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Accordo tra Irccs Medea e Irccs San Gerardo per rafforzare ricerca pediatrica e neuroriabilitazione

Ricerca scientifica: accordo quadro tra Irccs Eugenio Medea e Irccs San Gerardo dei Tintori Nasce una collaborazione strategica per rafforzare la ricerca pediatrica e la neuroriabilitazione

Monza – L’IRCCS “Eugenio Medea”, sezione scientifica dell’Associazione La Nostra Famiglia, e la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori hanno sottoscritto un Accordo Quadro di Collaborazione Scientifica con l’obiettivo di sviluppare programmi congiunti di ricerca, integrando competenze, tecnologie e risorse umane nei rispettivi ambiti di eccellenza.
L’intesa, della durata quinquennale a partire dal 1° gennaio 2026, rafforza la sinergia tra due istituti di ricovero e cura a carattere scientifico riconosciuti dal Ministero della Salute: l’IRCCS San Gerardo dei Tintori, riconosciuto nel 2022 nella disciplina della Pediatria, e l’IRCCS Eugenio Medea, attivo dal 1985 e punto di riferimento nazionale per la ricerca e la riabilitazione delle patologie neurologiche e neuropsichiche dell’età evolutiva.
L’Accordo prevede la realizzazione di programmi di ricerca integrata, lo sviluppo di laboratori e facilities condivise, la mobilità dei ricercatori e lo scambio di expertise ad alta specializzazione. In particolare, la collaborazione si concentrerà su aree scientifiche avanzate che includono la genetica di popolazione, la biologia evolutiva applicata e gli aspetti neurobiologici e genetico-computazionali delle patologie complesse multifattoriali, con un forte orientamento alla ricerca traslazionale.
“Questo accordo rappresenta un passo fondamentale per costruire una rete solida tra IRCCS, capace di valorizzare competenze complementari e di tradurre più rapidamente la ricerca scientifica in benefici concreti per i pazienti pediatrici – dichiara il prof. Pietro Invernizzi, Direttore Scientifico della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori -. La collaborazione con l’IRCCS Eugenio Medea ci permette di unire l’eccellenza clinica pediatrica con una straordinaria esperienza nella neuroriabilitazione dell’età evolutiva, rafforzando il nostro impegno nella ricerca di alta qualità al servizio del Servizio Sanitario Nazionale”
L’Accordo, che non prevede trasferimenti finanziari tra le parti, si fonda sul principio della libertà della ricerca scientifica e sulla valorizzazione reciproca dei risultati, nel rispetto delle normative nazionali in materia di ricerca sanitaria, proprietà intellettuale, sicurezza e tutela dei dati personali.
“Attraverso questa intesa – aggiunge Invernizzi – vogliamo promuovere un modello di cooperazione strutturata tra IRCCS, capace di dialogare anche con altre realtà pubbliche e private, favorendo l’innovazione e la crescita della ricerca biomedica e clinica in ambito pediatrico”.
“La collaborazione tra Istituti Scientifici che operano in ambiti pediatrici complementari rappresenta un punto di forza per il sistema IRCCS sia nazionale che regionale, per lo sviluppo di una ricerca traslazionale sempre più vicina ai pazienti e alle famiglie, come auspicato dal Ministero – dichiara la dottoressa Maria Teresa Bassi, Direttrice Scientifica dell’IRCCS Eugenio Medea -. L’accordo con un’eccellenza come l’IRCCS San Gerardo dei Tintori sarà un valore aggiunto per l’attività di ricerca pediatrica biomedica, traslazionale e clinica dell’intero Paese”.
Con questo Accordo Quadro, l’IRCCS Eugenio Medea e la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori confermano il proprio ruolo di motori della ricerca scientifica italiana, orientata a migliorare la qualità della vita dei bambini e delle famiglie attraverso un approccio multidisciplinare, integrato e fortemente innovativo.

