Economia e Lavoro

Dal 1° gennaio 2027 stop a contanti e assegni per pagare le cartelle esattoriali

Il panorama della riscossione coattiva in Italia si appresta a vivere una delle trasformazioni strutturali più radicali degli ultimi decenni. A decorrere dal 1° gennaio 2027, gli sportelli fisici di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) elimineranno in modo definitivo l’accettazione di denaro contante e di titoli di credito cartacei per il saldo delle pendenze tributarie. La misura, inserita all’interno dell’articolo 18 della bozza del Decreto Correttivo Omnibus (approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026), ridisegna completamente le modalità con cui i contribuenti dovranno relazionarsi con il fisco per estinguere le proprie cartelle esattoriali.

Questa disposizione non si configura come un semplice tassello burocratico, ma come una transizione epocale verso la digitalizzazione integrale dei flussi monetari della Pubblica Amministrazione. L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo è molteplice: efficientare i costi di gestione delle casse pubbliche, azzerare i rischi di sicurezza legati alla custodia fisica dei valori presso gli uffici territoriali e standardizzare le procedure di rendicontazione finanziaria.

Cartelle esattoriali: cosa cambia dal 1° gennaio 2027

La bozza del decreto stabilisce un divieto assoluto ed esplicito. Presso gli sportelli di Agenzia delle Entrate-Riscossione non sarà più ammesso l’utilizzo del denaro contante, né quello di assegni bancari, postali o circolari. Fino al 31 dicembre 2026, il contribuente conserva la facoltà di presentarsi allo sportello e regolare il proprio debito esibendo moneta sonante (nei limiti massimi antiriciclaggio previsti dalla normativa vigente, pari a 4.999,99 euro) o consegnando un titolo di credito idoneo. Dal giorno successivo, questa opzione cesserà di esistere.

La restrizione è ad ampio spettro e colpisce l’intero catalogo dei titoli di riscossione. L’impossibilità di pagare in contanti o assegni allo sportello si applicherà infatti a:

  • le classiche cartelle esattoriali di pagamento notificate per debiti erariali, previdenziali o assistenziali;
  • gli avvisi di addebito emessi dall’Inps e gli avvisi di accertamento esecutivi dell’Agenzia delle Entrate;
  • le rate relative ai piani di dilazione ordinari o straordinari precedentemente concessi dall’Agente della Riscossione;
  • i versamenti legati alle varie edizioni della Rottamazione (definizione agevolata) e ad altri provvedimenti di tregua fiscale.

Qualsiasi cittadino che deciderà di recarsi fisicamente presso un ufficio AdER dovrà essere munito esclusivamente di strumenti di pagamento elettronici. Saranno accettate le carte di debito (comunemente note come Bancomat) e le carte di credito abilitate sui principali circuiti nazionali e internazionali.

Dove sarà ancora possibile pagare

È fondamentale precisare che il legislatore non ha decretato l’abolizione del contante per il saldo dei debiti esattoriali, bensì il suo sfratto dalle sedi fisiche dell’AdER. Il principio cardine è la disintermediazione delle casse pubbliche dalla gestione diretta del contante. Di conseguenza, i contribuenti che non possiedono un conto corrente, che non dispongono di carte di credito o di debito, o che semplicemente preferiscono impiegare la cartamoneta, conserveranno tale diritto, ma dovranno esercitarlo fuori dagli uffici dell’ente di riscossione.

I canali alternativi esterni abilitati a ricevere il contante per le cartelle esattoriali sono capillarmente distribuiti sul territorio nazionale e poggiano sulla solida infrastruttura del sistema pagoPA. Nella tabella è elencato a chi ci si può rivolgere per effettuare i pagamenti.

