Politica

Politica

SEREGNO – CASIRAGHI ( LEGA ): ” FUSIONE AEB-A2A …ABBIAMO PORTATO A CASA CONTATORI DEL GAS SITUATI TRA LE MONTAGNE … “

SEREGNO – Nuovo attacco politico di Lega, Forza Italia e Noi x Seregno all’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Rossi .  Durante un’incontro con la stampa diverse sono state le accuse mosse al primo cittadino, responsabile secondo Lega, Forza Italia e Noi x Seregno, di aver voluto  a tutti i costi  chiudere un accordo con il colosso A2A senza nemmeno prendere in considerazioni altre opzioni di possibili accordi con realtà  del territorio brianzolo . A buttare altra benzina sul fuoco ha contribuito anche il ricorso al Consiglio di Stato ( che dovrebbe dire l’ultima parola sulla vicenda i primi di luglio ) da parte della BEA ( Brianza Ambiente Energia ) di Desio che tempo fa aveva fatto un’offerta su Gelsia Ambiente, ottenendo da parte del primo cittadino una risposta negativa secca  ( leggi ).

Stefano Casiraghi consigliere della Lega , interpellato a margine dell’incontro con la stampa su cosa abbia ottenuto AEB dall’operazione con A2A ha risposto  : ” In cambio di contatori del gas situati tra le montagne bergamasche hanno ceduto ( AEB ad A2A ndr ) contatori che producono consumi interessanti  situati nella nostra Brianza ”


 Ilaria Cerqua, capogruppo di Forza Italia: ” Non è chiaro cosa abbia spinto questa amministrazione a scegliere da subito l’aggregazione con A2A ”


 Tiziano Mariani ( Noi x Seregno ) : ” Ritengo interessante capire se, dopo l’intervento di BEA, le Procure ritengano tutto regolare… ”

“Mi ero convinto ad attendere con fiducia e serenità, senza interventi pubblici a riguardo, l’attesa sentenza del Consiglio di Stato in merito alla nota vicenda Aeb-A2 Mio malgrado, a seguito delle continue inesattezze proferite da coloro che, chiamati a rappresentare le Istituzioni ne dovrebbero garantire e salvaguardare integrità e reputazione, mi trovo nelle condizioni di intervenire.

Ritengo doveroso spiegare due questioni.
Il signor Sindaco ha detto in Consiglio Comunale lunedì che ha lavorato per il bene dei Seregnesi, senza però spiegare come possa essere coerente tale convinzione con le azioni svolte a esclusivo vantaggio di A2a, continuando con pervicacia a non dare esecuzione alla precisa sentenza del Tar Lombardia che ha annullato la delibera di fusione, chiarendo la necessità di espletare una gara. Rilevo che l’ ultima sentenza di ottemperanza nelle motivazioni recita: ”i documenti esibiti non integrerebbero i contenuti propri delle due diligence e non consentirebbero di desumere e valutare il concambio tra Aeb e A2a (…) poste alla base dell’operazione di aggregazione, che esulano dal presente giudizio.” (E inoltre dice che i documenti consegnatomi sono gli unici posti a base operazione…..”)
 
Il signor sindaco accusa Bea spa di intervenire solo ora. Ebbene, tutti sanno che si interviene a seguito di una sentenza del febbraio 2021 che annulla la delibera del Consiglio Comunale, dichiarando che occorre espletare una gara trattandosi la partecipata Aeb-Gelsia di bene pubblico.
Gli amministratori di Bea spa sanno cosa significa amministrare un bene pubblico e sanno anche che il Consiglio di Stato non può andare contro una direttiva europea e non può inventarsi sentenze diverse.
Il signor sindaco ritiene di non dover applicare una sentenza e continua, e i suoi “consiglieri”, a spendere soldi pubblici in avvocati per riuscire a dare giustificazione alla sua tesi.
Ora, dopo l’ intervento di Bea spa, atteso i contenuti del ricorso al Consiglio di Stato, è interessante capire se le Procure ritengano tutto regolare. ”


[wysija_form id=”5″]

