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Sempre meno italiani vogliono comprare casa. L’immobiliare più rischioso del finanziario


I compratori di case sono in via di estinzione . La maggioranza degli acquisti è realizzata da chi ha 45 – 54 anni, ma il calo demografico li sta falcidiando.

L’andamento della popolazione per età
Variazione percentuale rispetto al 2025

Crescono i nuclei di single, ma soprattutto quelli over 65.
Sono potenziali acquirenti di abitazioni, ma ad aumentare di più sono i single più anziani, che spesso hanno già una casa.

Variazione tra 2009 e 2024

Fonte: Istat

Chi compra casa se i potenziali acquirenti saranno sempre meno?
Davanti ai dati sempre più eloquenti sulla demografia italiana dovrebbe essere ormai obbligatorio farsi questa domanda.

Secondo le statistiche di Tecnocasa il 55,2% di chi ha acquistato una casa nel 2025 aveva meno di 45 anni, il 30,7% meno di 35, ma proprio quest’ultima fascia di popolazione, quella con la maggioranza relativa di acquirenti, è quella che ha visto il maggiore calo in Italia: in 30 anni, tra il 1995 e il 2025 quanti hanno tra 20 e 34 anni sono diminuiti da 13,5 a 9,3 milioni, -31,9%. Hanno subìto una riduzione maggiore anche di quella degli under 20, -20%. Calano anche i 35-44enni: nel 2025 erano il 10% in meno rispetto al 1995, ma ben il 27,6% in meno rispetto al 2010.

Non solo, dal 2018 hanno cominciato a diminuire anche coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni, in sette anni il loro numero è sceso del 7,7%. Quindi si torna alla domanda: chi comprerà una casa se coloro che, per motivi anagrafici, ne hanno più bisogno, sono sempre di meno? Anche considerando che il trend non si arresterà e che aumentano solo coloro che una casa ce l’hanno già.

Nei prossimi decenni cresceranno solo gli over 65enni

Come si vede dal grafico la fascia tra i 20 e 34 anni secondo le proiezioni dell’Istat è destinata a perdere 7,5 milioni di persone nel 2050, -18,3% rispetto al 2025. Al contrario, i 35-44enni saranno pressoché stabili scendendo del 2,8% entro il 2035 e solo dello 0,5% per il 2050. È un fenomeno, quest’ultimo, dovuto alla piccola ripresa delle nascite e al flusso migratorio degli anni tra il 1995 e il 2010, ma verrà più che compensato dalla prosecuzione del calo dei 45-54enni, -19,7% tra 2025 e 2035, -21,1% entro il 2050.

In sostanza le generazioni in cui si raccoglie la maggioranza della domanda di abitazioni vedranno una forte riduzione, e se mancano gli acquirenti di un bene è difficile pensare che questo possa aumentare di valore. Tra l’altro, al contrario di quanto avvenuto finora, sono destinati a diminuire anche coloro che fanno parte del segmento più ricco in Italia, quanti hanno tra i 55 e i 64anni: dopo essere aumentati del 35,7% dal 1995 al 2025, entro il 2050 scenderanno del 18,3%. La possibilità di una crescita della domanda di immobili rimarrà nelle mani dell’unica fascia d’età che continuerà ad ampliarsi (+32,3% entro il 2050), quella di chi ha più di 65 anni. Ma sarà molto difficile che acquistino una casa: secondo la Banca d’Italia questi anziani nell’87,3% dei casi vivono già in una casa di proprietà, in usufrutto o in uso gratuito, solamente il 17,1% non possiede nessun immobile e anzi il 18,2% ha un’altra abitazione oltre a quella nella quale vive.

Crescono i nuclei di single, ma non di giovani single

Un’obiezione che spesso viene fatta è che se c’è una riduzione dei giovani o, ormai, anche degli italiani di mezza età, tuttavia crescono i nuclei familiari. È un fenomeno dovuto alla diminuzione delle coppie, con o senza figli, e all’aumento dei single: le persone che vivono da sole sono passate in soli 15 anni da 6,7 a 9,6 milioni, ovvero dal 28,1% al 36,2% del totale dei nuclei, e le previsioni dell’Istat stimano che supereranno gli 11 milioni nel 2050, cioè rappresenteranno il 41,1% di tutti i nuclei familiari. Le coppie con figli, invece, sono diminuite in 15 anni dagli 8,9 ai 7,4 milioni, quelle senza prole sono cresciute da 4,8 a 5,1 milioni e i monogenitori da 1,9 a 2,6 milioni.

