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“Il bosco sacrificato per uno studentato non per la metropolitana” dice l’ex assessore

MONZA – In merito alle recenti dichiarazioni pubbliche del Sindaco di Monza relative all’area del Polo Istituzionale (tra via Montevecchia, via Grigna e via Lario) l’ex assessore Giada Turato commenta con una nota :

«Le parole del Sindaco cercano di creare una voluta e rischiosa confusione nella cittadinanza: far credere che la tutela del bosco spontaneo metta a rischio o fermi l’arrivo della metropolitana M5 è una narrazione falsa e strumentale. Il Sindaco è la prima autorità sanitaria della città e il garante della trasparenza verso i residenti: ha il dovere morale e istituzionale di tutelare la salute pubblica preservando l’ambiente, anziché giustificare l’abbattimento di un polmone verde per un intervento edilizio da rivedere».

1. I numeri smentiscono il Sindaco: M5 occupa solo il 5% dell’area. Il Sindaco sostiene che occorra fare “sacrifici” per avere la metropolitana. La realtà tecnica e gli atti parlano di altro: la realizzazione della stazione M5 e delle relative opere accessorie incide unicamente su 1.847 mq dei 35.774 mq totali dell’area. Ovvero appena il 5,16%. Peraltro il PAUR di Regione Lombardia impone che le superfici occupate in via temporanea dal cantiere di M5 debbano essere interamente ripristinate a verde una volta terminati i lavori.

Non è la metropolitana ad azzerare 3,5 ettari di bosco cresciuto spontaneamente dopo le bonifiche di vent’anni fa, ma la variante urbanistica del 2025 che prevede uno studentato e nuovi parcheggi. Manca la necessaria trasparenza quando si fa passare la distruzione di un bosco per un’opera necessaria alla mobilità, usando l’emergenza abitativa studentesca come paravento per un intervento edilizio.

2. Uno studentato fuori tempo e isolato dai servizi
«C’è un ulteriore elemento di forte perplessità: l’intervento dello studentato in quell’area risulta poco utile: in primo luogo, a soddisfare la presunta domanda di alloggi di studenti, in quanto l’operazione di edilizia universitaria in realtà privilegerà il partenariato pubblico-privato con una soglia minima (almeno il 20 – 30% dei posti) da riservare a tariffe sociali e DSU, mentre i restanti posti andranno pagati dagli studenti a prezzi di mercato (si stima già oltre gli 800-1.000 euro al mese). In secondo luogo, per i parcheggi d’interscambio in quanto esiste già la disponibilità di posti nell’adiacente centro commerciale Rondò dei Pini.  Inoltre si osserva: a) Senza M5 per anni: La linea lilla entrerà in funzione tra molti anni. Fino ad allora, costruire una residenza universitaria al Polo Istituzionale significa confinare centinaia di studenti in un’area periferica, distante dal centro, scollata dal tessuto urbano e priva di collegamenti e servizi di prossimità adeguati. b) Mancanza di visione di sistema: L’Amministrazione si è accertata di quale sia la reale pianificazione sovracomunale? Nei Comuni limitrofi e nell’area metropolitana sono in corso (o in fase di realizzazione molto più rapida) progetti di student housing avviati mediante dialogo tra enti locali e Regione Lombardia. Perché distruggere un bosco a Monza per un’opera che arriverà “fuori tempo massimo”, anziché coordinarsi con la Regione e i Comuni vicini per sfruttare strutture già esistenti o aree dismesse meglio connesse?

3. Salute pubblica e programma di mandato traditi: il “dispiacere” a parole non basta
Assistere a queste scelte fa male a chi ha creduto in un programma elettorale basato su mobilità sostenibile, tutela del verde esistente e salute dei cittadini. Come massima autorità sanitaria locale, il Sindaco sa bene che proteggere la qualità dell’aria e contrastare l’isola di calore abbattendo un bosco di 25.000 mq va esattamente nella direzione opposta alla tutela della salute pubblica. Proprio nei giorni in cui ci si vanta di approvare PGT a saldo negativo, si avalla nei fatti la distruzione di una barriera ecologica fondamentale.

Intervenire sul traffico, tutelare l’esistente e guidare la transizione ecologica richiede visione, fatica e coraggio. Esprimere “dispiacere” a parole per la perdita del verde non basta quando si hanno le leve di governo. Chi amministra per conto dei cittadini ha il dovere morale di fare scelte coraggiose, e il vero coraggio sta anche nel saper tornare indietro e correggere la rotta quando ci si rende conto di aver interpretato male l’interesse della comunità.»