Politica

SEREGNO – VICENDE GELSIA RICONDICIBILI AD UNA DEFINITA STAGIONE POLITICA – DICE IL SINDACO ROSSI

SEREGNO – Dopo  la notizia degli arresti effettuati dalla Guardia di Finanza in seguito alle vicende giudiziarie che hanno riguardato i  vertici di Gelsia Ambiente, abbiamo chiesto un commento al sindaco Alberto Rossi : “Si tratta di vicende riconducibili ad una stagione politica molto distante e totalmente estranea dall’attuale (sono fatti del 2015-2017). Mi affido con fiducia alla Magistratura per l’accertamento delle responsabilità individuali e all’attuale CdA di Gelsia Ambiente, che valuterà tutte le situazioni in essere e che porrà in atto tutte le azioni necessarie nell’interesse dell’azienda e dei Comuni soci e utenti del servizio. ”

Come fa notare il primo cittadino i fatti da cui hanno poi preso inizio le indagini, sono avvenuti nel periodo in cui al governo  della città c’era il centro destra: nel maggio del 2015 alla guida della città fu eletto Edoardo Mazza ( Forza Italia ) mentre nel decennio precedente la poltrona di primo cittadino era stata occupata da Giacinto Mariani ( Lega ) . Entrambi gli ex sindaci sono stati successivamente coinvolti come imputati nel processo che ha preso il nome di Seregnopoli 1.  Recentemente  c’è stato un’altra operazione della magistratura che ha visto finire agli arresti noti imprenditori locali. Anche in questa Seregnopoli bis ( leggi ) sia l’ex sindaco di Seregno Giacinto Mariani e sia il suo successore Edoardo Mazza sono nuovamente finiti a vario titolo sotto accusa  della magistratura monzese . Ora l’operazione Seregnopoli ter di cui vi abbiamo riferito ieri 17 maggio ( leggi ) ha evidenziato elementi di carattere penale che sarebbero stati commessi da personaggi la cui nomina ( come è sempre stato )  è di carattere politico. Tutte quelle che furono effettuate nel periodo a cui ora fa riferimento  la magistratura, sono riconducibile ad una ben definita area politica, tant’è che come dichiarò non molto tempo fa il consigliere comunale Davide Vismara ( leggi ) ” Dall’inchiesta Seregnopoli sembra emergere un vero e proprio “sistema Seregno ” .

 

[wysija_form id=”5″]

Politica

SEREGNO- A2A-AEB: IL TAR CHIEDE IL VERBALE DEL CONS. COMUNALE. MARIANI T: UN ANNO PER AVERE I DOCUMENTI

SEREGNO –  Il Tar chiede il verbale dell’ultimo  Consiglio comunale di Seregno: al centro la “due diligence” (*) degli advisor sulla fusione.  Il Comune di Seregno dovrà depositare in giudizio entro domani  5 maggio 2021 “tutta la documentazione ricevuta da Aeb spa. in data 23 marzo 2021 nonché il verbale della seduta straordinaria e segreta del Consiglio comunale del 27 aprile 2021”.  Il consigliere Tiziano Mariani ( Noi x Seregno ) ha dichiarato : “ Le “due Diligence” consegnatemi dal segretario generale dottor Ricciardi sono 120 fogli e sono costati una cifra enorme . Peccato che con quei 120 fogli si è ceduto ad A2A un patrimonio di 450.000.000 dei seregnese da oltre 1oo anni compresa la gestione. Mi dicano il perché i soloni della maggioranza. Mi chiedo inoltre perché è stato necessario un anno per avere le “due diligence” e guarda caso solo la sera prima della discussione al Tar “

* L’espressione inglese due diligence  indica l’attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all’oggetto di una trattativa. Il fine di questa attività è quello di valutare la convenienza di un affare e di identificarne i rischi e i problemi connessi, sia per negoziare termini e condizioni del contratto, sia per predisporre adeguati strumenti di garanzia, di indennizzo o di risarcimento.

