Salute

CronacaSalute

Mozzarella richiamata per presenza di metallo: i lotti contaminati prodotti dalla Granarolo

Il Ministero della Salute segnala il richiamo di 5 lotti di mozzarella Granarolo venduti in Penny, Conad e Carrefour per rischio di corpi metallici

Diversi lotti di mozzarella sono stati ritirati dai supermercati italiani a causa della possibile presenza di corpi metallici nelle confezioni. Il richiamo riguarda prodotti Granarolo venduti sotto vari marchi, tra cui Penny Market, Conad e Carrefour.

I lotti ritirati
A lanciare l’allarme è stato il Ministero della Salute, che ha diffuso un avviso per il richiamo di 5 lotti di mozzarella prodotti da Granarolo Spa e venduti in diverse catene di supermercati, tra cui Penny, Conad e Carrefour. I marchi coinvolti sono diversi, ma il produttore è lo stesso: Granarolo Spa. I lotti richiamati sono:

Mozzarella Conad, confezioni singole da 125 g e confezioni da 3×125 g, lotto N5205Dm, scadenza 15 agosto 2025;
Mozzarella Valbontà (Penny Market), confezioni da 4×125 g, lotto N5205E, scadenza 17 agosto 2025;
Mozzarella Carrefour Classic Maxi Pack, confezioni da 3×125 g, lotto N5205E, scadenza 18 agosto 2025;
Mozzarella Latbri, confezioni da 125 g, lotto N5205D, scadenza 22 agosto 2025
Tutti i lotti richiamati sono stati prodotti nello stabilimento Granarolo di Usmate Velate (MB), identificato con il marchio IT 03 144 CE. Chiunque abbia acquistato le mozzarelle appartenenti ai lotti segnalati deve evitarne il consumo. È possibile riportare i prodotti nei supermercati dove sono stati acquistati per ottenere la sostituzione o il rimborso, senza bisogno dello scontrino. Il richiamo non riguarda altri prodotti Granarolo o mozzarelle di marche differenti.

Rischi di ingestione corpi estranei
L’ingestione di corpi estranei può comportare rischi seri per la salute, soprattutto se avviene in quantità significative. Tra i principali pericoli legati all’assunzione di materiali non alimentari, come i frammenti metallici, ci sono i danni al tratto gastrointestinale. Frammenti metallici possono infatti essere taglienti o abrasivi, provocando irritazioni, infiammazioni o lesioni alla mucosa di stomaco e intestino.

Esiste inoltre un concreto rischio di soffocamento, in particolare se i frammenti sono abbastanza grandi da ostruire le vie respiratorie di bambini o animali domestici.

Gli altri ritiri
Non è la prima volta che Granarolo si trova a dover richiamare i propri prodotti. Solo poche settimane fa, l’azienda aveva già ritirato dal mercato un lotto di mozzarella fresca a marchio Granarolo, sebbene per motivi diversi: in quell’occasione il richiamo era dovuto alla possibile presenza di frammenti di plastica, e la produzione proveniva da un altro stabilimento.

Quello di oggi non è il primo richiamo di quest’estate, che ha già coinvolto prodotti molto diversi tra loro. A preoccupare è stato soprattutto il caso dei diversi lotti di friarielli richiamati per rischio botulino, collegati all’inchiesta della Procura di Paola dopo le intossicazioni alimentari registrate a Diamante, in Calabria, dove decine di persone si erano sentite male dopo aver consumato panini con salsiccia e friarielli: due hanno perso la vita.

CronacaSalute

Seregno – 72 milioni di euro per l’Ospedale. Inserita nella programmazione regionale la nuova struttura riabilitativa

Seregno  – “Con la delibera approvata dalla Giunta regionale che definisce la programmazione degli investimenti sanitari 2025–2031, Regione Lombardia compie un secondo importante passo verso il rilancio dell’Ospedale ‘Trabattoni Ronzoni’ di Seregno. Per la prima volta viene inserita nel piano pluriennale la realizzazione di una nuova struttura di riabilitazione specialistica, con una previsione di investimento pari a 72 milioni di euro”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali brianzoli Alessandro Corbetta (Lega), Jacopo Dozio (FI), Fabrizio Figini (FI), Luigi Ponti (PD), Martina Sassoli (Lombardia Migliore) e Alessia Villa (FdI) commentando la nuova programmazione sanitaria regionale illustrata dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso.

