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Ospedale di Seregno “Servono investimenti concreti per una struttura moderna e strategica per la Brianza” dice la Lega

Seregno– L’altro giorno si è svolto un incontro tra la sezione cittadina della Lega di Seregno e il consigliere regionale Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia: argomento dell’incontro il futuro del presidio ospedaliero cittadino.

Un confronto importante che ha permesso di approfondire in modo concreto i diversi scenari oggi sul tavolo: dalla ristrutturazione dell’attuale struttura fino alla possibilità di realizzare un nuovo ospedale nell’area di San Salvatore.
L’Ospedale Trabattoni è da anni riconosciuto come un punto di riferimento nel campo della riabilitazione. Rilanciarlo in una sede nuova e moderna significa non solo preservare questa eccellenza, ma svilupparla, integrandola con i nuovi modelli di sanità territoriale e con tecnologie all’avanguardia.

La zona di San Salvatore, oggi ben collegata con la Valassina e domani ulteriormente valorizzata dalla conclusione della Pedemontana, rappresenterebbe una sede strategica per offrire servizi sanitari accessibili non solo a Seregno, ma a tutta l’area della Brianza. Un collegamento nord-sud e presto anche est-ovest, che conferma la centralità della nostra città.

Seregno è una delle città più popolose della provincia – dichiara Edoardo Trezzi, segretario cittadino della Lega – e merita un presidio ospedaliero funzionale, accessibile e di alto livello. Che si tratti di una ristrutturazione o di una nuova struttura, l’obiettivo deve essere lo stesso: garantire una sanità pubblica efficiente, radicata sul territorio, al passo coi tempi. E la Lega lavorerà in questa direzione, con serietà e concretezza”.

Lo scenario ideale che guarda al futuro – aggiunge Corbetta – è sicuramente la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera, esiste infatti già un’area tra Seregno e Albiate raggiungile e collegata con le principali arterie viabilistiche che permetterebbe alla Brianza di avere un ospedale innovativo nel campo della riabilitazione. In Regione al momento non ci sono tali risorse, bisogna però fare delle scelte: Seregno e la Brianza non possono rimanere scoperti di un ospedale così importante e dunque ci batteremo per portare le esigenze del territorio nelle istituzioni per garantire alla Brianza una nuova struttura di eccellenza riabilitativa come è sempre stato l’ospedale di Seregno”.

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Monza -Gemelle siamesi di 2 anni, attaccate per la testa, separate a Monza: una è morta durante l’intervento

Le due piccole presentavano una fusione cranio-encefalica

Monza -Due gemelline siamesi di due anni e mezzo, unite per la testa dalla nascita, sono state separate con un intervento di 48 ore consecutive all’ospedale San Gerardo di Monza. Una delle due bimbe, però, non ha superato la fase finale dell’operazione, mentre la gemella sopravvissuta si trova ora ricoverata in terapia intensiva neurologica: come spiega l’ospedale, presto sarà in grado di intraprendere il proprio cammino verso l’autonomia motoria.

Le piccole di nazionalità senegalese, giunte in Italia nel luglio 2024, presentavano dalla nascita una fusione cranio-encefalica, con una connessione estesa tra le ossa del cranio, i tessuti cerebrali e il sistema vascolare. Si tratta di una forma rarissima, un caso ogni 2,5 milioni di nascite, per cui si contano meno di 60 interventi di separazione dal 1950 ad oggi: l’ultima operazione analoga in Italia risale infatti al 2017, avvenuta presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“Noi tutti abbiamo avuto l’opportunità di prenderci cura di queste due bambine e della loro famiglia, affrontando insieme un percorso lungo e complesso per trattare una rara e gravissima malformazione cranio-encefalica”, hanno commentato  medici e infermieri dell’ospedale San Gerardo. Un’équipe multidisciplinare, supportata da specialisti statunitensi ed europei con esperienza in casi simili, che ha utilizzato simulazioni virtuali 3D e collaborato con altre eccellenze lombarde come l’Istituto Neurologico Besta, il Policlinico di Milano e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo. “Per oltre dieci mesi tutta l’équipe si è impegnata con competenza, dedizione e spirito di collaborazione, con l’obiettivo di offrire ad entrambe le gemelle le stesse opportunità di sopravvivenza e di qualità della vita. Esprimiamo profonda gratitudine alla famiglia per la fiducia e la forza dimostrate, alle associazioni internazionali che hanno reso possibile questo progetto, e a tutti i professionisti che hanno collaborato con impegno a questo percorso tanto complesso quanto umanamente e professionalmente straordinario”.


