Economia e Lavoro

Brianza – Aumentate del 39% le liquidazioni giudiziarie (fallimenti) nei primi 3 mesi del 2026

I primi tre mesi dell’anno si sono chiusi con 572 liquidazioni giudiziali in Lombardia. Un incremento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2025. La procedura che, in base al nuovo Codice entrato in vigore nel luglio 2022, sostituisce il fallimento ha interessato in media oltre sei imprese al giorno.

Commercio e servizi si sono rivelati i due settori più fragili. Il report di Cribis, società del Gruppo Crif specializzata nelle informazioni commerciali su aziende italiane ed estere, aggiornato al 30 marzo fotografa un ciclo economico in sofferenza. Il primo bilancio trimestrale del 2025 contava 480 liquidazioni in tutta la regione, 92 in meno.
 Il peggioramento ha interessato nove province su dodici. Bergamo è passata da 44 a 70 procedure, con un aumento del 59%. Brescia da 56 a 62 (+10,7%), Como da 20 a 24 (+20%), Monza da 28 a 46 (+39%), Lecco da 5 a 6 (+20%) Milano da 228 a 267 (+14,6%), Pavia da 17 a 20 (+17,6%), Sondrio da 4 a 7 (+75%) e Varese da 30 e 36 (+20%). Le liquidazioni giudiziali sono invece diminuite a Cremona (da 19 a 18) del -5,2%, a Lodi (da 12 a 9) del -25% e a Mantova (da 17 a 7) del -58,8%.

“Il primo trimestre evidenzia una crescita significativa delle liquidazioni giudiziali e riporta il fenomeno ai livelli registrati nel corrispondente periodo del 2019. Un sintomo di come quel periodo, in cui interventi straordinari avevano attenuato le fragilità del sistema produttivo, sia ormai finito – analizza Marco Preti, amministratore delegato di Cribis –. Oggi queste fragilità riemergono in modo più selettivo, colpendo soprattutto i settori più esposti alla domanda interna e alla dipendenza dal credito. Più che una crisi generalizzata, stiamo osservando una fase di riassestamento in cui la capacità di gestire la liquidità, più ancora del fatturato, diventa il vero discrimine tra continuità e uscita dal mercato. In un contesto ancora segnato da domanda debole, costo del credito elevato e forte incertezza internazionale, per molte imprese diventa sempre più difficile mantenere equilibrio finanziario e continuità operativa”.

La centralità dell’accesso al credito emerge anche dall’ultimo rapporto di ricerca “Credito e liquidità” realizzato da Format Research per l’Osservatorio Congiunturale di Confcommercio Bergamo: negli ultimi sei mesi il 20% delle imprese ha chiesto liquidità al sistema bancario, un dato in aumento rispetto ai periodi precedenti. Tuttavia le domande accolte interamente sono poco meno della metà (48%), al di sotto della media nazionale (67%). A frenare la competitività sono soprattutto i tempi di elaborazione e l’importo concesso: il 27% delle domande accolte si traduce in meno credito di quanto chiesto (contro il 16% in Italia), mentre le aziende in attesa di risposta toccano il 18%. Quasi quattro volte sopra al 5% della media nazionale.