“L’inserimento nella programmazione – spiegano i consiglieri – è un passaggio fondamentale, che segue l’approvazione in Aula, durante l’assestamento di bilancio, dell’ordine del giorno bipartisan sottoscritto da tutti i consiglieri regionali eletti in Brianza. Il testo impegnava la Giunta a definire una proposta concreta e sostenibile per il futuro del presidio di Seregno, dopo il trasferimento in altri ospedali di diversi reparti a causa di importanti criticità strutturali del presidio”.

“La previsione di un investimento specifico per Seregno – concludono i consiglieri – segna un avanzamento significativo: oggi abbiamo una prospettiva chiara, riconosciuta nella pianificazione regionale, sulla quale continueremo a lavorare affinché diventi realtà il prima possibile”.

Sull’argomento il sindaco di Seregno Albero Rossi ha commentato: “Sono certo che questa visione comune d’intenti, che sappiamo bene essere tutt’altro che scontata, e il coinvolgimento del territorio abbiano contribuito in maniera determinante alla notizia di oggi. Ciascuno, per la propria parte e nel proprio ruolo, ha contribuito a costruire un percorso condiviso e concreto: una bella dimostrazione di come la politica che lavora per gli interessi del territorio possa ottenere risultati importanti e preziosi.

Salute

ASST Brianza: un nuovo software supportato dall’Intelligenza Artificiale per la diagnosi degli esami radiologici


Nell’ambito del processo di integrazione “uomo-macchina” in atto in ASST
Brianza, si annuncia il completamento dell’installazione presso il Servizio
Radiologico di un nuovo software che consente agli operatori di avvalersi
dell’Intelligenza Artificiale per la diagnosi e la refertazione degli esami
radiologici.
Il software è in grado di svolgere un’analisi delle lastre in tempo reale,
garantendo un miglioramento del servizio per i pazienti in termini di
efficacia, riduzione degli errori ed efficienza per quanto riguarda i tempi
di risposta.
L’utilizzo di questo tipo di AI migliora dunque la capacità di diagnostica
radiologica, in particolare in tutti i Pronto Soccorso aziendali (Carate
Brianza, Desio e Vimercate). In previsione, grazie ad una sempre
maggiore esperienza di utilizzo del software, l’ASST Brianza potrà
garantire una sensibile riduzione dei tempi di refertazione, una diagnosi
ancora più precisa e una capacità di lavoro più elevata.
ASST della Brianza
Via Santi Cosma e Damiano,10
20871 Vimercate (MB)
Tel. 039 66541 Fax 039 6654629
C.F. e P.IVA 09314320962
www.asst-brianza.it
Dott. Massimiliano Perri – Dott.ssa Ramona Maestroni
Comunicazione e Relazioni Esterne
Tel. 039 6654280/4270
Email: ufficio.comunicazione@asst-brianza.it
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ASST Brianza conferma così il costante impegno nel miglioramento della
qualità dei servizi ospedalieri e territoriali grazie a un innovativo e
sfaccettato percorso di integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei propri
processi operativi. Un passo avanti che segna un’evoluzione significativa
nella gestione della sanità brianzola, con l’obiettivo di supportare e
potenziare il lavoro dei professionisti del settore, senza mai sostituire il
valore insostituibile delle competenze umane.
Del resto ASST Brianza è stata tra le prime aziende sanitarie a introdurre
l’AI in ambito clinico, in particolare nella diagnostica per immagini –
radiologia, ecografia e risonanza magnetica – e nella gastroenterologia,
con applicazioni avanzate per lo screening del colon-retto. L’intelligenza
artificiale, infatti, ha un impatto diretto sul miglioramento della
prevenzione oncologica, consentendo di rilevare con maggiore precisione
alterazioni sottili nei tessuti e fungendo da secondo osservatore sempre
attivo a supporto dei medici.
Grazie agli algoritmi di AI, è possibile acquisire immagini più rapidamente
e con una qualità ottimizzata, attraverso la regolazione automatica dei
parametri di imaging e l’adozione di protocolli personalizzati. Questo non
solo migliora la qualità diagnostica e l’efficienza della refertazione, ma
garantisce anche un maggiore comfort per il paziente, riducendo i tempi
di esecuzione degli esami.
L’integrazione dell’AI si sta progressivamente estendendo anche
all’ambito amministrativo garantendo una migliore efficienza operativa e
consentendo ai professionisti di concentrarsi sulle attività a più alto
valore aggiunto. Attraverso l’uso di algoritmi avanzati e strumenti di
analisi dati, il personale può beneficiare di sistemi di supporto decisionale
più precisi, migliorando diagnosi, trattamenti e tempi di intervento. Sul
ASST della Brianza
Via Santi Cosma e Damiano,10
20871 Vimercate (MB)
Tel. 039 66541 Fax 039 6654629
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Comunicazione e Relazioni Esterne
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fronte amministrativo, il contributo dell’AI punta a ottimizzare la gestione
delle pratiche e dei flussi di lavoro, riducendo i tempi e migliorando le
performance.
“La nostra missione è garantire un servizio sanitario all’avanguardia,
capace di coniugare tecnologia e umanità. L’intelligenza artificiale non
sostituirà mai l’intuito, la sensibilità e la professionalità del nostro
personale, ma sarà un valido strumento in più per agire con maggiore
precisione, tempismo e sicurezza”, ha dichiarato il Direttore Generale di
ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalvi.
Il processo di integrazione dell’AI sta avvenendo in modo progressivo, con
sessioni formative periodiche condotte dall’Università LIUC e volte a
favorire, oltre allo sviluppo delle competenze, anche un approccio etico e
responsabile nell’uso delle nuove tecnologie.
Per ASST Brianza questo rappresenta un costante investimento in
innovazione, nella convinzione che la tecnologia possa essere, oggi e nel
futuro, un alleato prezioso nel percorso verso una sanità più moderna,
efficace e vicina alle esigenze e ai bisogni reali dei cittadini

