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Costituito a Seregno il “Comitato per il si ” al Referendum del 22/23 marzo 2026


Seregno – E’ nato il “Comitato per il SI Seregno” al referendum confermativo sulla riforma della giustizia varata dal parlamento Italiano che si svolgerà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Il comitato si prefigge di informare la cittadinanza seregnese sull’importanza di votare SI per avere una giustizia più efficiente e giusta, promuovendo tutte le iniziative utili per una maggior consapevolezza delle ragioni della riforma.
Fra i componenti promotori figurano i tre segretari cittadini delle forze di centrodestra rappresentate in consiglio comunale (Samuele Pallavicini, Luca Tommasi e Edoardo Trezzi), ex amministratori, esponenti del cattolicesimo liberale e del mondo del volontariato, cittadini. Il comitato ha eletto presidente per acclamazione Giuliana Colombo.
Il neocostituito comitato si apre a tutte le realtà politiche, civiche e ai singoli cittadini che vorranno impegnarsi per raggiungere la tanto agognata Riforma della Giustizia.


Perché separare le carriere


Oggi chi sostiene l’accusa e chi emette la sentenza fanno parte dello stesso corpo professionale, creando uno squilibrio nel sistema. È come se l’arbitro indossasse la maglia di una delle due squadre: per quanto competente, la sua posizione non può essere considerata davvero indipendente e neutrale.


Perché servono due CSM, gli organi di autogoverno dei giudici

Oggi i PM partecipano alle valutazioni e alle nomine dei giudici, creando un cortocircuito tra chi accusa e chi giudica. La soluzione è dividere il CSM in due organi distinti. In questo modo le carriere dei giudici e dei PM diventerebbero autonome, eliminando ogni possibile pressione o condizionamento reciproco e garantendo un processo davvero equo.

Com’è la situazione negli altri paesi democratici

In tutte le democrazie del mondo che, come l’Italia, hanno un processo penale di tipo accusatorio (prova che si forma in dibattimento nel contraddittorio tra le parti, davanti ad un giudice terzo), le carriere sono rigidamente separate. Basti pensare a Spagna, Portogallo, Germania, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, etc. in Francia addirittura i pubblici ministeri sono alle dirette dipendenze del ministro della giustizia e sono “agenti dell’esecutivo”. Se l’Italia mantenesse il processo accusatorio e le carriere unite, resterebbe in compagnia solo di Turchia, Bulgaria e Romania.


COSA CAMBIA CON IL SI

– CARRIERE SEPARATE PER I MAGISTRATI CON CONCORSI DISTINTI.

– DUE CSM INDIPENDENTI (UNO PER GIUDICI, UNO PER PM).

-NASCE L’ALTA CORTE DISCIPLINARE. MENO PESO DELLE CORRENTI, PIÙ MERITOCRAZIA E RESPONSABILITA’

COSA NON CAMBIA CON IL SI

– INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA GARANTITA.

– AZIONE PENALE RESTA OBBLIGATORIA.

– IL PM NON DIVENTA ORGANO POLITICO O DIPENDENTE DAL GOVERNO.

L’invito rivolto a tutti i cittadini e alle realtà civiche e politiche è di aderire al comitato e di presenziare al gazebo informativo che si terrà sabato 7 marzo in centro a Seregno e alle successive iniziative che verranno promosse.

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Cesano – Il Tar dà ragione al Comune sul ricorso contro l’aggiudicazione della bonifica nell’ex Snia

Cesano Maderno – Il TAR della Lombardia ha respinto la richiesta di sospensione presentata dalla società Aseco, seconda classificata, contro l’aggiudicazione dei lavori di bonifica del cosiddetto “sito orfano” nell’ex area Snia.

Con un’Ordinanza pronunciata oggi, il Tribunale ha ritenuto che “le questioni sollevate, pur meritevoli di adeguato approfondimento, non evidenziano elementi tali da mettere in discussione la legittimità del provvedimento di aggiudicazione impugnato”.

Il ricorso è stato proposto nei confronti del Comune di Cesano Maderno, della Città Metropolitana di Milano, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché del raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario dei lavori – composto da Elios, Transvecta e Itinera – al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della determinazione con cui la Stazione Unica Appaltante della Provincia aveva assegnato l’intervento a seguito di gara pubblica.

