Marco Tagliabue

Cultura

” AMMAZZARE STANCA ” LE MAFIE IN BRIANZA NON ESISTONO O SI ?

– ” Un uomo gioca in un bosco con due bambini…. ” è Antonio Zagara, un feroce assassino affiliato alla omonima cosca che seminò terrore e crimini efferati nel varesotto tra gli anni ottanta e novanta fino  al processo del 1995.  Zagara è un pentito collaboratore di giustizia. Nel suo isolamento, dal  carcere duro, scrive, racconta, si lava del sangue degli uccisi. Come un anacoreta chiuso in una voluta trappa,  come se dicesse a tutti noi  “Abbiate pietà di me, che nacqui da padre criminale, già predestinato da qualche dio minore, ad essere Caino e non Abele” .  E’ questa la storia narrata nel film documentario di Marco Tagliabue “Ammazzare stanca” proiettato  ieri 12 gennaio al Cinema Roma,  durante la serata organizzata dal Collettivo AGITAmente, Libera di Monza e Brianza e dall’ Associazione Amici del Cinema Roma.  Sul palco al termine della proiezione hanno dialogato oltre al regista Tagliabue,  il magistrato Alessandra Dolci, il bloggerista Michele Costa e Lorenzo Frigerio, responsabile di Libera informazione. Il dibattito sviluppatosi   con il magistrato  Alessandra Dolci, ora capo della Procura Antimafia di Milano, ci lascia più domande che risposte. Alessandra Dolci  vive sotto scorta e  dunque se non in isolamento, in qualche misura è sottoposta a limitazioni della libertà. Non può e non deve rispondere a domande. Tuttavia ci ha detto molto, nel dibattito: ci ha detto che la ‘ndrangheta di oggi non uccide più come una volta ma fa affari apparentemente leciti e inquina la vita democratica,  l’economia e le istituzioni con il voto di scambio. Avremmo voluto farle tante domande : è opportuno rivedere il 41bis e abolire l’ergastolo come  vorrebbe il programma elettorale di una lista “di popolo” che sta cercando di partecipare alle prossime elezioni, oppure il regime di isolamento ha protetto uomini pentiti da morte sicura?  E’  opportuno sequestrare i beni e le attività imprenditoriali con la confisca ma come possiamo rompere le catene dei predestinati se non con un programma di inserimento lavorativo onesto?  I partiti politici dovrebbero  prevenire il male ha detto Alessandra Dolci perchè “ci sono comportamenti che non sono illeciti ma sono inopportuni”.  L’esempio era riferito a Seregno dove  due politici hanno fatto la campagna elettorale nel locale di un “mio imputato” ,  il   Tripodi condannato,  se  non per mafia  per possesso di armi. Sul voto di scambio il magistrato ha illustrato fatti e circostanze dettagliatamente; fatti che confermano nell’opinione di chi scrive  che solo la coscienza el’impegno politico e civile possono fare la”rivoluzione” contro queste forze del male. Anche se siamo stanchi è nostro dovere continuare questa  buona forse anche solo scrivendo un  articolo su un giornale o su un blog  di inchiesta come ha fatto Infonodo. La corruzione e la mafia ci rubano soldi, servizi,  libertà  ed eguaglianza sociale.  ( Anna Migliaccio )

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