CronacaSalute

San Gerardo- Passaggio di consegne: Silvano Casazza passa il testimone a Michele Brait


Monza – Cambio al vertice della Direzione Strategica della Fondazione IRCCS
San Gerardo dei Tintori di Monza.
Da domani, 1° agosto, il Direttore Generale, dott. Silvano Casazza lascia l’IRCCS alla volta
dell’ATS Milano Città Metropolitana. Al suo posto, a partire da martedì 5 agosto, arriverà il
dott. Michele Brait, oggi alla guida di ATS Brianza.
Al Consiglio di Amministrazione il compito questa mattina di deliberare la nomina del dott.
Brait dopo il Decreto del Presidente di Regione Lombardia che ha indicato al CdA il nome
del successore del dott. Casazza.
“Sono contento per la nomina del dott. Casazza in una posizione strategica quale ATS Milano
Città Metropolitana – dichiara il presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori
dott. Claudio Cogliati – perché da quella posizione potrà dare un contributo molto importante
per lo sviluppo delle cure territoriali, dato che una parte della sua attività si è sviluppata
proprio nell’assistenza socio-sanitaria. Regione Lombardia sta portando avanti da tempo un
grande rinforzo delle cure territoriali a favore dei pazienti più fragili per ridurre gli accessi
alle strutture di secondo livello, venendo incontro alla popolazione più anziana e più
bisognosa della nostra regione.
Prendiamo atto delle alte decisioni strategiche in ottica di ottimizzazione del sistema
sanitario.
Sono molto riconoscente per tutta l’attività svolta dal dott. Casazza per l’IRCCS sia nella fase
prodromica sia nella successiva fase di stabilizzazione del processo di afferimento delle due
strutture private no profit nella nuova Fondazione dedicata a san Gerardo.
Per questo chiederò a Regione Lombardia di permettergli di continuare a dare il suo apporto
all’IRCCS per la conclusione di alcune procedure importanti .Ribadisco inoltre, come sottolineato da tutto il CdA, come sia fondamentale la continuità amministrativa e sanitaria in questa fase iniziale della nascita dell’IRCCS.
Desidero dare insieme con tutto il CdA, il benvenuto al dott. Brait che in questi due anni ha
già avuto modo di conoscere e di apprezzare la realtà assistenziale, didattica e scientifica
del nostro Istituto. La sua esperienza, la sua capacità e il suo curriculum e saranno un valore
aggiunto nella sfida che attende l’Ente per la prossima valutazione del Ministero della Salute
come IRCCS, oltre che, naturalmente per le innovazioni previste per la sanità lombarda”.
Michele Brait, prima di diventare Direttore Generale di ATS Brianza, ha maturato una vasta
esperienza nel settore sanitario, ricoprendo vari ruoli di responsabilità apicale in diverse
aziende ospedaliere pubbliche in Lombardia. Dopo la laurea in Scienze Politiche ha
conseguito nel tempo tre master universitari di secondo livello in management. Nel campo
della sanità pubblica e privata ha contribuito allo sviluppo di politiche sanitarie e
all’organizzazione e gestione dei servizi sanitari sul territorio. La sua carriera è caratterizzata
da un forte impegno nel miglioramento della qualità dell’assistenza, nella promozione della
salute pubblica, con una propensione all’innovazione tecnologica e organizzativa.

