Cultura

“Storia di un paese senza storia. Verano Brianza in età moderna” | La città rilegge la propria storia

La presentazione il 13 maggio in Biblioteca

Verano Brianza – Il Comune di Verano Brianza, insieme alla Parrocchia Santi Nazaro e Celso, ha pubblicato il volume Storia di un paese senza storia. Verano Brianza in età moderna, un’opera che restituisce alla comunità la memoria delle proprie radici attraverso un percorso di ricerca storica rigoroso e appassionato. Scritto da Felice Bonalumi e Marco Giuseppe Longoni, il documentato volume sarà presentato al pubblico mercoledì 13 maggio alle ore 20.45 presso la Biblioteca Civica.

Volutamente provocatorio è il titolo dell’opera: la grande Storia, quella che si studia sui libri di scuola, non ha eletto Verano Brianza a proprio palcoscenico. Eppure proprio questa apparente assenza di eventi eccezionali rivela, a uno sguardo attento, una storia ricchissima: silenziosa, capillare, tenace. È la storia del mugnaio di cui sopravvive il cognome in un documento d’archivio, del parroco in lite con la propria comunità, della famiglia che ha fatto da collante per generazioni intere di vicini e compaesani.

Il volume segue le vicende del paese in età moderna attraverso le lenti della demografia, dell’economia, della vita sociale e religiosa, fino alla soglia della prima industrializzazione. Una narrazione che tiene insieme due anime storicamente distinte del territorio: la zona rurale e la zona dei mulini, da sempre complementari e al tempo stesso autonome, eppure sempre riconosciute come una sola comunità — nelle assemblee dei capifamiglia, nella vita di chiesa, nel senso profondo dell’appartenenza.

Questa pubblicazione – ha detto il sindaco Samuele Consonni – ci ricorda che la storia di una comunità non è mai cosa del passato. Nelle vicende di chi ha vissuto in questo paese secoli fa — nelle scelte dei suoi artigiani, nelle tensioni delle sue assemblee, nei legami che univano famiglie e quartieri — ritroviamo gli elementi fondativi e i valori che ancora oggi tengono insieme la nostra comunità civica: il senso del bene comune, la capacità di riconoscersi gli uni negli altri, la cura per il luogo in cui si vive. Conoscere queste radici non è un esercizio di nostalgia: è un atto di responsabilità verso chi verrà dopo di noi. Desidero esprimere un ringraziamento commosso al mio predecessore Massimiliano Chiolo, recentemente scomparso, che aveva creduto in questo progetto con tutto il suo entusiasmo, mettendosi a disposizione da volontario con la generosità che lo ha sempre contraddistinto. Questo libro porta anche la sua impronta”.

Gli autori del volume sono Felice Bonalumi e Marco Giuseppe Longoni.

Bonalumi è giornalista e scrittore, ha insegnato in diverse università Comunicazione e Marketing etico. Attualmente si occupa di comunicazione e promozione di mostre. Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato Il futuro della nostra democrazia. Come nazionalismo e autoritarismo minacciano l’Europa (2022), Teodolinda una regina per l’Europa (2006 e 2025 in seconda edizione) e la traduzione della Storia dei Longobardi di Paolo Diacono (2008 e 2024 in seconda edizione).

Longoni, invece, è cultore di storia del nostro territorio. I suoi interessi di ricerca sono in particolare orientati alle vicende del Ducato di Milano nel contesto internazionale dell’età moderna. Collabora con diverse riviste accademiche di storia e ha pubblicato Tullo Massarani. Protagonista dell’Unità d’Italia (Bellavite, 2018).