Costituito a Seregno il “Comitato per il si ” al Referendum del 22/23 marzo 2026
Seregno – E’ nato il “Comitato per il SI Seregno” al referendum confermativo sulla riforma della giustizia varata dal parlamento Italiano che si svolgerà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Il comitato si prefigge di informare la cittadinanza seregnese sull’importanza di votare SI per avere una giustizia più efficiente e giusta, promuovendo tutte le iniziative utili per una maggior consapevolezza delle ragioni della riforma.
Fra i componenti promotori figurano i tre segretari cittadini delle forze di centrodestra rappresentate in consiglio comunale (Samuele Pallavicini, Luca Tommasi e Edoardo Trezzi), ex amministratori, esponenti del cattolicesimo liberale e del mondo del volontariato, cittadini. Il comitato ha eletto presidente per acclamazione Giuliana Colombo.
Il neocostituito comitato si apre a tutte le realtà politiche, civiche e ai singoli cittadini che vorranno impegnarsi per raggiungere la tanto agognata Riforma della Giustizia.
Perché separare le carriere
Oggi chi sostiene l’accusa e chi emette la sentenza fanno parte dello stesso corpo professionale, creando uno squilibrio nel sistema. È come se l’arbitro indossasse la maglia di una delle due squadre: per quanto competente, la sua posizione non può essere considerata davvero indipendente e neutrale.
Perché servono due CSM, gli organi di autogoverno dei giudici
Oggi i PM partecipano alle valutazioni e alle nomine dei giudici, creando un cortocircuito tra chi accusa e chi giudica. La soluzione è dividere il CSM in due organi distinti. In questo modo le carriere dei giudici e dei PM diventerebbero autonome, eliminando ogni possibile pressione o condizionamento reciproco e garantendo un processo davvero equo.
Com’è la situazione negli altri paesi democratici
In tutte le democrazie del mondo che, come l’Italia, hanno un processo penale di tipo accusatorio (prova che si forma in dibattimento nel contraddittorio tra le parti, davanti ad un giudice terzo), le carriere sono rigidamente separate. Basti pensare a Spagna, Portogallo, Germania, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, etc. in Francia addirittura i pubblici ministeri sono alle dirette dipendenze del ministro della giustizia e sono “agenti dell’esecutivo”. Se l’Italia mantenesse il processo accusatorio e le carriere unite, resterebbe in compagnia solo di Turchia, Bulgaria e Romania.
COSA CAMBIA CON IL SI
– CARRIERE SEPARATE PER I MAGISTRATI CON CONCORSI DISTINTI.
– DUE CSM INDIPENDENTI (UNO PER GIUDICI, UNO PER PM).
-NASCE L’ALTA CORTE DISCIPLINARE. MENO PESO DELLE CORRENTI, PIÙ MERITOCRAZIA E RESPONSABILITA’
COSA NON CAMBIA CON IL SI
– INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA GARANTITA.
– AZIONE PENALE RESTA OBBLIGATORIA.
– IL PM NON DIVENTA ORGANO POLITICO O DIPENDENTE DAL GOVERNO.
L’invito rivolto a tutti i cittadini e alle realtà civiche e politiche è di aderire al comitato e di presenziare al gazebo informativo che si terrà sabato 7 marzo in centro a Seregno e alle successive iniziative che verranno promosse.