Nella foto da sinistra: il presidente Claudio Cogliati, Silvano Casazza, Michele Brait, il direttore scientifico Pietro Invernizzi.

CronacaPoliticaSalute

C’è un futuro per l’Ospedale di Seregno? In Regione un o.d.g. impegna la Giunta a presentare un nuovo progetto

Seregno – “Con l’approvazione del nostro ordine del giorno, il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta a definire in tempi certi una proposta progettuale concreta e sostenibile per il rilancio di un polo riabilitativo pubblico sul territorio di Seregno. Un passaggio importante, che riconosce la centralità di questo presidio per la rete sanitaria della Brianza e della Lombardia”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali brianzoli Alessandro Corbetta (Lega), Jacopo Dozio (FI), Fabrizio Figini (FI), Luigi Ponti (PD), Martina Sassoli (Lombardia Migliore) e Alessia Villa (FdI), firmatari dell’ordine del giorno approvato in aula nell’ambito dell’assestamento di bilancio di Regione Lombardia.

Negli ultimi mesi – spiegano – a causa di gravi problemi strutturali del presidio di Seregno, si è reso necessario il trasferimento progressivo di alcuni reparti del Trabattoni Ronzoni verso altri ospedali del territorio, come Desio, Vimercate e Carate Brianza. Questa situazione ha generato legittime preoccupazioni tra cittadini, operatori sanitari e istituzioni locali, anche per l’assenza di una prospettiva chiara sul futuro della struttura”.

Il documento approvato – proseguono – punta ad avviare un percorso di confronto e trasparenza, in cui possano essere valutate tutte le soluzioni progettuali emerse, comprese la riqualificazione dell’attuale sede e l’eventuale realizzazione di un nuovo polo nell’area San Salvatore di Seregno. In tal senso, nel testo approvato si esprime una preferenza per la realizzazione di una nuova struttura moderna, logisticamente accessibile, in elevata classe energetica e capace di rappresentare un punto di riferimento attrattivo per la riabilitazione pubblica in Lombardia. In ogni caso però, qualunque ipotesi progettuale dovrà essere accompagnata da un’attenta valutazione dei costi e dei benefici, per garantire una soluzione equilibrata, sostenibile e di reale utilità per il territorio. La scelta finale, quindi, dovrà essere fondata su analisi solide, condivisione istituzionale e coinvolgimento del territorio”.

L’obiettivo comune – concludono i consiglieri – è garantire una risposta all’altezza dei bisogni riabilitativi di un’area densamente abitata, oggi priva di un polo pubblico specializzato a nord di Milano, e in grado di rispondere ai bisogni di un’area vasta che va ben oltre la provincia di Monza e Brianza”.

Salute

S.Gerardo: è Pablo Ingelmo il responsabile della nuova struttura di terapia del dolore e medicina palliativa pediatrica