[wysija_form id=”5″]

Politica

SEREGNO – CONSIGLIO COMUNALE : LA LEGA ABBANDONA L’AULA E ACCUSA LA MAGGIORANZA DI SLEALTA’

SEREGNO – La Lega , durante l’ultimo consiglio comunale svoltosi martedì 27 marzo, ha abbandonato la seduta: ” senza discutere il punto su cui avevamo richiesto la convocazione in seduta segreta con oggetto: trattazione esiti della Due Diligence (*) richiesta da Aeb nella procedura di aggregazione con A2A, perché ancora una volta, questa maggioranza, guidata da un Sindaco in difficoltà sul tema in oggetto, ha dimostrato di avere un comportamento sleale e irrispettoso nei confronti delle Opposizioni che rappresentiamo.”
La protesta della Lega è scaturita dal fatto che:   ” prima di andare in seduta segreta, per discutere il punto in oggetto, il Presidente del Consiglio Comunale Pietro Amati, si accingeva a presentare gli avvocati che hanno redatto la Due Diligence, senza che fossimo stati avvisati in modo preventivo. Nessun accenno della presenza era stato fatto nella precedente riunione capigruppo “.
Da parte della Lega non è mancata nemmeno l’accusa di parzialità al presidente del Consiglio Comunale Pietro Amati ( Ripartiamo insieme ) poichè ” con questo atteggiamento, si è reputata una persona non garante di imparzialità tra le parti politiche all’interno del consiglio comunale, ruolo che a lui spetta per la carica che ricopre.”

Sulla vicenda una nota dell’amministrazione comunale presisa che su quanto comunicato dalla Lega “ [sembra che gli stessi avvocati (estensori delle Due Diligence relative all’aggregazione Aeb-A2A ) fossero presenti, si presume con diritto di parola, in udienza davanti al Tar come contraddittorio nei confronti del Consigliere Mariani [sul giudizio di ottemperanza sulla base della recente pronuncia della sentenza del Tar Lombardia]”, si precisa che l’affermazione, per quanto espressa in forma dubitativa, è totalmente falsa, priva di ogni fondamento e potenzialmente idonea fornire una rappresentazione della realtà lontana dalla verità. Per chiarezza, quindi, si sottolinea che le Due Diligence sono state redatte da Lexalia Studio Legale e Tributario e da Studio Legale NCTM, mentre il collegio che difende il Comune di Seregno nella causa intentata da Tiziano Mariani davanti al Tar è composto da Francesco Sciaudone, Angelo Clarizia, Federico Freni, Flavio Iacovone e Paolo Clarizia. ”

* L’espressione inglese due diligence  indica l’attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all’oggetto di una trattativa. Il fine di questa attività è quello di valutare la convenienza di un affare e di identificarne i rischi e i problemi connessi, sia per negoziare termini e condizioni del contratto, sia per predisporre adeguati strumenti di garanzia, di indennizzo o di risarcimento.

Il Partito Democratico ha diffuso sulla vicenda un proprio comunicato stampa :