“La pronuncia del TAR – dichiara il Sindaco di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca – rappresenta un passaggio molto importante, perché consente di avviare un intervento fondamentale per il nostro territorio e per l’ambiente. Sono soddisfatto dell’esito finora raggiunto. I cosiddetti “siti orfani” sono aree contaminate che richiedono imprescindibili interventi di bonifica. Nei prossimi giorni verrà firmato il contratto e partiranno i lavori”.

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Riattivare la linea ferroviaria Seregno-Carnate chiede il centro-sinistra in consiglio Provinciale

“La linea ferroviaria Seregno-Carnate è un asse strategico di collegamento: va ripristinata.” Questa la richiesta formalizzata con una mozione in Consiglio Provinciale dal gruppo di centrosinistra Brianza Rete Comune. 

La proposta viene avanzata con riferimento all’attivazione del collegamento ferroviario diretto verso l’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio, il famoso Orio Express, che secondo i consiglieri provinciali “deve prevedere esplicitamente un passaggio attraverso il territorio della Brianza”. 

“Nella valutazione delle alternative progettuali, non si può non tenere conto del peso demografico, economico e produttivo della Provincia di Monza e Brianza, in proporzione al contributo che il territorio fornisce allo sviluppo regionale e nazionale” sostiene Alberto Rossi, consigliere del gruppo e sindaco di Seregno. 

“La Brianza – spiega Rossi – conta oltre 880.000 abitanti, 64.000 imprese attive, rappresentando uno dei principali motori produttivi d’Europa. Questa concentrazione di popolazione, imprese, capitale umano qualificato e relazioni internazionali rende strategico un accesso diretto, efficiente e sostenibile ai principali hub aeroportuali, in particolare all’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio, che rappresenta uno snodo fondamentale per la competitività del sistema produttivo lombardo. L’esclusione della Brianza comporterebbe una penalizzazione significativa per uno dei territori più popolosi e produttivi della Regione.” 

“La linea Seregno-Carnate – aggiunge il capogruppo Vincenzo Di Paolo – è un’infrastruttura ferroviaria già presente, attualmente non attiva per il servizio passeggeri, che può essere riattivata non solo in funzione del progetto Orio Express, ma anche come contributo risolutivo alla sospensione del Besanino per i lavori di Pedemontana.” 

Secondo Di Paolo “la chiusura di un tratto della linea S7 tra i Comuni di Villasanta e Triuggio durante i cantieri di Pedemontana, per un anno intero, comporterà un disagio notevole ai cittadini e un aggravamento delle condizioni del traffico sul territorio. Il ripristino della Seregno-Carnate può essere un pezzo della soluzione a questo problema.” 

“Ci sono ragioni strategiche e di necessità contingente che portano alla valorizzazione di questa linea ferroviaria” concludono gli esponenti del centrosinistra. “Abbiamo presentato un documento per il Consiglio Provinciale perché la Provincia di Monza e Brianza può farsi promotrice presso Regione Lombardia perché con RFI e Trenord si approfondiscano le soluzioni tecniche per includere la Brianza nel collegamento verso Orio al Serio e arrivare quindi alla riattivazione della Seregno-Carnate.”

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Pedemontana: recepite 2 richieste del sindaco su gestione dei flussi di traffico e coordinamento delle Polizie Locali

Cesano Maderno – “L’avvio del Tavolo interistituzionale per gestire i cantieri di Pedemontana deciso dalla Prefettura di Monza e Brianza, supporterà i Comuni anche nel garantire il controllo e la sicurezza della circolazione, aiutando, inoltre, a mitigare gli effetti dei cantieri che, inevitabilmente e come ribadiamo già da mesi, si ripercuoteranno sulla viabilità interna dei Comuni”.

Lo ha dichiarato Gianpiero Bocca, Sindaco di Cesano Maderno e Coordinatore dei Comuni interessati dalla tratta B2 di Pedemontana, che nella giornata di ieri ha presenziato all’incontro tenutosi in Prefettura e convocato dal Prefetto Enrico Roccatagliata, d’intesa con l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi, propedeutico all’istituzione del Tavolo tecnico.