4. Il Comune aveva (e ha) il potere di salvare il bosco: mancata volontà politica e rigenerazione zero
«Il Sindaco tenta di giustificarsi dietro la proprietà demaniale dell’area. Ma la sovranità urbanistica spetta esclusivamente al Comune di Monza. L’Amministrazione aveva ed ha tutti gli strumenti giuridici per tutelare quell’area e la salute del quartiere:

Variante urbanistica e vincoli al PGT: Il Comune poteva riclassificare la porzione alberata (~33.000 mq) come “Verde pubblico di salvaguardia” o inserirla nella Rete Ecologica Comunale (REC) come invariante non edificabile, vincolando il Demanio.

Densificazione ed impronta storica: Si poteva imporre di costruire lo studentato esclusivamente sulla sagoma già pavimentata/asfaltata delle ex palazzine e piazzali dell’ex Caserma IV Novembre, oppure densificare in altezza senza toccare il bosco.

Rilocalizzazione su vere aree dismesse: Nell’ambito dell’Accordo di Programma, il Comune poteva negoziare la traslazione dei volumi dello studentato su aree realmente dismesse della città che attendono da anni una rigenerazione urbana (come l’area ex Fossati e Lamperti), salvaguardando il verde del Polo Istituzionale ed integrandolo come parco fruibile per il quartiere San Fruttuoso/Triante e per gli stessi studenti.

Invece di fare vera rigenerazione urbana su edifici già compromessi, si preferisce la strada più comoda: posare cemento dove la natura ha fatto il suo corso. Su questo, in nome della trasparenza, della salute dei monzesi e del buon senso pianificatorio, continueremo a batterci al fianco dei comitati e dei cittadini.»

Giada Turato

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Seveso – Scuola dell’Infanzia Rodari chiusa dopo un temporale: la protesta di “Seveso Futura”

Seveso Futura : “Mentre i Comuni vicini investono sulla manutenzione estiva e sulla sicurezza degli edifici scolastici, a Seveso le attività della materna si fermano per un guasto elettrico e il progetto di ricostruzione resta bloccato“

Seveso – Una ripartenza segnata dai disagi per le famiglie della Scuola dell’Infanzia Rodari di Seveso. Alcuni giorni fa, in seguito del maltempo della notte, i genitori sono stati informati dell’impossibilità di accogliere le bambine e i bambini a causa di un guasto all’impianto elettrico che ha reso la struttura temporaneamente inagibile. Una sospensione delle attività didattiche disposta per motivi di sicurezza e forza maggiore, ma che riporta al centro dell’attenzione pubblica le condizioni dell’edilizia scolastica cittadina e le prospettive future della Scuola Rodari.

Sulla vicenda interviene Seveso Futura, che evidenzia il contrasto tra la situazione locale e quanto avviene nei territori limitrofi.

“Mentre realtà vicine come Cesano Maderno approfittano della pausa estiva per realizzare piani organici di manutenzione ordinaria e straordinaria nei plessi scolastici, investendo centinaia di migliaia di euro su tetti, impianti elettrici, efficientamento e sicurezza, a Seveso si continua a navigare a vista”, dichiara Giorgio Garofalo, consigliere comunale di Seveso Futura, che ricorda: “La Giunta Borroni si è macchiata della gravissima responsabilità di aver perso risorse PNNR che ci avrebbero restituito una Scuola materna pubblica d’eccellenza”.

Garofalo spiega: “Il PNRR ha ridisegnato buona parte dell’edilizia scolastica in Brianza: negli ultimi tre anni, infatti, la Provincia ha investito circa 39 milioni di euro (di cui 28,8 milioni intercettati tramite finanziamenti europei) per riqualificare gli istituti del territorio e realizzare interventi strategici, come il primo lotto della nuova sede dell’Istituto Milani a Meda. Altri interventi importanti sono stati realizzati a Monza, Desio, Lissone, Giussano e Seregno”.

“L’episodio di questa mattina a Seveso, invece, è il sintomo di una gestione del patrimonio pubblico che si limita a inseguire le emergenze anziché prevenirle con una programmazione seria”, sottolinea Seveso Futura.

Insomma, il blocco delle attività alla Rodari riaccende i riflettori sul tema più ampio del futuro del plesso. Nei mesi scorsi, Seveso Futura aveva già denunciato la perdita del finanziamento PNRR da 3,5 milioni di euro destinato alla demolizione e ricostruzione della scuola dell’infanzia, opera fondamentale per la comunità che si sarebbe dovuta realizzare interamente con risorse europee.

“Dopo il grave errore che ha portato alla perdita dei fondi europei, l’Amministrazione Borroni ha scelto di ricorrere a un indebitamento flessibile a carico delle casse comunali”, prosegue Garofalo.

“Oggi ci troviamo di fronte a una doppia penalizzazione per i cittadini: da un lato si sostengono spese per strutture temporanee e si contraggono debiti per coprire risorse che erano già state ottenute; dall’altro, non risulta aperto alcun cantiere e i cronoprogrammi annunciati per la nuova scuola continuano a essere disattesi”,aggiunge.

