Politica

Seregno- Case convenzionate più care: chi pagherà il prezzo delle scelte fatte dal Comune?

Il Tavolo Civico sulle trasformazioni urbane nato su iniziativa del Circolo ACLI Leone XIII APS di Seregno, degli Amici del Parco GruBrìa e del Circolo Culturale Seregn de la Memoria, ha come obiettivo il promuovere un confronto aperto, documentato e costruttivo sul futuro della città.

Dopo la modifica del regolamento comunale dell’edilizia residenziale convenzionata approvata dal Consiglio comunale il 21 aprile 2026 il Tavolo Civico ha reso pubblica una nota che approfondisce contenuti, motivazioni ed effetti della delibera, evidenziando come la modifica approvata comporti un aumento del prezzo massimo degli alloggi convenzionati e una riduzione del beneficio economico riconosciuto alle famiglie che accedono a questa tipologia di abitazione.

Ecco la nota resa pubblica dal Tavolo Civico:

Il Consiglio comunale di Seregno ha approvato il 21 aprile 2026 una modifica del regolamento
dell’edilizia residenziale convenzionata approvata nel 2021.
Può sembrare una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori. In realtà riguarda una
domanda molto concreta: chi ora intende acquistare una casa a prezzo calmierato paga di
più o meno rispetto a prima?
La risposta è semplice: con la modifica approvata dal Consiglio comunale il prezzo aumenta.
Lo stesso avviene per box e posti auto pertinenziali.
Questo avviene perché lo sconto per le persone acquirenti scende dal 20% al 10%. Per
rendere concreto l’impatto, consideriamo un esempio puramente illustrativo: su un
appartamento con un valore convenzionato di riferimento di 1.800 €/mq e una superficie di
90 mq, la riduzione dello sconto comporta un maggior costo di circa 16.200 euro a carico
dell’acquirente. Si tratta ovviamente di una simulazione: i valori reali dipendono dal prezzo
convenzionato definito per ciascuna operazione. Ma l’ordine di grandezza è indicativo: in
un’operazione immobiliare che preveda anche solo 20 alloggi convenzionati, l’effetto
complessivo della riduzione dello sconto si traduce in oltre 300.000 euro di maggiori ricavi
per l’operatore, a fronte di un aggravio medio di circa 16.200 euro per ciascuna famiglia
acquirente.
L’edilizia convenzionata nasce per consentire a famiglie, giovani, lavoratori e ceto medio di
acquistare o affittare una casa a condizioni più favorevoli rispetto al mercato. Ridurre questo
vantaggio significa ridurre uno dei principali strumenti attraverso cui una città può rendere
più accessibile il diritto all’abitare.
L’Amministrazione giustifica la scelta richiamando l’aumento dei costi di costruzione
registrato negli ultimi anni. Nessuno nega che tali aumenti siano avvenuti, ma non si può
tralasciare che nello stesso periodo sono cresciuti anche i prezzi di vendita sul libero mercato
— a Seregno, secondo le rilevazioni disponibili, in misura stimata attorno al +20% tra il 2021
e il 2025. Costi e ricavi stanno nella stessa operazione immobiliare e non possono essere
considerati separatamente. La domanda è quindi: quando i costi aumentano, chi deve
sostenerne il peso? Le operazioni immobiliari che generano valore economico attraverso le
trasformazioni urbane, oppure le famiglie che cercano una casa?
La scelta compiuta dal Comune è chiara: il riequilibrio viene ricercato aumentando il prezzo
massimo delle abitazioni convenzionate, riducendo di fatto il beneficio per i cittadini.
Per questo non siamo di fronte a una semplice modifica tecnica, ma a una precisa scelta
politica. Una scelta che appare difficile da conciliare con gli obiettivi di sostegno alle famiglie,
ai giovani e all’accesso alla casa che da anni vengono richiamati nel dibattito pubblico
cittadino.”