“In particolare – ha aggiunto Gianpiero Bocca – ringrazio il Prefetto Roccatagliata e tutte le componenti per aver recepito due importanti richieste che ho sottoposto, legate alla gestione dei flussi di traffico sia durante le fasi dei cantieri sia in quelle successive ed il Coordinamento degli Agenti di Polizia Locale dei Comuni interessati.

Ho richiesto gli aggiornamenti dei piani del traffico necessari per poter coordinare al meglio le azioni sul territorio sia in fase di cantierizzazione che ad autostrada a regime. Questa è una proposta, peraltro già avanzata in altri contesti, che ritengo fondamentale per fornire gli aggiornamenti periodici sui flussi di traffico, in maniera da consentire un monitoraggio continuo e ridurre al minimo i disagi negli spostamenti quotidiani.

Il potenziamento del coordinamento delle Polizie Locali, infine, diventa fondamentale perché coinvolge direttamente i Comuni ed aiuta i Sindaci e gli agenti a pianificare una gestione capillare delle possibili criticità. Ringrazio il Prefetto – ha concluso il Sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca – per aver pienamente interpretato le nostre necessità e la volontà di garantire un flusso informativo costante e trasparente verso la cittadinanza in merito a tempistiche, modifiche alla viabilità e fasi operative dei cantieri”.

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Arcore – Sulla “Via Frocis” del Brianza Pride 2025 il commento degli organizzatori

Arcore – Dopo il deposito di una mozione presentata dal centrodestra presso il Comune di Lesmo in cui si chiede che la sindaca Sara Dossola si scusi per la partecipazione al Pride, il comitato organizzatore dell’evento, attraverso una nota stampa, ha commentato:

“Colpisce innanzitutto il tempismo: la mozione giunge a oltre quattro mesi di distanza dal Brianza Pride 2025, svoltosi nelle vie di Arcore. Uno “scoppio ritardato” che appare quanto mai singolare e che solleva più di un interrogativo sulla reale urgenza e fondatezza dell’iniziativa.

Ancora più grave risulta la narrazione distorta e impropria di quanto accaduto durante la manifestazione. Nel testo della mozione, infatti, si afferma testualmente che «la manifestazione ha prodotto una assai sgradevole e niente affatto simpatica parodia della cerimonia religiosa cristiana della Via Crucis del Venerdì Santo prima della Santa Pasqua, definita molto infelicemente Via Frocis, nonché il percorso di allestimento, in varie strade e piazze del Comune di Arcore, di una serie di sei “stazioni”, corredate da presunte rappresentazioni goliardiche e altrettanto discutibili messe in scena teatrali, costruite sulla falsariga di quelle previste dalla ritualità della cerimonia religiosa pre-pasquale».

Si tratta di un’affermazione gravissima, priva di qualsiasi fondamento nei fatti e facilmente smentibile attraverso la documentazione disponibile. Il Brianza Pride è stato un evento ampiamente seguito e raccontato dalla stampa locale e nazionale, con dirette video tuttora fruibili online. Tutti i discorsi ufficiali sono stati pubblicati integralmente sul sito dell’organizzazione come avviene ogni anno per garantire la massima accessibilità, trasparenza e correttezza informativa. Prima di redigere una mozione di tale portata, sarebbe stato doveroso verificare la veridicità dei contenuti riportati. Ci chiediamo, sinceramente, se almeno una riga di quei materiali sia stata letta o ascoltata dato che abbiamo registrato i discorsi anche per le persone con disturbi specifici dell’apprendimento e persone cieche.

In merito alla dicitura “Via Frocis”, ribadiamo con chiarezza che si è trattato di una risposta satirica e politica alle dichiarazioni del cardinale Müller, rilasciate a ridosso del Pride contro la comunità LGBTQ+, in un momento particolarmente significativo, segnato dalla concessione del Giubileo alla comunità stessa da parte di Papa Francesco. Ogni tentativo di strumentalizzare tale gesto, isolandolo dal contesto, appare pretestuoso e fuorviante.