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Al via lo studio ReMaP-POPP che aiuta il bambino a trovare la strada giusta per nascere

Scienza e tradizione per lo studio che coinvolge oltre 500 donne

Monza – Al via lo studio ReMaP-POPP, che mette al centro il corpo della donna, il movimento e il rispetto dei tempi del parto. L’obiettivo è capire se il Rebozo, uno scialle intrecciato utilizzato nella pratica ostetrica messicana, e alcune posture materne possono aiutare il bambino a ruotare nella posizione più favorevole per la nascita. Tutto questo in una chiara prospettiva scientifica, che unisca il rigore della ricerca alle conoscenze e alle culture tradizionali.
Il travaglio è un viaggio intenso e unico. In molti casi, il corpo della donna e quello del bambino trovano spontaneamente il modo migliore per lavorare insieme. A volte, però, il bambino assume una posizione che può rendere il parto più lungo e faticoso: è la cosiddetta posizione occipito posteriore persistente (POPP), quando la testa e la schiena del feto sono rivolte verso la schiena della madre
Questa posizione è più comune di quanto si pensi: all’inizio del travaglio il bambino è in questa posizione una volta su 3, mentre solo in un caso su 10 rimane così fino al parto. Spesso infatti il bambino riesce a ruotare da solo durante il travaglio, ma quando questo non avviene, il percorso verso la nascita può essere più complesso, con più dolore per la mamma e più probabilità di interventi medici come il cesareo, e più difficoltà per il neonato.
È in questo contesto che nasce lo studio ReMaP-POPP (dove Re sta per Rebozo, MaP Posizione Materne, Popp posizione occipito posteriore persistente), a seguito di una domanda semplice ma fondamentale: è possibile rendere il travaglio più fluido e positivo affidandosi a pratiche rispettose del corpo e dell’esperienza materna? Oggi, infatti, non ci sono evidenze scientifiche sufficienti per stabilire quale sia la pratica migliore in caso di posizione occipito posteriore durante il travaglio. Questo studio vuole contribuire a colmare questa mancanza, offrendo nuove conoscenze utili per un’assistenza alla nascita efficace e sicura.
Nell’arco di 16 mesi saranno coinvolte 578 donne in travaglio con gravidanza a termine e bambino in posizione occipito posteriore: a metà di loro sarà proposto il Rebozo insieme a posture materne specifiche come l’inversione in avanti e il rilascio laterale, per l’altra metà l’approccio sarà quello abitualmente seguito negli ospedali. Sia il Rebozo che le posture dell’inversione in avanti e del rilascio laterale sfruttano la gravità e i cambiamenti del bacino per incoraggiare la rotazione spontanea della testa fetale, senza forzature e senza interventi invasivi.
“La posizione occipito posteriore persistente può avere un impatto significativo sull’andamento del parto e sull’esperienza della donna – spiega la dott.ssa Sara Ornaghi, Responsabile Scientifica dello studio e medico ricercatore della Struttura complessa di Ostetricia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori -. Nonostante questo, ad oggi non esistono indicazioni chiare e condivise su quali interventi siano realmente efficaci per favorire la rotazione della testa fetale. Con lo studio ReMaP-POPP vogliamo valutare in modo rigoroso l’efficacia di Rebozo e posture materne specifiche, tecniche già impiegate nella pratica clinica e percepite positivamente dalle donne ma per le quali è fondamentale produrre evidenze scientifiche solide a supporto dell’utilizzo”.
“Un aspetto centrale dello studio è l’attenzione all’esperienza materna dell’evento nascita – spiegano l’ostetrica Simona Fumagalli e l’ostetrica Maria Panzeri del San Gerardo e ricercatrici dell’Università di Milano-Bicocca -. Il nostro obiettivo non è solo migliorare gli esiti clinici, ma anche promuovere un’assistenza al parto più rispettosa, che metta la donna al centro e valorizzi il suo ruolo attivo durante il travaglio”.
Secondo la dott.ssa Marzia Maini, responsabile di Sala Parto, e la prof.ssa Anna Locatelli, Direttore della Struttura complessa di Ostetricia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, lo studio ReMaP-POPP rappresenta un’opportunità per integrare saperi tradizionali e ricerca scientifica, riconoscendo il valore di interventi che accompagnano, piuttosto che forzare, i processi naturali della nascita.


