guardia di finanza seregno

Cronaca

GDF – OPERAZIONE STAMMER : 54 FERMI E 8 MIILIONI DI BENI SEQUESTRATI

CATANZARO – Brillante operazione della Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale con l’esecuzione di decine di arresti volti a neutralizzare una ramificata organizzazione criminale di stampo ‘ndranghetistico dai marcati profili internazionali capace di pianificare l’importazione di 8 tonnellate di cocaina dal Sud America, in particolare dalla Colombia.
L’operazione antidroga denominata “STAMMER”, condotta, sotto l’egida della Procura della Repubblica di Catanzaro, dalle Fiamme Gialle della Sezione G.O.A. del GICO del
Nucleo P.T. di Catanzaro, con la cooperazione della National Crime Agency inglese (N.C.A.) e della Polizia Colombiana, e l’indispensabile supporto del II Reparto del Comando Generale e della Direzione Centrale Servizi Antidroga (D.C.S.A.) per le numerose attività rogatoriali, ha dimostrato come i trafficanti calabresi ricevevano disponibilità liquide anche da soggetti insospettabili, incensurati, personaggi celati dietro una facciata di liceità, spesso legata ad attività commerciali che vanno dalla ristorazione alle strutture ricettive turistico alberghiere, alle concessionarie di automobili, caseifici, bar e tabacchi, con partecipazioni anche in cantieri navali e aziende agricole, che non disdegnavano di fare affari con le potenti ‘ndrine vibonesi, tramite delle “puntate” per l’acquisto all’ingrosso della cocaina.
Il denaro destinato ai “Cartelli” veniva consegnato dai calabresi direttamente a cittadini colombiani e libanesi da anni residenti in Italia, ai quali veniva affidato il recapito in
Sudamerica.
L’inchiesta svolta dalle unità specializzate dei finanzieri del Nucleo P.T./G.I.C.O. ha, così, consentito di identificare tutti i soggetti coinvolti, ognuno con un ruolo ben preciso: dai finanziatori ai mediatori, dai traduttori a coloro che avevano il compito di ospitare gli emissari dei narcos colombiani, più volte giunti nel nostro Paese ed ospitati per lunghi periodi nel vibonese. Le investigazioni, poi, hanno anche permesso di accertare che alcuni personaggi di spicco hanno protetto anche con la forza i loro “affari”, come testimoniato dalle armi a disposizione di alcuni dei fermati, in quanto in più circostanze ostentavano disponibilità di kalashnikov e pistole di diverso calibro.
L’intera operazione ha permesso di infliggere all’organizzazione rilevanti perdite economiche, sia sotto il profilo dei capitali investiti che dei mancati guadagni: la droga complessivamente sequestrata, una volta lavorata ed immessa in commercio, avrebbe fruttato all’organizzazione oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro (€. 1.600.000.000) una volta raggiunte le piazze di spaccio; a ciò vanno aggiunti gli ingenti sequestri patrimoniali con cui si è proceduto a colpire gli accoliti dal punto di vista economico.
Si tratta, in particolare, di beni mobili ed immobili, quote societarie e autovetture di grossa cilindrata, per un valore stimato in circa 8 milioni di euro, sottratti agli esponenti delle associazioni criminali nonché a quei finanziatori che dagli affari con le cosche attendevano
importanti introiti.
Attraverso l’attività della Guardia di Finanza, infatti, si è proceduto a verificare per ciascun soggetto la presenza di sproporzione tra i redditi dichiarati e le possidenze intestate procedendo, al fine di scongiurare la dispersione dei patrimoni, al sequestro dei beni non giustificati.

BRIANZA 

Nell’Operazione STAMMER hanno svolto un ruolo importante anche i gruppi della Guardia di Finanza di Seregno e di Seveso . In particolare gli uomini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Seregno comandate dal Tenente Emilio de Simone hanno effettuato il sequestro di 20 chilogrammi  di marijuana (foto)  e 46 proiettili calibro 7.65 ( foto )  nel comune di Carate Brianza .

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Cronaca

21MILA DOLLARI FALSI SCOPERTI DALLA GDF DURANTE UN’ISPEZIONE

SEVESO – Gli agenti della Guardia di Finanza, durante un’operazione di verifica presso un autotrasportatore di Seveso, hanno rinvenuto oltre 21mila dollari falsi. Il trasportatore era un evasore totale ed aveva la sede della sua ditta presso la sua abitazione; aveva anche diversi precedenti penali, per detenzione abusiva di munizioni, possesso di stupefacenti e di documenti falsi. Le banconote false erano occultate in una cassaforte abilmente mascherata dietro un quadro con una cornice mobile che apriva un anta. Nell’abitazione dell’uomo esisteva una prima cassaforte che era stata subito aperta alla richiesta dei militari ma che conteneva solo documenti di scarso interesse. Il soggetto è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Monza per il reato di detenzione di monete straniere falsificate, punito dal codice penale con la reclusione fino a 6 anni.