“Siamo contenti di sapere che domani i bambini potranno tornare nelle loro classi, ma non ignoriamo questi segnali: riteniamo doveroso pretendere trasparenza e risposte certe sui tempi di realizzazione dell’opera, garantendo nel frattempo spazi adeguati, sicuri e funzionali per l’istruzione dei nostri figli”, conclude il consigliere comunale di Seveso Futura.

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Muggiò – “La provincia favorisca il dialogo al King ” dice Brianza Rete Comune

Muggiò – Brianza Rete Comune, la rappresentanza del centrosinistra in Consiglio provinciale, interviene sulla situazione dell’Istituto Martin Luther King di Muggiò dopo la mobilitazione che nei giorni scorsi ha visto almeno 500 studenti fuori dalle aule, con la presenza e il sostegno di numerosi genitori.

Una mobilitazione pacifica e molto partecipata, che secondo il gruppo consiliare provinciale di centrosinistra merita di essere ascoltata dalle istituzioni e deve portare all’apertura di un confronto tra le diverse componenti della comunità scolastica.

«Questa mattina ho incontrato ragazze e ragazzi che non chiedevano altro che essere ascoltati. Gli studenti sono il cuore della scuola e quando centinaia di loro, insieme a tante famiglie, arrivano a manifestare le proprie preoccupazioni, credo che le istituzioni abbiano il dovere di prestare attenzione», dichiara Riccardo Sala, consigliere provinciale muggiorese.

Gli studenti hanno espresso preoccupazioni che riguardano, tra le altre cose, la continuità didattica, la programmazione delle attività e delle esperienze formative e, più in generale, la possibilità di avere un confronto con la dirigenza sulle questioni che interessano la vita della scuola.

«La scuola deve essere anche un luogo in cui gli studenti possano partecipare, proporre e trovare interlocutori disponibili ad ascoltarli», continua Sala. «Chiediamo al Sindaco di Muggiò e al Presidente della Provincia di Monza e Brianza di favorire, nel rispetto delle rispettive competenze, l’apertura di un confronto e di sollecitare il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico territoriale. L’obiettivo deve essere aiutare la comunità del King a ritrovare serenità e costruire risposte concrete alle questioni sollevate dagli studenti».

Sulla vicenda è intervenuto anche Vincenzo Di Paolo, capogruppo di Brianza Rete Comune in Consiglio provinciale: «Non possiamo pensare che quanto accade all’interno di una scuola superiore della Brianza sia qualcosa che non riguardi la Provincia. Quando studenti e famiglie esprimono con tanta chiarezza una richiesta di ascolto, le istituzioni devono prestare attenzione e contribuire a creare le condizioni perché il dialogo possa ripartire. Senza sovrapporci alle competenze della scuola, siamo disponibili a fare la nostra parte affinché si apra un confronto sereno e costruttivo, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno».

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Corbetta (Lega) : “Trent’anni fa la catena umana sul Po. Quella battaglia non è finita: oggi si chiama Autonomia e identità”

«Trent’anni fa decine di migliaia di persone si ritrovavano lungo il Po per gridare che il Nord voleva essere padrone del proprio futuro. Una giornata che qualcuno liquidò come folklore, ma che rappresentò invece una straordinaria mobilitazione popolare contro il centralismo romano e per la libertà dei nostri territori».

Lo dichiara Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia, ricordando la catena umana sul Po del 15 settembre 1996 e la dichiarazione di indipendenza della Padania.

«Allora ero un bambino, oggi ho l’onore di portare avanti nelle istituzioni le idee e le battaglie che derivano da quella giornata. Certo, da allora il mondo è cambiato radicalmente. Ci sono stati l’11 settembre, che ha cambiato per sempre le priorità dei cittadini occidentali, la moneta unica, un’Unione Europea sempre più centralista che troppo spesso ha schiacciato popoli, lavoro e libertà. E poi l’immigrazione di massa, che ha trasformato le nostre città, e l’avanzata dell’Islam politico, con la nascita di realtà parallele che mettono in discussione la nostra identità, le nostre regole e il nostro modello di società. Anche per questo Autonomia, federalismo, difesa del lavoro, della sicurezza e dell’identità dei nostri territori restano ancora oggi il cuore politico della Lega».

«Pochi giorni fa la Lombardia ha compiuto un primo passo concreto verso maggiori competenze su sanità, Protezione civile, professioni e previdenza. Ma non ci basta: vogliamo andare avanti sulle altre materie e arrivare a una Lombardia realmente autonoma, mentre altre regioni padane stanno percorrendo la stessa strada. Di pari passo difendiamo le nostre imprese dalle decisioni ideologiche del nuovo centralismo europeo, rafforziamo la sicurezza con rimpatri per clandestini e delinquenti e contrastiamo senza ambiguità l’Islam politico e ogni forma di integralismo contraria ai nostri valori e alle nostre libertà. È questo oggi il modo più concreto per raccogliere il testimone di chi trent’anni fa era lungo il Po».