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Lentate – Nuovi ambulatori e servizi per i cittadini nella Casa di Comunità


Lentate sul Seveso – La Casa di Comunità, situata in via Garibaldi 37 e
punto di riferimento per un bacino di circa 50.000 cittadini dei Comuni
di Lentate sS, Barlassina, Lazzate, Misinto, Cogliate e Ceriano
Laghetto, si presenta con nuovi servizi e spazi ampliati. Grazie agli
interventi di ristrutturazione finanziati dal PNRR, da dicembre è infatti
accessibile anche il primo piano della struttura, che va ad affiancarsi al
piano terra già attivo, rafforzando ulteriormente l’offerta di servizi sanitari
e sociosanitari di prossimità a favore della comunità.
Per presentare i nuovi spazi e illustrare i servizi attivi, si è tenuto nella
mattinata del 29 gennaio 2026 un incontro aperto alla cittadinanza.
Presenti per ASST Brianza il Direttore Generale Carlo Alberto Tersalvi, il
Direttore Sociosanitario Antonino Zagari, il Direttore di Distretto Roberta
Brenna, la Coordinatrice della Casa di Comunità Erica Alberio e una
rappresentanza degli operatori; per il Comune di Lentate sul Seveso,
presenti il Sindaco Laura Ferrari, il Vicesindaco Marco Boffi e l’Assessore
Territorio, Urbanistica e Cultura Matteo Turconi Sormani. Presenti anche
il Sindaco di Ceriano Laghetto Massimiliano Armando Occa e il
Vicesindaco Francesca Sulis, il Sindaco di Barlassina Paolo Giovanni

Vintani, l’Assessore del Comune di Seregno Laura Capelli e alcune sigle
sindacali.
“Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato
contribuendo, a vario titolo, a rendere pienamente operativa 7 giorni su 7
questa Casa di Comunità, punto di riferimento per i cittadini del Comune
di Lentate e dei Comuni limitrofi. Questa è una delle prime strutture a
rispondere a tutti i criteri del DM 77 sulla dotazione e sugli standard delle
Case di Comunità. Entro la fine di marzo puntiamo ad aprire oltre il 90%
delle CdC previste sul nostro territorio”, ha dichiarato il Direttore Generale
di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalvi. “Fondamentale è stata – e
continua ad essere – la sinergia con l’Amministrazione Comunale, che
ringraziamo per aver supportato il progetto attraverso una collaborazione
e un confronto costante. L’obiettivo è quello di rispondere al meglio ai
bisogni della comunità e fornire servizi integrati e multiprofessionali
all’interno di spazi adeguati e accoglienti”.
La dichiarazione del Sindaco del Comune di Lentate, Laura Ferrari:
“Esprimo molta soddisfazione per l’ulteriore risultato raggiunto grazie alla
collaborazione tra enti. I cittadini del nostro territorio godranno di
importanti servizi per la tutela della persona che vive momenti di fragilità.
Ora continuiamo il lavoro di collaborazione con i Medici di medicina
generale, parte essenziale di questo progetto socio- sanitario”.
“La Casa di Comunità di Lentate sul Seveso rappresenta un punto di
riferimento fondamentale per il rafforzamento della sanità territoriale e
della presa in carico dei bisogni di salute dei cittadini”, ha affermato il
Vicesindaco Marco Boffi. “La struttura è pensata per offrire servizi sanitari
e sociosanitari integrati, accessibili e vicini alla comunità, favorendo un
modello di assistenza basato sulla prevenzione, sulla continuità delle cure

e sull’integrazione tra professionisti. Un risultato raggiunto grazie alla
stretta collaborazione tra amministrazione e ASST Brianza”

CronacaSalute

Gravi traumi da botti e armi a salve: al san Gerardo ancora ricoverati i pazienti più gravi


