ADHD e dipendenze: un progetto di ASST Brianza tra i migliori contributi scientifici nazionali
Riconoscere i bisogni di salute delle persone con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) e offrire risposte di cura sempre più efficaci e integrate: è questo l’obiettivo del progetto presentato da ASST Brianza al XIV Congresso Nazionale FeDerSerD, uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati ai servizi per le dipendenze, tenutosi lo scorso ottobre 2025 a Milano. Tra oltre cento contributi scientifici inviati, il lavoro dell’équipe brianzola è stato selezionato tra gli otto migliori, a conferma del suo valore innovativo e della sua rilevanza clinica.
Il progetto presentato riguarda lo screening dell’ADHD in età adulta nelle persone in trattamento per uso di sostanze o gioco d’azzardo. Si tratta di una condizione che, sebbene molto conosciuta nell’infanzia, nell’età adulta è spesso sottodiagnosticata, soprattutto quando si associa a comportamenti di dipendenza. L’obiettivo del lavoro è duplice: da un lato intercettare forme di ADHD non riconosciute (che in età adulta spesso restano, appunto, “invisibili”), dall’altro fornire indicazioni operative per una presa in carico più mirata: quando l’ADHD è presente, la cura delle dipendenze può beneficiare di interventi che
potenziano organizzazione, autocontrollo, gestione dell’impulsività e continuità nei controlli periodici.
L’esperienza è stata realizzata presso il SerT (Servizio per le Tossicodipendenze) di Limbiate, grazie a una proficua collaborazione tra diverse strutture di ASST Brianza e alla multiprofessionalità dell’équipe coinvolta (medico, psicologa, infermieri, educatori, assistenti sociali). In particolare, il progetto ha unito le competenze psicodiagnostiche e terapeutiche della SSD Psicologia Clinica diretta dalla dott.ssa Ninfa Barbara Lo Iacono, con la SC Dipendenze diretta dal dott. Giovanni Luca Galimberti, entrambe afferenti al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze diretto dal dott. Antonio Amatulli. Un lavoro di squadra, coordinato dalla dott.ssa Laura Vanzin, che permetterà di elaborare un modello integrato di valutazione e cura, capace di rispondere in modo più efficace alla complessità dei bisogni dell’utenza.
Lo screening dell’ADHD nei SerT rappresenta infatti un investimento clinico e organizzativo: aiuta a costruire piani di cura più realistici e personalizzati. Se l’ADHD in età adulta registra una prevalenza stimata del 2,6–6,8% nella popolazione generale, nei pazienti con disturbi da uso di sostanze arriva fino al 40,9%.
I risultati ottenuti da questo studio contribuiranno allo sviluppo di protocolli condivisi, promuovendo una cultura clinica comune basata sull’innovazione e sulle evidenze scientifiche. Un passo importante verso servizi sempre più attenti e in grado di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.