“Minoranze in Consiglio Comunale: toccata e (soprattutto) fuga in seduta segreta. – Cronaca di un consiglio.
Dopo la prima parte – in streaming pubblico – con la discussione di comunicazioni e interpellanze, si è passati in seduta segreta per la discussione dell’ordine del giorno sulla “due diligence” legata alla partnership AEB-A2A.
La “due diligence” è un documento che illustra i potenziali rischi da considerare nel nuovo percorso societario e messo a disposizione dei consigli di amministrazione delle società interessate per offrire un quadro valutativo – il più completo possibile –  delle scelte da prendere.
Siccome il documento contiene dati sensibili e le società interessate sono quotate in borsa, si è dovuti ricorrere alla seduta segreta.
Partiamo però dalla fine. Un consigliere comunale di opposizione, dopo aver ottenuto il documento e l’opportunità di discuterlo in consiglio comunale, decideva di scappare a gambe levate presentando argomenti frivoli e pretestuosi. E le altre opposizioni? Disciplinate e docili si sono accodate senza battere ciglio alla comoda fuga organizzata.Ecco qualche dettaglio utile a capire meglio gli eventi.
Nel passaggio da seduta pubblica a seduta segreta il presidente ha invitato i consiglieri a dichiarare in maniera responsabile di essere soli a seguire i lavori e a non divulgare quanto si apprestava a discutere.
Prima di iniziare il formale appello, il presidente provava a comunicare all’assise l’opportunità della partecipazione alla seduta dei professionisti che avevano redatto il documento.
Subito si innestava una polemica che impediva al presidente anche di annunciare anche solo i nomi e i ruoli degli ospiti tecnici.
La minoranza – che poi ha abbandonato il consiglio come scritto sopra – monopolizzava la discussione creando confusione e intervenendo in continuazione nel tentativo di giustificare la propria volontà di non prendere parte alla discussione.
Queste le motivazioni portate:
Non potevano partecipare persone esterne al consiglio in quando la seduta veniva dichiarata segreta
Siccome la mattina successiva al consiglio (mercoledì 28 aprile) era in programma un’udienza presso il TAR per il ricorso presentato sulle modalità della partnership AEB-A2A, i tecnici inviati non potevano intervenire. In base ad una ricostruzione fantasiosa si sosteneva che gli stessi consulenti invitati in consiglio sarebbero stati gli avvocati presenti in aula influendo così sul dibattimento.
La presenza di tali esperti doveva essere annunciata formalmente prima del consiglio. 
Criticità superabili in pochi passaggi se ci fosse stato il tempo di spiegare che i legali invitati ad intervenire erano gli autori della “due diligence” stessa, che nulla aveva a che fare con gli avvocati del comune al ricorso al TAR e che intervenivano in qualità di esperti in grado di spiegarne i contenuti al consiglio e rispondere alle domande dei consiglieri.
Per ultimo dalla minoranza si annunciava più volte la volontà di presentare una risoluzione da far votare al consiglio prima di abbandonare la seduta.
Tutta questa discussione si è svolta in una sorta di limbo della seduta in quanto è stato impedito al segretario di fare l’appello comprensivo di dichiarazione di segretezza per iniziare formalmente il dibattito secretato.
In parole povere si voleva evitare, senza volere sentire ragioni, di formulare impegno di segretezza sui temi che si sarebbero trattati.
Ad un certo punto si è pure sentito un consigliere – dimenticando probabilmente il microfono acceso – parlare con un’altra persona! Sarà forse stato questo il motivo di rifiutare la formulazione della dichiarazione?
La conclusione è stata di fatto anticipata qui sopra: l’intera minoranza decideva di fuggire – assumendo un’atteggiamento incomprensibile – trascinata da chi sta chiedendo da tempo questo documento insinuando errori e presunti misteri.
Le domande finali iniziano tutte con un perché.
Perché chiedere la discussione di un documento non di competenza dei consiglieri comunali e poi evitare il dibattito?
Perché non volere dichiarare di rispettare la segretezza del consiglio?
Perché raccontare che i professionisti redattori del documento avrebbero partecipato alla sua udienza del giorno dopo in veste di avvocati che stanno seguendo gli aspetti legali dei ricorsi in corso?
Forse per evitare di fare chiarezza sulle insinuazioni che da mesi vengono fatte?
Partito Democratico di Seregno “

[wysija_form id=”5″]

Politica

SEREGNO – AMMINISTRAZIONE COMUNALE: ESCE GIGI PELLETTI ENTRA ROBERTO MARINI

SEREGNO – Cambio della guardia all’interno della Giunta. Come annunciato qualche giorno fa ( leggi ), il vicesindaco Luigi Pelletti ha deciso di rassegnare le dimissioni dall’incarico, dimissioni dettate da ragioni personali. Al suo posto è stato designato Roberto Marini ( in foto ) , ingegnere, 48 anni, residente in città, che alle scorse elezioni si è candidato con la lista civica ” Ripartiamo Insieme “.

Ecco l’intervista esclusiva rilasciata alla nostra redazione prima delle elezioni

 

[wysija_form id=”5″]

Politica

SEREGNO – DAVIDE VISMARA (RIPARTIAMO): «DALL’INCHIESTA SEREGNOPOLI-BIS SEMBRA EMERGERE UN VERO E PROPRIO “SISTEMA”»

L’intervento di Davide Vismara, consigliere comunale seregnese, in occasione della puntata del ciclo di dirette Facebook di WordNews.it dedicata al radicamento di mafie e corruzione in Brianza e in Lombardia, a partire proprio dal caso di Seregno.