La conseguenza, appunto, è che sempre dal 2009 al 2024 sono aumentati da 24 a 26,4 milioni i nuclei familiari totali e raggiungeranno i 27,2 milioni entro il 2040. Tuttavia se osserviamo i dati più nel dettaglio vediamo che la grandissima parte di questo incremento ha riguardato chi ha più di 45 anni, per esempio le persone sole di questa età sono cresciute di 2,6 milioni, mentre l’aumento dei nuclei di singoli con meno di 45 anni è stato solo di 230mila unità e, anzi, se il calcolo inizia dal 2011 non c’è stato alcun aumento. Anche se guardiamo ai monogenitori osserviamo che più di metà di essi, 1,5 milioni nel 2024, ha in realtà più di 55 anni.

Anche questa tendenza continuerà in futuro, considerando il costante calo del numero dei giovani e l’aumento degli anziani: sia le persone sole che le coppie senza figli e persino quelle che vivono con essi saranno in realtà sempre più composte da persone con più di 65 anni, magari con figli ormai grandi.

L’enorme passaggio di immobili tra generazioni non favorirà la domanda di abitazioni

Che cosa significano questi numeri? Semplice: che l’aumento dei nuclei familiari non fermerà la caduta della domanda di nuove abitazioni, perché parliamo di famiglie che già posseggono un’abitazione e, soprattutto, si ritroveranno a ereditarne una. Secondo Itinerari previdenziali (che si basa su dati di Banca d’Italia del 2022) il 44% del patrimonio immobiliare italiano, ovvero 2.559,5 miliardi su 5.808,5 miliardi di euro, è in mano agli over 65, ma se contiamo anche i 50-65enni si arriva a una quota dell’86,5%, cioè più di 5mila miliardi di euro di immobili che nei prossimi decenni dovranno cambiare di mano.

Più precisamente, questo enorme patrimonio, ora in mano a 27,6 milioni di italiani, dovrà essere suddiviso su un numero non molto superiore di persone, circa 31,4 milioni. Significa che anche senza dover aggiungere molti capitali, ognuno degli under 50 potrà raggiungere il livello di ricchezza patrimoniale analogo a quello, molto elevato, degli anziani e non avrà grande necessità di acquistarne altri.

Alcune aree del Paese attraggono popolazione, ma cambiano continuamente

Se c’è un fenomeno che invece può ancora provocare un incremento localizzato della domanda e, quindi, del valore degli immobili, è quello dei movimenti interni della popolazione, che sono effettivamente cresciuti nel tempo, visto che tra 2015 e 2025 i trasferimenti di residenza sono aumentati del 13,3%: circa 1,45 milioni di italiani ogni anno cambiano luogo di residenza. Tuttavia per più della metà si tratta di spostamenti nella stessa provincia, per esempio quando si forma una coppia e due persone vanno a vivere insieme. Il 50,2% si muove da un comune del Nord a un altro del Nord, i trasferimenti dal Mezzogiorno al Centro-Nord sono il 7,2% del totale, contro l’8% del 2015, non va quindi sopravvalutato l’impatto dell’eterna migrazione dalle regioni meridionali e settentrionali.

C’è poi stata certamente una concentrazione della popolazione nei grandi centri, in cui quindi la domanda di immobili è aumentata ma, attenzione, non è detto che continui, forse anzi si è già fermata: in testa alle statistiche per tassi migratori, interni e dall’estero, non ci sono più Milano o Roma, con i loro hinterland, ma altre province, come Pavia, 14,4 ogni mille abitanti la differenza tra arrivi e partenze nel 2025, contro un dato medio italiano di 5, uno milanese di 5,5, uno romano di 5,2. E poi le province di Imperia, 11,4, Alessandria, 11,3, Ferrara, 10,9, Novara, 10,5. La Città Metropolitana di Milano l’anno scorso ha anzi sofferto un tasso migratorio interno negativo, sono di più coloro che sono andati in altre aree d’Italia di quelli che sono arrivati. Questi dati erano molto diversi lo scorso decennio: per esempio Milano era stabilmente nella top 10 per tasso migratorio, se non prima come nel 2013 e 2014.

