzazione. Nei giorni scorsi, infatti, è stato approvato il Documento di Indirizzo di Progettazione, primo passaggio amministrativo in vista della riqualificazione.

Piazza Fari, ambito pubblico che raccorda le varie parti del quartiere Sant’Ambrogio, si estende su circa 1.400 mq di pavimentazione che, nel corso di oltre vent’anni, è stata resa molto irregolare dall’usura e da interventi di rappezzo non sempre congrui rispetto alla situazione preesistente.

Il progetto, interamente finanziato con fondi comunali per un importo complessivo di 300.000 euro, si articola in quattro fasi.

Innanzi tutto, si provvederà alla rimozione degli elementi presenti non più recuperabili, in particolare tutta la pavimentazione e sette esemplari di pioppo che stanno completando il loro ciclo vitale.

Si procederà quindi alla posa di una nuova pavimentazione drenante e riqualificazione dell’area “abside”, che sarà realizzata utilizzando calcestruzzo architettonico drenante, resistente al transito di mezzi di soccorso e manutenzione, una pavimentazione che consenta la dispersione di una parte rilevante delle acque piovane prima che vengano convogliate nelle caditoie. La zona “absidale” verrà rinnovata con nuove aiuole, una gradinata di collegamento alla quota della piazza principale e un allacciamento elettrico dedicato, pensato per ospitare piccoli eventi culturali e performance artistiche all’aperto.

A livello di nuovi arredi urbani, verranno installate 4 sedute lineari da circa 9 metri ciascuna, finalizzate a favorire la sosta e l’aggregazione.

L’intervento sarà completato con la messa a dimora di 9 nuovi alberi, a compensazione e integrazione del patrimonio verde esistente.

Il percorso, che ora prevede la progettazione esecutiva, è finalizzato a concludere i lavori al più tardi all’inizio del 2028.

Alberto Rossi, sindaco: “La preesistente situazione rendeva per tante ragioni impensabile immaginare che piazza Fari diventasse un vero e proprio luogo di incontro. Alcune fasi precedenti di riqualificazione hanno già cambiato significativamente lo scenario: penso al mercato Coldiretti ed agli diversi eventi realizzati con la sempre preziosa attività del Comitato di Quartiere Sant’Ambrogio. Siamo certi che questa sistemazione definitiva, pensata secondo i principi del Piano Clima, darà nuovo slancio all’area, rendendola meno pavimentata, più drenante e più ricca di verde”.

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Cesano – Intitolazione della nuova Aula Consiliare alla memoria di Luca Attanasio

Cesano Maderno, Sabato 18 luglio 2026 alle 10.30, la rinnovata Aula Consiliare di Cesano Maderno sarà ufficialmente intitolata alla memoria di Luca Attanasio, l’Ambasciatore italiano ucciso in un agguato il 22 febbraio 2021 nella Repubblica Democratica del Congo durante una missione istituzionale.

Alla solenne cerimonia prenderanno parte il Sindaco della città Gianpiero Bocca e i familiari del diplomatico, i rappresentanti della Giunta e del Consiglio Comunale, dell’Associazione “Amici di Luca Attanasio”, insieme ai Sindaci della Provincia di Monza e della Brianza e alle massime autorità civili e religiose del territorio.

La scelta di dedicare l’aula consiliare a Luca Attanasio risponde a una profonda volontà istituzionale e comunitaria e nasce, anche, dalle varie proposte pervenute e discusse all’interno del Consiglio Comunale.

L’Assemblea, inoltre, nell’ultima seduta ha approvato all’unanimità una mozione firmata da tutti i gruppi politici, con la richiesta di “Istituzione di una Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulla morte dell’Ambasciatore Luca Attanasio e del Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci”.

L’intitolazione sancisce un legame inscindibile tra le istituzioni e le nuove generazioni, proprio nella città, Cesano Maderno, in cui lo stesso Attanasio ha frequentato la storica scuola dei Fratelli Maristi, formandosi a quei valori di solidarietà e apertura al mondo che hanno contraddistinto tutta la sua esistenza.

«Con questa intitolazione, fortemente voluta da tutta l’Amministrazione comunale, desideriamo che il ricordo, l’esempio e l’unanime apprezzamento per la figura di Luca restino per sempre nel cuore della nostra città – ha spiegato il Sindaco di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca –Dedichiamo a lui il simbolo istituzionale più importante della nostra comunità e siamo convinti che questa scelta racchiuda un eccezionale valore formativo, civico ed educativo, considerato che la Sala Consiliare è anche Aula Magna della scuola Salvo d’Acquisto. È un modo concreto per tramandare ai ragazzi il ricordo di una persona straordinaria, che ha elevato la diplomazia a strumento di pace, sviluppo e protezione dei più deboli. Tutta Cesano Maderno deve essere orgogliosa di rispecchiarsi in quei valori che Luca Attanasio ha testimoniato fino all’ultimo. Ringrazio sinceramente la sua famiglia che in questi mesi di incontri e di collaborazione ci ha donato energia ed impulso per valorizzare e rendere concreta questa scelta”.

Al fine di valorizzare il ricordo di Luca Attanasio il Comune di Cesano Maderno ha promosso un ampio palinsesto di eventi culturali, educativi e formativi, oltre alla cerimonia di intitolazione.

  • Si parte lunedì 13 alle ore 21:00 in Sala Aurora a Palazzo Arese Borromeo con l’incontro-dibattito: “L’ambasciatore dimenticato. Il caso Attanasio tra negligenza delle istituzioni e lontananza dalla verità”, una serata di approfondimento giornalistico con ospite e relatore il giornalista e scrittore Luca Attanasio (omonimo del diplomatico), autore di importanti inchieste internazionali.
  • Dal 7 al 18 luglio 2026 alla Biblioteca Civica “V. Pappalettera” è allestito, inoltre, il percorso tematico: “Parole di pace, sguardi sul mondo: la vita e la voce di Luca Attanasio”, un banchetto tematico e bibliografico allestito per offrire spunti di riflessione e approfondimento sulla vita del diplomatico.
  • Mercoledì 29 luglio 2026, alle ore 21:00 nell’Area Cinema del Giardino Arese Borromeo, proiezione del documentario: “Broken dream. Luca Attanasio. Storia di un ambasciatore italiano”. Sotto il cielo del parco storico, verrà proiettato il commovente documentario che racconta il viaggio della memoria compiuto da Zakia Seddiki, moglie dell’Ambasciatore, nella Repubblica Democratica del Congo. Il ritratto di un uomo idealista, appassionato dell’Africa e della sua missione.