Crisi delle nascite in Lombardia: nel 2025 record negativo dal 2010
Il tasso di fecondità (figli per donna) scende all’1,6%. Dal 2010, apice della ripresa dal calo dopo il baby-boom, fecondità giù del -24%.
Il 2025 segna il nuovo punto più basso della crisi demografica. In Lombardia, secondo i dati Istat diffusi ieri, si sono raggiunti i valori peggiori degli anni Duemila sia per il tasso di natalità, sia per quello di fecondità.
Negli ultimi dodici mesi, la caduta libera iniziata dopo quella che i demografi hanno ribattezzato come la “ripresina“ (2005-2010) dalla fine del baby-boom (metà anni ’70) ha raggiunto il livello minimo. Il numero di figli per donna (il tasso di fecondità) è di 1,16, inferiore (-0,3) persino a quello del 2024, l’anno con meno nascite nella regione degli ultimi 15 (64.711, 34.081 in meno). L’età media di una mamma al primo parto risulta di 32,8 anni in Lombardia.
Il tasso di natalità (il rapporto tra il numero dei nati vivi e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per mille) è di 6,3: tra il 2009 e il 2010 superava i 10. E se la Lombardia riesce a strappare un saldo positivo nella crescita complessiva della popolazione (+3,2 per mille) rispetto al 2024 lo deve all’immigrazione. Il trend è preoccupante non soltanto rispetto al secolo scorso, ma anche prendendo come riferimento la fine del primo decennio degli anni Duemila: -35% di nati vivi, -24% il tasso di fecondità.
La classifica delle province
Tra le province è Como quella con il numero di figli per donna più basso: 1,12. Un primato negativo che condivide con Lodi. Ma se per il Lario è una conferma, motivata dai demografi anche con il progressivo aumento del costo della vita in un territorio che ha visto crescere l’appeal internazionale, per il Lodigiano si tratta di un’inversione di tendenza rispetto al 2024, quando con 1,28 si trovava tra le aree con il tasso più elevato della regione.
Lo stesso segnale di allarme arriva dalla provincia di Sondrio, uno dei territori dove il modello tradizionale di famiglia sembrava resistere ai colpi della crisi demografica: in un anno la Valtellina è scesa da 1,28 a 1,17 figli per donna.
Il Milanese, con 1,13, conferma il dato (sofferente) del 2024, seguita da Monza e Brianza e Varese, che perdono ulteriore punti fermandosi rispettivamente a 1,15 e 1,16, stesso valore di Pavia. Lecco, come la vicina Sondrio, subisce un calo significativo del tasso di fecondità: 1,17 (era 1,23 nel 2024). Leggermente meglio della media regionale si collocano Bergamo (1,20), Brescia e Cremona, che con 1,21 toccano il dato più alto.
Tasso di natalità
L’analisi dei tassi di natalità (ogni mille abitanti) colloca quattro province già sotto la soglia del 6 per mille: Sondrio, Como, Lecco e Lodi sono scese al 5,9 , con il Lodigiano che in un anno ha perso un punto (6,8 nel 2024). Varese, Pavia e Mantova (6) si posizionano a livelli inferiori alla media regionale (6,3), così come Cremona e Monza (6,2). La provincia di Milano con il 6,5 per mille detiene il valore migliore, davanti a Bergamo e Brescia (6,4).
