giacinto mariani

Cronaca

SEREGNO – SEREGNOPOLI : “HO PRESO ATTO DI ESSERE ISOLATA” AFFERMA L’EX ASSESSORE BARBARA MILANI

MONZA – “ Ho preso atto di essere isolata all’interno della Giunta “: queste le parole raccolte dall’ex Assessore Barbara Milani (audio integrale qui sotto ) a valle dell’udienza del processo “Seregnopoli 1” tenutasi lunedì 23 novembre, presso la sede della Provincia di Monza e Brianza, e che vede imputati 15 soggetti tra cui l’ex sindaco Edoardo Mazza (Forza Italia), l’imprenditore Antonio Lugarà ed altri 13 imputati minori fra i quali anche l’ex vice sindaco Giacinto Mariani (Lega per Salvini Premier).

L’udienza è stata incentrata sulla deposizione ed il controesame dell’ex assessore all’Urbanistica Barbara Milani ( nella foto di copertina ), teste dell’accusa rappresentata dai PM Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo della Procura della Repubblica di Monza.

La Milani ha raccontato come, fin dal primo giorno del suo insediamento a inizio luglio 2015, ricevette pressioni dell’allora dirigente all’urbanistica Calogero Grisafi ( leggi ), poi deceduto, in merito all’apposizione della firma sulla pratica ex Dell’Orto Pullman riferibile al costruttore Antonio Lugarà: fu proprio lui a presentarsi nel suo ufficio un paio di giorni dopo la sua nomina, chiedendole di adempiere con i dovuti atti per procedere nell’iter del Piano Attuativo; fu respinto e invitato a richiedere un appuntamento.

La deposizione è proseguita con il controesame da parte delle difese nel quale è emerso come la Milani tentò diverse strade per capire come fosse strutturata la pratica: “chiesi aiuto al mio riferimento politico in Giunta, Giacinto Mariani (Sindaco nei 10 anni precedenti), che mi rispose pensa con la tua testa“.

Interessante quanto riporta l’ex assessore in merito all’art. 15 del PGT, articolo molto chiacchierato e criticato anche dal consulente dell’accusa architetto Rimoldi : “Si c’è stata l’esigenza di volerlo stralciare in quanto confuso e poco chiaro e lascia molta possibilità al privato di scegliere la destinazione d’uso creando disordine urbanistico. Ho chiesto – ha detto la Milani – anche di mettere una cifra a bilancio per fare una variante generale del PGT ma in Giunta hanno votato tutti contro. I colleghi di Giunta hanno sostenuto la tesi che l’articolo 15 fosse una grande opportunità di sviluppo per la città “.

 


All’epoca sedevano in Giunta alcuni attuali consiglieri comunali di minoranza quali  Stefano Casiraghi, Gabriella Cadorin (Lega per Salvini Premier) e Ilaria Cerqua  (Forza Italia), 

Da notare come nessun controesame sia stato effettuato dai difensori di Giacinto Mariani: questi ultimi nell’udienza del mese di luglio avevano richiesto al collegio giudicante la possibilità di ottenere tutte le SIT (Sommarie Informazioni Testimoniali) rilasciate dell’ex Assessore Milani senza i numerosi “omissis” per potersi preparare al meglio. La prossima udienza si terrà il 1 marzo 2021.
( Davide Vismara )

Clamorose sembrano essere le nuove rivelazioni uscite nei giorni scorsi su “Seregnopoli Bis” che vede iscritti nel registro degli indagati politici ed imprenditori seregnesi per reati come la corruzione e l’abuso d’ufficio.
Nei prossimi giorni un servizio sull’argomento.