Gli scenari relativi ai trasferimenti delle persone sono cambiati e cambieranno velocemente, e con essi le narrazioni e i falsi miti collegati, oggi la provincia attrae più della grande città, per i costi relativamente inferiori, domani chissà. Ugualmente imprevedibile, salvo poche eccezioni, è l’andamento dell’attrazione turistica. Affidarsi a queste mutevoli condizioni di contorno per decidere un impiego di capitali che dovrebbe avere un orizzonte di decenni aggiunge un ulteriore elemento di azzardo a un investimento, quello immobiliare, già di fatto più rischioso di quello finanziario.

Cronaca

Cesano ricorda la tragedia di Seveso e racconta una rinascita divenuta modello europeo

“Seveso50”: Cesano ricorda la tragedia e racconta una rinascita divenuta modello europeo

Cesano Maderno – Nel 50° anniversario del disastro dell’ICMESA, Cesano Maderno partecipa all’intenso programma di iniziative “Seveso50” per ricordare una delle pagine più drammatiche della storia del territorio e raccontare il percorso di rinascita ambientale, economica e sociale che ne è seguito.

Il progetto cesanese, realizzato con il sostegno di Regione Lombardia e con il supporto di istituzioni e realtà del territorio, è un percorso di eventi e momenti di approfondimento che pone la memoria al centro di una riflessione collettiva sul patrimonio ambientale della Brianza e sulla costruzione di un modello di sviluppo economico sempre più sostenibile, fondato sul dialogo tra cittadini, scuole, imprese e istituzioni.

L’incidente del 10 luglio 1976 ha rappresentato uno spartiacque per la Brianza, per l’Italia e per l’Europa. Da quella tragedia nacque una nuova consapevolezza ambientale che portò all’adozione delle Direttive Seveso, ancora oggi punto di riferimento per la sicurezza industriale e la prevenzione dei rischi negli impianti produttivi di tutta l’Unione Europea.

L’incidente contribuì alla nascita di istituzioni che ancora oggi rappresentano punti di riferimento per la tutela dell’ambiente e la ricerca scientifica, come la Fondazione Lombardia per l’Ambiente e ARPA Lombardia.

La tragedia del 1976 pose una sfida decisiva al modello di sviluppo industriale lombardo, dimostrando che crescita economica e sicurezza devono e possono procedere insieme.

Fu quella l’occasione in cui nacque una nuova sensibilità ambientale, orientata verso principi e metodologie differenti: negli anni successivi importanti realtà industriali internazionali raccolsero la sfida di restare ed investire sul territorio anche davanti ad una simile criticità ambientale, trasformando una difficoltà in opportunità di sviluppo sicuro e sostenibile, nel rispetto ed in collaborazione con il territorio circostante. Oggi Cesano Maderno ospita realtà industriali di rilievo internazionale come Bracco e BASF, aziende che collaborano attivamente con la comunità attraverso iniziative culturali, formative e progetti rivolti alle nuove generazioni.

Quello che fu uno dei più gravi disastri ambientali si è trasformato, grazie alla determinazione delle comunità locali e alla collaborazione tra istituzioni, in un esempio di rigenerazione ambientale e innovazione nella sicurezza industriale.

Proprio la memoria di quell’esperienza negativa e la ferita ecologica impressa nel paesaggio hanno stimolato una profonda presa di coscienza collettiva, ispirando la nascita e la tutela di polmoni verdi fondamentali. La spinta alla riparazione ha infatti accelerato l’istituzione del Parco Regionale delle Groane e la creazione dell’Oasi Lipu di Cesano Maderno, trasformando aree un tempo “compromesse” in luoghi di biodiversità e simbolo di convivenza tra industria, comunità e natura.

Tutti gli eventi organizzati assicurano un forte valore culturale e sociale, ripercorrono la storia di quanto accaduto, aprono una riflessione su quanto è stato fatto e sulle sfide future per il territorio. Tra gli appuntamenti più importanti del palinsesto quello con Stefano Nazzi, autore, scrittore e protagonista di documentari televisivi che “racconterà il caso Seveso”, attraverso il suo stile narrativo coinvolgente nella serata del 12 luglio al Giardino Arese Borromeo.