“Tutte le persone che abbiamo incontrato sono state straordinarie nell’aiutarci ad affrontare questa prova, e abbiamo percepito che volevano davvero bene alle nostre bambine”, hanno commentato i genitori, che hanno potuto curare le gemelle in Italia grazie a un volo organizzato dall’Aeronautica Militare Italiana e al trasporto di AREU. Un viaggio reso possibile dalla segnalazione e dall’impegno congiunto di Smile House Fondazione ETS e della World Craniofacial Foundation.
“Anche nel momento di grande dolore, con la perdita della piccola, la tenacia dei medici nel curare ci ha dato forza e coraggio per affrontare quella perdita”.

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HIV: casi in crescita in Lombardia. Presentati i dati al 12esimo Workshop di Cisai 

Si è concluso questo pomeriggio al Duo Milan Porta Nuova di Milano il 12° Workshop nazionale CISAI (Coordinamento Italiano per lo studio dell’allergia in infezione da HIV) dal titolo “Tollerabilità dei farmaci antinfettivi e comorbilità associate all’infezione da HIV”.

L’evento, che ha richiamato nel capoluogo lombardo studiosi ed esperti provenienti da ogni parte d’Italia, è stato un momento importante per fare il punto sulle modalità più avanzate nella gestione e nella cura dell’infezione del virus in base alle nuove terapie e a esigenze cliniche sempre più complesse.

La due giorni di lavori è stata anche l’occasione per rendere noti i dati sulla diffusione dell’HIV con numeri in crescita progressiva che segnano un ritorno al pre-Covid. In Italia, le persone che convivono con l’infezione sono 140.000. Roma, Milano e Bologna le città con maggiore incidenza. Nel 2023 sono state segnalate 2.349 nuove diagnosi. La Lombardia è la regione dove si registrano 491 casi, pari a un quinto di quelli nazionali. Dalle rilevazioni per fasce d’età emerge che a essere più colpiti sono i soggetti tra i 40 e i 49 anni. La causa della trasmissione del virus è quasi esclusivamente quella sessuale: nell’ordine, maschi che fanno sesso con maschi (38,6%), maschi eterosessuali (26,6%) e femmine eterosessuali (21,1%). Un altro aspetto rilevante è quello che riguarda il fenomeno delle diagnosi tardive: l’infezione viene rilevata quando il virus è già in fase avanzata con persone che effettuano il test e si scoprono positive in presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV o di comportamenti sessuali a rischio. Da qui l’appello ad implementare le attività di prevenzione dirette a tutte le fasce d’età e agevolare l’accesso ai test. Diagnosi precoci e più puntali consentono massima efficacia alle terapie antiretrovirali che, come evidenziato nel corso dell’evento, sono sempre più innovative in alcuni casi con caratteristiche long acting.