 

 

 

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Cronaca

SEREGNO – “SEREGNOPOLI BIS ” IL GIP: NIENTE ARRESTI PER IMPRENDITORI E POLITICI

SEREGNO  – Per l’inchiesta Seregnopoli bis sulla corruzione nell’urbanistica la Procura di Monza chiede il carcere per gli imprenditori e gli arresti domiciliari per gli ex sindaci. Ma la gip lascia tutti a piede libero, ritenendo che non sussistano le esigenze cautelari e, in un caso, neanche i gravi indizi di colpevolezza. E i pm potrebbero rispondere con un ricorso in appello per recuperare gli arresti. L’ex sindaco di Seregno Giacinto Mariani e il suo successore Edoardo Mazza sono nuovamente finiti sotto le accuse della magistratura monzese a vario titolo per corruzione e abuso d’ufficio. Con loro appaiono, nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza Pierangela Renda, anche gli imprenditori Giorgio Vendraminetto, 78 anni, Emilio Giussani, 67 anni e Maurizio Schiatti, che di anni ne ha 80 tondi. Il quinto indagato è il defunto Calogero Grisafi, il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Seregno che si è tolto la vita nel 2015. I pm Salvatore Bellomo (già titolare dell’inchiesta dei carabinieri di Desio e Milano che nel 2017 ha portato a 27 misure cautelari tra cui gli stessi Mazza e Mariani e l’imprenditore Antonino Lugarà) e Michela Versini hanno chiesto il carcere per Vendraminetto e Giussani e i domiciliari per Mariani, Mazza e Schiatti. Nel mirino , per quanto riguarda Vendraminetto e Mazza, il centro poliambulatoriale di via Colzani e il Piano Par1 relativo a via Formenti. Per la gip le indagini “hanno evidenziato come effettivamente nel corso degli anni 2011-2015 Grisafi e Mazza abbiano compiuto un reiterato mercimonio del bene pubblico, asservendosi completamente agli interessi di Vendraminetto”.   

L’unica misura degli arresti domiciliari è stata decisa dalla gip per un argentino di Seregno accusato in merito a presunte pratiche illegittime per ottenere la cittadinanza italiana

( fonte Il Giorno – Stefania Totaro )

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Cronaca

SEREGNO – IL PROCESSO “SEREGNOPOLI” ENTRA NEL VIVO

SEREGNO – E’ entrato nel vivo  del dibattimento ieri 28 ottobre presso il Tribunale di Monza davanti al collegio giudicante presieduto dalla dottoressa Letizia Brambilla, il processo “Seregnopoli” che il 26 settembre 2017 portò all’arresto dell’allora sindaco Edoardo Mazza ( Forza Italia ), dell’imprenditore Antonino Lugarà ( leggi ) e al coinvolgimento (**) di altri imputati minori tra cui l’ex sindaco di Seregno Giacinto Mariani ( Lega )  . Nel corso dell’ udienza la presidente Letizia Brambilla, ha respinto tutte le eccezioni presentate dalle difese nelle fasi precedenti dichiarando lecite e legittime tutte le attività di intercettazioni eseguite dall’autorità inquirente. In aula erano presenti l’ex sindaco Mazza ( foto a sx ) , l’imprenditore Antonino Lugarà ( foto a dx ) e quasi tutti gli imputati minori . Assenti l’ex sindaco Giacinto Mariani e l’ex consigliere comunale Stefano Gatti .  La fase dibattimentale è iniziata con l’ audizione del Tenente Colonnello dei Carabinieri ( e già comandante della Compagnia di Desio )  Pantaleo Cataldo, cui ha fatto seguito quella del maresciallo maggiore Luigi Maci; quest’ultimo con una notevole precisione ed accuratezza  ha ricostruito la vicenda oggetto del processo dai suoi albori . Partendo dall’operazione Infinito che ricordiamo culminò con l’arresto e la successiva condanna di più di duecento persone, colpevoli di reati quali omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, ostacolo del libero esercizio del voto, riciclaggio di denaro proveniente dalle attività illecite, il maresciallo Maci in oltre quattro ore di esposizione, ha raccontato  gli accadimenti, i luoghi e le persone che costituivano la rete di personaggi, dai malavitosi fino ai politici di elevato livello, che sarebbero stati in contatto con il costruttore Antonino Lugarà : da Mario Mantovani (Vice Presindente Regione Lombardia all’epoca dei fatti) fino ad arrivare a figure contigue e appartenenti all’organizazione criminale denominata ‘ndrangheta quali Carmelo Mallimaci ( già condannato per estorsione ) e Fortunato Calabrò. In particolare la ricostruzione,  minuziosa e dettagliata fatta dal maresciallo,  ha permesso di chiarire che i legami dell’imprenditore Lugarà con il Mallimaci ed il Calabrò, sarebbero stati gli anelli di congiunzione con la potente ‘ndrina dei Morabito di Cantù,  arrestati nel blitz del 26 settembre 2017 e già condannati in primo grado, qualche mese orsono dal Tribunale di Como, per reati di stampo mafioso. Il Maci ha raccontato, basandosi su intercettazioni, pedinamenti e altre prove,  che Antonino Lugarà si sarebbe rivolto ai soggetti per ottenere un credito (legittimo) non ancora incassato o  per identificare gli autori materiali di un  furto avvenuto nell’abitazione della figlia  nel dicembre 2015.  E’ apparso evidente come l’accusa, rappresentata dai PM Salvatore BellomoAlessandra Rizzo, sia intenzionata a dimostrare la centralità del costruttore Antonino Lugarà e delle sue frequentazioni non solo con il modo politico locale e regionale. La prossima udienza è calendarizzata per il 4 novembre. ( Davide Vismara )

