Cronaca

Brianza . Le capsule di caffè in alluminio si riclano nel sacco giallo


Un nuovo modello di economia circolare estende ai Comuni serviti da Gelsia Ambiente la
possibilità di conferire e riciclare le capsule esauste direttamente nella raccolta degli imballaggi
in plastica. Il sistema nasce dalla collaborazione tra A2A, Gelsia Ambiente, CIAL e Nespresso


Brianza – Da oggi nei 27 Comuni serviti da Gelsia Ambiente le capsule di caffè
esauste in alluminio possono essere conferite direttamente nel sacco della raccolta differenziata,
insieme agli altri imballaggi di plastica e metalli. Un nuovo modello di raccolta che semplifica il
conferimento per i cittadini e amplia concretamente le possibilità di recupero di un materiale
prezioso come l’alluminio.
La Brianza si colloca così tra i primi territori in Italia ad adottare questo sistema pubblico, già
avviato lo scorso marzo per la città di Milano, e reso possibile dalla filiera industriale integrata del
Gruppo A2A. Il progetto nasce infatti dall’alleanza tra A2A Ambiente, Consorzio Nazionale
Imballaggi Alluminio (CIAL) e Nespresso, alla quale ha aderito Gelsia Ambiente, portando anche
sul territorio brianzolo un modello innovativo e che rende ancora più semplice la gestione domestica
dei rifiuti. Il cuore operativo è l’impianto di selezione di Muggiano, alle porte di Milano, uno dei siti
più avanzati del sistema impiantistico del Gruppo A2A.
L’impianto utilizza un separatore a correnti parassite (ECS – Eddy Current Separator) che, grazie a
una nuova fase di selezione, separa l’alluminio di piccole dimensioni – capsule di caffè, tappi, blister
e altri piccoli componenti metallici – dal resto del flusso di rifiuti per avviarlo a riciclo. Una tecnologia
che rappresenta un’eccellenza in Italia: la frazione più fine viene rilevata e sottratta alla perdita,
avviandola a una filiera che prevede la fusione del metallo e della sua trasformazione in nuovi
prodotti. Un risultato reso possibile anche dalla collaborazione con Nespresso e CIAL, che hanno
contribuito attivamente alla verifica dell’efficacia del sistema di rilevamento e separazione.
L’alluminio, infatti, può essere riciclato al 100% e riutilizzato all’infinito mantenendo invariate le sue
caratteristiche. In un Paese come l’Italia, povero di bauxite, il progetto contribuisce al fabbisogno
interno di alluminio e consente inoltre di risparmiare il 95% dell’energia altrimenti necessaria alla
lavorazione della materia prima.
Il contesto normativo va nella stessa direzione. A partire da agosto 2026 entrerà in vigore il
regolamento europeo PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation – che riconoscerà le
capsule come imballaggi, introducendo il loro conferimento nella raccolta differenziata. Ma perché
il riciclo dell’alluminio piccolo e leggero sia effettivo, sarà necessaria la presenza di impianti e
processi idonei, come già garantito dall’impianto del Gruppo A2A di Muggiano, grazie a questa
collaborazione.
Oggi, secondo la normativa vigente, le capsule non sono classificate come imballaggi per via della
loro struttura mista – alluminio e caffè esausto – e per questo sono destinate alla racconta
indifferenziata. La tecnologia ECS di Muggiano e il lavoro congiunto tra Gelsia Ambiente, A2A
Ambiente, CIAL e Nespresso anticipano questa transizione e dimostrano che, dove esistono
impianti adeguati, l’innovazione normativa può tradursi in impatto reale già oggi, garantendo che le
capsule conferite dai cittadini nella raccolta del sacco giallo vengano davvero riciclate.