Salute

Agrate – Psicopatologie digitali (APD): apre un nuovo ambulatorio


Agrate – L’Ambulatorio di Psicopatologia Digitale (APD) dell’ASST Brianza ha
ampliato la propria attività con l’apertura, nel mese di settembre, di una
seconda sede presso la Casa di Comunità di Agrate Brianza, in via Lecco
9. Il servizio, già attivo nella Casa di Comunità di Macherio, fa capo alla
SSD di Psicologia Clinica ed è stato aperto e potenziato grazie al sostegno
della Direzione Socio Sanitaria dell’ASST Brianza diretta dal dott.
Antonino Zagari.

A chi si rivolge e quali servizi offre

L’APD offre una risposta specialistica ai disturbi e alle difficoltà
psicologiche connesse all’uso problematico di smartphone, social
network, videogiochi e, ultimamente, dei software di intelligenza
artificiale. Si rivolge a bambini e adolescenti dai 9 ai 17 anni e a giovani
adulti fino ai 24 anni; propone inoltre percorsi psicoeducativi per i
genitori di bambini dai 3 agli 8 anni, con l’obiettivo di aiutarli a definire
regole, abitudini e di accompagnarli adeguatamente nell’uso dei
dispositivi.
L’équipe effettua consultazioni psicodiagnostiche, sostegno psicologico e
psicoterapia individuale, familiare e di gruppo. Sono previste anche
attività psicoeducative per genitori e figli, calibrate sulle diverse fasce
d’età e sulle specifiche modalità di utilizzo digitale. L’accesso è su
appuntamento, senza impegnativa medica e con prestazioni esenti da
ticket.

Le richieste e i disturbi più frequenti
L’apertura dell’ambulatorio risponde a un bisogno clinico concreto. Tra
settembre 2025 e aprile 2026 sono pervenute oltre 150 richieste. I quadri
più frequenti hanno riguardato il disturbo da videogiochi (47,5%) e quello
da smartphone (32,5%), non di rado presenti in contemporanea. Oltre
l’80% dei casi che hanno avuto accesso alla consultazione specialistica
presentavano un disturbo di gravità moderata o grave, con ripercussioni
sulle attività quotidiane, sulle relazioni o su almeno un’area
dell’adattamento.

La difficoltà di riconoscere l’uso problematico dei dispositivi

Un elemento centrale è la difficoltà, sia per i ragazzi che per gli adulti di
riferimento, nel riconoscere tempestivamente quando l’uso dei dispositivi
diventa problematico. Uno screening interno all’ASST Brianza, condotto
nel 2024 su 103 pazienti già in carico ai servizi di Neuropsichiatria
infantile, Dipendenze e Psichiatria, ha evidenziato in maniera chiara
questa difficoltà. Nei casi di pazienti minorenni con test positivo, i genitori
non riconoscevano l’utilizzo problematico dei figli in circa il 30% dei casi
relativi a social network e smartphone, e nel 57% dei casi relativi ai
videogiochi. Anche molti pazienti tendevano a non percepire il problema,
nonostante i test fossero positivi: ciò accadeva nel 67% dei casi di
disturbo da videogiochi, nel 54,5% dei casi di disturbo da social network
e nel 42,4% dei casi di disturbo da smartphone.
L’importanza della prevenzione e degli interventi psicoeducativi
Questi dati rafforzano l’importanza di interventi psicoeducativi rivolti alle
famiglie e di valutazioni cliniche che non si limitino al numero di ore
trascorse davanti allo schermo, ma considerino anche qualità dell’uso,
perdita di controllo, interferenza con il sonno, la scuola, le relazioni e il
benessere emotivo.