** ERRATA CORRIGE
al coinvolgimento ” – Durante la ridigitazione del testo inviato dall’estensore , involontariamente non è stata copiata la parte” al coinvolgimento “.

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Politica

SEREGNO – POLIZIA LOCALE: L’ASSESSORE VORREBBE TUTTI I VIGILI IN STRADA. CI RIUSCIRA’ ?

SEREGNO – Intervenendo ieri giovedì 25 ottobre alla presentazione del “Controllo di Vicinato”,  William Viganò, assessore alla Sicurezza e protezione civile, al Bilancio e ai Rapporti con i quartieri, si è soffermato sulla situazione della Polizia Locale cittadina  che, nel progetto presentato dall’amministrazione,  dovrebbe svolgere una parte estremamente attività  . Viganò ha annunciato che cercherà di attuare, con il supporto del nuovo comandante Cristina Ruffa, un deciso cambio di rotta dell’operatività del settore della vigilanza urbana . Nell’ultimo periodo la polizia locale è stata notevolmente svecchiata in seguito al raggiungimento dell’età pensionabile dell’ex comandante Damiano Vernò e dei due ufficiali Italo Bianchi e Rita Castagna;  non mancano però – come afferma l’assessore –  criticità da eliminare per migliorare l’efficienza della struttura . Tra queste, come potete ascoltare nell’intervista , è necessario che all’interno della struttura non ci siano più vigili con mansioni prettamente amministrative, che possono essere svolte dagli impiegati. In tal modo le risorse umane che si renderanno disponibili potranno essere utilizzate per il controllo del territorio .

A parere di chi scrive è encomiabile quello che vorrebbe fare l’assessore Viganò; per dovere di cronaca però ricordiamo  che, negli anni precedenti e con altre amministrazioni, tentativi simili non sono riusciti a produrre risultati apprezzabili ( assessori Marco Formenti- Lega;  assessore Giacinto Mariani -Lega )  . Non ci rimane che augurare all’assessore Viganò un vigoroso ” in bocca al lupo “

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Politica

SEREGNO – INAUGURATA LA SEDE DELLA LEGA PER LA CAMPAGNA ELETTORALE

SEREGNO -E’ stata inaugurata ieri in un locale situato nella Corte del Borghesan,  la sede della Lega . A far gli onori di casa l’ex sindaco Giacinto Mariani ed alcuni militanti locali . Per l’occasione sono intervenuti il segretario nazionale l’onorevole Paolo Grimoldi e l’onorevole Cristian Invernzzi, attuale commissario del sezione seregnese .