“I dati più recenti sull’HIV/AIDS in Italia, aggiornati al 31 dicembre 2023, mostrano un aumento progressivo delle nuove diagnosi di infezione da HIV dal 2020 in poi, con 2.349 nuovi casi nel 2023 – afferma il prof. Paolo Bonfanti, direttore delle Malattie Infettive della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza e professore presso l’Università Milano-Bicocca -. Allo stesso modo, le nuove diagnosi di AIDS sono aumentate a 532 casi nel 2023, un incremento marcato rispetto al 2022 e al 2020. È particolarmente preoccupante che due terzi degli eterosessuali e oltre la metà dei maschi omosessuali siano diagnosticati tardivamente, una quota in continuo aumento dal 2015. Questo sottolinea l’urgenza di estendere capillarmente la promozione del test HIV per individuare precocemente le infezioni e migliorare la presa in carico”.

“L’analisi approfondita dei dati del 2023 – commenta il prof. Antonio Di Biagio, professore associato di Malattie infettive presso l’Università di Genova, medico infettivologo della Clinica Malattie Infettive IRCCS AOU San Martino-IST di Genova – rivela che l’aumento delle nuove diagnosi HIV dopo il 2020 ha interessato maggiormente la fascia di età 40-49 anni. La trasmissione sessuale rimane la modalità predominante, rappresentando l’86,3% di tutte le segnalazioni, con il 47,7% dei casi attribuibili a rapporti eterosessuali (26,6% maschi, 21,1% femmine) e il 38,6% a maschi che fanno sesso con maschi. Questo incremento post-2020 potrebbe riflettere un recupero delle diagnosi mancate durante la pandemia di COVID-19, che ha influito sui servizi per l’HIV. È fondamentale continuare a monitorare l’epidemia e promuovere il test anche nelle persone di età più avanzata con una bassa percezione del rischio”.

Un focus interessante del workshop, a cui hanno partecipato anche giovani clinici e ricercatori, ha riguardato la gestione dell’invecchiamento dei pazienti affetti da HIV con numerosi interventi che hanno visto la “connessione” con diversi settori della medicina come diabetologia, cardiologia, psichiatria, oncologia. Altro aspetto messo in luce è stato quello dedicato all’appropriatezza delle terapie antibiotiche in base alle più recenti innovazioni farmacologiche e scientifiche così da promuovere un approccio sempre più personalizzato, mirato ed efficace.

Salute

San Gerardo: l’associazione “PerLe noi” dona un iniettore a doppia pompa per il mezzo di contrasto


Cresce il parco macchine della Diagnostica Senologica Donato dall’Associazione PerLe Noi un iniettore a doppia pompa per mezzo di contrasto
Monza – Un nuovo e concreto passo avanti nella prevenzione e nella
diagnosi precoce del tumore al seno è stato compiuto grazie alla generosità dell’Associazione
PerLe Noi , realtà attiva sul territorio brianzolo nella promozione della salute femminile
L’associazione ha infatti donato un iniettore a doppia pompa per mezzo di contrasto alla
Diagnostica Senologica dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, supporto fondamentale
per l’esecuzione della mammografia con mezzo di contrasto (
Contrast Enhanced Mammography – CEM), una delle metodiche più avanzate e promettenti in ambito
senologico.
Un’innovazione tecnologica al servizio della prevenzione
L’apparecchiatura donata consente l’erogazione controllata e precisa del mezzo di contrasto
necessario per la CEM, una tecnica che, grazie alla combinazione tra imaging mammografico
tradizionale e di contrasto, migliora l’accuratezza diagnostica nella valutazione delle lesioni
mammarie sospette, permettendo l’evidenza di multicentricità e multifocalità anche in caso
di lesioni millimetriche.
La CEM rappresenta oggi un’importante alternativa alla Risonanza Magnetica, soprattutto
nella stadiazione pre-operatoria del tumore al seno, nei casi di sospetta recidiva, oppure
quando la RM non è eseguibile o risulta poco accessibile. È una metodica rapida, ben
tollerata, minimamente invasiva e in grado di fornire indicazioni cliniche fondamentali per la
programmazione dell’intervento chirurgico o di eventuali biopsie.
Potenziare l’offerta sanitaria sul territorio
L’adozione di tecnologie innovative come la CEM si inserisce all’interno di un più ampio
percorso di presa in carico delle pazienti, volto a garantire diagnosi tempestive e trattamenti
personalizzati, in linea con i più alti standard di cura. La donazione permette di ampliare
l’offerta diagnostica disponibile presso l’Ospedale San Gerardo, punto di riferimento per la
senologia a livello regionale e nazionale
Ringrazio PerLe Noi – sottolinea il Presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei
Tintori Claudio Cogliati – per la generosa donazione. La sensibilità e l’impegno
dell’associazione nel sostenere la salute e il benessere della comunità sono davvero
ammirevoli. La solidarietà fa la differenza e ci ricorda quanto sia importante lavorare insieme
per un futuro più sano”
.
La donazione di questo strumento – sottolinea la dott.ssa Anna Abate, Responsabile della
Diagnostica Senologica – rappresenta un’importante opportunità per migliorare la qualità dei
percorsi diagnostici e terapeutici offerti alle pazienti. La possibilità di eseguire la
mammografia con contrasto direttamente in sede ci consente di ridurre i tempi di attesa e
di prendere decisioni cliniche più rapide. Inoltre, la mammografia con mezzo di contrasto ci
permette di accedere a nuove frontiere della diagnostica senologica interventistica, con la
biopsia sotto guida CEM, attualmente considerata una delle più importanti innovazioni
tecnologiche permettendo di biopsiare tumori non visibili in assenza di mezzo di contrasto
”.