A Capodanno l’IRCCS San Gerardo in prima linea nella gestione delle emergenze

Monza– Nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori ha affrontato un’intensa attività di emergenza legata a gravi traumi da scoppio di petardi e all’uso improprio di pistole a salve (“scacciacani”). Tra le 22.30 e le 10.30 della mattina successiva, sono stati presi in carico cinque pazienti, tre dei quali con lesioni particolarmente gravi a mani, volto e occhi.
Il caso più complesso ha riguardato un giovane di 21 anni, trasferito dal territorio bergamasco tramite il servizio AREU, con gravi lesioni bilaterali alle mani e al volto, incluso il coinvolgimento orbito-oculare. Il paziente è stato sottoposto a un intervento chirurgico multidisciplinare di elevata complessità, che ha coinvolto chirurghi maxillo-facciali, oftalmologi e ortopedici, comprendendo procedure di rivascolarizzazione, stabilizzazione ossea, trattamento di fratture e rimozione di corpi estranei.
Nello stesso arco temporale sono giunti in Pronto Soccorso anche due minori: un ragazzo di 15 anni con un gravissimo trauma da scoppio alla mano destra, ustioni di secondo e terzo grado e amputazione di quattro dita, e un diciassettenne con ustioni profonde, fratture esposte multiple alla mano destra e una lacerazione corneale all’occhio sinistro. Entrambi sono stati sottoposti a interventi chirurgici urgenti. Tutti e tre i pazienti sono ancora ricoverati al San Gerardo.
Si sono inoltre presentati altri due giovani adulti con lesioni alla mano causate dall’uso di pistole “scacciacani”: un uomo di 30 anni con lesione nervosa, per il quale è stato programmato un intervento differibile, e un ragazzo di 18 anni, trattato e suturato direttamente in Pronto Soccorso.
Parallelamente, a causa dell’elevato numero di emergenze e l’elevata pressione assistenziale, un sesto paziente – un minore di 13 anni con grave trauma da scoppio alla mano destra – è stato dirottato dal servizio AREU verso un altro centro di riferimento. Si è reso necessario infatti il coinvolgimento di una struttura extra-regionale pubblica: l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Integrata di Verona, dove il reparto di Chirurgia della Mano e Microchirurgia diretto dal dott. Massimo Corain ha preso in carico l’ulteriore caso pediatrico di estrema gravità.
Nonostante la complessità e il numero degli interventi, tutte le emergenze sono state gestite senza interrompere le normali attività di reparto e di consulenza, grazie all’impegno dell’équipe chirurgica reperibile formata dal dott. Leonardo Garutti e dal dott. Lorenzo Mosiello e dai medici specializzandi, dott. Nicki Zolesi e dott.ssa Bianca Vaienti.
“L’IRCCS San Gerardo dei Tintori si conferma un punto di riferimento regionale per la gestione dei grandi traumi della mano – dichiara il dott. Andrea Marchesi, Direttore della Struttura complessa di Chirurgia Plastica e della Mano -. Nella notte di Capodanno abbiamo affrontato una concentrazione eccezionale di casi, molti dei quali riguardavano pazienti giovanissimi con lesioni devastanti. Si tratta di traumi che possono compromettere in modo permanente la funzionalità di un arto e incidere profondamente sulla qualità di vita futura”.
“Questi eventi – prosegue Marchesi – dimostrano quanto sia fondamentale la prevenzione. L’uso di petardi, fuochi d’artificio e armi a salve, soprattutto da parte dei minori, rappresenta un rischio concreto e spesso sottovalutato. Rinnovo l’invito a un uso responsabile e consapevole di materiali pirotecnici, per tutelare la salute e il futuro dei più giovani: scoraggiare comportamenti pericolosi può evitare danni irreversibili”.

Salute

Al San Gerardo individuata una rara alterazione del potassio nel sangue.

Per l’importante scoperta premiata la ricercatrice Blerina Jance

Monza – Il Laboratorio Analisi della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza ha identificato un raro caso di Pseudoiperkaliemia Familiare, una condizione genetica poco conosciuta che può far sembrare pericolosamente alto il livello di potassio nel sangue, anche quando il paziente non presenta reali problemi di salute.
Il potassio è una sostanza fondamentale per il corretto funzionamento del cuore e dei muscoli. Valori troppo elevati possono essere rischiosi, ma in questa particolare condizione l’aumento è solo “apparente” e dipende da come il campione di sangue viene conservato prima dell’analisi. Se non riconosciuta, questa situazione può portare a diagnosi errate e a trattamenti non necessari o potenzialmente dannosi.
Per questa importante scoperta, la dott.ssa Blerina Jance, biologa del Laboratorio Analisi del San Gerardo, ha ricevuto un premio nazionale durante il Congresso della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SiBioC), come miglior lavoro scientifico del 2025 sugli aspetti legati alla qualità e alla corretta interpretazione degli esami di laboratorio.
Il caso riguarda un uomo di 74 anni sottoposto a controlli di routine. Un primo esame del sangue mostrava valori molto elevati di potassio, mentre un secondo esame, effettuato con una diversa modalità di conservazione del campione, risultava nella norma. Questa differenza ha portato gli specialisti a sospettare una Pseudoiperkaliemia Familiare.
Un contributo decisivo è arrivato dall’analisi genetica, eseguita dalla dott.ssa Francesca Bertola presso il Laboratorio di Genetica Medica, diretto dal professor Giovanni Cazzaniga. L’indagine ha permesso di individuare una specifica variazione genetica ereditaria, già descritta in letteratura scientifica, che spiega il comportamento anomalo del potassio durante la conservazione del sangue a basse temperature. Grazie a questo esame è stato possibile confermare con certezza la diagnosi.