di Alessandro Girardin

Sabato 10 aprile il consigliere comunale di Ripartiamo Insieme, Davide Vismara è intervenuto alla diretta della rubrica “Diamo Voce” di WordNews dedicata a “La presenza della ‘Ndrangheta al Nord: il caso di Seregno”. Fra gli ospiti anche l’ex componente della commissione parlamentare Antimafia Lucrezia Ricchiuti (socia di Brianza SiCura) e la presidente della commissione Antimafia della Regione Lombardia Monica Forte.
«Nel settembre del 2015 – esordisce Vismara – vengo eletto segretario della Lega a Seregno. Una Lega forte, che proviene da dieci anni di governo ininterrotto col sindaco Giacinto Mariani. L’estate precedente la sezione provinciale mi aveva contattato perché molti militanti avevano proposto la mia candidatura. Io allora mi resi disponibile. Già in quel periodo – specifica – nonostante non fossi ancora segretario, capii subito che certe cose non tornavano. Perché la decisione fu quella di dirottarsi su un candidato sindaco di Forza Italia, in un Comune dove Forza Italia ormai era diventato secondo partito dietro una Lega abbastanza egemone. Un candidato sindaco che, guarda caso, prima faceva l’assessore all’Urbanistica. Quindi, vista la situazione con gli occhi di adesso, sembra abbastanza lampante quello che poi sarebbe accaduto. Ma all’epoca la questione venne archiviata politicamente».
Poi, in autunno, la candidatura a segretario cittadino della Lega: per un voto Vismara si aggiudica l’incarico, «grazie anche – ricorda – alla corrente di Luca Talice, ancora presente in sezione in maniera massiccia». Da lì, sarebbe partita quella che definisce «un’avventura». I guai, per l’amministrazione Mazza, erano infatti dietro l’angolo: «Già dopo qualche mese, che i conti non tornassero lo si evinceva soprattutto dai fatti. Perché l’assessore all’Urbanistica di allora (Barbara Milani, teste dell’accusa nel processo Seregnopoli, ndr) aveva ricevuto, come avrebbe in seguito deposto in udienza, alcune pressioni da determinati consiglieri comunali, che sponsorizzavano le cause di uno o più costruttori attivi sul territorio di Seregno.
Pressioni strane, anomale – denuncia Vismara. E da lì reputammo, noi e tanti altri, di fare quello che poi abbiamo fatto, ognuno con i propri percorsi e per le proprie pertinenze. Il clima non era bello, era abbastanza pesante, anche perché davanti a semplici domande, sul perché certe cose avvenissero, le risposte erano sempre quelle: o molto evasive o, addirittura, di farsi gli affari propri».
Così trascorre il periodo 2015-2017: «Due anni durante i quali – prosegue Vismara – settimana dopo settimana, giunta dopo giunta, si capiva che qualcosa non tornava. Anche perché i nomi che si facevano erano sempre gli stessi, le compagnie sempre quelle. Per cui sono arrivato a un certo punto in cui io ho deciso di fare un passo di lato, perché era evidente che molte cose non quadravano.
Non volevo mischiare la mia figura, la mia onorabilità e la mia presenza insieme a persone che potevano avere in corso degli affari che potevano non essere leciti.
Il culmine – ricorda – è stato quando, da segretario, dissi in un’intervista che l’assessore all’Urbanistica aveva ripristinato la distanza tra pubblico e privato: a quel punto gli esponenti di Forza Italia e della Lega mi sono saltati addosso, arrabbiati: “Ma cosa stai dicendo, sembra quasi che noi negli anni prima ne abbiamo combinate di ogni”. Poi, però, com’è finita? Che a settembre del 2017 ci fu il famoso blitz che alla fine portò via più o meno tutti.
Tra l’altro – aggiunge il consigliere Vismara – la vicenda adesso si sta aggravando, perché nel novembre del 2020 è uscito il secondo filone, Seregnopoli-bis, dove da quello che si legge dai primi atti pare che i reati contestati agli indagati siano più gravi rispetto a quelli di Seregno-1, tenuto conto che in Seregno-2, sembra emergere, più che episodi isolati di corruzione, quello che è un vero e proprio “sistema”».