Questa mozione arriva inoltre in un momento storico drammatico. Gennaio 2026 è segnato da una vera e propria mattanza delle persone LGBTQ+ in diverse parti del mondo. In Iran sono in corso esecuzioni pubbliche, con migliaia di persone tra le quali moltissime lesbiche, gay e queer trucidate. Solo pochi mesi fa, il 20 novembre, abbiamo celebrato il TDOR – Transgender Day of Remembrance – ricordando oltre 300 persone trans uccise nell’ultimo anno solare, alcune brutalmente squartate in pubblico. In questo contesto, una mozione che alimenta sospetti, distorsioni e accuse infondate appare non solo fuori tempo, ma profondamente inopportuna.

Chiediamo con fermezza: dove sarebbe avvenuta questa presunta parodia della Via Crucis? Non esiste alcuna rappresentazione di tal genere all’interno del Brianza Pride. Questo è un fatto oggettivo, verificabile attraverso video, cronache giornalistiche e testimonianze dirette. L’intera manifestazione si è svolta sotto l’attento controllo delle forze dell’ordine, con un imponente dispiegamento di sicurezza che ha seguito tutti i carri.

Probabilmente i consiglieri di minoranza si sono persi anche un dettaglio fondamentale: il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, ha seguito l’intera manifestazione dal centro di coordinamento della Polizia Locale, monitorando costantemente ogni fase dell’evento. Precisiamo che il sindaco Bono non è un nostro alleato politico, né parte dell’organizzazione del Brianza Pride; proprio per questo la sua eventuale testimonianza risulterebbe ancora più significativa. Neppure lui ha avuto modo di riscontrare quanto i consiglieri dichiarano di aver visto ( lo avrebbe segnalato seduta stante), semplicemente perché quell’allestimento goliardico e quelle messe in scena teatrali non sono mai esistite. Se vi sono dubbi, basterebbe una semplice telefonata al sindaco Bono per ottenere conferma diretta della totale infondatezza di tali affermazioni.

Sarebbe stato altresì sufficiente consultare la DIGOS o la Questura di Monza e Brianza per accertare la veridicità dei fatti. Se quanto scritto nella mozione non corrisponde al vero – e non corrisponde – esistono i presupposti per una denuncia per diffamazione. Una causa che non temiamo e che affronteremmo con assoluta serenità, certi di poter dimostrare, documenti alla mano, la falsità delle accuse.

Riteniamo tuttavia che vi siano ancora i tempi tecnici per evitare che simili affermazioni vengano cristallizzate in atti pubblici. Ci auguriamo prevalga il buon senso e il senso di responsabilità istituzionale. Invitiamo pertanto i consiglieri firmatari, qualora non intendano incontrare direttamente gli organizzatori del Brianza Pride, almeno a consultare i materiali ufficiali e le prese di posizione delle numerose associazioni brianzole che hanno partecipato all’edizione 2025. La verità dei fatti è sotto gli occhi di tutti: basta avere la volontà di guardarla.

Probabilmente i consiglieri di minoranza non hanno reali argomenti politici con cui confrontarsi con la sindaca di Lesmo e hanno quindi scelto di utilizzare strumentalmente il Brianza Pride per meri scopi di polemica locale. Questo non va affatto bene. È un metodo nocivo, non tanto e non solo per la comunità LGBTQ+, che quotidianamente subisce attacchi omofobi e discriminazioni, ma soprattutto per la comunità di Lesmo, privata così di un confronto politico serio, costruttivo e orientato al bene comune. Se non avete nulla da dire, nulla da proporre, nulla da migliorare, ditelo chiaramente: non avete di che parlare, punto.

Constatiamo inoltre, sulla base di otto anni di attivismo LGBTQ+ in Monza e Brianza, che una parte di chi si oppone ideologicamente al Pride cerca sistematicamente qualsiasi pretesto per attaccarlo. Qualsiasi. Siamo convinti che anche se avessimo scelto come slogan gli unicorni o gli orsetti arcobaleno, ci sarebbe stato comunque da ridire anche sugli unicorni e sugli orsetti arcobaleno. Perché il problema, evidentemente, non è ciò che si dice o come lo si dice, ma il semplice fatto che esistiamo, che ci rendiamo visibili, che rivendichiamo dignità, diritti e cittadinanza piena.”

