Giornata degli Ospedali Storici Italiani: il San Gerardo racconta le proprie radici
Giornata degli Ospedali Storici Italiani: il San Gerardo racconta le proprie radici tra San Francesco e San Gerardo. Una giornata di studi per riscoprire la storia, la spiritualità e il patrimonio artistico dell’ospedale
Monza – Riscoprire le radici storiche e spirituali di uno dei luoghi più
significativi della città, approfondendo il legame tra la figura di San Francesco, l’identità di
San Gerardo e il patrimonio culturale custodito dall’ospedale monzese.
È questo l’obiettivo della giornata di studi “Sotto lo stesso tetto. San Francesco e San
Gerardo, radici e patrimonio di un ospedale”, promossa dalla Fondazione IRCCS San Gerardo
dei Tintori in occasione della Giornata Nazionale degli Ospedali Storici Italiani, organizzata
dall’Associazione Culturale Ospedali Storici Italiani (ACOSI), a cui aderisce anche l’IRCCS.
L’appuntamento è per domenica 18 ottobre 2026, alle 15.00, nell’Aula Conferenze di Villa
Serena, al primo piano, in via Pergolesi 33 a Monza.
In occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, l’Ospedale vuole
raccontare un aspetto meno conosciuto della propria storia: il legame tra la presenza
francescana a Monza e le vicende dell’istituzione ospedaliera.
Attraverso gli interventi di studiosi ed esperti, il pomeriggio offrirà l’opportunità di esplorare
le connessioni tra storia della sanità, spiritualità e patrimonio artistico, ripercorrendo così le
vicende che legano l’antica intitolazione dell’ospedale a San Francesco, alla figura di San
Gerardo e alla tradizione religiosa che ha accompagnato nei secoli la storia dell’assistenza e
della cura.
Il programma si aprirà con il prof. Michele Riva, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia
dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che approfondirà una pagina poco nota della
sanità monzese, dedicata all’antica intitolazione dell’ospedale a San Francesco. Seguirà Fr.
Francesco Pasero, del Santuario Santa Maria delle Grazie di Monza, con una riflessione sul
tema del dolore e della malattia nell’esperienza francescana. Maddalena Mongera, referente dei Beni culturali della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, proporrà quindi un
confronto tra le iconografie di San Francesco e San Gerardo, mettendo in luce analogie e
specificità nella loro rappresentazione. Infine, Gabriella Mantovani, curatrice della quadreria
della Fondazione, accompagnerà il pubblico alla scoperta del patrimonio religioso conservato
nelle collezioni dell’ospedale.
La giornata di studi si inserisce nel programma nazionale della Giornata degli Ospedali Storici
Italiani, che domenica 18 ottobre coinvolgerà 18 realtà ospedaliere da Nord a Sud del Paese,
con aperture straordinarie, visite guidate e iniziative culturali. L’obiettivo è valorizzare luoghi
che, oltre a essere stati protagonisti della storia dell’assistenza, continuano a svolgere un
ruolo fondamentale nella sanità contemporanea, custodendo edifici, opere d’arte, archivi e
testimonianze di grande valore.
L’edizione 2026 pone al centro il rapporto tra beni culturali e salute, sottolineando come la
memoria storica e il patrimonio artistico possano contribuire a rafforzare l’identità delle
istituzioni sanitarie e a dare significato agli spazi della cura. Un tema di particolare attualità
anche alla luce della proposta di modifica legislativa promossa da ACOSI e presentata in
Senato, volta a introdurre nell’ordinamento il riconoscimento giuridico degli “Ospedali
Storici”. L’iniziativa punta a riconoscere la duplice natura di queste strutture, presìdi sanitari
pienamente operativi e, al tempo stesso, custodi di un patrimonio storico, artistico e
culturale di rilevanza nazionale.
In questo contesto, la partecipazione della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori
rappresenta un’occasione per condividere con la cittadinanza una parte significativa della
storia di Monza, valorizzando le testimonianze materiali e spirituali che hanno contribuito a
definire l’identità dell’ospedale e il suo rapporto con il territorio.
“Sotto lo stesso tetto” invita così a guardare all’ospedale non soltanto come luogo di
assistenza e cura, ma anche come spazio di memoria collettiva, nel quale storia, arte e
spiritualità continuano a dialogare con il presente.