“Questo caso dimostra quanto sia fondamentale interpretare correttamente gli esami di laboratorio e integrare i risultati con le informazioni genetiche, grazie a una stretta collaborazione tra diversi professionisti”, spiega Marco Casati, Direttore del Laboratorio Analisi.
“Il premio assegnato alla dott.ssa Jance è motivo di grande orgoglio e testimonia l’eccellenza della nostra attività di diagnosi e ricerca, sempre più orientata alla sicurezza e al benessere dei pazienti”, conclude il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Claudio Cogliati

Salute

Quando l’arte del presepe diventa cura e inclusione: al San Gerardo il lavoro del CRA


In Palazzina Accoglienza il presepe della Comunità riabilitativa psichiatrica realizzato con l’associazione Amici del Presepe
Monza,- Alla Comunità Riabilitativa Psichiatrica dell’IRCCS San Gerardo, la riabilitazione passa anche attraverso la bellezza, la manualità e il senso di appartenenza. È in questo contesto che si inserisce l’esperienza dei laboratori di arte presepiale realizzati in collaborazione con l’Associazione Amici del Presepe “I Tre Re” di Brugherio, un progetto che negli anni si è trasformato in una vera e propria occasione di crescita terapeutica per i pazienti.
I laboratori, attivi all’interno della comunità, coinvolgono direttamente gli ospiti in un percorso creativo strutturato: da una parte la realizzazione di presepi di piccola dimensione, dall’altra la costruzione di un grande presepi scenografici che negli ultimi anni è arrivata fino alla realizzazione di un presepe grande 3 x 2 metri, esposto oggi all’ingresso della struttura. Non si tratta solo di un allestimento artistico, ma di un lavoro condiviso che stimola abilità manuali, capacità di concentrazione, cooperazione e senso di responsabilità.

Un progetto che rafforza autonomia e autostima
Per i pazienti psichiatrici della CRA, partecipare a questi laboratori significa uscire dal ruolo passivo di “utente” per diventare protagonista attivo di un progetto visibile e apprezzato anche dall’esterno. La costruzione del presepe diventa così uno strumento riabilitativo concreto, capace di rafforzare l’autostima, migliorare le competenze relazionali e favorire il recupero di una routine significativa.

L’IRCCS San Gerardo: apertura alla città e abbattimento dello stigma
Un grande presepe è stato allestito presso l’IRCCS San Gerardo, tuttora da ammirare al piano -1 della Palazzina Accoglienza, che riscuote quotidianamente un notevole apprezzamento da parte di operatori, visitatori e pazienti. Questo passaggio è fondamentale: portare un progetto nato in una comunità psichiatrica all’interno dell’ ospedale signififica promuovere un messaggio di inclusione e normalizzazione della sofferenza mentale, contrastando lo stigma che spesso accompagna il disagio psichico.
L’arte presepiale, in questo contesto, diventa un linguaggio universale, capace di mettere in dialogo mondi diversi e di restituire dignità e valore alle persone in cura.


Riabilitazione che guarda al futuro
La collaborazione con l’Associazione Amici del Presepe “I Tre Re” dimostra come la sinergia tra realtà associative e strutture sanitarie possa generare progetti ad alto valore terapeutico e sociale. Alla CRA dell’IRCCS San Gerardo, questi percorsi non sono semplici attività occupazionali, ma veri strumenti di riabilitazione, capaci di accompagnare i pazienti verso una maggiore autonomia e una migliore qualità di vita.
“Iniziative come questa ricordano che la cura psichiatrica non è fatta solo di terapie e farmaci, ma anche di relazioni, creatività e opportunità concrete di riscatto personale. Ed è proprio in questi spazi di umanità condivisa che la riabilitazione trova il suo significato più profondo”, sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati.

