Cultura

Personale di Ada Nori nel mese dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne

Seregno – Mostra personale di Ada Nori, patrocinata dal Comune di Seregno, organizzata da Associazione InfinityArt.

L’esposizione sarà ospitata presso la Galleria Civica Ezio Mariani (Via Cavour 26, Seregno) dall’8 al 25 novembre 2025, con vernissage sabato 8 novembre alle ore 17.00.
All’interno della mostra, il 23 novembre alle ore 16.30, è inoltre previsto il reading teatrale “Caramelle non ne voglio più”, diretto da Michela Toni.

L’iniziativa si inserisce in occasione del mese dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, ponendo l’accento — attraverso il linguaggio dell’arte e del teatro — sul tema della forza femminile, della consapevolezza e della rinascita.

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Il lavoro di Ada Nori nasce dall’incontro tra figurativo e astratto, ma soprattutto dall’intreccio tra visibile e invisibile, tra materia e spirito.
Le sue opere esplorano la psiche femminile nelle sue molteplici sfaccettature, nelle contraddizioni che la abitano e nella capacità di trasformarsi. Ogni figura diventa luogo di esperienza, spazio di riflessione sull’esistenza, sul tempo e sull’essere.
L’artista scruta tanto la dimensione soggettiva della sensibilità della donna contemporanea quanto quella corale. I suoi personaggi non esistono isolati: si riflettono, si rispecchiano e dialogano tra loro, tessendo un reticolo emotivo condiviso, in cui le storie individuali si fondono in una memoria collettiva. È una geografia interiore in cui fragilità e resilienza, inquietudine e volontà di rinascita coesistono senza soluzione di continuità.
La tecnica pittorica diventa strumento di questa indagine. Ada Nori modula con pennelli e spatole, alternando velature leggere e stesure dense, pigmenti traslucidi e impasti materici. La luce filtra attraverso i colori, creando profondità che trascendono la semplice rappresentazione e invitano a una contemplazione quasi metafisica.
Le forme incarnano la tensione tra gesto e significato.
Il colore diventa voce e respiro dell’anima.
Dall’azzurro etereo al grigio della riflessione, dall’ocra dell’argilla al rosso pulsante della passione, ogni variazione cromatica segna un gesto, un atto di conoscenza e liberazione. La pittura si trasforma in fenomeno filosofico: scardina l’esistente, mette in crisi le certezze e apre alla possibilità di nuovi orizzonti.
Sebbene nata come pittrice, Ada Nori amplia presto il proprio linguaggio oltre la superficie della tela. La grafica e l’incisione le offrono nuovi territori di ricerca, dove segno e corpo si amalgamano in una tessitura sottile, fatta di stratificazioni sensibili e gesti meditati.
La scultura diviene un ulteriore spazio di perlustrazione: configurazioni tridimensionali, modellate con immediatezza e coscienza, danno luogo a sagome che custodiscono la stessa poetica della sua pittura (introspezione, forza, metamorfosi).
Terra, acqua e fuoco ne costituiscono la matrice originaria; l’aria le accoglie e le innalza, trasformandole in apparizioni sospese tra corporeità e visione, come frammenti di un pensiero plastico che si fa architettura e simbolo.