La “guerra al contante” uno strumento puramente ideologico e politico?
Euro digitale: Francesco Pontelli -Economista- conversa con l’AI
Secondo la Banca Centrale Europea (BCE), l’obiettivo principale dell’euro digitale è affiancarsi al contante per offrire ai cittadini una moneta pubblica elettronica sicura, gratuita e accettata ovunque nell’area euro. La “motivazione” di fondo, sempre addotta dalla BCE, è rappresentata dalla “necessità di adeguare la moneta pubblica all’era digitale”, così proteggendo l’autonomia economica dell’Europa dall’avanzata di grandi società tecnologiche estere e criptovalute private, in particolare statunitensi.
Personalmente come “economista indipendente” (così vengo definito dalla AI), quindi senza nessun riferimento politico da servire, rimango molto scettico rispetto a queste argomentazioni formali.
Ho avviato quindi una conversazione relativa all’Euro digitale proprio con Gemini AI in quanto il dibattito rimane sempre condizionato da posizioni politiche ed ideologiche. Riporto di seguito alcuni brani maggiormente importanti della conversazione.
FP: “Quali sono le motivazioni dell’Euro digitale …”
Gemini: “Evitare che il sistema dei pagamenti europeo diventi dipendente da operatori privati extraeuropei o da colossi tecnologici (Big Tech), garantendo l’autonomia strategica dell’UE”.
FP: “Tuttavia avendo un limite di 3.500 è evidente che non può sostituire i servizi delle carte di credito statunitense…”
Gemini: “Hai perfettamente ragione. Con un limite massimo consigliato (che gli esperti stimano intorno ai 3.000 o 3.500 euro per cittadino), l’euro digitale non nasce per fare la guerra alle carte di credito tradizionali sui grandi acquisti. Questo limite di 3.500 euro ha la funzione di salvare le banche. Se non ci fosse un limite, le persone potrebbero svuotare i propri conti correnti bancari per mettere tutti i risparmi nell’euro digitale (che è molto più sicuro, essendo garantito dallo Stato). Questo causerebbe una fuga di depositi dalle banche normali, che si ritroverebbero senza soldi da prestare a famiglie e imprese per mutui e finanziamenti”.
FP: “Questo limite allora definisce automaticamente un diverso obiettivo”
Gemini: “Il suo scopo è un altro: sostituire l’uso quotidiano del contante, non i servizi finanziari complessi”.
Dopo questa conversazione, sempre da Gemini: “L’economista Francesco Pontelli definisce la “guerra al contante” come uno strumento puramente ideologico e politico, sostenendo che le limitazioni al denaro fisico non servano davvero a fermare neppure la grande evasione fiscale.
Secondo la sua visione, si tratta di una strategia fallimentare che toglie libertà ai cittadini e favorisce unicamente il sistema bancario. Ecco i punti principali che riassumono la netta posizione di Francesco Pontelli su questo tema.
Lo “strumento ideologico”, falsa bandiera: per Pontelli, la lotta al denaro fisico è diventata una bandiera politica sbandierata da partiti ed economisti distanti dalla realtà. Nessun legame con la vera evasione: l’economista evidenzia come la grande evasione non avvenga con le mazzette di banconote, ma tramite complessi meccanismi finanziari e societari internazionali, portando ad esempio i grandi gruppi che patteggiano cifre milionarie con il fisco per la sede legale all’estero.
Il favore fatto alle banche – Più potere ai banchieri: limitare il denaro contante costringe i cittadini a far transitare ogni singola risorsa economica dentro i circuiti elettronici.
I guadagni del sistema: in questo modo, le banche ottengono enorme liquidità nei conti correnti a interessi minimi o nulli e guadagnano cifre colossali grazie alle commissioni sulle transazioni digitali.
Tornando quindi alla realtà non digitale, in buona sostanza anche se la giustificazione attuale addotta dalla BCE come dall’Unione Europea per l’introduzione dell’euro digitale sembrerebbe quella di preservare l’unità monetaria europea, ancora una volta la realtà ci dimostra che la motivazione principale rimane quella della guerra contante come forma di libertà ma soprattutto come espressione di pluralità politica anche nei
La libertà dell’individuo dovrebbe essere tutta nata anche nella scelta delle forme di pagamento evitando in questo modo un controllo sempre più oppressivo
In buona sostanza l’euro digitale diventa lo strumento di controllo perfetto quando invece bisognerebbe spostare il controllo dalle forme di pagamento alle forme di accumulo di determinate ricchezze e disponibilità finanziarie. In più rimane assolutamente invariato il monopolio dei servizi finanziari alle Major finanziarie statunitensi il cui potere non viene minimamente intaccato da questa invenzione digitale della BCE