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Desio – L’Ospedale Pio XI di Desio apre gli ambulatori di Reumatologia


Desio – Il 16 dicembre 2025 sono stati attivati presso l’Ospedale Pio XI di Desio i nuovi ambulatori di Reumatologia, che danno seguito all’ambizioso progetto di costituzione della Unit Allergo-Immuno-Reumatologica, progettata da ASST Brianza per assistere in tutto il suo percorso il paziente con disturbi del sistema immunitario o con patologie reumatologiche.
Il Presidio Ospedaliero di Desio amplia quindi l’offerta specialistica in una disciplina estremamente richiesta e di altissima rilevanza clinica. Con questa acquisizione l’ASST Brianza offre alla propria popolazione un punto di pregio specialistico, dagli ambulatori di base al più alto livello assistenziale e terapeutico. Le prestazioni degli ambulatori, aperti per le visite reumatologiche e per l’osteoporosi, sono erogabili all’interno del SSR e prenotabili attraverso il CUP.
L’attività reumatologica è affidata alla dott.ssa Giulia Rizzo. Specialista in Reumatologia, ha conseguito specializzazione con lode con attività di ricerca dedicata ai biomarcatori di risposta terapeutica nel lupus eritematoso sistemico. Durante la scuola di specializzazione ha maturato esperienza clinica in ambito ambulatoriale, di reparto e Day Hospital e in precedenza ha lavorato in diversi contesti ospedalieri ed extra-ospedalieri, includendo reparti di Medicina Interna, COVID e Continuità Assistenziale.
Il dott. Paolo Mascagni ( foto a sx ), Direttore della S.C. Medicina del Lavoro, Igiene e Tossicologia Industriale e Ambientale di ASST Brianza, a cui afferisce la Unit, esprime la propria soddisfazione per l’apertura dei nuovi ambulatori e per l’arrivo della dott.ssa Rizzo ( foto a dx). Un risultato reso possibile anche grazie al sostegno della Direzione Generale, che ha supportato lo sviluppo del progetto in risposta ai bisogni della cittadinanza. L’obiettivo primario è quello di coniugare il servizio alla popolazione con uno elevato standard assistenziale e scientifico.

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Cesano – Una nuova struttura poliambulatoriale e di diagnostica sorgerà lungo la Statale dei Giovi

Cesano Maderno – La Fondazione Auxologico IRCCS, ente no profit di ispirazione cattolica e punto di riferimento nel panorama della sanità e della ricerca biomedica italiana, annuncia un importante investimento sul territorio di Cesano Maderno con l’acquisto dell’immobile precedentemente occupato dal supermercato Lidl lungo la Strada Statale dei Giovi.

L’obiettivo è la realizzazione di una nuova e moderna realtà sanitaria poliambulatoriale dotata di apparecchiature diagnostiche di alto livello tecnologico.

Il Presidente di Auxologico, il Dott. Mario Colombo, ha formalmente espresso all’Amministrazione Comunale la volontà di operare in stretta sinergia con le strutture sanitarie pubbliche del territorio. La nuova sede di Cesano Maderno si integrerà nella vasta rete di Auxologico, già presente in Brianza con il centro diagnostico, di riabilitazione e medicina dello sport di Meda, e il centro di ricerca e tecnologie biomediche di Cusano Milanino, oltre alle numerose sedi ospedaliere e ambulatoriali nell’area milanese e non solo.

La nostra missione è offrire servizi sanitari all’avanguardia, attenti alla persona e facilmente accessibili. La struttura di Cesano Maderno sarà moderna, attenta all’ambiente e accogliente, pensata per il paziente a partire dalla facilità di accesso e parcheggio, e vedrà l’impiego di personale sanitario che condivide pienamente i valori della Fondazione Auxologico,” ha dichiarato il Presidente di Auxologico Dott. Mario Colombo.

L’iniziativa ha ricevuto il pieno sostegno e apprezzamento da parte dell’Amministrazione di Cesano Maderno.

Gianpiero Bocca, Sindaco di Cesano Maderno: “L’apertura di una nuova struttura sanitaria migliora e potenzia la qualità dei servizi rivolti ai cittadini. Accogliamo con soddisfazione ed orgoglio, dunque, la scelta di Auxologico, fondazione conosciuta ed affermata nel panorama sanitario nazionale, di investire nella città di Cesano Maderno. L’insediamento di questa struttura medica è un chiaro segnale che la nostra città cresce e si sviluppa, sapendo attrarre eccellenze e realtà consolidate. Il Centro Auxologico, inoltre, aprirà nei locali dell’ex Lidl in via Nazionale dei Giovi rigenerando un’ampia area al momento non sfruttata e che diventerà un polo di riferimento per la comunità cesanese e brianzola. Come Amministrazione Comunale, sin dai primi momenti in cui Auxologico ci ha manifestato l’intenzione di dare vita ad una sua nuova realtà, abbiamo immediatamente compreso l’importanza dell’iniziativa supportando l’iter necessario, in particolare con il lavoro svolto dall’Assessore all’Urbanistica Massimiliamo Bevacqua. Questa importante progetto privato andrà ad integrarsi con le altre misure da noi introdotte per potenziare l’offerta sanitaria sul territorio, aggiungendosi ai presidi pubblici come le Case di Comunità, le Farmacie Comunali e gli Ambulatori Medici che, come Amministrazione Comunale, abbiamo sempre sostenuto ed incentivato con provvedimenti concreti”.