Una rete di solidarietà e impegno per la salute femminile
Siamo orgogliose di poter contribuire con questo gesto concreto al miglioramento dei
percorsi diagnostici per il tumore al seno
– afferma la presidente dell’Associazione PerLe Noi
Alessia Redaelli -. Crediamo che ogni donna abbia il diritto a strumenti di diagnosi avanzati
e accessibili, e che la prevenzione non debba mai essere un lusso, ma un diritto. La
collaborazione con il San Gerardo è per noi un esempio virtuoso di come il volontariato possa
fare la differenza, anche nella sanità”
.
La donazione dell’iniettore si inserisce in un percorso più ampio che vede l’Associazione
PerLe Noi costantemente impegnata nella diffusione della cultura della prevenzione, nella
sensibilizzazione sul tema del tumore al seno e nel sostegno concreto alla Diagnostica
senologica.

Salute

San Gerardo : con l’esoscopio, neurochirurgia in alta risoluzione per gli interventi su patologie craniche e della colonna


Monza – Una chirurgia vertebrale più sicura, mininvasiva e precisa con
notevoli benefici per il paziente e maggiore supporto per il chirurgo
Grazie all’esoscopio introdotto circa quattro anni fa, la Struttura complessa di Neurochirurgia
della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, diretta dal prof. Carlo Giussani, sta
sviluppando una notevole esperienza nella chirurgia vertebrale esoscopio-assistita con più
di 200 interventi negli ultimi due anni.
Oltre all’utilizzo iniziale di questo strumento su patologie craniche ora il sistema di visione si
è imposto con sempre maggiore evidenza anche nell’ambito della chirurgia spinale.
L’esoscopio è un dispositivo ottico avanzato che fornisce un’immagine ultra-HD su un
monitor che utilizza la tecnologia 3D, migliorando la visione del campo chirurgico senza la
necessità di guardare direttamente attraverso un oculare, come avviene con il microscopio
tradizionale. Questo strumento permette al chirurgo di operare in una posizione più
ergonomica, migliorando la precisione nei movimenti e riducendo l’affaticamento.
Negli ultimi anni la chirurgia vertebrale ha beneficiato di importanti innovazioni tecnologiche,
volte a migliorare i risultati e a ridurre l’invasività delle procedure. Sicuramente,
l’introduzione dell’esoscopio ha rappresentato un punto di svolta.
L’esoscopio si differenzia dal microscopio tradizionale per una serie di caratteristiche
distintive: miglior focus e capacità di mettere a fuoco rapidamente senza necessità di
frequenti regolazioni manuali, maggior profondità di ingrandimento, che consente una
visione tridimensionale più naturale, maggiore adattabilità, grazie alla possibilità di regolare
l’angolazione e la distanza dal campo operatorio con estrema precisione.
Si è dimostrato utile nel trattamento di patologie vertebrali sia tumorali che degenerative,
con applicazioni che spaziano dagli adulti ai pazienti pediatrici.
“Abbiamo da tempo maturato la convinzione che la chirurgia esoscopica rappresenti un
importante passo avanti nell’ambito della neurochirurgia cranica – spiega il prof. Carlo
Giussani, Direttore della Neurochirurgia e della Scuola di Specializzazione -. Oggi, la quasi
totalità degli interventi viene eseguita con questa tecnologia, che si è dimostrata non solo
efficace dal punto di vista clinico, ma anche estremamente utile nella formazione degli
specializzandi, grazie alla visione condivisa e alla migliore ergonomia. Negli ultimi anni,
inoltre, stiamo estendendo con successo l’utilizzo dell’esoscopio anche alla chirurgia spinale,
con risultati molto promettenti”.
“Come équipe di chirurgia vertebrale, riteniamo che l’utilizzo dell’esoscopio rappresenti un
alleato fondamentale nella continua ricerca di soluzioni sempre meno invasive, con l’obiettivo