“A cinquant’anni da quel tragico 10 luglio – afferma il Sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca – sentiamo il dovere di custodire la memoria di quanto accaduto e di trasmetterla alle nuove generazioni. Ricordare non significa soltanto celebrare un anniversario, ma comprendere quanto quel drammatico evento abbia cambiato il nostro territorio e contribuito a costruire una nuova cultura della sicurezza, della tutela ambientale e della responsabilità collettiva. Cesano Maderno partecipa a “Seveso50” con la consapevolezza che dalla collaborazione tra istituzioni, cittadini, imprese e mondo della ricerca sia nato un percorso di rinascita che oggi rappresenta un esempio riconosciuto a livello internazionale. Un percorso che testimonia come il territorio sia riuscito a trasformarsi da luogo simbolo di un disastro ambientale a laboratorio di innovazione, sostenibilità e consapevolezza civile”.

Le iniziative

“La poetica del verde. Boschi e parchi della Brianza”

Dal 14 maggio al 12 luglio Palazzo Arese Borromeo ospita la mostra “La poetica del verde. Boschi e parchi della Brianza”. Attraverso le opere pittoriche e scultoree di Luigi Christopher Veggetti Kanku, l’esposizione esplora il rapporto tra natura e tecnologia e racconta i processi di trasformazione e rigenerazione ambientale che hanno interessato il territorio brianzolo. Le opere si ispirano in particolare al Bosco delle Querce e al Parco delle Groane, simboli della rinascita ecologica seguita al disastro. La mostra è realizzata da LGCA in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno.

“1976-2026. La Brianza oltre la Diossina”

Dal 15 giugno al 15 luglio, nella Galleria delle Arti Liberali di Palazzo Arese Borromeo, è allestita la mostra fotografica “1976-2026. La Brianza oltre la Diossina. Volti e storie dall’archivio fotografico de “Il Giorno”. L’esposizione, realizzata nell’ambito delle celebrazioni per il settantesimo anniversario del quotidiano, ripercorre attraverso immagini e documenti le conseguenze del disastro e la lunga strada verso la rinascita. Fotografie della vita quotidiana, dei bambini, degli effetti della contaminazione sul territorio e sugli animali, delle attività economiche, delle operazioni di bonifica, delle preoccupazioni per la salute pubblica e delle mobilitazioni civiche restituiscono il racconto di una comunità che ha saputo reagire e guardare avanti.

La mostra è introdotta da un convegno in programma il 15 giugno alle ore 21 nella Sala Aurora, con gli interventi del Sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca, del Vicedirettore de “Il Giorno” Guido Bandera, del professor Paolo Mocarelli, primario dell’Ospedale di Desio all’epoca del disastro, e di Mario Marzorati, storico esponente dell’ambientalismo lombardo e testimone diretto degli eventi. Modera la giornalista Monica Guzzi, responsabile della redazione Monza e Brianza de “Il Giorno”.

Stefano Nazzi racconta il caso Seveso

Evento centrale della rassegna sarà lo spettacolo dal vivo di Stefano Nazzi, giornalista, scrittore e autore del podcast “Indagini”.

Il 12 luglio alle ore 21.30 nel Giardino di Palazzo Arese Borromeo, Nazzi ripercorrerà la vicenda della nube tossica, il disastro ambientale che colpì il territorio e i giorni drammatici vissuti dalla popolazione. Un racconto che evidenzia come l’incidente di Seveso abbia cambiato profondamente il dibattito pubblico sulla sicurezza ambientale, contribuendo alla definizione di nuove norme per la gestione degli impianti industriali a rischio.

Gli altri appuntamenti

Mercoledì 16 settembre, nella Sala dei Fasti Romani di Palazzo Arese Borromeo, si terrà un convegno internazionale promosso da ERSAF – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste di Regione Lombardia – che ha progettato e realizzato il Bosco delle querce e ne ha ancora oggi la gestione.Il Convegno avràilTitolo: la bonifica di Seveso e Meda 50 anni dopo – Innovazione tecnica e tutela del territorio, e svilupperà i temi della bonifica dell’area interessata e l’idea dei depositi e delle innovative soluzioni ingegneristiche adottate.