Monza – Il prof. Pablo Mauricio Ingelmo è stato nominato Responsabile
della nuova struttura semplice dipartimentale di Terapia del Dolore e Medicina Palliativa
Pediatrica della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, e si unisce anche come
Professore Associato di Anestesia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Laureatosi nel 1988 in Medicina all’Università di Buenos Aires, si è specializzato in Anestesia
nel 1991 e ha ottenuto nel 1995 il titolo di Esperto in terapia del dolore e cure palliative.
Tra il 1996 e il 1998 ha svolto stage internazionali presso il Children’s Hospital di Boston e
l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. In Argentina ha fondato due centri di terapia del
dolore per adulti e un centro pediatrico. Trasferitosi in Italia nel 2001, ha ottenuto la
specializzazione in Anestesia e Terapia Intensiva. Dal 2006 al 2012 ha lavorato all’Ospedale
San Gerardo, contribuendo allo sviluppo dell’Unità Semplice di Anestesia e Terapia del Dolore
Pediatrico.
Nel 2013 è stato nominato Professore di Anestesia e Direttore del Centro di Dolore
Complesso Pediatrico della McGill University di Montreal. Durante la sua permanenza, ha
trasformato il servizio di cura del dolore, istituito laboratori di ricerca, programmi di
fellowship e corsi di educazione sul dolore pediatrico. La sua attività ha portato alla
pubblicazione di oltre 120 articoli indicizzati, inclusi studi innovativi su dolore nociplastico,
(un tipo di dolore che emerge da una disfunzione del sistema nervoso, senza una chiara
evidenza di lesioni tissutali o infiammazione) e terapie per pazienti con epidermolisi bollosa,
(una malattia genetica ereditaria, rara e invalidante, che provoca bolle e lesioni in
corrispondenza della pelle e delle mucose interne).
Recentemente ha diretto il programma internazionale “Pain in Space”, in collaborazione con
cinque università nordamericane e canadesi, la NASA, la ISS e Axiom Space, studiando le conseguenze della vita nella Stazione spaziale internazionale sui modelli di transizione del
dolore acuto al cronico, con un focus sulle applicazioni cliniche per bambini affetti da dolore
complesso.
“È un grande onore per me tornare a casa e lavorare presso l’IRCCS Fondazione San Gerardo
dei Tintori e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – sottolinea il prof. Ingelmo -. Sono
stato chiamato a contribuire all’avvio di una rete di terapia del dolore e cure palliative
pediatriche (RTD-CPP), in sinergia con il territorio circostante e gli sviluppi regionali in questo
ambito. Con le attività di ricerca che hanno contraddistinto la mia carriera, mi impegnerò ad
incrementare l’attività scientifica dell’ospedale, migliorando le cure per i bambini con
condizioni di dolore complesso e quelli in situazioni di fragilità. Sono felice di poter
condividere la mia esperienza anche nella formazione degli studenti di Medicina, degli
specializzandi e dei dottorandi dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ringrazio
sinceramente i vertici dell’IRCCS Fondazione San Gerardo dei Tintori e dell’Università degli
Studi di Milano-Bicocca per avermi offerto l’opportunità di far parte di questo straordinario
progetto”.
“È con entusiasmo che diamo il benvenuto al prof. Ingelmo – affermano il presidente Claudio
Cogliati, il direttore generale Silvano Casazza e il direttore scientifico Pietro Invernizzi -. Il
suo curriculum e la sua vasta esperienza nella creazione di centri per il trattamento del
dolore e delle cure palliative, nonché nella traduzione della ricerca d’avanguardia in questo
campo, sono un valore aggiunto per la nostra squadra. Siamo certi che la sua presenza
contribuirà a far progredire la nostra attività scientifica e clinica, portando nuove opportunità
di ricerca e innovazione nel trattamento del dolore pediatrico. La sua dedizione alla
formazione delle future generazioni di medici e specialisti arricchirà il nostro approccio
educativo, ispirando studenti e aspiranti professionisti della salute a seguire le sue orme”.

Nella foto da sinistra: il presidente Cogliati, il prof. Ingelmo, il direttore generale Casazza, il direttore scientifico Invernizzi.

PoliticaSalute

“Case di Comunità: nella provincia di MB nessuna è aperta con quanto prevede la normativa ” dice il PD

La Federazione di Monza e Brianza del Partito Democratico, in una nota, fa il punto della situazione delle Case di Comunità

“In Lombardia il 96% delle 216 Case della Comunità previste dalla Regione o non ancora attiva o non
ha tutti i servizi richiesti dal Decreto Ministeriale 77 del 2022.