di garantire il miglior recupero possibile per ogni paziente, indipendentemente dalla natura
del problema, che sia traumatico, degenerativo o tumorale”, dichiarano congiuntamente i
componenti dell’équipe di chirurgia vertebrale, i dottori Alessandro Versace, David Pirillo,
Paolo Guerra e Alberto Vimercati.

Nella foto l’équipe di chirurgia vertebrale.

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“Cancro primo aiuto” dona tre ecografi all’ ASST Brianza. La consegna ufficiale al Pio XI di Desio

Desio – Cancro Primo Aiuto Ets-Odv ha donato tre ecografi all’Asst Brianza.
La consegna è avvenuta questa mattina all’ospedale Pio XI di Desio. Due strumenti resteranno nel nosocomio desiano.
Il primo sarà destinato alla Struttura Complessa di Chirurgia Generale e d’Urgenza diretta dal dottor Dario Maggioni.
Il secondo, un moderno e pratico apparecchio portatile in grado di supportare attraverso il
collegamento Internet la diagnosi remota e il teleconsulto in tempo reale, verrà utilizzato nella
Struttura Complessa di Cardiologia diretta dal dottor Felice Achilli.
Il terzo ecografo sarà presto trasferito all’ospedale di Vimercate dove è stato realizzato un servizio
dedicato alle donne vittime di violenza sessuale che fornisce assistenza ginecologica, psicologica e
legale. In un contesto così delicato l’ecografo consentirà al personale sanitario, guidato dalla dott.ssa
Loredana Giacomantonio, di valutare i traumi fisici subiti dalle vittime.
Nel corso della mattinata Cancro Primo Aiuto Ets- Odv ha voluto esprimere il proprio ringraziamento
ai dottori Dario Maggioni e Viviana Russo.
Ai due medici è stata dedicata una targa che elogia la pazienza, la gentilezza e la professionalità da
loro dimostrate nell’aiutare costantemente le persone in condizioni di fragilità che si rivolgono
all’associazione. A ritirare la targa per il dott. Maggioni è stato il dott. Giulio Maria Mari, dell’équipe
di Chirurgia Generale di Desio.
“Siamo onorati di consegnare questi tre ecografi che andranno a migliorare l’assistenza e la cura dei
pazienti- ha sottolineato l’amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto Flavio Ferrari- uno di questi
strumenti sarà destinato a persone che si trovano in condizione di grande fragilità e dolore, le donne
che hanno subito la più atroce delle violenze che le ha ferite nel corpo e nell’animo. Ci auguriamo che,
grazie anche al nostro contributo, possano intraprendere un percorso di cura e di assistenza”.
“Desidero esprimere a nome di tutta l’ASST un sentito ringraziamento all’Associazione CPA, alla
quale la nostra azienda è legata da una solida e profonda collaborazione pluriennale che continua a
produrre risultati concreti e significativi e ci permette migliorare costantemente i servizi sanitari
offerti a tutta la Brianza.
La generosa donazione dei tre ecografi – prosegue Carlo Alberto Tersalvi, direttore generale
dell’ASST Brianza – rappresenta un gesto di grande valore, che conferma ancora una volta quanto
sia preziosa la sinergia con il tessuto associativo del territorio. Questi tre nuovi dispositivi sono
destinati infatti ad implementare la strumentazione all’interno di tre ambiti fondamentali e delicati
dei Presidi Ospedalieri di ASST Brianza, quali la Chirurgia Generale e la Cardiologia di Desio e il
servizio dedicato alle donne vittime di violenza in via di attivazione presso l’Ospedale di Vimercate,
un progetto di grande rilevanza per garantire sostegno e assistenza alla popolazione femminile.
Il supporto costante da parte di realtà del Terzo Settore come CPA contribuisce concretamente alla
salute della cittadinanza. L’Associazione si dimostra ancora una volta attenta e vicina al nostro
lavoro, come ha già fatto in passato con altre donazioni, confermando così l’impegno comune a
favore del benessere e della qualità di vita delle persone.”