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Monza Brianza |La prima campanella suona in scuole che cambiano


Tutti gli interventi del PNRR completati ma il lavoro sull’edilizia scolastica continua

Monza, – La prima campanella non annuncia soltanto l’inizio delle lezioni, ma anche il ritorno nei luoghi dove una comunità si riconosce: aule, laboratori, palestre, corridoi, cortili. Luoghi che devono essere sicuri, ma anche capaci di accompagnare il modo in cui gli studenti imparano, si incontrano e immaginano il proprio futuro.

È da qui che riparte l’anno scolastico nelle scuole superiori della provincia di Monza e della Brianza. Dietro l’apertura dei cancelli c’è un lavoro fatto di progetti, cantieri, risorse e scelte tecniche. Il capitolo PNRR dedicato all’edilizia scolastica è arrivato alla sua conclusione con tutti gli interventi completati. E, mentre quel programma si chiude, la Provincia ha già aperto i cantieri della fase successiva.

Il PNRR: dai fondi alle opere finite

I numeri raccontano la dimensione dell’operazione: la Provincia MB ha ottenuto 10 finanziamenti nell’ambito della Missione 4, Componente 1, Investimento 3.3, per circa 28,8 milioni di euro. Ha aggiunto risorse proprie per circa 10,2 milioni, portando il valore complessivo degli interventi a circa 39 milioni di euro.

Non è stato un programma limitato alla messa a norma. Il PNRR ha ridisegnato una parte della geografia scolastica brianzola.
A Meda è stato realizzato il primo lotto funzionale della nuova sede dell’Istituto Milani.
Ad Agrate Brianza, invece, l’Istituto Floriani si trasferirà nella nuova sede dopo la ripresa delle lezioni al rientro dalle vacanze natalizie.
Due interventi pensati per offrire spazi più moderni e una maggiore unità organizzativa a scuole finora articolate in più sedi.
Al Mosè Bianchi di Monza sono stati creati nuovi spazi per aule e laboratori; all’ITCSPACLE Morante di Limbiate è stata realizzata una nuova tensostruttura destinata alla palestra.

Interventi contro infiltrazioni e allagamenti sono stati effettuati al Gandhi di Besana Brianza, al Versari di Cesano Maderno, al Mapelli di Monza, al Fermi di Desio, al Marie Curie di Meda e nei due istituti Majorana di Desio e Cesano Maderno, sistemando le coperture degli edifici.

Inoltre la campagna antincendio ha riguardato quattordici edifici: Zucchi, Olivetti, Enzo Ferrari, Mapelli e le due sedi del Frisi a Monza; Majorana a Desio; Meroni a Lissone; Modigliani a Giussano; Milani a Meda; Gandhi a Besana Brianza; Parini a Seregno; Versari a Cesano Maderno e Marie Curie a Meda. Il programma ha inoltre interessato il miglioramento e l’adeguamento sismico dell’IIS Europa Unita di Lissone e del liceo scientifico Marie Curie di Meda.

Il vero banco di prova, però, era il calendario. Il cronoprogramma fissava l’aggiudicazione entro il 15 settembre 2023, l’avvio dei lavori entro il 30 novembre dello stesso anno, la conclusione entro il 31 marzo 2026 e il collaudo entro il 30 giugno. La Provincia è riuscita a completare tutti gli interventi, rispettando gli impegni e, in diversi casi, anticipandoli.

Il caso più emblematico è quello dell’IIS Europa Unita di Lissone, completato sei mesi prima del termine previsto. Qui la sicurezza è diventata anche materia di studio. Il progetto ha affiancato le analisi lineari alle analisi dinamiche non lineari, per capire come la struttura reagisce realmente alle sollecitazioni e concentrare i rinforzi nei punti necessari. Il complesso comprende otto corpi strutturali; le analisi più approfondite hanno riguardato i corpi B, C, D ed E. L’esperienza è stata raccontata anche dalla rivista tecnica Ingenio come esempio di progettazione capace di ridurre l’invasività delle opere senza rinunciare alla sicurezza.

“La scuola è una promessa pubblica che una comunità fa ai propri giovani. Per questo non ci siamo limitati a utilizzare le risorse del PNRR: abbiamo aggiunto risorse della Provincia, rispettato i tempi e trasformato i finanziamenti in opere concrete, dalle nuove sedi agli interventi per la sicurezza, dall’efficientamento energetico alla riqualificazione degli spazi. Ma il lavoro non finisce con la conclusione di un programma. Continueremo a investire nelle nostre scuole perché siano edifici sicuri, accoglienti, sostenibili e capaci di accompagnare la crescita dei ragazzi” dichiara il Presidente Luca Santambrogio

È qui che il dato amministrativo diventa una storia concreta. Un finanziamento non è un risultato finché non si trasforma in un edificio che riapre, in una palestra utilizzabile, in un laboratorio più funzionale o in una scuola che può lavorare senza il peso di un cantiere infinito.