In compenso, al netto delle delusioni pregresse, dopo le elezioni di giugno 2018 si è aperto, secondo Vismara, uno spiraglio anche per Seregno: «Con la nostra lista civica – dichiara – siamo riusciti a portare via il 12,5% al centrodestra: abbiamo pescato in un ambito che non è quello del Pd, di LeU e delle liste civiche di centrosinistra, perché la gente ha cominciato a capire dopo quello che è successo. Il nostro impegno va nella direzione dell’operato del sindaco Alberto Rossi e di tutta la Giunta, perché si sta rivelando un’amministrazione di persone perbene che lavorano per il bene pubblico, con un livello di etica elevato».
Delusione, comunque, attesta Vismara, quella di «vedere i propri compagni di viaggio, quelli che dovrebbero credere nello statuto del movimento per cui ci si tessera. Io – racconta – feci la prima tessera della Lega a 13 anni, quando sapevo a malapena leggere e scrivere. Ma la feci sulla base di determinati principi e convinzioni, che ho portato avanti fino al momento in cui si matura, si diventa grandi e si capisce che non è tanto quello che c’è scritto sullo statuto, ma sono le persone che fanno politica a fare la differenza. Quindi, se le persone non sono adeguate e sono prive di un alto livello morale ed etico, è inutile.
Basterebbe fare un qualsiasi test attitudinale per valutare la nostra classe politica in Brianza. Perché la maggior parte delle persone che fanno politica qui in Lombardia è nullafacente, nullatenente, non ha reddito, vive solo di incarichi politici in questo o in quell’assessorato, o anche come portaborse in Regione. Finché questo meccanismo non si riuscirà a scardinare, non ci sarà un futuro chiaro».
Sulla situazione mafie, del resto, sempre alta in Brianza deve rimanere la soglia dell’attenzione: «Sul nostro territorio – afferma Vismara – le famiglie sono sempre quelle. Basta documentarsi su quello che è successo in Brianza negli ultimi anni: la gente sa benissimo quali sono queste famiglie. Queste famiglie si sono imborghesite, non è gente che parla solo il calabrese stretto, non è gente che spara. Queste cose dalle nostre parti non si vedono, perché sanno che non sono gradite, e che la gente comincerebbe a denunciare più di quanto già non stia facendo.
Prendendo l’esempio della famosa Statale 36, che va da Milano verso Lecco. Un mio grandissimo amico, appartenente alle forze dell’ordine, mi ha fatto notare una cosa: “Ma secondo te – mi ha domandato – come mai andando verso Nord a sinistra i locali e le pizzerie sono intestati a prestanome calabresi, e sulla destra della Statale sono tutti intestati a prestanome di origine campana?” Perché è evidente che quando c’è da riciclare anche la criminalità organizzata, che ha origine diversa sul territorio, si mette d’accordo. Non è un territorio dove le varie criminalità si fanno la guerra. Quindi, questo dovrebbe far riflettere e pensare tanto».
Un consiglio a chi vorrebbe fare politica? Risponde Vismara: «Non avere scheletri nell’armadio e soprattutto avere bene in testa che non si deve rubare, mai e in nessuna forma. Se uno ha un senso etico alto sa benissimo che non si deve fare. Anche perché io non sto vedendo in questi tipi di reati uno che va a rubare o si fa corrompere per milioni e milioni di euro. Cioè, la cosa grave è che c’è chi si fa corrompere per 500, 1.000, 10.000, 100.000 euro, per cifre che sono veramente irrisorie. Questa è la cosa sicuramente più grave, su cui bisogna fare attenzione».
Per il riassunto ‘integrale’ della puntata di Diamo Voce, dove leggere anche l’intervento di Lucrezia Ricchiuti, si visiti l’articolo di WordNews.it al link: https://www.wordnews.it/mafie-malapolitica-con-una-politica-meno-negazionista-la-situazione-non-sarebbe-cosi-grave