All’onorevole Grimoldi abbiamo chiesto come mai la Lega,  forte del recente risultato elettorale ottenuto in città alle politiche,  non abbia rivendicato la carica di primo cittadino


 

Abbiamo approfittato della presenza dell’onorevole Invernizzi per chiedere un chiarimento sulla autocandidatura a sindaco di Davide Vismara ( leggi ) che aveva suscitato scalpore ma anche molte perplessità a livello locale


 

All’inaugurazione della sede leghista era presente anche Ilaria Cerqua che sarà il candidato del centro destra ( Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia ) alle elezioni comunali del prossimo 10 giugno


 

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Cronaca

SEREGNO – PRESUNTA CORRUZIONE IN GELSIA, INDAGINI ANCHE SULLA FARMACIA COMUNALE

SEREGNO –  Sotto la lente l’immobile in via Colzani acquistato da AEB per trasferirci la farmacia comunale pagato a Vendraminetto con un conto troppo salato per dei locali inadeguati. È questa una (ma non l’unica e pare neanche la più eclatante) vicenda su cui stanno indagando i carabinieri di Desio coordinati dalla Procura di Monza in merito al nuovo filone sul presunto malaffare nella pubblica amministrazione a Seregno che ora riguarda la società multiutility dei servizi pubblici Gelsia.

Il terzo troncone della maxinchiesta scoperto per una proroga di indagini chiesta dal pm Salvatore Bellomo con le ipotesi di reato che vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta nei confronti di 7 indagati: il presidente di Gelsia srl Francesco Giordano (che è stato assessore della Provincia di Monza e Brianza – Forza Italia ), il presidente di AEB spa Alessandro Boneschi, l’ex presidente di AEB Maurizio Bottoni, il presidente di Gelsia Ambiente srl Massimo Borgato, l’ex membro del consiglio di amministrazione di AEB Gabriele Volpe e il direttore generale di Gelsia Ambiente Antonio Capozza. Oltre a loro, rispunta il nome di Giorgio Vendraminetto, l’imprenditore immobiliare già finito in una precedente richiesta di proroga firmata dal pm monzese Salvatore Bellomo per altre pratiche edilizie sospette in cui risultano di nuovo iscritti nel registro degli indagati l’ex sindaco di Seregno Edoardo Mazza, l’ex vicesindaco Giacinto Mariani e l’imprenditore Antonino Lugarà, da cui è partita la maxinchiesta dei carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Desio sul presunto voto di scambio all’ombra della ‘ndrangheta sull’area dismessa ex Dell’Orto di via Vallassina.

E proprio al nome di Vendraminetto è legata la vicenda dell’immobile di via Colzani da destinare a nuova sede della farmacia comunale di zona. Un’operazione formalizzata con un compromesso di vendita nel 2013 tra l’imprenditore e AEB, allora presieduta da Maurizio Bottoni e conclusa dal successivo consiglio di amministrazione. Ma fortemente contrastata dalle fila del consiglio comunale e dai cittadini di Seregno, che lamentavano il trasferimento della farmacia comunale da un luogo adeguato ed accessibile ai parcheggi alla soluzione di via Colzani, sopra un centro radiologico da cui accedere, senza un ingresso autonomo, scomoda per gli utenti con disabilità motorie fino alla realizzazione di un apposito ascensore. Un progetto che alla fine non è mai andato in porto. Come non è andata in porto l’alternativa di un ambulatorio medico aperto anche alla chirurgia estetica, dietro cui pare ci fosse una società riconducibile all’ex golden boy del Pdl in Brianza Massimo Ponzoni.

