Cronaca

Monza – Raddoppiano i benestanti: un quinto dei guadagni è concentrato nel 3,2% dei contribuenti

Il peso della classe media (15-26mila euro l’anno) è sceso dal 30,8 al 22,6%

Monza – La ricchezza cresce in città ma non per tutti allo stesso modo, e assieme a un alto benessere per alcuni aumentano le distanze sociali per molti altri. E se da un lato il capoluogo della Brianza è una città dove in una dozzina d’anni è quasi raddoppiato il suo ceto più benestante, arrivando ad avere concentrata nel 3,2% dei suoi contribuenti il 21% dell’intera ricchezza prodotta in un anno, dall’altro lato il cosiddetto ceto medio non fa registrare le stesse performance e anzi, tra stipendi fermi, inflazione e precariato, va bene se riesce mantenere un tenore di vita stabile. Come si verifica da tempo in quasi tutte le società occidentali, la forbice della diseguaglianza si allarga anche tra i monzesi ed è una dinamica che si può leggere nelle loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni.

I dati del Ministero

Sono dati resi disponibili dal ministero delle Finanze, aggiornati all’anno d’imposta 2024 (presentato nel 2025) e con uno storico che parte dal 2013: raccontano una città che cresce nel reddito medio complessivo ma che, allo stesso tempo, si sta polarizzando. C’è un ristretto gruppo di contribuenti che si allarga, guadagna sempre di più e vede crescere anno dopo anno la sua fetta di ricchezza, mentre all’opposto c’è una base di redditi medio-bassi che non tiene il passo e, in proporzione, vede ridursi la propria fetta di torta. Nel 2013 i monzesi con un reddito oltre 120mila euro (la fascia di reddito più alta usata dal fisco italiano) erano 1.818, il 2,1% su 86.855 contribuenti totali della città. Nel 2024 gli ’oltre 120mila’ sono diventati 3.015 su 92.188 contribuenti, cioè il 3,27% del totale.

La crescita dei benestanti

In 11 anni quindi la platea dei più benestanti è cresciuta del 66% a fronte di un numero di contribuenti variato solo del 6%. Ma a dare la reale misura dell’ampliamento della forbice sociale è la torta che questi pochi si dividono. Nel 2013 la fascia ’oltre 120mila’ dichiarava complessivamente 396,6 milioni di euro, pari al 15,95% di tutto il reddito complessivo prodotto a Monza quell’anno pari a 2,48 miliardi. Undici anni dopo quella stessa fascia ha dichiarato 726 milioni, arrivando a pesare per il 21,5% sul totale cittadino che nel 2024 è stato di 3,37 miliardi. Equivale a dire che il 3,2% più ricco dei monzesi si spartisce oltre un quinto di tutto il reddito dichiarato in città, contro poco più di un settimo di 11 anni fa.
Il reddito medio di chi sta al vertice degli scaglioni Irpef a Monza è arrivato a 240.800 euro nel 2024, contro un reddito medio cittadino dichiarato di 36.630 euro. Rispetto al livello più basso della piramide Irpef, quello di chi dichiara tra 0 e 10mila euro come pensionati minimi, lavoratori part-time, precari, che a Monza sono 16.275 per un reddito medio di 4.232 euro nel 2024, il divario con il vertice è passato da 45,6 volte nel 2013 a quasi 57 volte nel 2024.

L’erosione della fascia media

Ma negli anni a Monza non sono cambiati solo gli estremi e l’evoluzione sociale ha riguardato anche le fasce di reddito intermedie, la cosiddetta classe media. Fino al 2017 la fascia più popolata tra i contribuenti monzesi era quella tra 15mila e 26mila euro, uno scaglione in cui nel 2013 rientrava il 30,8% dei contribuenti, mentre nel 2024 il peso della stessa fascia è sceso al 22,6%, perdendo in termini assoluti quasi 6mila contribuenti, da 26.787 a 20.834. A sostituirla come fascia più numerosa è lo scaglione immediatamente superiore, quello tra 26mila e 55mila euro: dal 26,5% dei contribuenti nel 2013 è salito al 37,3% nel 2024, diventando largamente la fascia di reddito più diffusa in città (oltre 34mila persone, contro le 23mila di 11 anni prima). È un indicatore di aumento della ricchezza media distribuita in città ma è anche un segnale di come la velocità di crescita sia più lenta rispetto a quanto si verifica agli estremi della piramide, e sia più esposta agli effetti dell’erosione annuale del potere d’acquisto reale di stipendi e pensioni.
Monza tra le più ricche a livello nazionale

Nell’insieme i dati mostrano una città dove il reddito medio è cresciuto del 28% dal 2013 fino a 36.630 euro, un valore che colloca Monza tra le città più benestanti d’Italia rispetto al reddito medio nazionale di 25.125 euro. Ma la crescita non è affatto omogenea, con sproporzioni sempre più evidenti da chi ha tanto e sempre di più e chi sta nelle fasce più basse che gode di lenti progressi, più simili a una sostanziale stagnazione.

( Fonte IL GIORNO – Martino Agostoni )