Non basta sopravvivere: il San Gerardo accompagna il recupero dei pazienti dopo la Terapia Intensiva
Cresce il programma di Follow-up che oggi riunisce quattro percorsi specialistici
Monza– L’IRCCS San Gerardo dei Tintori rafforza il proprio programma di
Follow-up dedicato ai pazienti dimessi dalle Terapie Intensive, un percorso che accompagna
il recupero dopo la fase acuta e che oggi si articola in quattro ambulatori specialistici.
L’attivazione del percorso dedicato alla Terapia Intensiva Neurochirurgica da gennaio 2025,
completa infatti un modello assistenziale tra i più strutturati e consolidati a livello nazionale.
Nato circa dieci anni fa dalla Rianimazione Generale, il programma si è progressivamente
ampliato fino a coinvolgere i pazienti provenienti dalla Rianimazione Generale, dalla Terapia
Intensiva Cardiochirurgica, dall’Area Critica Generale e, più recentemente, dalla Terapia
Intensiva Neurochirurgica. Quest’ultimo percorso è rivolto ai pazienti sopravvissuti a gravi
eventi cerebrali acuti, come traumi cranici, ictus ed emorragie cerebrali, una popolazione
tradizionalmente esclusa dai programmi di follow-up perché le disabilità residue venivano
attribuite esclusivamente alla patologia neurologica. Pazienti che possono invece sviluppare
le conseguenze tipiche della sindrome post-terapia intensiva e necessitano quindi di una
presa in carico multidisciplinare che integri aspetti neurologici, cognitivi, funzionali,
psicologici e sociali.
Con oltre 500 pazienti seguiti nel tempo e circa 150-180 visite ambulatoriali ogni anno, il
programma rappresenta una delle esperienze italiane più consolidate in questo ambito.
Per decenni il successo delle cure nei reparti di Rianimazione è stato valutato soprattutto in
termini di sopravvivenza. Oggi, però, è sempre più evidente che salvare una vita rappresenta
soltanto il primo passo. Dopo la dimissione, molti pazienti affrontano infatti un percorso di
recupero che può durare mesi o anni e che coinvolge profondamente anche le loro famiglie.
La letteratura scientifica identifica queste conseguenze con il termine Post-Intensive Care
Syndrome (PICS), una condizione caratterizzata da deficit fisici, cognitivi e psicologici
conseguenti alla malattia critica e al ricovero in Terapia Intensiva. A questa si affianca la
PICS-Family (PICS-F), che descrive l’impatto psicologico e assistenziale sui familiari e sui
caregiver, chiamati spesso ad affrontare un improvviso cambiamento del proprio ruolo.
È proprio per rispondere a questi bisogni che la Fondazione IRCCS San Gerardo ha sviluppato
un programma strutturato di Follow-up, con l’obiettivo di identificare precocemente le
problematiche che possono emergere dopo la dimissione, monitorarne l’evoluzione e
indirizzare pazienti e famiglie verso i percorsi terapeutici, riabilitativi e assistenziali più
appropriati.
I pazienti vengono seguiti dagli stessi professionisti che li hanno assistiti durante il ricovero,
attraverso visite ambulatoriali fino a due anni dalla dimissione. Durante gli incontri vengono
valutati lo stato funzionale, gli esiti neurologici, le capacità fisiche e cognitive, il benessere
psicologico, la qualità della vita, il dolore, il grado di autonomia e il carico assistenziale del
caregiver. Il monitoraggio nel tempo permette inoltre di intercettare problematiche che
possono comparire anche molti mesi dopo la fase acuta, facilitando il collegamento con
specialisti ospedalieri, servizi riabilitativi e rete territoriale.
Ogni ambulatorio condivide la stessa filosofia assistenziale, ma costruisce percorsi
personalizzati sulla base delle caratteristiche dei diversi pazienti. Le esigenze di una persona
sopravvissuta a un grave trauma cranico, infatti, sono differenti da quelle di un paziente
trattato con ECMO per insufficienza respiratoria o ricoverato dopo un arresto cardiaco.
L’obiettivo comune rimane quello di favorire il miglior recupero possibile della qualità della
vita e il ritorno al proprio ruolo familiare, lavorativo e sociale.
Il Follow-up rappresenta inoltre uno strumento prezioso anche per i professionisti della
Terapia Intensiva. Ritrovare i pazienti dopo mesi consente infatti di comprendere gli esiti
reali delle cure, osservare il recupero oltre la fase acuta, migliorare le decisioni cliniche
durante il ricovero e rafforzare il rapporto di fiducia con pazienti e familiari.
Un altro elemento distintivo del progetto è il modello organizzativo medico-infermieristico:
medici e infermieri gestiscono insieme l’ambulatorio, mettendo a frutto la stessa integrazione
professionale che caratterizza il lavoro quotidiano nei reparti di Terapia Intensiva.
Con questo progetto l’IRCCS San Gerardo dei Tintori conferma la propria vocazione
all’innovazione clinica e organizzativa, trasformando il Follow-up in una parte integrante del
percorso di cura. Perché oggi il successo delle cure intensive non si misura più soltanto nel
numero di vite salvate, ma anche nella qualità della vita restituita ai pazienti e alle loro
famiglie