( fonte : Stefania Totaro  – Il Giorno )

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Cronaca

SEREGNO – L’EX ASSESSORE ATTILIO GAVAZZI CONDANNATO A DUE ANNI ( PENA SOSPESA )

MONZA – E’ giunto a conclusione il processo che ha visto coinvolto tra gli altri anche l’ex consigliere provinciale di Monza e Brianza, nonchè vice sindaco ed assessore del Comune di Seregno, Attilo Gavazzi . La sentenza è stata emessa oggi  martedì 9 gennaio dal Tribunale di Monza ed il Gavazzi è stato condannato a due anni con pena sospesa .  Nei suoi confronti  il pubblico ministero Manuela Massenz aveva chiesto tre anni e mezzo di carcere;  per il genero dello stesso Gavazzi, Andrea Attolini,  la richiesta era stata di tre anni e mezzo mentre per Vito Giordano, impresario edile, due anni. Attilio Gavazzi, nella sua qualità di vicesindaco e assessore al territorio della prima giunta di Giacinto Mariani con deleghe all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’edilizia privata dal 2005 al 2010, era accusato per presunte tangenti incassate per  «agevolare« cambi di destinazione d’uso di alcune aree e per ottenere permessi a costruire. Due erano i capi d’accusa nel processo : la prima era quella riguardante il piano integrato d’intervento di via Stefano da Seregno,  nell’area dell’ex cotonificio “Camisasca” mentre il secondo riguardava  la ristrutturazione di un immobile in via Umberto I. La condanna odierna si riferisce al primo mentre per il secondo il Gavazzi è stato assolto perchè ” il fatto non sussiste “.

La nostra redazione ha raccolto un commento di Attilio Gavazzi : ” Sono senza parole perchè proprio non me lo aspettavo, poi quando su due fatti contestati su uno sono stato assolto perchè il fatto non sussiste ( via Umberto ) mentre sull’altro ( Camisasca ) mi hanno dato due anni con sospensione, non continuità e attenuanti generiche. Sembra proprio che abbiano voluto dare una ragione al dispendio  “delle energie” impiegate, senza farmi troppo danno anche perchè tra pochi giorni sarà tutto prescritto e comunque in appello non entreranno nemmeno nel merito. Aspetto le motivazioni ma farò appello perchè non mi basta la prescrizione ma voglio l’assoluzione perchè il fatto non sussiste come per la prima accusa “.

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Cronaca

SEREGNO – MARIANI G. PERDE LA CAUSA CONTRO “L’ESPRESSO”. DOVRA’ PAGARE LE SPESE

MILANO – Aveva fatto causa per diffamazione al settimanale ” L’Espresso” l’ex sindaco Giacinto Mariani ( leggi ) dopo la pubblicazione dell’inchiesta giornalistica sugli intrecci fra politica e affari nell’aprile del 2013 . Il giornalista Fabrizio Gatti, era stato querelato dal Mariani  perché nell’articolo accostava  l’azienda di cui era socio occulto (la +Energy) con una società poi sequestrata dalla magistratura campana perché intestata a un prestanome del clan dei Casalesi. ( leggi ) . Della vicenda si era occupata anche la nostra redazione intervistando uno degli  amministratore della + Energy, Fabio Mascheroni


Ora la Corte di Appello di Milano (presidente Gabriella Anna Maria Schiaffino, giudici Giovanna Beccarini Crescenzi e Caterina Interlandi)  ha modificato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Monza che aveva in prima istanza riconosciuto valide le ragioni  addotte dall’ex sindaco e aveva condannato il periodico ad un risarcimento di 30mila euro . La Corte d’Appello invece ha ritenuto vere e dimostrate le notizie pubblicate dall’Espresso nell’inchiesta “In Brianza tra Lega e clan” .  L’ex sindaco leghista  è stato condannato al pagamento delle spese processuali che ammontano a 25mila euro oltre ai costi accessori. Naturalmente il Mariani dovrà anche restituire quanto L’Espresso gli aveva versato dopo la sentenza di primo grado .

