Cronaca

Desio – Presa la banda delle monetine e dei furti in appartamenti (oltre 50)

 La banda del borseggio e dei furti in appartamento a caccia di bancomat da svuotare. Meglio se proprietà di anziani. Almeno 48 colpi documentati in pochi mesi. Nove in manette pronti per fuggire all’estero.

Desio – I carabinieri della Compagnia di Desio, con il supporto nella fase esecutiva e di ricerca da parte dei militari delle Compagnie di Monza, Seregno, Milano Porta Magenta, Vigevano, Legnano e del Nucleo Investigativo di Milano, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, nei confronti di nove cittadini stranieri.

I cileni specializzati nei furti in abitazione, i cubani nei borseggi, i peruviani dediti alla «truffa della monetina». I nove ladri latino-americani individuati – e nove fermati – grazie alle indagini dei carabinieri di Desio si muovevano in batterie separate, sempre a bordo di una Ford «Puma», con la quale giravano tutto il Nord Italia – Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna – per commettere furti a raffica. Una cinquantina gli episodi ricostruiti dagli investigatori dell’Arma, coordinati dal procuratore aggiunto di Milano Bruna Albertini, che ha firmato il provvedimento di fermo, nell’arco di poche settimane.

I militari sono partiti indagando su un episodio di furto avvenuto a Limbiate, cominciando così a seguire gli spostamenti dei sudamericani (tra i 18 e i 37 anni) senza fissa dimora, che in Lombardia hanno imperversato nelle province di Milano, Monza, Bergamo, Breascia, Varese, Pavia, Como, Lecco, Lodi, colpendo anche con tre furti in abitazione, tra Arese e la bergamasca. Colpivano chiunque capitasse loro a tiro presso aree di servizio o commerciali, ma le loro vittime preferite erano gli anziani, soprattutto le donne, alle quali sottraevano la borsa all’esterno dei supermercati, facendo ricorso in particolare alla tecnica della monetina, appunto. 

Mentre uno dei malviventi distraeva la vittima, intenta a caricare la spesa in macchina, facendole credere che le fossero caduti degli spiccioli a terra, un complice si introduceva nell’abitacolo aprendo di nascosto la portiera sul lato opposto alla posizione della vittima, e si impossessava della borsa. Dopo aver colpito cercavano di far fruttare subito il colpo, facendo spese con le tessere bancomat delle persone derubate, o cercando di entrare nei loro account bancari attraverso il loro smartphone. Vista la loro estrema mobilità, gli inquirenti hanno fatto ricorso allo strumento del fermo, per il chiaro pericolo di fuga, in particolare verso la Germania e la Spagna. Attualmente, infatti, tre degli indagati sarebbero ancora ricercati.