Consegnate le benemerenze civiche «Il Patriarca» «La Torre» e «Città di Seregno»
Seregno – Domenica 4 ottobre, nella sala civica Gandini, si è svolta la cerimonia di consegna delle benemerenze civiche, la prima in assoluto dopo l’attivazione di un Regolamento che esisteva dal 2008 ma non era mai stato applicato.
Aprendo la cerimonia, il sindaco Alberto Rossi ha spiegato che aver attivato le onorificenze colma un vuoto: negli anni il Comune di Seregno ha consolidato occasioni di riconoscimento dedicate alle donne, allo sport e alle attività imprenditoriali, ma mancava un momento per raccontare e omaggiare le storie di persone e associazioni che, in un arco di tempo anche molto lungo e intrecciando più percorsi, hanno reso la città un po’ migliore. Il Sindaco ha ringraziato l’intero Consiglio comunale, e in particolare i capigruppo, per aver condiviso il percorso. Ha poi spiegato che la scelta dei premiati non è stata semplice: si è comunque deciso di limitare il numero dei riconoscimenti per dare a ciascuno il giusto valore, rinunciando ad accogliere altre candidature pure di grande spessore.
Premio «Il Patriarca»
Il premio è rivolto ai cittadini seregnesi o a chi ha operato a Seregno, che si sono distinti con opere concrete nei campi delle scienze, delle lettere, delle arti, del lavoro, dell’educazione, dello sport, dell’assistenza e del volontariato. Per questa prima edizione i riconoscimenti sono stati due, oltre a tre menzioni d’onore.
La prima menzione è andata a Giovanni Nespoli, per molti anni funzionario del Comune, apprezzato per competenza, correttezza e integrità. Ha avuto un ruolo determinante nell’introduzione del primo sistema di informatizzazione comunale. Ha poi messo le proprie competenze amministrative e gestionali al servizio della Fondazione Ronzoni-Villa di viale Piave, contribuendo al rilancio che l’ha resa un riferimento per il territorio.
Poi è stata la volta di Gianni Bignardi, artigiano che con la sua famiglia ha realizzato bandiere, stendardi e gonfaloni per numerosi Comuni della Brianza e d’Italia. Dirigente del Basket San Rocco dal 1984 al 2004, dal 2007 è volontario dell’Associazione Auto Amica Seregno, di cui è nel Consiglio direttivo dal 2011 e sta completando il quinto mandato da vicepresidente. Nella proposta di candidatura il presidente Giancarlo Manzotti lo ha definito «una persona di grande qualità, sempre disponibile per qualsiasi necessità».
Ultima menzione d’onore per Mario Tagliabue che, cresciuto nell’Oratorio San Rocco e nell’Azione Cattolica, è stato consigliere comunale e poi assessore alla Cultura e allo Sport nelle Amministrazioni del sindaco Pinuccio Colombo. Ha guidato la Scuola Arti e Mestieri dell’Oratorio San Rocco e la Polisportiva G23, ha contribuito nel 1989 alla fondazione del Circolo culturale «Seregn de la Memoria», è stato presidente del Centro Aiuto alla Vita dal 2003 al 2013 e nel 2005 ha fondato l’associazione Auxilium India, in memoria della sorella Suor Camilla. Continua a impegnarsi nel gruppo Terza Età della parrocchia San Giuseppe con quei «servizi silenziosi» che hanno segnato il suo percorso.
I due premi Il Patriarca sono stati conferiti a Carlo Perego e alla memoria di Gigi Perego.
A un anno dalla scomparsa. Gigi Perego, Sindaco dal 1995 al 2005, è ricordato anche per la costante partecipazione a iniziative sociali e di volontariato: l’attenzione alla cooperazione internazionale, come fondatore dell’associazione Carla Crippa, si univa a quella per la vita quotidiana dei quartieri, testimoniata dalla candidatura presentata dal Comitato di Quartiere Santa Valeria. Il premio è stato ritirato dalla moglie, Luigia Grassi.
Carlo Perego, socio fondatore dell’associazione Carla Crippa e presidente del Circolo «Seregn de la Memoria» dal 2011 al 2015, ha contribuito a pubblicazioni di storia locale, tra cui libri-strenna e volumi della collana «Ciculabèt», e al recupero dell’Oratorio di Santa Caterina. Da anni porta nelle scuole cittadine la scoperta del patrimonio storico, artistico e culturale di Seregno.
Premio «La Torre»
Destinato a enti e associazioni che hanno operato in città con opere concrete a beneficio della comunità, è stato assegnato a due realtà.
La menzione d’onore è andata al Club Alpino Italiano – Sezione di Seregno, la cui storia comincia nel 1922 e comprende la scuola di alpinismo Renzo Cabiati, che nel 2025 ha festeggiato i cinquant’anni, e la scuola di formazione Azimut. I suoi riferimenti sono il rifugio Longoni, sulla Sassa d’Entova in Valmalenco, acquistato nel 1937 grazie a una sottoscrizione popolare, e il bivacco dedicato a padre Giancarlo Colombo, a Pejo. Ha ritirato il premio la presidente Sara Patella.
Il Premio, invece, è stato attribuito al Gruppo Alpini di Seregno. Costituito il 5 aprile 1964 e oggi forte di 167 soci, il Gruppo ha sempre risposto «presente» nei momenti di bisogno, dalla ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976 all’emergenza Covid, con l’ospedale da campo di Bergamo e la collaborazione con Comune e Protezione civile. Collabora con parrocchie, scuole, asili e centro anziani, sostiene la Scuola militare Teulié e cura, con gli Alpini di Cimbergo, una chiesetta di montagna. Ha ritirato il premio il capogruppo Franco Turati.
Premio «Città di Seregno»
Riconosce persone, enti e associazioni che hanno legato il nome della città a una dimensione nazionale o internazionale. Per questa edizione i due premi sono andati ad associazioni.
Innanzi tutto, una menzione speciale per il Circolo ACLI Leone XIII, che nel 2025 ha celebrato gli ottant’anni di attività come spazio di formazione e confronto, capace di unire radicamento locale e appartenenza alla rete nazionale e internazionale delle ACLI. Tra gli episodi ricordati, l’incontro dell’11 novembre 1988 con l’allora ministro per i Rapporti con il Parlamento Sergio Mattarella, sulle riforme istituzionali. Ha ritirato il premio il presidente Giovanni Gianola.
Il Premio Città di Seregno è andato a Cancro Primo Aiuto, associazione di volontariato sociosanitario che nel 2025 ha festeggiato il trentennale. Gestisce in città un ambulatorio di Medicina Sociale e sostiene i pazienti oncologici e le famiglie con aiuti economici, accompagnamento e trasporto ai centri di cura, supporto psicologico, prevenzione e raccolta fondi. Ha ritirato l’onorificenza l’amministratore delegato Flavio Ferrari.