In particolare, nove su dieci non hanno la copertura prevista di Medici di medicina generale e di
infermieri. Un terzo di quelle programmate non ha nemmeno aperto i battenti, è ancora esistente solo
sulla carta. A renderlo noto sono il Segretario provinciale del PD di Monza e Brianza Lorenzo Sala e il
Responsabile provinciale della sanità Ivano Riva, che hanno rielaborato i dati emersi da un’inchiesta
condotta negli ultimi mesi dal gruppo regionale del Partito Democratico sul reale stato delle case di
comunità in Lombardia.
I numeri sono il frutto dell’analisi dei dati raccolti con 140 accessi agli atti alla Direzione Generale
Welfare della Regione, in cui si chiedevano tutti i dettagli non solo sul tasso di apertura, ma anche
riguardo ai servizi effettivamente disponibili.
Nella provincia di Monza e Brianza il quadro è sconfortante: delle 17 Case di Comunità programmate
ne sono state attivate solo 13. Il problema non è solo di apertura, ma anche di servizi effettivamente
attivi.
Nel 40% delle Case di Comunità già attive in Lombardia mancano totalmente i Medici di Medicina
Generale, che invece dovrebbero essere presenti sette giorni su sette, 24 ore su 24. Nel 45% non c’è
alcun servizio di diagnostica, nel 31% non c’è integrazione con i servizi sociali del territorio e nel 30%
manca il punto prelievi.
E in Brianza non va certo meglio. In nessuna delle 13 case di comunità aperte c’è un Medico di
medicina generale presente 24 ore su 24, per sette giorni su sette, e nessuna può contare sulla presenza
degli infermieri 12 ore al giorno per sette giorni su sette. In tre strutture non è presente nessun servizio
diagnostico, e, dove è stato attivato, lo è solo per una media di 11 ore e 16 minuti alla settimana. I punti
prelievi sono attivi in media 10 ore e 12 minuti la settimana, con una media giornaliera (su 5 giorni) di
due ore.
“In Lombardia e nella nostra provincia siamo di fronte al fallimento della giunta Fontana – dichiara Sala e i numeri impietosamente lo dimostrano. C’è bisogno di un piano di riprogettazione, di ridefinizione
degli impegni presi. Abbiamo bisogno di una Medicina territoriale più vicina ai cittadini, altrimenti in
queste condizioni l’unica cosa che cresce sono i bilanci dei grandi gruppi della sanità privata, che si
arricchiscono dietro le liste d’attesa”.
“La scadenza del giugno 2026 prevista dal PNRR – attacca Riva – non sarà raggiunta da Regione
Lombardia. Il programma che la giunta Fontana nel 2022 aveva mandato a Roma per realizzare le case
di Comunità non sarà rispettato. Sono i numeri a parlar chiaro, non il PD. Questo è l’ennesimo scarto tra
le promesse e quello che la Regione realmente fa. La cosa grave è che si perderanno anche dei soldi.
Questo perché il Decreto Ministeriale indica con precisione quali servizi debbano essere attivi e noi
abbiamo scoperto che i buchi sono enormi. Che in nessuna casa di comunità di Monza e Brianza ci sia
un Medico di Medicina Ggenerale è gravissimo, così come è altrettanto grave che la diagnostica sia
aperta solo per poche ore alla settimana”.

Di seguito la tabella che riepiloga i servizi attivi nelle case di comunità della provincia di Monza

PoliticaSalute

Ospedale di Seregno “Servono investimenti concreti per una struttura moderna e strategica per la Brianza” dice la Lega

Seregno– L’altro giorno si è svolto un incontro tra la sezione cittadina della Lega di Seregno e il consigliere regionale Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia: argomento dell’incontro il futuro del presidio ospedaliero cittadino.

Un confronto importante che ha permesso di approfondire in modo concreto i diversi scenari oggi sul tavolo: dalla ristrutturazione dell’attuale struttura fino alla possibilità di realizzare un nuovo ospedale nell’area di San Salvatore.
L’Ospedale Trabattoni è da anni riconosciuto come un punto di riferimento nel campo della riabilitazione. Rilanciarlo in una sede nuova e moderna significa non solo preservare questa eccellenza, ma svilupparla, integrandola con i nuovi modelli di sanità territoriale e con tecnologie all’avanguardia.

La zona di San Salvatore, oggi ben collegata con la Valassina e domani ulteriormente valorizzata dalla conclusione della Pedemontana, rappresenterebbe una sede strategica per offrire servizi sanitari accessibili non solo a Seregno, ma a tutta l’area della Brianza. Un collegamento nord-sud e presto anche est-ovest, che conferma la centralità della nostra città.

