Ilaria Salis a Seregno, la Lega protesta: “Un modello sbagliato per la nostra città “
Seregno– “Troviamo profondamente sbagliata e inaccettabile la scelta di invitare Ilaria Salis a Seregno, ospite del circolo Arci Tambourine – afferma Edorado Trezzi segretario cittadino della Lega -. È una decisione che offende la cittadinanza, che crede nel rispetto delle regole e delle istituzioni. Seregno e la Brianza meritano esempi diversi, fondati su legalità, rispetto e senso civico, e la Salis rappresenta l’esatto opposto”.
Il partito insieme insieme a Lega Giovani Seregno, ha organizzato ieri sera un momento di protesta per contestare la presenza della eurodeputata in città.

“Dare spazio a una figura così controversa, – ha continuato Trezzi – accusata di lesioni aggravate e già condannata in passato per occupazioni abusive e resistenza a pubblico ufficiale, significa mandare un messaggio profondamente sbagliato sui valori del nostro territorio. Le sue dichiarazioni a favore delle occupazioni abusive sono inaccettabili perché mettono in discussione il principio di legalità e il diritto alla casa, penalizzando chi rispetta le regole e attende legittimamente un alloggio pubblico. Non si può inoltre ignorare il legame con i centri sociali e i precedenti episodi di violenza: come Lega ci opporremo sempre a chi giustifica comportamenti violenti, contro la legge e che incitano alla disobbedienza”.
Durante la serata alcuni presenti riferiscono che dal circolo Tambourine sarebbe uscita una ex consigliera comunale del Pd, che avrebbe cercato di provocare i leghisti insultandoli.
Sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia, presente all’iniziativa della Lega.
“Fa riflettere che al tavolo con la Salis fosse presente anche Oscar Innaurato, responsabile di Brianza Arcobaleno, organizzatore del Pride e soggetto che ogni anno chiede patrocini ai Comuni. Parliamo della stessa persona che ha promosso iniziative come la ‘Via frocis’, insultando volutamente tutta la comunità cristiana”.
“Chi invita queste figure finisce per legittimare chi della violenza politica e dell’insulto ha fatto una propria bandiera. Questo deve essere un monito per tutte le amministrazioni, soprattutto quelle di sinistra: quando concedono patrocini e spazi pubblici a queste persone, devono essere consapevoli che stanno legittimando anche il pensiero della Salis e dei violenti”, conclude Corbetta.