Auxologico intende connotare la sua presenza a Cesano Maderno con un forte ruolo di promozione della cultura della prevenzione e dei corretti stili di vita, un tratto distintivo in tutti i territori in cui opera. Saranno promosse iniziative gratuite rivolte alla cittadinanza e alle scuo

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Donato un nuovo visore per la Chirurgia II del San Gerardo da “Mio Fratello Odv”

La donazione di Mio Fratello Odv migliora precisione e sicurezza in sala operatoria

Monza – Un visore in sala operatoria per aiutare i chirurghi a operare con maggiore precisione, riducendo i rischi di complicanze e migliorando i risultati. È quello donato oggi dall’associazione Mio Fratello Odv a favore della Struttura Complessa di Chirurgia II della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, diretto dal dott. Christian Cotsoglou.
“Il visualizzatore che è stato donato – spiega il dott. Cotsoglou – è un sistema tecnologico avanzato di Fluorescence – Guided Surgery (letteralmente “Chirurgia Guidata dalla Fluorescenza”) che sfrutta la luce infrarossa per “illuminare” strutture anatomiche difficili da vedere a occhio nudo.
Il principio è semplice: un colorante fluorescente (Fluorescina Sodica) viene iniettato al paziente poco prima dell’intervento. Il colorante si lega alle proteine plasmatiche e, una volta arrivato al fegato, viene captato dagli epatociti e secreto nella bile. Un sistema quindi che traduce la “luce invisibile” della Fluorescina Sodica in un’immagine in tempo reale che guida il chirurgo nella resezione del fegato, nella riparazione delle vie biliari e nella rimozione di tumori pancreatici, migliorando la sicurezza e la radicalità dell’intervento.
“Questa innovativa tecnologia – continua Cotsoglou – risulta quindi particolarmente utile per lo studio dei tumori a carico di organi parenchimatosi, quegli organi “pieni” che nascondono le strutture vasculo-biliari al loro interno, come fegato, pancreas e milza. La chirurgia guidata dalla fluorescenza è da tempo una prassi consolidata nel mondo. Tuttavia fino ad oggi trovava una particolare applicazione nel campo della chirurgia mini-invasiva (laparoscopica e robotica), grazie alle speciali telecamere ad infrarossi integrate in questa branca chirurgica. La grande novità di questo speciale visualizzatore, e che viene invece utilizzato nella chirurgia complessa Open, dove la fluorescenza, applicata alla magnificazione dell’occhiale ingrandente, permette ai chirurghi del fegato, del pancreas e delle vie biliari diversi vantaggi, anche in chirurgia aperta tradizionale, cruciale ancora oggi per alcune operazioni chirurgiche ad alta complessità”.
Ad esempio una visualizzazione in maniera nitida dei contorni effettivi del tumore. Le zone interessate dal tumore, infatti, emettono fluorescenza nel colore giallo, mentre il tessuto sano non emette fluorescenza alcuna. Tale contrasto permette di distinguere chiaramente il tumore dal tessuto sano circostante. Il colorante, se iniettato all’interno delle vie biliari, permette di identificare con precisione l’albero biliare nelle sue diramazioni, sede anatomica per definizione caratterizzata da numerose anomalie frequenti. Inoltre il “Negative Staining” (letteralmente “Colorazione Negativa”): chiudendo provvisoriamente il peduncolo vascolare della porzione di fegato che si intende rimuovere, l’immagine di quel lobo o segmento verrà decolorato per sottrazione, mostrando agli operatori i limiti corretti della transezione.
“Queste caratteristiche portano quindi a numerosi benefici quali una maggiore precisione, riducendo la perdita di tessuto sano e un tasso inferiore di complicazioni, sanguinamento e fistole biliari, molto temute nella chirurgia del fegato, del pancreas e delle vie biliari”, conclude Cotsoglou. “Ovviamente la fluorescenza non sostituisce una buona tecnica chirurgica tradizionale, e la strumentazione tradizionale per individuare i noduli come l’ecografia epatica intraoperatoria, ma la affianca, rinforzando i risultati sui nostri malati”.
“Desidero esprimere la più profonda gratitudine all’associazione Mio Fratello Odv per questa importante donazione. Il nuovo visore rappresenta un supporto tecnologico di grande valore che ci permette di operare con ancora maggiore precisione e sicurezza, offrendo ai nostri pazienti trattamenti più mirati e interventi più sicuri. Il sostegno dell’associazione è un gesto concreto di vicinanza alla nostra comunità e un investimento prezioso nella qualità delle cure che ogni giorno ci impegniamo a garantire”, sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo di Monza Claudio Cogliati.
“Attraverso questa nuova donazione – dichiara Stefano Martini, presidente dell’associazione Mio Fratello Odv – saldiamo ulteriormente il rapporto di collaborazione esistente con la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori. D’altra parte, siamo nati con il preciso scopo di metterci a disposizione della comunità, nell’ottica di aiutare soprattutto le persone più fragili. Peraltro consegnare ufficialmente il dispositivo a pochi giorni dal Natale, attribuisce a questo gesto di solidarietà un significato e un valore ancora più alto”.