Seregno è una delle città più popolose della provincia – dichiara Edoardo Trezzi, segretario cittadino della Lega – e merita un presidio ospedaliero funzionale, accessibile e di alto livello. Che si tratti di una ristrutturazione o di una nuova struttura, l’obiettivo deve essere lo stesso: garantire una sanità pubblica efficiente, radicata sul territorio, al passo coi tempi. E la Lega lavorerà in questa direzione, con serietà e concretezza”.

Lo scenario ideale che guarda al futuro – aggiunge Corbetta – è sicuramente la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera, esiste infatti già un’area tra Seregno e Albiate raggiungile e collegata con le principali arterie viabilistiche che permetterebbe alla Brianza di avere un ospedale innovativo nel campo della riabilitazione. In Regione al momento non ci sono tali risorse, bisogna però fare delle scelte: Seregno e la Brianza non possono rimanere scoperti di un ospedale così importante e dunque ci batteremo per portare le esigenze del territorio nelle istituzioni per garantire alla Brianza una nuova struttura di eccellenza riabilitativa come è sempre stato l’ospedale di Seregno”.

Salute

Monza -Gemelle siamesi di 2 anni, attaccate per la testa, separate a Monza: una è morta durante l’intervento

Le due piccole presentavano una fusione cranio-encefalica

Monza -Due gemelline siamesi di due anni e mezzo, unite per la testa dalla nascita, sono state separate con un intervento di 48 ore consecutive all’ospedale San Gerardo di Monza. Una delle due bimbe, però, non ha superato la fase finale dell’operazione, mentre la gemella sopravvissuta si trova ora ricoverata in terapia intensiva neurologica: come spiega l’ospedale, presto sarà in grado di intraprendere il proprio cammino verso l’autonomia motoria.

Le piccole di nazionalità senegalese, giunte in Italia nel luglio 2024, presentavano dalla nascita una fusione cranio-encefalica, con una connessione estesa tra le ossa del cranio, i tessuti cerebrali e il sistema vascolare. Si tratta di una forma rarissima, un caso ogni 2,5 milioni di nascite, per cui si contano meno di 60 interventi di separazione dal 1950 ad oggi: l’ultima operazione analoga in Italia risale infatti al 2017, avvenuta presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“Noi tutti abbiamo avuto l’opportunità di prenderci cura di queste due bambine e della loro famiglia, affrontando insieme un percorso lungo e complesso per trattare una rara e gravissima malformazione cranio-encefalica”, hanno commentato  medici e infermieri dell’ospedale San Gerardo. Un’équipe multidisciplinare, supportata da specialisti statunitensi ed europei con esperienza in casi simili, che ha utilizzato simulazioni virtuali 3D e collaborato con altre eccellenze lombarde come l’Istituto Neurologico Besta, il Policlinico di Milano e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo. “Per oltre dieci mesi tutta l’équipe si è impegnata con competenza, dedizione e spirito di collaborazione, con l’obiettivo di offrire ad entrambe le gemelle le stesse opportunità di sopravvivenza e di qualità della vita. Esprimiamo profonda gratitudine alla famiglia per la fiducia e la forza dimostrate, alle associazioni internazionali che hanno reso possibile questo progetto, e a tutti i professionisti che hanno collaborato con impegno a questo percorso tanto complesso quanto umanamente e professionalmente straordinario”.


“Tutte le persone che abbiamo incontrato sono state straordinarie nell’aiutarci ad affrontare questa prova, e abbiamo percepito che volevano davvero bene alle nostre bambine”, hanno commentato i genitori, che hanno potuto curare le gemelle in Italia grazie a un volo organizzato dall’Aeronautica Militare Italiana e al trasporto di AREU. Un viaggio reso possibile dalla segnalazione e dall’impegno congiunto di Smile House Fondazione ETS e della World Craniofacial Foundation.
“Anche nel momento di grande dolore, con la perdita della piccola, la tenacia dei medici nel curare ci ha dato forza e coraggio per affrontare quella perdita”.

Salute

HIV: casi in crescita in Lombardia. Presentati i dati al 12esimo Workshop di Cisai 

Si è concluso questo pomeriggio al Duo Milan Porta Nuova di Milano il 12° Workshop nazionale CISAI (Coordinamento Italiano per lo studio dell’allergia in infezione da HIV) dal titolo “Tollerabilità dei farmaci antinfettivi e comorbilità associate all’infezione da HIV”.