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Desio – L’ASST Brianza ha acquistato il 75% dei terreni necessari per la strada del nuovo Pronto Soccorso

Desio – Procede a passi svelti il complesso iter burocratico che permetterà ad
ASST Brianza di realizzare la nuova strada di accesso al Pronto Soccorso
del Presidio Ospedaliero di Desio, oggetto di futuro ampliamento e
potenziamento dei servizi sanitari.
Negli scorsi giorni ASST ha infatti finalizzato l’acquisto di altri tre terreni
limitrofi all’ospedale, i più estesi, che – sommandosi a quello già
acquistato nel mese di marzo – rappresentano in totale circa il 75% dei
mappali interessati.
Non manca molto nemmeno alla definizione degli atti d’acquisto dei
restanti tre mappali, a cui il notaio incaricato sta lavorando. Si tratta di
un’operazione non semplice, in considerazione dell’alto numero dei
comproprietari dei terreni (oltre 50) e della vetustà degli atti originari di
acquisto, a cui hanno fatto seguito svariate successioni tra le diverse
generazioni.

Prosegue parallelamente il percorso per attivare la procedura di gara di
assegnazione dell’incarico di realizzazione delle opere: abbiamo già
mandato al Comune di Desio la richiesta sia di inizio lavori sia di
convocazione della Conferenza dei Servizi che avrà il compito di valutare
il progetto, prima di inoltrarlo alla Regione Lombardia per l’ulteriore
passaggio autorizzativo.
La Direzione Strategica di ASST Brianza è costantemente impegnata per
concludere definitivamente questa fase, propedeutica all’avvio dei lavori
di ampliamento del nosocomio cittadino che coinvolgerà il PS e la
nuova Radiologia con conseguente miglioramento dei servizi offerti, del
valore di oltre 18.000.000 di euro, stanziati dalla Regione Lombardia e
Ministero della Salute

Salute

Record al San Gerardo di interventi chirurgici con tecnica mini-invasiva robotica