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Cronaca

SEREGNO – GIACINTO MARIANI INTERDETTO DAI PUBBLICI UFFICI

MONZA – Il Gip del Tribunale di Monza Pierangela Rende ha deciso di applicare l’interdizione dai pubblici uffici per l’ex vice-sindaco leghista di Seregno Giacinto Mariani   dopo la nota inchiesta sulla presunta corruzione nell’urbanistica con il voto di scambio legato alla ‘ndrangheta .  La medesima richiesta di interdizione era stata presentata anche nei confronti di tre funzionari comunali – Carlo Santambrogio in  pensione, Antonella Cazorzi e Biagio Milione per assenza di esigenze cautelari. Per i pm monzesi Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo pare che Giacinto Mariani sia il “vero manovratore ” ( leggi ) della gestione politica e amministrativa del Comune di Seregno, guidata dal sindaco Edoardo Mazza ora ai domiciliari .

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Politica

SEREGNO – L’AREA DELL’ORTO PULLMAN E IL DIRIGENTE SUICIDA

Il ruolo di Calogero Grisafi nel Piano Attuativo dell’area ex Dell’Orto Pullman

( di Anna Migliaccio )

Sono ormai di pubblico dominio le 225 pagine dell’ordinanza del Gip  Pierangela Renda a carico di politici e di tecnici del comune di Seregno, con le ipotesi di reati  in atti riferiti a due pratiche urbanistiche. Nelle pagine dell’ordinanza compare , a più riprese, sia nell’elenco degli indagati sia, in parole strazianti, nelle intercettazioni ambientali, il nome del defunto dirigente del comune di Seregno, Calogero Grisafi. Il reato contestato  è il medesimo che colpisce altri funzionari: avere avallato una delibera (quella riferita alle aree ex Dell’Orto pullman ) di Piano Attuativo che era illegittima. Illegittima nel procedimento, perché doveva essere una delibera di Consiglio comunale, mentre fu approvata in Giunta. In danno erariale, perché condotta a vantaggio del singolo privato, con mancati introiti per il comune per una quota di oneri di urbanizzazione di almeno 25.000 euro. Abbiamo preso in esame alcuni aspetti della delibera 147/2015 ( vedi ) , una delle due delibere di Giunta comunale oggetto dell’inchiesta. Nella delibera, datata 30 luglio, risultano assenti gli assessori Marco Formenti e Giacinto Mariani. La data coincide con il periodo estivo, ma sarà compito della magistratura e degli inquirenti eventualmente approfondire le ragioni di questa assenza.

Giacinto Mariani ( ex sindaco ed ex vice-sindaco di Seregno ) intervistato in questi giorni dice di  “non temere l’inchiesta giudiziaria e che se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare”.

Nelle pagine dell’ordinanza del GIP risulta che nello stesso periodo, con un esposto, Giacinto Mariani aveva denunciato il dirigente Grisafi, per presunte condotte non conformi ai doveri d’ufficio. Come è noto, Calogero Grisafi, ex dirigente del settore pianificazione e territorio è morto  suicida a Seveso nel settembre del 2015  ( vedi )  Si scopre che il suicidio del funzionario è avvenuto in una abitazione che gli era stata messa a disposizione, in circostanze non del tutto chiare, da soggetti collegabili  all’impresario Antonio Lugarà.

Nel suo percorso lavorativo il Grisafi fu vittima di mobbing, licenziato prima e poi reintegrato nelle funzioni. Che si trattasse di mobbing ad opera di Giacinto Mariani, Sindaco nella precedente legislatura, lo dice la sentenza del Giudice del Lavoro, non è una nostra opinione. Il comune di Seregno ha subìto notevoli danni economici dalla azione vessatoria condotta contro il dipendente.