L’evento, che ha richiamato nel capoluogo lombardo studiosi ed esperti provenienti da ogni parte d’Italia, è stato un momento importante per fare il punto sulle modalità più avanzate nella gestione e nella cura dell’infezione del virus in base alle nuove terapie e a esigenze cliniche sempre più complesse.

La due giorni di lavori è stata anche l’occasione per rendere noti i dati sulla diffusione dell’HIV con numeri in crescita progressiva che segnano un ritorno al pre-Covid. In Italia, le persone che convivono con l’infezione sono 140.000. Roma, Milano e Bologna le città con maggiore incidenza. Nel 2023 sono state segnalate 2.349 nuove diagnosi. La Lombardia è la regione dove si registrano 491 casi, pari a un quinto di quelli nazionali. Dalle rilevazioni per fasce d’età emerge che a essere più colpiti sono i soggetti tra i 40 e i 49 anni. La causa della trasmissione del virus è quasi esclusivamente quella sessuale: nell’ordine, maschi che fanno sesso con maschi (38,6%), maschi eterosessuali (26,6%) e femmine eterosessuali (21,1%). Un altro aspetto rilevante è quello che riguarda il fenomeno delle diagnosi tardive: l’infezione viene rilevata quando il virus è già in fase avanzata con persone che effettuano il test e si scoprono positive in presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV o di comportamenti sessuali a rischio. Da qui l’appello ad implementare le attività di prevenzione dirette a tutte le fasce d’età e agevolare l’accesso ai test. Diagnosi precoci e più puntali consentono massima efficacia alle terapie antiretrovirali che, come evidenziato nel corso dell’evento, sono sempre più innovative in alcuni casi con caratteristiche long acting.

“I dati più recenti sull’HIV/AIDS in Italia, aggiornati al 31 dicembre 2023, mostrano un aumento progressivo delle nuove diagnosi di infezione da HIV dal 2020 in poi, con 2.349 nuovi casi nel 2023 – afferma il prof. Paolo Bonfanti, direttore delle Malattie Infettive della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza e professore presso l’Università Milano-Bicocca -. Allo stesso modo, le nuove diagnosi di AIDS sono aumentate a 532 casi nel 2023, un incremento marcato rispetto al 2022 e al 2020. È particolarmente preoccupante che due terzi degli eterosessuali e oltre la metà dei maschi omosessuali siano diagnosticati tardivamente, una quota in continuo aumento dal 2015. Questo sottolinea l’urgenza di estendere capillarmente la promozione del test HIV per individuare precocemente le infezioni e migliorare la presa in carico”.

“L’analisi approfondita dei dati del 2023 – commenta il prof. Antonio Di Biagio, professore associato di Malattie infettive presso l’Università di Genova, medico infettivologo della Clinica Malattie Infettive IRCCS AOU San Martino-IST di Genova – rivela che l’aumento delle nuove diagnosi HIV dopo il 2020 ha interessato maggiormente la fascia di età 40-49 anni. La trasmissione sessuale rimane la modalità predominante, rappresentando l’86,3% di tutte le segnalazioni, con il 47,7% dei casi attribuibili a rapporti eterosessuali (26,6% maschi, 21,1% femmine) e il 38,6% a maschi che fanno sesso con maschi. Questo incremento post-2020 potrebbe riflettere un recupero delle diagnosi mancate durante la pandemia di COVID-19, che ha influito sui servizi per l’HIV. È fondamentale continuare a monitorare l’epidemia e promuovere il test anche nelle persone di età più avanzata con una bassa percezione del rischio”.

Un focus interessante del workshop, a cui hanno partecipato anche giovani clinici e ricercatori, ha riguardato la gestione dell’invecchiamento dei pazienti affetti da HIV con numerosi interventi che hanno visto la “connessione” con diversi settori della medicina come diabetologia, cardiologia, psichiatria, oncologia. Altro aspetto messo in luce è stato quello dedicato all’appropriatezza delle terapie antibiotiche in base alle più recenti innovazioni farmacologiche e scientifiche così da promuovere un approccio sempre più personalizzato, mirato ed efficace.