Nel mese di ottobre, presso palazzo Arese Borromeo, è inoltre previsto un convegno dedicato ai temi della sicurezza sul lavoro e della prevenzione dei rischi industriali. L’evento, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con il Comune di Cesano Maderno, prevede il coinvolgimento dei soggetti del partenariato economico, sociale e territoriale a livello regionale e locale, nonché le principali realtà industriali del territorio. La scelta del mese di ottobre consente inoltre di valorizzare il legame dell’iniziativa con la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, contribuendo a richiamare l’attenzione pubblica sui temi della prevenzione e della tutela dei lavoratori.

Palazzo Arese Borromeo, simbolo della rinascita

Palazzo Arese Borromeo rappresenta il cuore delle iniziative cesanesi anche per il suo profondo valore simbolico. Lo storico complesso monumentale fu infatti acquisito dal Comune grazie al risarcimento ottenuto dopo il disastro. Una scelta lungimirante che ha consentito di restituire alla collettività uno dei beni storici più prestigiosi della Brianza, trasformando una ferita in un’opportunità di crescita culturale e valorizzazione del patrimonio pubblico.

In occasione dell’anniversario saranno collocate due targhe commemorative: una a Palazzo Arese Borromeo, per ricordare le circostanze della sua acquisizione da parte del Comune, e una presso la vasca di sicurezza di via Manzoni, luogo in cui furono stoccati i terreni contaminati rimossi durante le operazioni di bonifica e le carcasse degli animali morti o abbattuti a seguito dell’incidente.

Una memoria che guarda al futuro. “Seveso50” rappresenta un importante momento di condivisione e memoria. Un’occasione per guardare al domani e contribuire a costruire un futuro più sicuro, sostenibile e attento all’ambiente e alla qualità della vita.

Cronaca

Desio – Presa la banda delle monetine e dei furti in appartamenti (oltre 50)

 La banda del borseggio e dei furti in appartamento a caccia di bancomat da svuotare. Meglio se proprietà di anziani. Almeno 48 colpi documentati in pochi mesi. Nove in manette pronti per fuggire all’estero.

Desio – I carabinieri della Compagnia di Desio, con il supporto nella fase esecutiva e di ricerca da parte dei militari delle Compagnie di Monza, Seregno, Milano Porta Magenta, Vigevano, Legnano e del Nucleo Investigativo di Milano, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, nei confronti di nove cittadini stranieri.

I cileni specializzati nei furti in abitazione, i cubani nei borseggi, i peruviani dediti alla «truffa della monetina». I nove ladri latino-americani individuati – e nove fermati – grazie alle indagini dei carabinieri di Desio si muovevano in batterie separate, sempre a bordo di una Ford «Puma», con la quale giravano tutto il Nord Italia – Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna – per commettere furti a raffica. Una cinquantina gli episodi ricostruiti dagli investigatori dell’Arma, coordinati dal procuratore aggiunto di Milano Bruna Albertini, che ha firmato il provvedimento di fermo, nell’arco di poche settimane.

I militari sono partiti indagando su un episodio di furto avvenuto a Limbiate, cominciando così a seguire gli spostamenti dei sudamericani (tra i 18 e i 37 anni) senza fissa dimora, che in Lombardia hanno imperversato nelle province di Milano, Monza, Bergamo, Breascia, Varese, Pavia, Como, Lecco, Lodi, colpendo anche con tre furti in abitazione, tra Arese e la bergamasca. Colpivano chiunque capitasse loro a tiro presso aree di servizio o commerciali, ma le loro vittime preferite erano gli anziani, soprattutto le donne, alle quali sottraevano la borsa all’esterno dei supermercati, facendo ricorso in particolare alla tecnica della monetina, appunto. 

Mentre uno dei malviventi distraeva la vittima, intenta a caricare la spesa in macchina, facendole credere che le fossero caduti degli spiccioli a terra, un complice si introduceva nell’abitacolo aprendo di nascosto la portiera sul lato opposto alla posizione della vittima, e si impossessava della borsa. Dopo aver colpito cercavano di far fruttare subito il colpo, facendo spese con le tessere bancomat delle persone derubate, o cercando di entrare nei loro account bancari attraverso il loro smartphone. Vista la loro estrema mobilità, gli inquirenti hanno fatto ricorso allo strumento del fermo, per il chiaro pericolo di fuga, in particolare verso la Germania e la Spagna. Attualmente, infatti, tre degli indagati sarebbero ancora ricercati.      