Dopo il PNRR: scuole più efficienti e più sicure

“La fine del PNRR non coincide con la fine del lavoro. Un patrimonio scolastico non si mette a posto una volta per tutte: richiede manutenzione, controllo e investimenti continui. Per questo la Provincia sta proseguendo lungo due direttrici: ridurre i consumi e aumentare la sicurezza degli edifici” – commenta Emmanuel Villa, consigliere con deleghe in materia di Patrimonio Scolastico, Edilizia scolastica ed impianti sportivi

A Carate Brianza il progetto per l’IIS Leonardo da Vinci ha ottenuto, attraverso il programma regionale Energy4Schools, un finanziamento di 6.718.718,59 euro. L’intervento riguarda i corpi A, B1, B2 ed E, compresa la palestra, all’interno di un complesso di oltre 8.500 metri quadrati.

Il progetto prevede nuovi serramenti, cappotto termico, isolamento delle coperture, impianti di climatizzazione a pompa di calore, ventilconvettori intelligenti e sistemi di automazione per la gestione dell’energia. È previsto anche un impianto fotovoltaico e, per la palestra, un’unità di trattamento dell’aria con recupero di calore superiore all’85%. Il salto atteso è rilevante: dalla classe energetica media E alla A4, con sette classi energetiche aggiuntive, una riduzione delle emissioni di CO₂ superiore al 30% e almeno il 70% dei fabbisogni coperto da fonti rinnovabili.

“Dietro queste percentuali ci sono aule più confortevoli, aria meglio trattata, impianti più moderni e una scuola che consuma meno. L’efficientamento energetico non è soltanto una voce tecnica: è una forma di cura quotidiana e un messaggio educativo rivolto agli studenti” – conclude Villa.

Sono in fase di ultimazione anche gli interventi realizzati attraverso l’appalto di gestione calore, per un valore complessivo delle opere di 9.556.809,60 euro. Il programma comprende opere edili per 5.863.870,68 euro, opere impiantistiche per 2.557.905,18 euro e oneri per la sicurezza per 1.135.033,74 euro.

Il cantiere diffuso attraversa gran parte della provincia. Al Gandhi di Besana Brianza sono stati previsti interventi sulla coibentazione e sugli impianti; al Versari e al Majorana di Cesano Maderno il programma combina opere sull’involucro edilizio, centrali e componenti impiantistiche; al Majorana di Desio e al Modigliani di Giussano sono state concentrate opere di riqualificazione energetica e impiantistica. Il lavoro riguarda anche il Meroni e l’Europa Unita di Lissone, il Curie di Meda, lo Zucchi, l’Hensemberger, il Frisi, il Mapelli, il Carlo Porta, l’Enzo Ferrari e l’Olivetti di Monza, il Parini di Seregno e il polo scolastico di Vimercate.

Le lavorazioni cambiano da edificio a edificio: coibentazioni, serramenti, controsoffitti, centrali termiche, pompe, valvole termostatiche, sistemi di telegestione, illuminazione a LED, fotovoltaico, trattamento dell’acqua e separazione dei circuiti.

A Besana Brianza, inoltre, la Provincia ha aggiudicato la procedura per i lavori di miglioramento sismico e adeguamento antincendio dell’IISS Gandhi. Il progetto riguarda insieme la sicurezza strutturale e la prevenzione incendi, due aspetti che non possono essere separati quando l’edificio è abitato ogni giorno da centinaia di studenti e lavoratori.

Tre appalti, quattro scuole e un’idea nuova di comunità

Entro settembre saranno pubblicate tre nuove procedure di gara per l’affidamento dei lavori per l’adeguamento antincendio di quattro strutture scolastiche.

Il primo riguarda l’ITCG Mosè Bianchi di Monza. Le opere interessano compartimentazioni, vie di esodo, protezioni passive e impianti: rete idranti, illuminazione di emergenza, rilevazione fumi, segnalazione degli incendi e sistema EVAC. L’obiettivo è completare il percorso che porta alla SCIA antincendio e al certificato di prevenzione incendi.

Il secondo mette insieme l’IISS M.L. King di Muggiò e il liceo Carlo Porta di Monza. Il quadro economico ammonta a 789.300 euro, con lavori e sicurezza pari a 496.591,32 euro. Per entrambi gli edifici sono già arrivati i pareri di conformità dei Vigili del fuoco; una volta conclusi i lavori, potrà essere completato l’iter autorizzativo.

Il terzo riguarda l’ITISP Hensemberger di Monza, con un quadro economico di 900.000 euro e lavori per 627.083,67 euro. L’edificio, in via Berchet, si sviluppa su quattro piani fuori terra e un piano interrato, per una superficie coperta di 3.887 metri quadrati, e ospita circa 1.300 persone. Il progetto prevede compartimenti e filtri antincendio, adeguamento delle vie di esodo, illuminazione di emergenza, rifacimento della rilevazione fumi e dell’EVAC, oltre all’adeguamento della rete idranti.