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Sono 281 gli immobili confiscati alla mafia in Monza e Brianza pronti ad avere una nuova funzione

«Sono oltre 1580 i beni confiscati alle organizzazioni criminali in Lombardia che possono o sono giù diventati luoghi per garantire migliori servizi sociali e medici per i cittadini. Solo continuando a lavorare in stretta collaborazione tra Regione, Ansbc, Comuni e associazioni del terzo settore possiamo fare la differenza». Così il consigliere Jacopo Dozio di Forza Italia che ha preso parte lunedì pomeriggio 19 gennaio alla commissione speciale antimafia, anticorruzione, trasparenza e educazione alla legalità, dove si è analizzata la situazione.

In Lombardia si concentra una rilevante fetta del patrimonio immobiliare in gestione all’ANBSC: con 1.584 beni immobili (particelle immobiliari) confiscati in gestione, la Lombardia è la quinta regione a livello italiano per numero di beni in gestione all’ANBSC dopo le regioni con radicata presenza della criminalità organizzata – Sicilia (8.719), Campania (3.437) e Calabria (1.873) – e il Lazio (2.643). La Lombardia si distingue anche per numero di beni immobili confiscati già destinati, posizionandosi al quinto posto (1.591), dopo Sicilia (7.727), Calabria (3.137), Campania (3.105) e Puglia (1.822).
 I beni in gestione sono concentrati nelle province di Milano e di Monza e della Brianza. In particolare, in quest’ultima, il numero di beni in gestione eccede il numero di beni già destinati. Nel dettaglio in Brianza sono 281 gli edifici in gestione all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità di cui 162 già destinati alle amministrazioni locali o realtà del terzo settore per realizzare dei progetti.

«Questi sono numeri molto rilevanti per la nostra Provincia – ha proseguito l’azzurro – che segnalano quanto le forze dell’ordine da un lato continuano a lavorare alacremente per smantellare organizzazioni criminali nelle nostre zone e le ringrazio per questo. Dall’altro sussiste un lavoro di cooperazione tra i diversi enti per recuperare questi spazi e dargli una nuova vita e una nuova funzione. Penso al recupero di alcuni edifici tra Vimercate, Concorezzo, Lesmo e Correzzana per fare qualche esempio»,

Il consigliere di centrodestra ha anche sottolineato come:«Regione Lombardia è sempre stata in prima linea per riqualificare le aree confiscate alla mafia mettendo a disposizione contributi per tutte le Province pari a oltre 6,7 milioni di euro nel quadriennio 2019-2023 e sicuramente si procederà su questa strada».

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Trezzo – Il nuovo ponte S.Michele fa ancora discutere la politica brianzola

Trezzo d’Adda -Il ponte San Michele, l’opera che dovrebbe essere costruita accanto al vecchio manufatto, continua a far discutere. A mettere in dubbio la reale utilità del nuovo ponte è infatti Brianza Rete Comune, gruppo politico presente nel consiglio provinciale, che riunisce partiti e liste civiche del centrosinistra, preoccupato per l’impatto ambientale che l’opera potrebbe avere sul territorio brianzolo.

“La realizzazione del nuovo ponte San Michele sull’Adda sta generando preoccupazioni serie e diffuse che riguardano l’impatto ambientale e paesaggistico su un’area di straordinario valore ma anche il forte aumento del traffico e il carico aggiuntivo sulla rete viaria locale, con effetti rilevanti non solo lungo l’Adda ma su tutto il Vimercatese. Questioni concrete sollevate dai Comuni del territorio che hanno il dovere di rappresentare le istanze delle proprie comunità” sostengono i rappresentanti del gruppo provinciale Brianza Rete Comune.

“L’assessore regionale Terzi liquida queste richieste legittime come istanze figlie del solito ambientalismo di sinistra” spiega il capogruppo del centrosinistra Vincenzo Di Paolo: “è lo stesso atteggiamento arrogante che abbiamo già visto con Pedemontana, chi solleva dubbi viene etichettato, chi chiede approfondimenti viene delegittimato, chi rappresenta i territori viene trattato come un ostacolo da rimuovere, non come un interlocutore da ascoltare e con cui collaborare.”

“Eppure non c’è nulla di ideologico nel chiedere attenzione all’impatto ambientale, sociale e infrastrutturale di un’opera che inciderà profondamente su un’area delicata e già fragile” aggiunge il consigliere Francesco Facciuto. “C’è solo il senso di responsabilità di amministratori che rispondono ai cittadini e che si aspettano valutazioni serie, trasparenti e complete.”