Cronaca

Lentate – Arrestati 5 stranieri per furto aggravato di materiali metallici

LENTATE SUL SEVESO: I Carabinieri della Sezione
Radiomobile della Compagnia di Seregno, con il supporto dei colleghi di Lentate, Meda, Carate Brianza e Seregno, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, cinque cittadini di nazionalità rumena, di età compresa tra i 25 e i 39 anni, ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso.
L’attività ha avuto origine durante la notte, a seguito di una segnalazione pervenuta al 112 da parte di alcuni cittadini, che riferivano la presenza di persone intente a sottrarre pannelli di rame all’interno di un contesto abitativo in via Europa.
Secondo quanto ricostruito, i soggetti avrebbero sradicato e asportato vari elementi in rame prima di
tentare l’allontanamento a bordo di un veicolo. I militari dell’Arma, giunti sul luogo,
hanno intercettato il mezzo e proceduto al fermo dei cinque occupanti, le cui caratteristiche fisiche
corrispondevano a quelle descritte nella segnalazione. All’interno dell’abitacolo dell’autovettura sono
state rinvenute diverse grondaie di rame piegate.
A seguito della perquisizione personale e veicolare, i Carabinieri hanno recuperato circa 50 kg di
rame e rinvenuto attrezzi atti allo scasso, sottoposti a sequestro. È stata inoltre rinvenuta la somma in
contante di 950 euro, ritenuta provento di attività illecita. Il danno complessivo è stato stimato in
circa 5.000 euro. L’autovettura utilizzata, il denaro e il materiale recuperato sono stati
successivamente restituiti agli aventi diritto.
Il Sostituto Procuratore di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza che ha disposto il giudizio direttissimo che ha convalidato gli arresti e disposto, per uno degli indagati, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre giorni a settimana.

Cronaca

I CC del Nas sospendono l’attività di un azienda alimentare per gravi carenze sanitarie

AGRATE BRIANZA – Alcuni giorni fa i Carabinieri del N.A.S. di Milano, a conclusione di una mirata attività ispettiva nel settore della sicurezza alimentare, hanno proceduto al controllo straordinario di una società di ristorazione operante sul territorio.

Nel corso delle attività di verifica all’interno dei locali dell’esercizio, i militari operanti hanno
riscontrato gravi ed evidenti carenze sotto il profilo igienico-sanitario, giudicate tali da determinare
un immediato e potenziale impatto sulla salubrità delle sostanze alimentari destinate al pubblico.
I militari hanno accertato la sistematica violazione dei
requisiti minimi di igiene stabiliti dalla normativa europea e nazionale vigente.
Alla luce delle irregolarità accertate, hanno contestato al legale rappresentante
della ditta sanzioni amministrative e, contestualmente, hanno provveduto ad informare e ad attivare
la competente Autorità Sanitaria locale.
Quest’ultima, recependo appieno le risultanze ispettive dell’Arma e condividendo la gravità della situazione descritta, ha disposto l’immediata sospensione dell’attività commerciale.
Il provvedimento di chiusura resterà in vigore sino al totale e certificato
ripristino dei requisiti minimi igienico-sanitari previsti dalla legge per la riapertura dell’esercizio

Cronaca

Seregno – Riqualificazione di Piazza Matteucci: i lavori partiranno dopo l’estate.

Seregno – La Giunta Comunale ha approvato il Documento di Inquadramento Progettuale per la riqualificazione di piazza Matteucci, primo passaggio per il restyling del principale spazio urbano del quartiere San Carlo. È previsto che i lavori inizino subito dopo l’estate.

Il progetto di riqualificazione delle piazza si articola attorno a un sistema integrato di interventi che perseguono contestualmente obiettivi di recupero funzionale, valorizzazione estetica e sostenibilità ambientale, mantenendo la viabilità attuale. Il fulcro dell’operazione è la riconfigurazione della carreggiata centrale, dove la rimozione del manto in basalto ammalorato lascerà spazio a una nuova pavimentazione in pietra di Luserna e cubetti di porfido posati a coda di pavone, nel rispetto della geometria ovale che caratterizza identitariamente la piazza e in continuità materica con le superfici adiacenti.