Da febbraio 2024 sono stati eseguiti 500 interventi oncologici e di alta complessità
Monza – Cinquecento 500 interventi chirurgici, prevalentemente oncologici
e di alta complessità, effettuati da febbraio 2024 a oggi: grazie a questi numeri la Fondazione
IRCCS San Gerardo dei Tintori è stata uno dei centri europei che ha fatto più interventi dal
momento dell’installazione della prima piattaforma robotica.
Grazie a questo risultato la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia ha inserit
l’ospedale San Gerardo tra i sette ospedali hub regionali per la formazione delle équipe
chirurgiche robotiche.
Gli interventi di chirurgia robotica al San Gerardo coinvolgono, per ora, quattro specialità di
chirurgia oncologica: Chirurgica Generale (colo-rettale, epato-biliare, pancreatica, gastro-
esofagea ed endocrinologica), Ginecologica, Toracica e Urologica.
“La crescita tecnologica della nostra Fondazione con strumentazioni sempre più moderne e
all’avanguardia ha favorito l’arrivo di validi professionisti e l’ampliamento dell’offerta
sanitaria pubblica ai cittadini – dichiara Claudio Cogliati, presidente della Fondazione IRCCS
San Gerardo dei Tintori -. La tecnologia, associata all’expertise dello specialista, permette di
offrire una chance terapeutica importante a pazienti che fino a ieri potevano contare solo
su cure farmacologiche o su interventi eseguiti in momenti differenti”.
“Ridurre il trauma chirurgico operando in modo sempre più mirato e preciso è parte di una
cura ideale – sottolinea il dott. Andrea Gregori, Direttore della Struttura complessa di
Urologia e Coordinatore dell’attività di Chirurgia Robotica dell’ospedale -. La possibilità di
ridurre l’invasività della chirurgia, mantenendo una corretta radicalità oncologica, consente
di proseguire l’attività chirurgica per i pazienti con malattie tumorali in maggior sicurezza.
Poter asportare un tumore senza dover “aprire” l’addome o il torace riduce
significativamente i rischi di complicanze e di infezioni, comporta un minor sanguinamento
ed una consequenziale ridotta necessità di trasfusioni”.
L’intervento con il robot riduce al minimo gli effetti collaterali della chirurgia tradizionale
parità di efficacia oncologica: meno dolore post-operatorio e rischio di infezioni, breve
degenza in ospedale e ripresa più rapida delle funzionalità fisiologiche. La chirurgia robotica
consente di eseguire interventi mini-invasivi complessi anche in pazienti critici per età o per
situazione clinica generale.
Questa chirurgia all’avanguardia permette una visione tridimensionale e ingrandita del
campo operatorio, consentendone un controllo completo: il chirurgo ha una visione analoga
a quella che si ottiene con la realtà virtuale, elimina il tremore fisiologico delle mani o
movimenti involontari, permette di fare dei movimenti rotatori superiori a quelli delle
capacità normali, come per esempio la rotazione a 360 gradi, consente di operare in modo
ambidestro e in spazi molto ristretti.

Salute

“Cancro Primo Aiuto” dona un microscopio operatorio ad altissima tecnologia al san Gerardo


Verrà utilizzato anche per gli interventi sui bambini


Monza – Cancro Primo Aiuto Ets-Odv ha donato in comodato d’uso gratuito
per un anno uno strumento di altissima tecnologia alla Struttura Complessa di oculistica
della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori.
Si tratta di un microscopio operatorio che viene impiegato nelle operazioni microchirurgiche
del segmento anteriore e posteriore dell’occhio che richiedono un’altissima precisione.
Pratico e funzionale, il microscopio consente al chirurgo di operare con il massimo del
comfort, condizione che si rivela fondamentale per il paziente. Inoltre, la conformazione
dello strumento protegge il paziente da possibili contatti accidentali. Altra caratteristica dello
strumento è la possibilità di distribuire la luce sull’area operatoria con due campi di
illuminazione differenti, che possono essere attivati in maniera contemporanea o in modo
alternativo. L’illuminazione “a grande campo” permette di illuminare tutto il campo
operatorio visibile nel microscopio. La seconda illuminazione, denominata “SCI”, Stereo
Coaxial Illumination, si focalizzata al centro del campo inquadrato e genera un riflesso
omogeneo che consente di intervenire su pazienti di qualsiasi condizione, anche con quelli
che presentano occhio decentrato, cataratta matura, pupilla stretta.
Alla consegna del microscopio erano presenti il presidente della Fondazione IRCCS San
Gerardo Claudio Cogliati, il direttore generale Silvano Casazza, l’amministratore delegato di
Cancro Primo Aiuto Flavio Ferrari e il Direttore della Struttura Complessa di oculistica, dott.
Michele Coppola.
“Questo strumento – ha sottolineato Coppola, ringraziando Cancro Primo Aiuto – permetterà
di curare i pazienti in maniera sempre più appropriata. Il microscopio donato potrà essere
utilizzato anche sui bambini che presentano compromissioni post traumatiche per testare lo
stato di integrità della macula e della parte nobile della retina”.
“Il nostro istituto di ricovero e cura a carattere scientifico – ha sottolineato Cogliati – si
impegna a perseguire quattro priorità fondamentali: assistenza, cura, innovazione e ricerca.