Cronaca

COME FUNZIONAVA LA TRUFFA SCOPERTA DALLA GUARDIA DI FINANZA

La frode scoperta dalla GdF stava creando grossi danni sia alle casse dello Stato, sia alle imprese oneste che, pagando regolarmente le tasse, non erano in grado di vendere gli stessi prodotti ad un prezzo così concorrenziale.

Le investigazioni, grazie anche ad indagini tecniche ed all’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo, hanno consentito ai finanzieri di identificare le persone coinvolte nella frode e di definire esattamente ruolo e meccanismo fraudolento posto in essere. In particolare, l’organizzazione indagata aveva creato un articolato reticolato di aziende, in Italia ed all’estero, esistenti solo sulla carta ed intestate a prestanome o persone di fiducia, allo scopo di acquistare prodotti elettronici presso un fornitore bulgaro. Gli articoli, una volta entrati sul territorio nazionale, venivano stoccati in depositi di logistica principalmente a Desio (MB) ed in Provincia di Roma. La merce, senza essere spostata dai magazzini, veniva, quindi, acquistata da una grossa società alessandrina.

Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle e dalla procura di Monza titolare dell’indagine che ha portato a 19 arresti (8 persone in carcere e 11 ai domiciliari) i cervelli dell’organizzazione che anche grazie a un lavoro di prestanome e di un commercialista hanno truffato in Italia, Repubblica Ceca, Romania, Polonia, Spagna, Principato di Monaco e in Bulgaria erano tre imprenditori: Renato Ventura, grossista di elettrodomestici titolare di una S.p.A. con sede a Pontecurone in provincia di Alessandria (fatturato di 30 milioni di euro all’anno), l’imprenditore bulgaro Nikolaj Ivanov Kitov, e un imprenditore romano che sarebbe residente nel Principato di Monaco.

La società per azioni, in pratica, comprava da una società bulgara gli elettrodomestici, stoccava la merce in un magazzino a Desio e in un altro in provincia di Roma. Poi, una serie di società ‘cartiere’ emettevano fatture false producendo documenti che attestavano compravendite da parte di società straniere. La merce sarebbe così passata dalla società di Renato Ventura a diverse società all’estero, evitando i pagamenti dell’Iva. In realtà poi i prodotti restavano dov’erano e venivano venduti a prezzi inferiori fino al 20 per cento rispetto ai prezzi di mercato, a società della grande distribuzione che non risultano coinvolte nell’indagine

Un duro colpo messo a segno dalla Guardia di Finanza milanese, a testimoniare l’azione del Corpo per contrastare quei fenomeni di illegalità fiscale che producono inevitabili danni all’economia, che ostacolano la normale concorrenza fra le imprese e che danneggiano i cittadini e gli imprenditori onesti.

 

 

Cronaca

SEREGNO : GUARDIA DI FINANZA SCOPRE MAXI FRODE FISCALE DI 70 MIL. DI EURO

Dalle prime ore della mattina è in corso una maxi operazione, coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, nei confronti di un’associazione a delinquere, i cui appartenenti sono accusati di aver ideato e posto in essere una frode fiscale transnazionale, nella commercializzazione di prodotti per l’elettronica. In base alle prime ricostruzione dei militari della Tenenza di Seregno, le imposte evase ammontano
ad oltre 70 milioni di euro.
Centocinquanta  finanzieri stanno eseguendo, contemporaneamente, 19 ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Monza, Dott.ssa Pierangela Renda. Tra i destinatari anche un cittadino bulgaro ed un italiano residente nel Principato di Monaco, nei cui confronti sono stati emessi due mandati di arresto Europeo. Più di 50 le perquisizioni in corso sul territorio nazionale ed estero disposte dal PM della Procura di Monza, Dott.ssa Donata Costa, titolare delle indagini, che ha avviato rogatorie verso le Autorità Giudiziarie in Bulgaria, Croazia, Principato di Monaco, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna e Svizzera, per perquisire società estere coinvolte
nella frode.
I militari della Guardia di Finanza stanno operando anche presso istituti bancari e conservatorie per sequestrare beni e denaro per un controvalore di circa 12 milioni di euro.
Sono 27 complessivamente le persone coinvolte nelle indagini, raggiunte da avviso di garanzia ed accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari transnazionali.
Un imponente dispiegamento di forze, come testimoniano i numeri dell’operazione
“SCHERMO PIATTO”, condotta dalla Guardia di Finanza, per stroncare un’articolata frode fiscale, grazie alla quale gli indagati riuscivano a commercializzare televisori (da qui il nome dell’operazione) ed altri prodotti elettronici sul mercato della grande distribuzione, a prezzi “stracciati”, sfruttando il vantaggio economico derivante dal mancato assolvimento delle imposte.