Parallelamente, l’area della fontanella sarà oggetto di un ripristino che comprende il rifacimento delle pavimentazioni degradate, il consolidamento del basamento e la creazione di una nuova aiuola con messa a dimora di un’essenza arborea di seconda grandezza, restituendo decoro e coerenza formale a un elemento di arredo storico.

Il potenziamento del verde costituisce uno degli indirizzi strategici dell’intervento: l’ampliamento di sei aiuole esistenti e la piantumazione di cinque nuove essenze arboree di terza grandezza rispondono a una logica di depavimentazione e incremento delle superfici filtranti, con benefici diretti sul microclima urbano e sulla qualità percettiva dello spazio pubblico.

La riqualificazione si estende al contesto monumentale circostante, con il recupero architettonico e botanico dell’area del Monumento dei Caduti, dove le superfici pavimentate saranno consolidate e reintegrate, e il verde sarà riprogettato con specie arbustive perenni a basso fabbisogno idrico, capaci di valorizzare la monumentalità dell’opera scultorea.

Ulteriori interventi riguardano la demolizione del palchetto antistante la fontana, la ricollocazione della colonna in marmo in sede da definirsi, il risanamento della pavimentazione di via Borromeo e lo spostamento dei diciassette cubi di pietra in un diverso spazio urbano.

 Il disegno complessivo è completato dal rinnovo dell’arredo urbano con panchine in calcestruzzo di design contemporaneo, nuovi cestini per la raccolta differenziata coordinati per forma e materiale, e la sostituzione dei dissuasori e delle protezioni esistenti, nel segno di una coerenza stilistica che accompagna ogni scelta progettuale.

L’insieme degli interventi configura così una visione unitaria di rigenerazione urbana, capace di coniugare identità storica, qualità ambientale e fruibilità contemporanea dello spazio pubblico.

Cronaca

Monza – Spaccia la droga del sesso in via Melette di Gallio: arrestato

Monza – Nell’ambito di attività investigativa finalizzata al contrasto dello spaccio di droga in città, negli scorsi giorni gli agenti della Polizia di Stato sono venuti a conoscenza di una probabile attività di spaccio all’interno di un appartamento di un condominio di via Melette di Gallio, dove era stato notato un insolito via vai di persone, anche in orari notturni.

La centrale operativa ha disposto un servizio di osservazione; intorno alle 11 della mattinata di ieri, il soggetto segnalato è stato visto a bordo di un’auto che si guardava intorno con fare sospetto come se stesse attendendo l’arrivo di qualche cliente.

L’uomo, un 31enne, dopo alcuni minuti è sceso dall’auto e, appena prima che gli agenti procedessero al suo controllo, ha lasciato cadere a terra, sotto la ruota anteriore sinistra, un porta banconote all’interno del quale c’erano 4 bustine di sostanza stupefacente, risultata essere appunto la droga sintetica nota come MDPV (del peso di circa 3 grammi), e la somma di 540 euro. Gli agenti lo hanno bloccato e perquisito: l giovane è stato trovato in possesso delle chiavi dell’appartamento che era stato segnalato come possibile luogo di ritrovo di soggetti dediti ad attività illecite; pertanto, gli agenti hanno esteso la perquisizione in casa e, all’interno della sua stanza, hanno rinvenuto altre 6 bustine della medesima sostanza, oltre ad un bilancino di precisione. Il quantitativo di droga complessivamente sequestrata è di circa 13 grammi.

In considerazione della particolare tipologia di sostanza sequestrata, appartenente alla categoria dei catinoni sintetici, noti anche come NPS (nuove sostanze piscoattive), aventi effetti fortemente stimolanti sul sistema nervoso centrale, il 31enne è stato tratto in arresto per detenzione a fini di spaccio. La misura è stata adottata tenuto conto anche dei numerosi e recenti precedenti penali e di polizia in materia di spaccio della medesima sostanza e di altre sostanze sempre di tipo sintetico come l’ecstasy.