Nel frattempo si stanno programmando i nuovi interventi e, tra questi, la riqualificazione della copertura del liceo Zucchi di Monza, edificio vincolato, per un importo di 1,7 milioni di euro. Anche la tutela del patrimonio storico passa dalla scuola: conservare un edificio significa permettere a generazioni di studenti di continuare ad abitarlo, studiarci e riconoscerlo come parte della propria città.

Realizzazione di due nuove rampe: un’esigenza concreta in un’opera al servizio degli studenti e dell’intera scuola  

Sono state inaugurate oggi due rampe, realizzate dalla Provincia MB, con un investimento complessivo di 102.024 Euro, una all’Istituto P. Hensemberger di Monza e una al liceo Parini di Seregno, fondamentali per agevolare l’accesso alla struttura, in particolar modo per tutti coloro che hanno la necessità di utilizzo di ausili per la mobilità.

“Una rampa è qualcosa di più di un montascale: permette ai ragazzi di entrare a scuola insieme, di condividere lo stesso percorso, lo stesso ingresso. Questi due interventi rappresentano solo l’inizio di un percorso più ampio che la Provincia intende portare avanti con determinazione. Rendere gli edifici scolastici sempre più accessibili significa anche costruire comunità più inclusive”, commenta Dante Cattaneo, Consigliere con deleghe in materia di Abbattimento barriere architettoniche. “La scuola non è solo il luogo dove si studia. È il luogo dove si cresce insieme, si costruiscono amicizie e si impara a riconoscere il valore di ogni persona. Per questo rendere gli edifici scolastici più accessibili significa difendere il diritto allo studio, la partecipazione e la dignità di tutti”

SponsorizziAMO la Brianza

La novità più significativa, però, potrebbe arrivare dal modo di trovare nuove risorse. Con questo anno scolastico prende avvio SponsorizziAMO la Brianza, un progetto che prova a trasformare il rapporto tra scuole, Provincia e imprese in una collaborazione stabile e trasparente. L’idea è costruire un catalogo pubblico dei bisogni e dei progetti, lasciando alle aziende la possibilità di scegliere quale intervento sostenere e alla comunità scolastica la possibilità di seguire ciò che viene realizzato.

La fase pilota ha già dato alcuni risultati. BrianzAcque ha installato 110 erogatori d’acqua negli istituti provinciali. Carbotermo ha sostenuto interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Vella Salvatore ha contribuito alla riqualificazione dell’Auditorium Ghezzi. Altri interventi hanno riguardato la manutenzione della scuola Fermi, il verde e i servizi igienici. In sei mesi sono state mobilitate oltre 1,14 milioni di euro di risorse private; il percorso con le cooperative sociali di tipo B ha raccolto ulteriori risorse nella fase di avvio.

Non è soltanto una sponsorizzazione. È l’idea che un’impresa possa lasciare sul territorio qualcosa di più duraturo di una campagna pubblicitaria: un auditorium restituito agli studenti, un percorso più accessibile, una scuola meno dipendente dalla plastica, un ambiente più curato. E che la Provincia possa fare il proprio mestiere non limitandosi a gestire l’esistente, ma mettendo in relazione competenze, bisogni e responsabilità.

Politica

Desio – Il cordoglio del PD per la scomparsa di Emma Bonino

Desio – Il PD desiano ha espresso con una nota stampa il proprio cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino

“Emma Bonino, il coraggio di una politica che non ha mai smesso di battersi per i diritti Il Partito Democratico di Desio: «Una protagonista della storia democratica italiana ed europea. Le sue battaglie per libertà, diritti e dignità delle persone continueranno a parlare al futuro»

