Alunno prende 6 in condotta per “reiterate mancanze di rispetto verso docenti e compagni”. I genitori fanno ricorso al TAR ma lo perdono
Brianza – Il Tar della Lombardia, con la sentenza 1547/2025 depositata lo scorso 5 maggio, ha respinto il ricorso presentato dai genitori di uno studente, frequentante un istituto scolastico in provincia di Monza-Brianza confermando la legittimità del voto “6” in condotta assegnato al ragazzo.
La controversia risale all’anno scolastico 2021-2022, quando i genitori dello studente contestarono la valutazione assegnata al comportamento del figlio. Secondo la famiglia, la scuola non li avrebbe adeguatamente informati durante l’anno e il voto avrebbe “rasentato i limiti della discriminazione” considerando le “fragili condizioni psicofisiche del ragazzo”, per il quale era stato predisposto un Piano didattico personalizzato.
Il Consiglio di classe, riunitosi in via straordinaria dopo un primo pronunciamento favorevole del TAR, ha motivato dettagliatamente la propria decisione, documentando come lo studente avesse tenuto comportamenti intenzionali che costituivano “un’esplicita violazione degli obblighi previsti dal regolamento di disciplina e dal regolamento in materia di bullismo e cyberbullismo“.
Nello specifico, sono stati riscontrati: mancato rispetto verso docenti e compagni, utilizzo di linguaggio offensivo, atteggiamenti di prevaricazione e comportamenti persecutori configurabili come atti di bullismo
I giudici del TAR hanno respinto in toto il ricorso, sottolineando che “il voto sul comportamento esprime un giudizio che l’Autorità scolastica rende in ordine ad aspetti non solamente didattici ma, prima ancora, formativi ed educativi“.
La sentenza emessa dai giudici amministrativi, in primo grado, chiarisce che tale valutazione investe:la maturità complessiva della persona, la capacità di interazione con l’ambiente e il grado di inserimento nel sistema di valori fondanti della società.
Come evidenziato dal TAR, la valutazione del comportamento non è una semplice sanzione disciplinare, ma uno strumento educativo che mira a formare cittadini consapevoli e responsabili. Il Consiglio di classe ha infatti sottolineato che “l’attribuzione del voto di condotta va effettuata secondo un giudizio complessivo che deriva dalla valutazione globale del grado di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente.