Degli atti amministrativi che corredano la delibera n.147 ci ha colpito un verbale datato 5 maggio 2015 (il verbale contiene un refuso) che riguarda la commissione consiliare permanente del territorio (vedi ). Alla commissione era presente Grisafi, che ancora rivestiva  la qualifica di dirigente del Settore territorio, Edoardo Mazza assessore all’urbanistica , l’architetto Marco Cajani ( consigliere comunale ), l’ingegnere Piergiorgio Borgonovo ( consigliere comunale ), l’architetto Claudio Mainardi ( consigliere comunale ) e altri come si legge consultabile nell’allegato . E’ evidente in questo verbale il ruolo avuto dal   Grisafi nella pratica. Il Grisafi aveva scritto chiedendo diversi pareri circa l’interpretazione dell’articolo 15 del Piano delle regole. Si era confrontato con l’allora segretaria comunale Lucia Amato. Entrambi ritenevano che per quella pratica fosse necessario un passaggio in consiglio comunale. Molti sono gli aspetti oscuri della vicenda e di essi non possiamo dare alcuna interpretazione arbitraria, considerato che non tutti gli atti sono pubblici e consultabili. Quelli che abbiamo esaminato ci appaiono importanti perché evidenziano una situazione di conflitto tra il funzionario dipendente pubblico  e i politici.

Molte domande aperte  forse troveranno risposta al termine dell’inchiesta in corso: Grisafi era cosciente che l’appartamento dove abitava nell’ultimo periodo in Seveso, era riconducibile al Lugarà?  ( Come riportato nell’ordinanza  del GIP l’immobile era intestato ad un commercialista ) . Alle pagine 9 e 10 si racconta anche che il defunto dirigente aveva una vita privata imbarazzante:   si legge della sua frequentazione di donne di origini slave e di loro sodali, incontri  che avvenivano anche negli uffici del Comune. Queste stesse notizie risultano anche nelle pagine seguenti delle intercettazioni ambientali riportate sull’ordinananza. Ne riportiamo alcuni stralci dove le conversazioni tra il Sindaco Edoardo Mazza e il costruttore Antonio Lugara’ si riferiscono alla presunta condotta tenuta dal Grisafi negli uffici e presso l’abitazione di Seveso:

Ha un po’ rotto il cazzo eh?” dice Lugarà  “Te lo devi togliere dai coglioni…ascolta me. Noi non ci siamo detti niente eh!” dice Edoardo, “… Sì mi da fastidio, si porta in casa anche i Rom, gente con le ciabatte….uno schifo!” dice Lugarà, “adesso gli dò pochi giorni….se vuole lasciare qualche mobile qua sotto….sono andato al maneggio e gli ho detto che se ne deve andare. Ma dove va? In mezzo alla strada? In mezzo alla strada. Sono cazzi suoi” “Si deve dimettere…che umiliazione- Molto umiliazione!”

Le conversazioni fanno esplicito riferimento alla emarginazione del Grisafi dal proprio ruolo dirigenziale. L’accostamento sinottico tra i diversi atti porta almeno qualche dubbio. Il ruolo del Grisafi evidenziato dal verbale, la sua insistenza per un intervento del Consiglio comunale ha qualche cosa a che fare con la messa a disposizione senza contratto di un appartamento? Secondo il GIP si tratta di un atto corruttivo del costruttore nei confronti del funzionario. La denuncia contro il funzionario da parte di Giacinto Mariani e il tenore delle intercettazioni ambientali trovano, alla luce di questi atti, una diversa interpretazione? Che  il funzionario desse fastidio per il suo modo di applicare la norma o almeno di provarci?

Siamo nell’estate del 2015. A settembre dello stesso anno 2015, in quell’appartamento di Seveso, Calogero Grisafi assume grandi quantità di psicofarmaci  e lascia questo mondo ( leggi ) . Alla cerimonia religiosa, il sindaco Mazza intervistato da Seregno.tv tesseva gli elogi del suicida,  parlava di lui come di uomo colto e competente:”

Ad oggi Edoardo Mazza ex sindaco è ancora agli arresti domiciliari mentre il ruolo di Giacinto Mariani nell’intera vicenda è ancora oggetto di indagine, come quello degli altri protagonisti di questa triste storia.

Se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare? Certo, lo speriamo tutti.

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