Canale di pagamento esternoModalità di accettazione contanteLimiti e condizioni
Uffici postali (Poste Italiane)Contanti, carte di debito e carte postali allo sportelloSoglie massime specifiche per singola operazione (a seconda del circuito)
Tabaccherie e ricevitorieContanti e carte tramite i circuiti Mooney, PUNTOLIS, eccSoglie massime specifiche per singola operazione (a seconda del circuito)
Sportelli bancari (ATM e Fisici)Contanti presso sportelli automatici evoluti abilitati o casseSecondo le condizioni applicate dal proprio istituto di credito
Supermercati e GDO convenzionatiContanti direttamente alla cassa della spesa tramite codice a barreLimitato ai punti vendita aderenti al sistema pagoPA

Attraverso questa esternalizzazione, lo Stato delega l’onere della gestione materiale del denaro a soggetti terzi strutturati (come banche, Poste e reti di tabaccai), i quali trattengono le commissioni d’uso ma sollevano la macchina pubblica dai costi vivi di sicurezza, trasporto valori e quadratura quotidiana delle casse fisiche.

Stop ad assegni e contanti anche per i rimborsi

L’asimmetria nel rapporto tra Fisco e contribuente è stata spesso oggetto di critiche. In questo specifico caso, però, il Decreto Correttivo Omnibus introduce una regola speculare che ristabilisce l’equilibrio: la svolta cashless è bidirezionale. A partire dal 2027, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non solo non incasserà più moneta cartacea, ma non erogherà più alcun tipo di rimborso sotto forma di contante o tramite l’emissione di titoli di credito cartacei da ritirare allo sportello.

Fino ad oggi, qualora un cittadino risultasse creditore nei confronti dell’AdER – ad esempio per un pagamento in eccedenza di cartelle esattoriali, per lo sgravio di un ruolo a seguito di una sentenza favorevole della Corte di Giustizia Tributaria, o per un errore di calcolo dell’ente impositore – la restituzione delle somme poteva avvenire, per importi modesti, in contanti presso l’ufficio, oppure tramite l’invio di un assegno circolare o di un vaglia cambiario non trasferibile.

Dal 1° gennaio 2027, l’AdER effettuerà i rimborsi esclusivamente attraverso canali telematici e tracciabili. La modalità regina sarà l’accredito diretto tramite bonifico sul conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario. Per rendere operativa questa procedura, i contribuenti avranno l’onere di comunicare tempestivamente il proprio codice IBAN all’Agenzia, utilizzando l’area riservata del portale istituzionale o i modelli di dichiarazione dedicati. In assenza di un Iban valido, l’erogazione del rimborso potrebbe subire rallentamenti, rimanendo in sospeso fino alla regolarizzazione dei dati finanziari da parte dell’avente diritto.

Le ragioni profonde della riforma: costi, sicurezza e tracciabilità

L’eliminazione dei flussi cartacei e del contante dagli uffici pubblici risponde a precise logiche di spending review e di ammodernamento amministrativo. La gestione fisica del denaro ha un costo sociale ed economico elevatissimo per lo Stato. Ogni sportello che accetta contanti necessita di sistemi di videosorveglianza dedicati, casseforti certificate, stipula di polizze assicurative contro i furti e le rapine, e contratti con istituti di vigilanza privata per il servizio di trasporto valori.

Inoltre, le operazioni manuali di conteggio, verifica della falsificazione delle banconote e quadratura contabile sottraggono tempo prezioso al personale dipendente, che potrà essere impiegato in attività a maggior valore aggiunto, come l’assistenza qualificata al contribuente o la lavorazione delle istanze di autotutela e rateizzazione.

Non va trascurato il fattore tracciabilità. Sebbene il pagamento tramite tabaccheria o ufficio postale in contanti rimanga consentito, il transito forzato all’interno del circuito pagoPA garantisce che l’origine del pagamento sia immediatamente registrata nei sistemi centrali, riducendo a zero i tempi di riconciliazione tra il versamento effettuato e l’effettivo scarico della posizione debitoria del cittadino. Quando si pagano le cartelle esattoriali tramite moneta elettronica o canali pagoPA, l’estinzione del debito avviene in tempo reale, eliminando il rischio di spiacevoli blocchi amministrativi (come i fermi amministrativi sulle auto o le ipoteche) dovuti a ritardi nella trasmissione dei flussi cartacei.