Cronaca

SEREGNO – VIENE CHIAMATO IN UN’AULA DI TRIBUNALE MA E’ MORTO DA ANNI


SEREGNO – Il fatto di cui si è dibattuto nell’aula del Tribunale di Monza  riguarda la morte di un 50enne caduto da una tettoia. E’ stato chiamato come responsabile civile al processo per omicidio colposo in seguito ad  un infortunio sul lavoro avvenuto a casa sua. ma è deceduto . Per il giudice  ora eventuali responsabilità passeranno agli eredi che, però, in teoria, hanno 10 anni di tempo per decidere se accettare l’eredità. E’ successo al Tribunale di Monza dove un 74enne di Seregno, G.C S., è imputato per la morte di E. M. un 52enne di Seveso. Il fatto contestato è accaduto nel 2017 in città, ma la vittima dell’ infortunio sul lavoro è mancata tre anni fa ad Alessandria. Il 74enne è accusato, in qualità di datore di lavoro di E.M. “nell’ambito di una attività artigianale non registrata di recupero di materiale ferroso e altri scarti di lavorazione“, di avere “ordinato” al 50enne di “salire su una tettoia” alta quasi 4 metri per smontare alcune lamiere, “senza adottare qualsivoglia misura idonea a prevenire rischi di caduta”. Il 50enne era  precipitato a terra e aveva subìto lesioni gravissime tra cui un trauma cervicale che ne aveva provocato la paralisi.

Il fascicolo penale, inizialmente aperto dalla Procura di Monza per lesioni colpose, dopo il decesso è diventato per omicidio colposo. Gli inquirenti hanno mandato a giudizio soltanto il presunto datore di lavoro e non il padrone di casa, che ha sostenuto di non avere dato l’assenso perchè per le lamiere sulla tettoia, che era da togliere , venisse fatto salire la vittima.  Il seregnese,  proprietario della tettoia è stato chiamato a rispondere al processo come responsabile civile,  dall’avvocato che rappresenta i familiari della vittima e dal difensore dell’imputato. Il giudice ha ammesso la chiamata come responsabile civile, come spesso accade in queste vicende.  Il padrone di casa nel frattempo è morto e il suo avvocato ha chiesto quindi che venisse estromesso dal procedimento penale ma l’stanza respinta.