Secondo i consiglieri provinciali di centrosinistra “Terzi fa confusione tra la responsabilità di governare e l’arroganza del potere. Governare significa ascoltare, confrontarsi, correggere e migliorare i progetti attraverso il dialogo. Non significa imporre scelte dall’alto, ridicolizzare le preoccupazioni dei territori e rifugiarsi negli slogan per evitare il confronto. Le grandi opere non si fanno contro i territori, ma con i territori. Continuare a ignorarlo non è segno di forza, ma di debolezza politica. Le nostre comunità meritano rispetto.”

“È per questo che come gruppo consiliare abbiamo presentato una mozione per chiedere a Regione un reale coinvolgimento dei Comuni e della Provincia di Monza Brianza. La nostra mozione ha portato alla redazione di una lettera sottoscritta dal Presidente Santambrogio e da tutti i Capigruppo consiliari, di tutti gli schieramenti. Terzi intende ignorare tutto questo?” si chiedono dal gruppo Brianza Rete Comune.

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Seregno – Integrazione A2A-AEB: le opposizioni chiedono al sindaco Rossi di rinunciare alla prescrizione

Seregno – In una nota stampa emessa congiuntamente dalle forze politiche di opposizione che siedono in consiglio comunale, è stata emessa una nota che riguarda il procedimento giudiziario che vede tra gli imputati anche il Sindaco Alberto Rossi .

“Alla luce degli ultimi sviluppi del procedimento penale relativo all’integrazione societaria tra AEB e A2A, che
vede imputati il sindaco di Seregno Alberto Rossi e l’assessore Giuseppe Borgonovo, riteniamo doveroso
intervenire in nome di quella trasparenza più volte proclamata dal Sindaco in consiglio comunale.
Il prossimo trasferimento del giudice titolare del procedimento presso il Tribunale di Milano rischia infatti di
determinare un significativo allungamento dei tempi processuali, con la concreta possibilità che si arrivi alla
prescrizione dei reati contestati prima di una sentenza di merito.

Una simile eventualità non sarebbe nell’interesse della città di Seregno, né dei cittadini, che hanno il diritto di
conoscere la verità su una delle operazioni più rilevanti e discusse degli ultimi anni, con importanti ricadute sul
patrimonio pubblico e sul futuro dei servizi locali.
Per queste ragioni chiediamo formalmente al sindaco Alberto Rossi e all’assessore Giuseppe Borgonovo, in
qualità di imputati nel procedimento, di rinunciare alla prescrizione, qualora dovesse maturare. Una scelta che
non ha alcuna finalità strumentale o politica, ma che risponde esclusivamente all’esigenza di consentire
l’accertamento pieno della verità.
Rinunciare alla prescrizione sarebbe un atto di responsabilità istituzionale e di rispetto verso la comunità di
Seregno, a tutela della trasparenza amministrativa e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
La città merita chiarezza. La giustizia deve poter fare il suo corso.

Fratelli d’Italia Seregno – Forza Italia – Lega Seregno “

Il sindaco Alberto Rossi interpellato dalla nostra redazione, ha commentato : ” Non saranno comunicati più o meno strumentali dell’opposizione a condizionare tempi o meriti di eventuali mie decisioni o valutazioni sul tema. Ciò detto rimango pienamente fiducioso sia di poter dimostrare la mia innocenza ed essere assolto, poiché certo di avere lavorato sempre e solo per il bene della comunità, sia che non vi siano rischi di prescrizione.“

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Desio – Al via in gennaio i lavori per la rimozione dei binari della vecchia linea tramviaria

Desio si prepara a voltare pagina in termini di sicurezza stradale: anticipati al 2026 gli interventi sul tratto finale della linea dismessa di Corso Italia, originariamente previsti per il 2028, con l’obiettivo di ridurre i disagi e migliorare la sicurezza urbana

La Cabina di Regia del Comune di Desio per la metrotranvia Milano–Desio-Seregno, in sinergia con la Città Metropolitana di Milano, ha raggiunto un’intesa strategica che segna un cambio di passo decisivo: i lavori di dismissione e riqualificazione della vecchia linea tranviaria partiranno già da gennaio 2026, due anni prima rispetto al cronoprogramma iniziale.