Politica

SEREGNO – SI DIMETTE IL V.SINDACO GIGI PELLETTI UFFICIALMENTE PER MOTIVI PERSONALI. SPACCATURE NELLA MAGGIORANZA ?

SEREGNO – Durante la seduta del Consiglio Comunale di ieri 8 aprile il vice-sindaco ed assessore alla Smart City, Politiche Ambientali e Innovazione digitale, Gigi Pelletti ( foto a sx ) ha annunciato le proprie dimissioni . Pelletti ha comunicato al parlamentino locale  convocato in streaming , la sua decisione di lasciare le cariche fin qui ricoperte, adducendo motivi personali attinenti esclusivamente alla sua vita privata. ” Non sono più in grado di riservare a questo impegno politico tutto il tempo necessario ” ha detto Pelletti  ” e la recente esperienza Covid mi ha convinto dell’opportunità di passare ad altri il testimone “. Il vice sindaco uscente ha ringraziato la lista “Ripartiamo Insieme “ che lo ha sostenuto e il sindaco Rossi per la fiducia accordatagli .

Tra i consiglieri intervenuti  dopo l’intervento di Pelletti, Edoardo Trezzi ( Lega ) ha fatto notare  che questa amministrazione “continua a sgretolarsi giorno dopo giorno” : dopo le dimissioni delle consigliere Lissoni e Borgonovo e quelle del dottor Carlo Mariani, Trezzi, un pò ironicamente, ha fatto notare che  la lista civica che ha sostenuto il dimissionario Pelletti  non sarebbe più rappresentata in consiglio comunale, visto che il consigliere Davide Vismara ( subentrato a Carlo Mariani ndr ) “va un pò per la sua strada”. Ancora Trezzi in una nota inviata alla stampa ha poi precisato : ”  Dopo una campagna elettorale nella quale il sindaco Rossi e la lista Ripartiamo Insieme hanno “sottratto” in un modo al limite della legalità due consiglieri comunali all’opposizione, non ci si poteva aspettare altro. Un’ amministrazione nata sulla “bugia” non poteva che perdere i pezzi lungo il suo tragitto e così si sta verificando. Dopo il dottor Carlo Mariani (candidato sindaco) ora la lista civica Ripartiamo Insieme perde anche il vice sindaco Luigi Pelletti; loro due insieme al presidente del Consiglio Comunale,  Pietro Amati erano le uniche  persone, insieme ad avere un buon livello culturale. Confermiamo  la nostra stima nei confronti del vice Sindaco dimissionario Pelletti, persona perbene, disponibile e di un alto spessore culturale rispetto ad alcuni rappresentanti di questa maggioranza.  Ora ci chiediamo cosa  penseranno gli elettori della lista “Ripartiamo Insieme” che non hanno alcun esponente in Consiglio Comunale (quello attualmente presente ha più volte preso le distanze dalla linea politica della sua stessa lista, spesso è assente durante le sedute di Consiglio Comunale oppure fa apparizioni sporadiche).
Purtroppo i recenti avvenimenti riguardanti soprattutto l’iter travagliato di AEB, per cui siamo sempre stati d’accordo sull’operazione in sè, ma non sulle modalità utilizzate riguardo le procedure, hanno prodotto all’interno della stessa maggioranza profonde spaccature, anche se sempre ben coperte dal Sindaco in persona, impegnato a tappare le crepe.
Come Lega siamo seriamente preoccupati per il futuro di Seregno.”

[wysija_form id=”5″]

Politica

BRIANZA – LOMBARDIA : FONTANA CHIEDE UN PASSO INDIETRO AI VERTICI DI “ARIA”

BRIANZA -“I disservizi informatici che si sono registrati nel corso della campagna vaccinale (recentemente a Como, Cremona e in Brianza) hanno creato disagi a molti nostri cittadini e hanno inficiato il lavoro di tutti gli operatori -sanitari e non – che stanno lavorando con grande impegno e professionalità nei diversi Centri vaccinali” ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, incontrando la stampa. “È questo il motivo – ha aggiunto – per cui ho chiesto ai membri del CDA della società ARIA di fare un passo indietro. In caso contrario disporrò l’azzeramento dello stesso, affidando al direttore generale Lorenzo Gubian, di recente nomina, la guida della società“. “Situazioni di criticità, come quelle verificatesi del fine settimana – ha continuato – offrono una immagine distorta dei risultati già oggi raggiunti: il totale delle vaccinazioni in Lombardia è 1.231.413; quelle somministrate agli Over 80 sono 322.568, più 60.000 nelle Rsa. Quindi, la percentuale di chi ha ricevuto una dose degli Over 80 che hanno aderito (circa 600.000), supera di gran lunga il 50%, in linea con ciò che accade nel resto del Paese“.”Piu in generale, a titolo di esempio – ha concluso il governatore – in tutta Italia sabato sono state inoculate 120.000 dosi. Di queste, in Lombardia ne sono state fatte 30.000 che, in percentuale, corrisponde a un quarto di tutte le vaccinazioni nel Paese. Il nostro obiettivo è quello di vaccinare tutti i lombardi ammesso che arrivino le dosi necessarie dato che a fine mese le scorte a disposizione saranno esaurite”.

[wysija_form id=”5″]