Cronaca

Giussano – Operaio si sente male mentre lavora su un tetto: salvato dai pompieri

Seregno – Erano da poco trascorse le 8 di oggi 11 giugno quando in via Prealpi all’altezza del civico 14, sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco . Sul tetto di un’azienda, mentre lavorava, un operaio 46enne si è sentito male e non è più stato in grado di scendere autonomamente . I vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Monza sonto intervenuti con un autoscala e una barella idonea al trasporto di feriti in quota. Gli operanti hanno riportato l’uomo a terra dove è stato affidato al personale dell’ AREU che lo ha trasportato in codice rosso al San Gerardo di Monza . Sul posto sono intervenuti anche ATS e Polizia Locale.

Cronaca

Vimercate – Firmato il compromesso per la vendita del vecchio Ospedale


Vimercate – Il 28 maggio 2026, davanti al notaio, ASST Brianza ha firmato un contratto preliminare di compravendita con la società Devero Costruzioni s.p.a. per la cessione definitiva dell’ex Ospedale di Vimercate per un importo complessivo di 4 milioni 850 mila euro, di cui 1,5 milioni di euro già incassati come acconto. Al prezzo si aggiunge la realizzazione da parte di Devero di una struttura sociosanitaria del valore di circa 5 milioni di euro da cedere all’ASST.

Il Direttore Generale di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalvi, esprime grande soddisfazione per questo importante traguardo istituzionale. “Il raggiungimento di questo accordo segna la positiva conclusione di un iter di vendita complesso, la cui vicenda era iniziata nel lontano 2009, portando a un risultato a cui hanno offerto un fondamentale contributo tutti i miei collaboratori coinvolti, che ringrazio”.

Dopo il susseguirsi, a partire dal 2023, di due aste che non hanno portato alla vendita – una prima con base di circa 9 milioni di euro più 2 milioni di opere di bonifica e una seconda ribassata del 10% a circa 8 milioni e 200 mila euro – anche la terza e ultima asta con base a 7 milioni e 350mila euro circa non ha visto pervenire offerte pari o superiori alla stessa, ma la previsione della possibilità di considerare anche offerte inferiori ha permesso di concludere una trattativa privata con Devero, quale unica offerente, con opere di bonifica a carico dell’acquirente. L’accordo, che ha consentito ad ASST Brianza di dismettere l’immobile evitando ulteriori oneri o spese, segna quindi un momento cruciale per la storia di Vimercate, chiudendo una situazione patrimoniale rimasta aperta per anni e aprendo una nuova fase di riqualificazione e sviluppo dell’area.

Cronaca

Seveso – Corso Isonzo chiuso in corrispondenza del cavalcavia della SP35 Mi-Meda

Seveso-  In accordo con l’Amministrazione Comunale di Seveso, da stamani, 9 giugno, prende il via un cantiere per lo spostamento delle linee di fognatura e acquedotto lungo Corso Isonzo. Le lavorazioni interessano il tratto particolarmente complesso in corrispondenza del cavalcavia e degli svincoli della SP35 Milano-Meda, che verrà completamente interdetto al traffico veicolare. L’intervento prevede lo spostamento di circa 75 metri di rete fognaria e di un analogo tratto di acquedotto. La complessità dell’opera è legata anche alle caratteristiche tecniche del cantiere: gli scavi raggiungeranno una profondità superiore ai 3,5 metri, mentre la nuova condotta fognaria avrà un diametro interno di 1,2 metri.

Durante i lavori, gli svincoli della Milano-Meda resteranno aperti in uscita; in ingresso sarà possibile imboccare la SP35 soltanto in direzione Lentate sul Seveso, mentre resterà interdetto l’accesso in direzione Milano.

La data di avvio del cantiere è stata individuata, di comune accordo, in concomitanza con la conclusione del periodo scolastico, così da limitare i disagi al transito veicolare e delle linee del trasporto pubblico. Le attività si svolgeranno, dunque, interamente nel periodo estivo e si concluderanno entro la seconda settimana settembre, in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico. Unica eccezione sarà rappresentata da una sospensione temporanea delle lavorazioni, con la completa riapertura del tratto interessato tra il primo e il 12 luglio, in vista delle commemorazioni ufficiali per il 50° anniversario del disastro ambientale dell’ICMESA, alle quali, nella giornata del 10 luglio, prenderà parte, tra gli altri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.