Questi pilastri sono alla base del nostro lavoro quotidiano e ci permettono di offrire ai nostri
pazienti un supporto completo e di alta qualità. Grazie a strumenti e risorse all’avanguardia,
possiamo essere davvero accanto a chi sta male, garantendo non solo il trattamento delle
malattie, ma anche un’attenzione umana e personalizzata. La nostra missione è migliorare
la vita delle persone attraverso un approccio integrato che unisce competenza scientifica e
umanizzazione delle cure, perché ogni paziente merita il meglio possibile nel suo percorso
di guarigione”.
Il direttore generale Casazza ha espresso il suo sincero ringraziamento a Cancro Primo Aiuto
per la generosa donazione, che “permetterà di eseguire interventi specifici e altamente
mirati, che si tradurranno in importanti vantaggi per i pazienti e per l’intera comunità. Il
supporto di organizzazioni come Cancro Primo Aiuto è essenziale per continuare a offrire
cure di qualità e speranza a chi ne ha più bisogno”.
L’amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto Flavio Ferrari ha espresso il suo
ringraziamento ai consiglieri dell’associazione che hanno contribuito alla donazione e ha
augurato al “reparto di oculistica, una vera eccellenza, di raggiungere nuovi importanti
risultati grazie anche a questo macchinario”.

Nella foto da sinistra: Claudio Cogliati, Flavio Ferrari, Michele Coppola e Silvano Casazza.

Salute

22 aprile “Giornata nazionale della salute della donna” Le iniziative in ASST Brianza


Mese di aprile all’insegna della prevenzione e della salute. In occasione della
Giornata nazionale della salute della donna che si celebra il 22 aprile e della
Settimana mondiale delle vaccinazioni (24-30 aprile), ASST Brianza mette in
campo numerose iniziative gratuite aperte alla popolazione.
Nello specifico, presso gli Ospedali di Carate, Desio, Seregno e Vimercate,
certificati “Bollino Rosa” per la particolare attenzione che prestano al
benessere e alla cura delle donne, sono offerte consulenze e visite
ginecologiche per la contraccezione e la menopausa, PAP TEST, valutazione del
pavimento pelvico, screening mammografici e visite senologiche nell’ambito
della (H) Open Week di Fondazione Onda ETS, la settimana al femminile in
programma dal 22 al 30 aprile in molte regioni.
Inoltre, presso i Centri Vaccinali di Lissone e Usmate, per alcuni target e
categorie sono attivate diverse sedute straordinarie di vaccinazioni anti HPV,
anti difterite-tetano-pertosse-polio, anti Herpes Zoster e anti Pneumococco
nelle giornate del 22 e del 24 aprile, rivolte in questa seconda data anche alla
popolazione maschile.
Tutte le informazioni dettagliate sulle modalità di accesso e di prenotazione
sono indicate sul sito www.asst-brianza.it