Il Partito Democratico di Desio esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino, protagonista della vita politica italiana ed europea e donna delle istituzioni che per decenni ha messo il proprio impegno al servizio dei diritti, delle libertà individuali e dei valori democratici. Emma Bonino ha attraversato la storia della Repubblica con una forza e una determinazione non comuni, facendo della coerenza una cifra distintiva del proprio impegno politico. Le sue sono state battaglie spesso difficili, talvolta controcorrente, ma sempre sostenute dalla convinzione che la politica debba avere il coraggio di affrontare anche le questioni più scomode quando sono in gioco la libertà e la dignità delle persone. Dai diritti civili alla libertà delle donne, dalla difesa delle libertà individuali alla costruzione di un’Europa più forte, il suo impegno ha contribuito profondamente alla crescita civile e democratica del nostro Paese. La sua storia ricorda a tutti noi che fare politica non significa inseguire il consenso a ogni costo, ma anche avere la forza di difendere le proprie convinzioni quando farlo è difficile o impopolare. Significa scegliere da che parte stare e assumersi la responsabilità delle proprie battaglie. Il Partito Democratico di Desio ha condiviso e continua a condividere molte delle battaglie che hanno segnato il percorso politico di Emma Bonino, a partire dalla difesa dei diritti, delle libertà, della dignità delle persone e di una cultura democratica fondata sulla responsabilità e sulla partecipazione.
La sua voce, il suo coraggio e la sua capacità di non arretrare di fronte alle difficoltà lasciano un segno profondo nella storia politica e civile italiana ed europea. In un tempo nel quale la politica rischia troppo spesso di smarrire la capacità di guardare oltre l’immediato, l’esempio di Emma Bonino resta un richiamo alla coerenza, alla determinazione e al coraggio delle proprie idee. Il Partito Democratico di Desio si stringe alla famiglia, alle persone che le sono state vicine e a tutta la comunità politica e civile che in questi anni ha condiviso il suo impegno e le sue battaglie. “

CronacaPolitica

Cesano- Consegnato il cantiere per la realizzazione della passerella sopra la ferrovia

Cesano Maderno – E’ stato consegnato il cantiere alla ditta che si occuperà della realizzazione del sovrappasso di corso Libertà, un opera attesa da anni utile per migliorare la sicurezza e la mobilità urbana. Il costo dell’operà sarà di 2,25 milioni di euro. Il sovrappasso sarà realizzato da Ferrovienord, ma pagato dal Comune di Cesano Maderno.

Il progetto prevede la realizzazione di una passerella a scavalco della ferrovia Milano- Asso. Si colloca in corrispondenza del lato Nord della vecchia stazione ferroviaria e l’accesso sarà da Corso della Libertà e da via Solferino. Oltre alle scale sono previsti gli ascensori per superare il dislivello tra i piano terra e l’impalcato e consentire il superamento delle barriere architettoniche, permettendo anche il trasporto di biciclette. La struttura sarà in acciaio e prevede anche l’impianto di illuminazione, scarico acque meteoriche e videosorveglianza.

Politica

Seregno- Piazzale Cadorna: il Comune approva il progetto di depavimentazione

SEREGNO – Il Comune di Seregno ha approvato il progetto per la riqualificazione di Piazzale Luigi Cadorna, primo intervento di depavimentazione su larga scala realizzato nell’ambito del Piano Clima dell’Amministrazione. Con questo atto, la città compie un passo significativo (ed anche con un forte valore simbolico) verso la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione ecologica degli spazi pubblici nel cuore del tessuto urbano consolidato.

Piazzale Luigi Cadorna – circa 4.100 mq di superficie antistante la scuola elementare – verrà trasformato da piazzale interamente impermeabilizzato in parco urbano attrezzato, permeabile e multifunzionale. Le pavimentazioni in conglomerato cementizio oggi deteriorate saranno rimosse e il suolo sottostante rigenerato in profondità, ripristinando le funzioni ecologiche che decenni di cementificazione avevano compromesso.
Il progetto prevede che ogni superficie – dai percorsi pedonali alle aree gioco, fino ai vialetti interni – sia realizzata esclusivamente con materiali drenanti (i camminamenti saranno ovviamente di materiale compatto, non tenuti a prato) o destinata a verde, portando la permeabilità dell’area dall’attuale 0% a una quota prossima al 100%, una scelta importante in un angolo della città dove – in caso di piogge violente – è più forte il problema dal drenaggio delle acque.

“Questo progetto non è solo la riqualificazione di un piazzale degradato – spiega il sindaco Alberto Rossi – è la dimostrazione che il Piano Clima non resta sulla carta. Ogni mq di cemento che restituiamo alla natura è una risposta concreta all’emergenza climatica, alla gestione del rischio idraulico, al benessere dei nostri cittadini.”

Piazzale Cadorna è infatti la prima declinazione operativa del Piano Clima di Seregno: un documento strategico con cui l’Amministrazione si è impegnata a ridurre progressivamente l’impermeabilizzazione del suolo urbano, aumentare le superfici a verde, potenziare la rete ecologica comunale e migliorare la resilienza della città agli eventi meteorici estremi.
La scelta di partire da uno spazio scolastico non è casuale: le scuole sono i luoghi dove si formano le generazioni che erediteranno le città, e una scuola che si affaccia su un parco verde trasmette ogni giorno un messaggio educativo molto importante.