Fragilità psicologiche e uso intensivo degli schermi

L’attenzione è particolarmente necessaria quando sono presenti fragilità
psicologiche. Negli interventi psicoeducativi realizzati con i pazienti tra i
10 e i 16 anni in carico ai Centri Diurni della Neuropsichiatria Infantile
si sono riscontrati tempi elevatissimi di utilizzo degli schermi, ben al di
sopra della media della popolazione: circa 7 ore giornaliere, con picchi di
10-12 ore nei week-end, di contro a una media nazionale di circa 4 ore.
Questi ragazzi, a rischio di un ritiro dalla realtà non mediata, dedicano
mediamente solo il 10% dei proprio tempo libero ad attività fuori dallo
schermo. Si tratta di dati raccolti in una popolazione clinica, che
mostrano quanto l’uso digitale possa diventare pervasivo in presenza di
vulnerabilità psichiche, andando ad ostacolare i processi evolutivi, così
come gli interventi di cura.

Il ruolo dei genitori nell’educazione digitale
Dagli interventi psicoeducativi è emerso anche come molti genitori
presentino loro stessi un utilizzo non adeguato dei dispositivi, con
significativa interferenza nella qualità della loro funzione genitoriale e
scarsa consapevolezza dell’impatto nello sviluppo di un bambino o un
adolescente. I genitori, inoltre, spesso minimizzano l’impatto negativo di
un utilizzo intensivo dei dispositivi da parte dei loro figli, soprattutto
relativamente alle attività di chat – “si tengono in contatto con gli amici”,
“si relazionano” – e all’esporre i propri figli a contenuti non adatti all’età,
come social network, videogiochi e contenuti video. Infine si nota come,
specie nel momento in cui i figli approdano alla scuola secondaria di I
grado, pretendano da loro capacità di autoregolazione nell’utilizzo dei
dispositivi ad un’età in cui la capacità di gestione emotiva e
comportamentale è ancora in costruzione. E questo nonostante
riconoscano come loro stessi, seppur adulti e genitori, siano i primi a
faticare, o persino fallire, nell’auto-regolarsi.

I primi risultati dei percorsi di cura

I primi esiti delle prese in carico presso l’Ambulatorio di Psicopatologia
Digitale sono incoraggianti, soprattutto nei quadri lievi e moderati. Nei
percorsi di presa in carico, a distanza di sei mesi, il tempo medio di
utilizzo dei dispositivi si è ridotto di una media del 30,3%, con un rientro
in parametri di utilizzo adeguati nel 54% dei casi. Risultati preliminari
che confermano l’utilità di percorsi specialistici precoci, condivisi con i
genitori e costruiti sulle caratteristiche individuali e familiari.
“Prestare attenzione ai bisogni delle generazioni più giovani e delle loro
famiglie significa saper riconoscere e affrontare anche le nuove forme di
disturbi correlati all’evoluzione delle tecnologie e al cambiamento dei
modelli relazionali”, dichiara il Direttore Generale, Carlo Alberto
Tersalvi. “Come ASST Brianza, siamo impegnati a promuovere una presa
in carico globale della persona, un approccio a 360 gradi fondato sulla
prevenzione, sull’intervento precoce e sulla collaborazione con le famiglie,
per tutelare il benessere psicologico di bambini, adolescenti e giovani adulti
e accompagnarli nel loro percorso di crescita”.

Incontri con la cittadinanza
Lo scorso 8 ottobre, nella Sala Consiliare del Comune di Agrate Brianza,
il dott. Lorenzo Pivanti, psicologo e psicoterapeuta responsabile
dell’Ambulatorio, è intervenuto con un contributo dal titolo “Dispositivi
digitali: una sfida educativa” alla serata organizzata dai Patti Digitali di
Agrate Brianza. Sono state proposte indicazioni educative concrete,
fondate sul buon esempio, su regole condivise tra gli adulti e sulla tutela
delle esperienze fuori dallo schermo.

Sedi, orari e contatti
La sede di Macherio, in via Italia 11, è aperta il mercoledì e il giovedì; la
nuova sede di Agrate Brianza il lunedì e il martedì, dalle 9 alle 12.30 e
dalle 13.30 alle 17.
Per informazioni e appuntamenti: amb.psicopatologiadigitale@asst-brianza.it.