Salute

IRCCS San Gerardo e Milano-Bicocca protagonisti a Roma tra scienza e innovazione


Il team di giovani specializzandi vince la prima HPB Innovation Challenge con un progetto d’avanguardia sui “liver buds”

Monza – Si è concluso con grande successo il 4° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Chirurgia Epatobiliopancreatica (AICEP), che si è tenuto a Roma, appuntamento ormai imprescindibile per la comunità chirurgica italiana impegnata nel trattamento delle patologie epatobiliopancreatiche (HPB).
Tra i momenti più significativi dell’edizione 2025, la prima HPB Innovation Challenge, il nuovo concorso dedicato alla valorizzazione delle idee e dei progetti dei giovani aspiranti chirurghi HPB. La sfida prevedeva la presentazione di una proposta di grant per uno studio capace di introdurre reali innovazioni nell’ambito della chirurgia epatobiliopan
A distinguersi tra numerosi candidati provenienti da Centri e Università di tutta Italia è stato il gruppo composto da Emanuele Scarpa, Dario Palmisano, Rachele Carbon e Ludovica Gianna, specializzandi della Scuola di Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con il tutor, dott.ssa Cristina Ciulli della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e coordinati dal prof. Fabrizio Romano, Responsabile della Chirurgia Epatobiliare dell’ospedale San Gerardo e Professore Associato dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Il team ha presentato un innovativo progetto di studio preclinico traslazionale sull’utilizzo di “liver buds”, diverticoli epatici, per il trattamento dell’insufficienza epatica postoperatoria, una delle complicanze più temibili della chirurgia del fegato. La proposta è stata selezionata tra le migliori undici a livello nazionale e, grazie alla capacità di coniugare potenziale innovativo e rilevanza clinica, ha conquistato il primo premio assegnato da una giuria composta da chirurghi e ricercatori di altissimo profilo
Questo importante riconoscimento conferma il valore di un approccio formativo che integra attività clinica, chirurgica e ricerca, fortemente promosso dal prof. Romano e dal prof. Luca Carlo Nespoli, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale di Milano-Bicocca. Un modello che permette ai giovani medici di cimentarsi con responsabilità e spirito critico in percorsi innovativi, contribuendo concretamente allo sviluppo delle nuove frontiere della chirurgia epatobiliopancreatica.
“Desidero rivolgere le mie più sincere congratulazioni ai giovani specializzandi per il prestigioso – sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati -. La loro dedizione, la capacità di lavorare in squadra e l’impegno nel portare avanti un progetto scientifico innovativo rappresentano un esempio concreto di come passione e preparazione possano tradursi in progresso per la nostra disciplina. Un ringraziamento speciale va anche alla dott.ssa Ciulli, al prof. Romano e al prof. Nespoli, il cui costante sostegno formativo testimonia l’importanza di un percorso che integra ricerca e pratica clinica, offrendo ai giovani medici l’opportunità di crescere con visione, responsabilità e spirito critico. Questo risultato non è solo un riconoscimento al merito individuale, ma la conferma della qualità e della forza del modello formativo portato avanti con determinazione dall’IRCCS San Gerardo e dall’Università di Milano-Bicocca. A tutti loro va il nostro più sentito plauso, con l’augurio di continuare a essere protagonisti dell’innovazione in chirurgia epatobiliare”.