Il progetto introduce un sistema avanzato di gestione sostenibile delle acque meteoriche, articolato in pavimentazioni drenanti, impianto di sub-irrigazione e cisterna di raccolta per il riuso irriguo. Il piazzale, oggi fonte di ristagni e deflusso superficiale, diventerà un dispositivo urbano capace di trattenere, infiltrare e riutilizzare l’acqua piovana, alleggerendo il carico sulla rete di smaltimento e contribuendo alla ricarica delle falde.
Il sistema del verde – con i filari alberati esistenti valorizzati e liberati dal cemento, nuove piantumazioni di specie autoctone lombarde, superfici a prato e arredo arbustivo – incrementerà la copertura delle chiome, contrasterà l’effetto isola di calore e rafforzerà il collegamento di Piazzale Cadorna con la Rete Ecologica Comunale, già previsto negli strumenti di pianificazione vigenti.

La nuova piazza ospiterà un’area giochi inclusiva, percorsi accessibili a tutte le categorie di utenti e un’aula all’aperto direttamente connessa agli spazi interni della scuola, pensata per portare la didattica a contatto con la natura.

Politica

Incontro pubblico a Seregno su sicurezza, prevenzione della violenza e remigrazione

SEREGNO – Si terrà a Seregno, organizzato dal Comitato 47, un incontro pubblico focalizzato sulla vivibilità e sulla tutela del territorio brianzolo; un confronto a tutto campo sui temi della sicurezza urbana, della criminalità giovanile e delle politiche migratorie.

Al centro del dibattito ci sarà in primo luogo la situazione delle stazioni ferroviarie della Brianza, da tempo snodi critici al centro delle preoccupazioni di pendolari e residenti per episodi di degrado e microcriminalità. L’evento sarà l’occasione per analizzare strategie concretamente orientate alla prevenzione della violenza e del disagio giovanile, affrontando al contempo il tema della remigrazione e le sue implicazioni nel dibattito politico e sociale contemporaneo.

All’incontro che si terrà il prossimo 14 settembre alle ore 14 a Seregno, in via Ballerini 84, vedrà la presenza dell’ On. Laura Ravetto ( Futuro Nazionale ) e dell’avvocato Giorgio Carta .

Politica

Tiziano Mariani (FI): “Riserve su Vannacci. La politica non è una caserma”

“La politica è una cosa seria e richiede competenze, visione, equilibrio e capacità di amministrare una società complessa. Milano non ha bisogno semplicemente di qualcuno che prometta di ‘rivoltarla come un calzino’: ha bisogno di un progetto politico credibile”.

Una presa di posizione netta, che arriva in un momento di forte dibattito interno al centrodestra. Tiziano Mariani, esponente della segreteria regionale lombarda di Forza Italia, interviene con una nota in cui esprime “molte riserve su Vannacci”, chiarendo che il suo giudizio non riguarda il valore delle Forze Armate, ma la distanza tra competenze militari e responsabilità politiche.

“Probabilmente pesa anche la formazione che ho ricevuto attraverso i tanti consigli di mio padre partigiano. Ho grande rispetto per le Forze Armate, ma proprio per questo non credo che un prestigioso curriculum militare costituisca automaticamente una credenziale politica”, afferma Mariani. Una distinzione che, nel suo ragionamento, diventa centrale: la politica richiede strumenti diversi da quelli della carriera militare.

La politica come mestiere complesso

Mariani insiste sul concetto di competenza politica come elemento imprescindibile per chi aspira a guidare una città o un territorio. “La politica è una cosa seria e richiede competenze, visione, equilibrio e capacità di amministrare una società complessa. Milano non ha bisogno semplicemente di qualcuno che prometta di ‘rivoltarla come un calzino’: ha bisogno di un progetto politico credibile”.

Il riferimento alla città è diretto: Milano, con la sua struttura economica, sociale e istituzionale, non può essere affrontata con slogan o approcci semplificati. Serve una visione, una strategia, una capacità di mediazione che Mariani ritiene non automaticamente derivabile da una carriera nelle Forze Armate.

Rispetto per i militari, ma ruoli diversi

“Ho una visione politica chiara. Giudico le persone per la coerenza complessiva delle loro idee, non per una singola dichiarazione che posso condividere”, prosegue Mariani. Ribadisce poi un concetto che attraversa tutta la sua nota: rispetto assoluto per i militari e per le istituzioni, ma consapevolezza che “governare è un altro mestiere”.

La politica, sottolinea, richiede cultura istituzionale, capacità di dialogo, equilibrio e soprattutto un progetto credibile per il Paese. Un messaggio che si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo delle figure provenienti dal mondo militare nella competizione politica.

Contesto e implicazioni

Le parole di Mariani si collocano in un momento in cui la figura di Roberto Vannacci continua a polarizzare il dibattito pubblico. Il suo profilo, la sua esposizione mediatica e la sua eventuale candidatura rappresentano un tema sensibile per tutto il centrodestra, in particolare per Forza Italia, che rivendica una tradizione di moderazione, competenza amministrativa e cultura istituzionale.

Mariani, con questa nota, sembra voler riaffermare proprio quella identità: una politica fondata sulla serietà, sulla competenza e sulla responsabilità, lontana da derive semplificatorie o da scorciatoie comunicative.