Perché questa scelta? Durante l’incontro del 4 dicembre 2025, è emersa la necessità di intervenire con urgenza sul tratto tra via Cesare Battisti e via Piave, dove la presenza dei binari dismessi rappresenta un rischio per la viabilità e la sicurezza. Grazie a un dialogo costruttivo, è stato possibile anticipare le operazioni, riducendo i tempi di cantiere e i disagi per cittadini e attività commerciali.

I punti chiave dell’accordo sono l’avvio immediato dei cantieri: Corso Italia e il tratto da via Podgora a via Gramsci (esclusa) saranno interessati dai lavori nelle prime settimane del 2026, con conclusione prevista entro fine anno.
Per la tratta da via Gramsci fino al confine con Nova Milanese (via Milano/via Diaz), la Città Metropolitana e l’appaltatore CMC Ravenna SpA anticiperanno quanto più possibile le operazioni nel corso del 2026, salvaguardando gli interventi già realizzati dal Comune di Desio.

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“Vivere insieme il mio cantuccio d’orto”: nuova vita per gli orti di via Crocefisso

L’ amministrazione comunale ha approvato il progetto di fattibilità che sarà Cofinanziato da Fondazione Cariplo

Seregno – La Giunta Comunale ha approvato la fattibilità tecnica ed economica del progetto “Vivere insieme il mio cantuccio d’orto”, nella parte che prevede la riqualificazione degli orti comunali di via Crocefisso. Si è dato così avvio ad un importante intervento di rigenerazione urbana e sociale a beneficio della comunità, progetto che è cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del programma Emblematici Provinciali.

L’area interessata dall’intervento, di circa 5.000 mq, è localizzata a nord di via Crocefisso, dove si trova l’attuale accesso, ed è oggi chiusa su tutti i lati. Il contesto è caratterizzato da confini est e ovest con giardini e complessi residenziali, dal fronte sud su via Crocefisso e relativo parcheggio, e dal fronte nord con l’area boscata dell’ex vivaio, attualmente molto fitta e difficilmente percorribile. Il progetto prevede la suddivisione degli orti in due parti lungo l’asse nord-sud, scelta condivisa con l’Amministrazione comunale, che consentirà la realizzazione di un percorso centrale di collegamento tra via Crocefisso e le aree verdi a nord. Questo nuovo asse rappresenta un elemento strategico dal punto di vista urbanistico, permettendo il recupero funzionale dell’area ex vivaio come collegamento verde e fruibile sull’asse nord-sud. I corpi servizi, attualmente collocati sull’asse centrale, verranno ridistribuiti nelle due nuove aree degli orti, ciascuna dotata dei servizi essenziali già previsti e di una zona di condivisione dedicata, rafforzando così la dimensione comunitaria del progetto. Le superfici delle singole particelle non subiranno variazioni, come concordato negli incontri di confronto con gli utenti, durante i quali il progetto è stato condiviso nel suo complesso.

Gli interventi previsti comprendono la rimozione delle capanne poste al centro dell’area, l’asportazione dei detriti accumulati nel tempo lungo il confine nord con l’ex vivaio, la realizzazione del percorso centrale e del collegamento nord in calcestruzzo semplice, secondo le dimensioni indicate negli elaborati progettuali. È inoltre prevista la messa in sicurezza delle aree adiacenti al percorso, attraverso l’abbattimento delle piantumazioni pericolose e la pulizia del sottobosco nelle zone limitrofe. A completamento dell’intervento, lungo tutto il percorso sarà installato un sistema di illuminazione e di videosorveglianza, a garanzia di maggiore sicurezza e fruibilità.

La riqualificazione degli orti rientra in un più complessivo progetto attivato nel quartiere di Sant’Ambrogio volto a sviluppare processi partecipativi di coesione sociale, scambio intergenerazionale e strumenti di autogestione attraverso lo sviluppo condiviso di nuove aree a verde. Tra gli obiettivi: il coinvolgimento dei cittadini in processi di partecipazione, lo sviluppo di sinergie e di collaborazioni con organizzazioni del territorio, del dialogo tra i cittadini e le istituzioni, della coesione sociale e delle relazioni intergenerazionali, l’incremento della qualità degli spazi pubblici attraverso la promozione e la valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio urbano e periurbano anche attraverso la mobilità dolce.