Seregno – Le case in edilizia convenzionate costeranno di più? Il PD puntualizza
Seregno – Dopo l’articolo apparso sul nostro blog “Case convenzionate più care: chi pagherà il prezzo delle scelte fatte dal Comune?” il circolo locale del Partito Democratico ci ha inviato una nota che pubblichiamo :
“Edilizia convenzionata: facciamo chiarezza. Senza la revisione dei parametri, a Seregno non si sarebbe costruito un solo alloggio convenzionato.
In merito alle dichiarazioni rilanciate in questi giorni sulla modifica del regolamento dell’edilizia residenziale convenzionata, approvata dal Consiglio comunale il 21 aprile 2026, il Circolo di Seregno del Partito Democratico ritiene doveroso restituire ai cittadini un quadro corretto dei fatti.
Il dibattito è stato impostato attorno a una domanda apparentemente semplice — “le case convenzionate costano di più?” — ma questa impostazione finisce per nascondere il vero nodo della questione.
Il dato da cui partire è inequivocabile: negli ultimi dodici anni, a Seregno, nessun operatore privato ha mai realizzato un intervento di edilizia convenzionata. Nemmeno uno. E non per disinteresse verso la città o verso le famiglie, ma per una ragione puramente economica: i parametri fino a oggi in vigore rendevano queste operazioni di fatto irrealizzabili. Il prezzo di vendita risultante era talmente vicino al costo di costruzione da non lasciare alcun margine. Il risultato è che lo strumento è rimasto sulla carta, inutilizzato, per oltre un decennio.
La scelta vera, dunque, non è mai stata tra “case convenzionate più care” e “case convenzionate più economiche”. La scelta è tra avere edilizia convenzionata oppure non averla affatto. Tra rimettere in moto uno strumento bloccato da anni o lasciarlo definitivamente lettera morta.
Rivedere i parametri significa esattamente questo: rendere di nuovo possibili operazioni che da dodici anni nessuno avviava, perché semplicemente non stavano in piedi. Significa offrire alle famiglie seregnesi un’alternativa concreta a prezzo calmierato che, con le regole precedenti, di fatto non esisteva. Un beneficio che va misurato non rispetto a un’edilizia convenzionata teorica e mai realizzata, ma rispetto al mercato — gli stessi prezzi che, come ricordano anche i critici, sono cresciuti in modo significativo negli ultimi anni.
Comprendiamo che il tema della casa tocchi sensibilità profonde e legittime. Proprio per questo riteniamo utile chiarire come funziona concretamente un’operazione immobiliare: costi e ricavi devono stare in piedi insieme, e quando non ci riescono, l’operazione semplicemente non si avvia. È esattamente ciò che è accaduto a Seregno per dodici anni, con i vecchi parametri.
Difendere “il beneficio per le famiglie” rivendicando parametri che hanno prodotto zero alloggi convenzionati in oltre un decennio significa difendere un beneficio che, nei fatti, le famiglie non hanno mai potuto ricevere.
“L’Amministrazione ha compiuto una scelta di responsabilità: rendere di nuovo praticabile uno strumento di accesso alla casa, anziché continuare a esibirne uno solo nominalmente, ma sostanzialmente inutilizzabile.” Così commenta il Segretario di Circolo, Luca Lissoni.“È così che si tutela concretamente il diritto all’abitare: non con i principi astratti, ma con regole che permettono alle cose di accadere davvero. Restiamo, come sempre, disponibili al confronto. Ma il confronto, per essere utile alla città, deve partire dai fatti.”
